
Iniziamo il nostro viaggio nella formula dell’amore. E’ evidente a chiunque che l’aspetto fisico di un eventuale partner sentimentale è essenziale nel generare attrazione e quindi amore. L’amore infatti deve essere considerato una strategia evolutiva per consentire agli uomini di procreare nelle migliori condizioni possibili e di assicurare alla prole i massimi vantaggi esistenziali. E’ evidente che accoppiandoci con un partner bello e prestante fisicamente i vantaggiosi geni di quest’ultimo andranno a migliorare la robustezza e la resistenza alle malattie dei nostri figli.
Una cosa infatti che non salta subito all’occhio è che una persona realmente bella non è, da un punto di vista biologico, bella ma sana. Chi è bello comunica a livello subliminale di essere forte, sano e capace di generare una prole potenzialmente vincente nella lotteria evolutiva. Di conseguenza sia gli uomini che le donne hanno sviluppato nel corso della storia la tendenza ad apprezzare la bellezza nei partner sessuali e a farsi sedurre da essa. Come è ovvio le caratteristiche fisiche apprezzate da ciascun sesso sono in qualche caso diverse; le donne mostrano di preferire maschi alti e con spalle grosse, probabilmente a causa dell’aiuto e della protezione di cui hanno necessitato storicamente durante la lunga e problematica fase della gravidanza e quindi del successivo non meno problematico allevamento dei figli (i piccoli dell’uomo sono le creature animali più bisognose di cure e più tardive nel diventare autosufficienti). I maschi apprezzano le caratteristiche femminili atte a mettere al mondo con successo un figlio, ossia fianchi larghi utili al momento del parto, seni grandi, cuscinetti di grasso disposti in aree strategiche del corpo che attestano che la donna dispone di sufficienti riserve energetiche a cui attingere durante la gravidanza (fenomeno quest’ultimo svoltosi quasi sempre in regime di cibo scarso e non facilmente procacciabile).
Uno dei parametri principali di bellezza percepita è la simmetria, ossia la regolarità dei tratti somatici, la quale è il miglior certificato medico che un individuo possa produrre. Le irregolarità sono infatti spesso da attribuire a difetti genetici, tossine, mutazioni, malattie, quindi tradiscono una salute non buona. Esperimenti condotti mostrando foto di possibili partner a studenti universitari e chiedendo di assegnare loro un voto hanno rivelato che le foto mostranti maggiore simmetria nei tratti del viso (zigomi, naso, occhi, mascelle) erano quelle che incontravano maggiori favori.
Essendo così rilevante la bellezza nel generare attrazione e quindi successo sessuale e sentimentale, è evidente che gli esseri umani abbiano inventato vari sotterfugi per “imbrogliare” un possibile partner sulla loro desiderabilità biologica. Ecco dunque tutto il dispiegarsi dell’arsenale della cosmetica tradizionale (ciprie, rossetti, rimmel, trattamenti per capelli, parrucche, lozioni, lacche, busti, manicure e via dicendo), rinforzati di recente dalle “meraviglie” della chirurgia estetica (liposuzione, seni siliconati, labbra gonfie, nasi rifatti, e perfino in certi casi ossa allungate chirurgicamente, le quali ultime sembrano destinate a sostituire i tacchi, palesi o nascosti, che si sono sempre usati per aumentare altezza e quindi attrattiva fisica).
Veniamo ora alla mia formula dell’amore, la cui rappresentazione completa è qui. E concentriamoci sulla valenza numerica da assegnare alla bellezza del partner (o più in generale alla prestanza fisica) in un’equazione che descriva questo sentimento. Ho ritenuto che questa categoria dovesse essere valutata in modo diverso a seconda dei maschi e delle femmine per motivi che dirò poi. All’importanza della bellezza nel suscitare amore nei maschi ho ritenuto di assegnare un valore di 4a (ossia si assegna un voto da uno a dieci alla bellezza di un eventuale partner femminile e si moltiplica quel valore per quattro; la procedura in caso di valutazione di un compagno maschio è la stessa, solo che in quel caso si moltiplica per due il valore assegnato).
Naturalmente questa assegnazione numerica è del tutto arbitraria e non molto precisa. Per la corretta valutazione della bellezza nella percezione dell’amore avevo pensato, per i maschi, alla seguente espressione matematica. Bellezza = (a² – 4a). Questo mi pareva un valore più adeguato perché premiava meglio dell’altra formula la bellezza nella donna punendone la mancanza. Infatti si noterà che questa seconda formulazione algebrica può ottenere un punteggio massimo di 60 assegnando ad a il valore di 10 ( contro il tetto di 40 della formula semplificata). Al contrario in caso di valori bassi di a si ottiene un punteggio perfino negativo (l’inconveniente è che assegnando il voto 2 con questa formula si ottiene un risultato peggiore che assegnando un 1). In tutti i modi questo modo di valutare la bellezza ai fini dell’amore era evidentemente troppo tortuoso.
Riassumendo. Ecco i valori della bellezza del partner nel suscitare amore. In caso di innamorando maschio, 4a; per l’innamoranda femmina 2a.
Mi riservo di scrivere una postilla per spiegare perché la bellezza fisica, unitamente alla giovinezza del partner, assume un’importanza diversa nel generare attrazione (e credo pure amore) a seconda che sia interpretata da un cervello maschile o femminile.






