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martedì 4 marzo 2014

Lezioni di stile

nude-girls1 Mi sono accorto di non avere la più pallida idea di cosa significhi vestirsi bene o male. Ne avevo già il sospetto da anni, ma ne ho avuto la riprova leggendo un post di Io donna ripreso dal Corriere della Sera che linko a fine articolo: “Oscar: i trenta migliori e peggiori look di tutti i tempi”. Il post si limita a mostrare le foto affiancate, due alla volta, di trenta attrici vincenti all’Oscar, presumibilmente la notte della premiazione. Una semplice scritta, In e Out, ci informa che l’abito a sinistra va bene e che chi lo indossa dimostra stile, raffinatezza e buon gusto; mentre le disgraziate contrassegnate a destra dalla scritta Out sono destinate al pubblico ludibrio a causa delle loro pacchianeria e volgarità.

giovedì 27 dicembre 2012

Vivere nell’ombra

- Ciao, ho per te una tipica notizia natalizia: “Suzy, da regina del mezzofondo a escort”.

- Come dici, prego?

- Ascolta, una ex mezzofondista, Susy Favor Hamilton, vincitrice negli anni Novanta di sette titoli nazionali nei 1500 metri e partecipante a ben tre Olimpiadi, recentemente ha annunciato di aver fatto la escort con lo lo pseudonimo di «Kelly Lundy» per la Haley Heston, una delle più importanti agenzie del settore a Las Vegas. Pare che offrisse i suoi servizi a 600 euro all’ora.

- 600 a botta? Mi pare tanto, in effetti.

- Non ho detto 600 a botta, ma all’ora, testone! Ora però si è detta pentita e con un annuncio sul Web ha fatto pubblica abiura. Non hai commenti da fare?

- Un ecchissenefrega ti andrebbe bene? Uhm, certo che però ora mi chiedo che cosa si inventerà, la nostra povera Suzy. La compiango.

venerdì 12 ottobre 2012

La macchina per catturare i bambini

Un inventore ligure impegnato nel sociale e nella cura dell’infanzia, Orco Mangiafuoco, ha deciso di aiutare la polizia e gli assistenti sociali con una sua creazione: la macchina per prelevare i bambini. Il caritatevole Orco Mangiafuoco è rimasto scioccato dal recente video trasmesso da “Chi l’ha visto?” in prima serata, in cui un assurdo bambino in provincia di Padova si dibatteva a scuola, invece di ringraziare i poliziotti che lo trasferivano alla loro auto sospendendolo da terra come un piccolo re.

domenica 20 maggio 2012

Piccoli pazzi crescono

Siamo seduti su una panchina di via Medina, strada centrale di Napoli, di qui il Maschio Angioino con piazza Municipio, di là la salita che porta a via Toledo. Proprio a fianco a noi la fontana di Nettuno, opera d’arte risalente al vicereame del sedicesimo secolo. L’aria è buona, la sera è fresca e hai quasi l’impressione di sederti in un museo a cielo aperto senza pagare neppure il biglietto.
Passa un signore magro che mi fissa intensamente. Io guardo altrove perché sono sicuro di non conoscerlo. Quello insiste a fissarmi. Scrolla il capo come se non credesse ai suoi occhi. Io cerco di segnargli con lo sguardo che proprio non lo conosco. Alla fine quello non ce la fa più e mi dice: “E’ incredibile, siete assolutamente identico al mio capo servizio”. Io tiro fuori una faccia da “guarda come è strano il mondo”, e chissà perché mi sento vagamente in colpa per assomigliare al capo servizio del signore, forse perché deve essere un bel rompiscatole se mi assomiglia così tanto. Il tizio alla fine si allontana dopo alcuni commenti sbalorditi sulla straordinaria somiglianza rilevata.

mercoledì 25 aprile 2012

Vivere con 200 euro al mese

− Capitano, hai letto di quel ragazzo che afferma di vivere con 200 euro al mese?
− Ho sentito qualcosa, ma rinfrescami la mente, Cleide.
- Be’, c’è questo ragazzo di 28 anni, Devis Bonanni, credo che lo chiamino Pecoranera per il suo rifiuto di uniformarsi agli schemi tradizionali, che ha fatto il grande passo, ha lasciato tutto come spesso diciamo di voler fare tutti noi e se ne è andato a vivere lontano dalla città, lontano dalle comodità o presunte tali. Dice che ha eliminato tutte le spese delle bollette, luce, gas, affitto. La televisione non ce l’ha e si arrangia con la radio. Giura che non si fa mancare nulla, ha anche la nutella e la birra. Per spostarsi usa la bicicletta. Coltiva pomodori e melanzane o cavoli; fa ripetizioni di francese e aiuta un contadino a raccogliere la legna e questi gliene regala un po’ per l’inverno e gli dà qualche soldino. La domanda è: se uno riesce a vivere con 200 euro al mese, in che razza di zoo burocratico si è trasformata la nostra vita? Ci servono davvero tutte quelle cose per cui buttiamo tanti quattrini?
− Naturalmente sai che si potrebbe fare qualche piccolo appunto a questa notizia. Forse non è tutto oro quello che luccica.

giovedì 23 febbraio 2012

Dio non è morto, ci scusiamo per la notizia lievemente imprecisa

Mi dicono che non è vero. Quando c’era solo la Rai, Alighiero Noschese imitava un conduttore di telegiornale che annunciava catastrofi, terze guerre mondiali, notizie sensazionali, inondazioni; poi gli portavano un foglietto alla scrivania e lui dopo averlo letto rettificava con calma britannica: “Mi dicono che non è vero”. Naturalmente presto o tardi la realtà supera qualsiasi comico. Non molto tempo fa fu annunciato su giornali e televisione, con grande dispiego di mezzi, che era stato accertato il superamento della velocità della luce.

martedì 17 gennaio 2012

Mi spaventa lo Schettino che è in noi

t-shirt1- Ed eccoci qui a parlare di Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia. Mi pare che la sola concordia ottenuta sia quella di crocifiggerlo alla sua totale incapacità.

- Se  vuoi il mio parere si esagera. Tutti hanno trovato il perfetto capro espiatorio. Gli armatori per dire che le loro navi e i loro equipaggi sono eccellenti tranne una sola, sfortunata mela marcia, la magistratura per trovare il colpevole a tempo di record, i passeggeri per potersi lamentare in diretta sui telegiornali con l’aria eroica dei sopravvissuti al Titanic, anche se non risulta abbiano fatto niente di eroico se non tracannare alcolici e sculettare la Macarena in crociera, i giornali e le televisioni italiane per sparare sull’esponente dell’Italietta che non va, i giornali stranieri per dire avete visto che succede  a mettere un mangiaspaghetti a capo di qualcosa, i leghisti per dire la stessa cosa sostituendo la parola terrone a mangiaspaghetti, il governo Monti per distogliere l’attenzione dallo spauracchio spread e dalla tripla B delle agenzie di rating, i produttori cinematografici per trovarsi un cattivo da film già bello e fatto che ha il solo difetto di sembrare troppo imbecille per risultare vero.

- Si esagera? Non credo, ti faccio un breve riepilogo della Schettineide.

lunedì 24 ottobre 2011

Eroe da Grande Fratello

- La prima concorrente si chiama Claudia Letizia, leggo che è una spogliarellista del cosiddetto burlesque, napoletana, mamma 32enne.

- Cancellati quel sorriso ironico dalla faccia! Il burlesque è una forma d’arte. E poi non scordare che deve mantenere un bambino di otto anni. Mi pare una concorrente con tutti i numeri a posto.

- Come hai ragione! Conosco pure io diverse mamme con figli a carico e fanno tutte quante le spogliarelliste per tirare la carretta. Comunque non posso negare che abbia un curriculum di prim’ordine: ha vinto il titolo di “Miss maglietta Bagnata”, è stata carne da cannone a “Beato tra le donne”, “Ciao Darwin”, “Tifosi”, ha vinto oltre 100 mila euro al programma “I soliti ignoti” di Fabrizio Frizzi che non ho la più pallida idea di cosa sia non avendone visto nemmeno un fotogramma, finalista a “Lady Burlesque” di Sky, idem come sopra. Vediamo, selezionata da Playboy e pluricalendarista. Un gran lavoratrice, non c’è che dire.

- Basta, non ti sopporto quando fai il superiore. Il tuo problema è che giudichi i programmi senza averli visti, come fate tutti voi predicatori da internet che ve ne state sempre col dito puntato contro tutti.

- In effetti sei nel giusto. Credo che mi vedrò tutte le puntate di “Miss Maglietta Bagnata” e anche di “Miss costumino superbagnato e supertrasparente” e poi ti saprò dare un giudizio culturalmente più articolato sulla nostra Claudia. Nel frattempo passiamo al secondo concorrente. Ehilà, qui abbiamo nientepopodimenoché un principe indiano interessato a trovare moglie.

venerdì 23 settembre 2011

L’ingegnere sadomaso, ovvero x uguale a pi greco

La situazione è nota a tutti, un ingegnere di Facebook intrattiene due ragazze con pratiche sadomaso in un garage. Una ci lascia la pelle, l’altra va in coma farmacologico all’ospedale. Perché ne parlo? Perché in giro c’è molta confusione e quasi nessuno sa come sono andate realmente le cose, a cominciare da qualche blogger fascista sadomaso che tromboneggia sulla questione senza averci capito un tubo. Ripetiamo i fatti. C'è un tizio trovato dalla polizia in un garage accanto a due ragazze impiccate a una corda fatta passare sopra un trave. Quindi abbiamo una trave e due ragazze che pendono dai due capi della stessa corda, una di qua e una di là. Chi ce le ha messe quelle due ragazze impiccate alla corda? chiede la polizia. Ce le ho messe io, dice il famigerato ingegnere sadomaso, ma era solo un gioco.

Un giuoco? fa la polizia. E in che cosa consisteva, questo innocente giuochino? (La polizia fa così quando incontra ingegneri sadomaso accanto a ragazze impiccate dagli stessi, parla come Mike Bongiorno ai bei tempi: dice giuoco, dice picciuolo, fagiuolo, dice persino intiero come prescrive il Novissimo dizionario Palazzi edizione 1957.)

domenica 20 marzo 2011

Viva la bella guerra uaccadero uaccadà

Viva la bella guerra, uaccadero uaccadà, viva la bella guerra in cui si ammazzano i cattivi, cioè quelli salutati dalle nostre intelligentissime bombe, e si mettono al governo i buoni che sono così buoni che ci danno pure il petrolio perché se non ce lo danno gli facciamo uaccadero uaccadà.
Viva la bella guerra in cui usiamo solo missili umanitari che uccidono solo gli antiumanitari e che se per caso uccidono anche qualche migliaio di umanitari lo fanno sempre per una superiore causa umanitaria uaccadero uaccadà, viva la guerra fatta dai premi Nobel per la pace che sono così bravi che ti ammazzano con gli aerei invisibili Stealth in modo che non vedi l’aereo, non vedi il missile e, puf che bello, non ti accorgi nemmeno che sei stecchito, e capisci che la tua non si potrebbe neanche chiamare morte, ma al massimo eutanasia,

venerdì 25 febbraio 2011

2012

Il 2012 iniziò nel 2011, ma già da prima ce n’erano tutti i sinistri presupposti. Tutto partì dalle rivolte popolari nell’Africa musulmana. Prima la rivolta del pane in Tunisia, poi cadde l’Egitto e quindi la Libia, nonostante l’insensata resistenza di Gheddafi. Dopo un po’ come un castello di carte caddero tutti i regimi musulmani mediorientali non espressamente integralisti come l’Iran. Fu detto che le rivolte fossero state organizzate dai servizi segreti americani, anche perché si svolsero dovunque con la benevolenza o l’aperto appoggio degli eserciti nazionali. Nessuno all’epoca riuscì a dimostrare questa ipotesi e ormai è troppo tardi per provare alcunché.

lunedì 4 ottobre 2010

Un gatto, un cane e la fine del mondo

Un paio di sere fa tornavo a casa dopo aver comprato un pezzo di pane croccante in un forno aperto anche di sera (ci vado appena posso, il pane croccante di sera mi sembra più buono che di mattina). Improvvisamente sento un grido tra l’angosciato e l’adirato: “Vaffanculo, brutto stronzo!” E poi ancora Vaffanculo, Vaffanculo. Mi dico: staranno picchiando o rapinando qualcuno. Niente di tutto questo. Mi volto e per un attimo pare che il mondo si fermi. A pochi metri da me ci sono un cane e un gatto che si fronteggiano in silenzio. Il cane è uno di questi botoli antipatici tendente al peluche che ti ringhiano e abbaiano addosso appena ti hanno a tiro, e che cercano di azzannarti una gamba forti dell’appoggio dell’onnipresente padrone-guardia del corpo che ti porterebbe in tribunale  se mollassi una sacrosanta pedata al suo ammasso di pulci stronzo e vigliacchetto. Il cane è grande almeno il doppio del gatto, ma non abbaia aggressivo come fanno i cani quando incrociano i gatti grandi la metà di loro. Il felino non ha per niente paura, ha pelo e coda rizzati e si avvicina pian piano a questo cagnone che abbaia e ringhia a omaccioni giganteschi, ma che per una volta sembra aver compreso il valore filosofico del silenzio.

lunedì 9 agosto 2010

Il delitto e la raccomandazione (quasi) perfetti

Vediamo se possiamo avvicinare grande letteratura (gialla) e grande raccomandazione e grandissimo nepotismo (all’italiana) e vediamo se possiamo farlo in poche righe. C’è uno splendido romanzo thriller di Patricia Highsmith, Sconosciuti in treno, da cui è stato tratto pure il film hitchcockiano Delitto per delitto, che fa al caso nostro. Uno dei protagonisti del romanzo, Bruno, crede di aver trovato il segreto del delitto perfetto, e cioè il delitto (all’apparenza) senza movente. Prende un treno qualsiasi e contatta un passeggero sconosciuto, Guy, sul quale però aveva già preso delle informazioni. Guy è stato tradito dalla moglie, mentre Bruno odia suo padre. La proposta è la seguente, Bruno avrebbe ucciso la moglie fedifraga di Guy, mentre l’altro avrebbe ricambiato il favore eliminando il padre padrone. Nessuno degli assassini ha relazioni con la futura vittima e nessuno sospetterà di loro, anche perché dopo quell’incontro occasionale in treno non si rivedranno più. Tu fai un delitto per me e io lo faccio per te, uguale il delitto perfetto.

martedì 29 giugno 2010

Amare è un po’ impazzire


Io e Cleide scendiamo la strada principale di Caserta Vecchia, splendido borgo medievale con vestigia risalenti all'epoca sveva e angioina. Cleide a un tratto si ferma davanti all’ennesimo negozio di artigianato e a me non resta che fare altrettanto, sperando che la smetta di struggersi per ninnoli e chincaglierie come ha fatto per tutta la giornata. Lei però legge trasognata un foglio appeso a un muro che avrà un migliaio di anni. Un trafiletto parla di un’artista tedesca, tale Ursula Nonsocosa, che negli anni Sessanta si infatua tanto di Napoli e dintorni che pianta tutto nella terra dei crucchi e se ne viene a vivere proprio lì, dove siamo noi. Si innamora perdutamente di una chiesetta medievale in rovina e spende tutti i risparmi per ristrutturare la casa di fronte, denominata Casa delle Bifore, e ora vive lì dedicandosi all’artigianato.
Leggo tutto alla maniera del blog, cioè zigzagando tra le righe alla velocità della luce e fermandomi quando mi pare di aver compreso il senso del messaggio, momento in cui ho catalogato questa Ursula tra le turiste nordiche imitate alla radio ai tempi di Arbore-Boncompagni, quelle che dicevano “Wooonderfuuul”, davanti alle peggiori schifezze nostrane o che commentavano “Moltouu pitttouescoooww” trovandosi in un basso napoletano infestato da liquami e lavoro minorile.

giovedì 17 giugno 2010

Come rapinare una banca con Google

Questo post è stato ispirato da un paio di eventi. Prima di tutto ho notato che ieri è capitato sul mio blog un visitatore seguendo la chiave di ricerca di Google “cerco soci per rapinare banche”. Il visitatore è stato dirottato sul mio post “Cerco soci editori”, ma non credo che sia rimasto deluso, essendo notoriamente certi editori indistinguibili dai rapinatori di banche. Il secondo elemento ispiratore è stato mio nipote, di cui ho parlato nel post L’ultimo uomo sulla terra, quello che da bambino mi faceva strane domande tipo come sopravvivere da ultimo uomo sul pianeta, come evadere da una prigione o, appunto, come rapinare una banca.

Io all’epoca gli rispondevo che non doveva essere poi così difficile svaligiare una banca. Ci riusciva un sacco di gente di limitate conoscenze e a maggior ragione avrebbe potuto riuscirci qualcuno che pianificasse il colpo informandosi. Dove le prendi le informazioni? faceva lui. Be’, ci sarà pure da qualche parte un manuale per rapinare una banca, facevo io. Lui rideva e io gli facevo notare che su internet, se sapevi cercare, erano reperibili informazioni per costruirti bombe terroristiche, per suicidarti in fretta, per comprare kalashnikov o tagliare eroina. In realtà però non avevo mai controllato se sul web esistesse un serio manuale su come rapinare una banca. Fino a ieri, almeno. Finché non me l’ha fatto ricordare il tizio che cercava soci rapinatori.

sabato 5 giugno 2010

Svelato il tema di maturità: se sei bello (o no) ti tirano le pietre.

Ancora uno scoop del blog dell’Ultimo uomo sulla terra. Vi sveliamo in anteprima assoluta la traccia di italiano al prossimo esame di maturità ottenuta con i nostri potenti mezzi investigativi.
“Commentate i versi dei poeti Gian Pieretti, Ricky Gianco e Antoine alla luce delle moderne acquisizioni di sociologia del web e psicologia delle masse. Tu sei bello e ti tirano le pietre. Giustificate questa frase con la teoria della “mors tua vita mea” o dell’”homo homini lupus”. Tuttavia considerate pure che Tu sei brutto e ti tirano le pietre: allora soltanto un nichilismo intellettuale può giustificare questa seconda rivoluzionaria affermazione. Chiediamoci con i tre sommi poeti dove va l’umanità, cerchiamo di capire il suo torpore ideologico e la sua inerzia spirituale. Tu sei buono e ti tirano le pietre, sei cattivo e ti tirano le pietre. Questo ulteriore tassello filosofico ci fa approdare al riconoscimento dell’imprevedibilità di ogni esperienza umana e dell’impossibilità di dare una sistemazione logica compiuta al nostro oscuro e complesso modo di agire. Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai tu sempre pietre in faccia prenderai. Ecco finalmente dispiegarsi il pensiero dei vati nella sua sofisticata compiutezza. Da qui lo scoraggiato e rassegnato guardarsi vivere dell’umanità moderna e la sua sterile saggezza, che consiste in una lucida e spietata consapevolezza della propria malattia del vivere, accompagnata dalla totale sfiducia di poterla in qualche modo superare. Sarà così finché vivrai, sarà così, tu sempre pietre in faccia prenderai. Giustificare la suddetta affermazione alla luce della vita degli autori e della loro esperienza formativa.”

martedì 2 febbraio 2010

Il pulsante per distruggere il mondo

- Figlia mia, come vedi davanti a te ci sono due pulsanti

- Figlia mia sta mazza, ti pregherei di non usare quel tono patriarcale con me, anche se sei Dio. Mi sono stancata di queste sparate maschiliste. E’ tutta la vita che le combatto.

- Mi spiace per te, ma non sono Dio, anche se ti ho già dato ampie prove della mia potenza. Posso fare molte delle cose che voi attribuite alle vostre divinità e anche qualcuna in più. Ciò che importa è che lì davanti a te ci sono due pulsanti. Fanno parte di un esperimento importante che coinvolgerà il genere umano e il pianeta che abita. Tra poco dovrai premere uno dei due tasti. Se premi il tasto blu distruggerai il mondo, con quello giallo lo salverai.

- Ma cos’è, uno scherzo?

- Nessuno scherzo. Come vedi ti ho trasferito in un istante a distanze astrali dal tuo pianeta d’origine, quel puntino blu laggiù è la terra. Ora il suo destino dipende dalle tue scelte. Il pulsante giallo salva il mondo e il blu lo condanna.

domenica 10 gennaio 2010

Secret – La legge di Attrazione

Qualche sera fa mi decido: vedo Secret – Il segreto, il film che tratta della cosiddetta “legge di attrazione”. Perché lo faccio? E’ semplice, il film garantisce di aver scoperto un “segreto” che porta al successo o all’autoaffermazione: e questo reietto Capitano non disdegnerebbe idee per rimpinguare le tasche o per piazzare qualche suo scritto presso editori di sostanza.

Bene, accendo il lettore dvd. Più che un film sembra un documentario. Vari personaggi si susseguono sullo schermo e spiegano come sia cambiata in meglio la loro vita dopo aver scoperto e utilizzato il Segreto di cui si parla. I personaggi hanno tutti cariche di basso profilo tipo miliardari, filosofi, utopisti, scienziati, autori di super best seller. I due o tre dottori e psicologi devono essere gli sfigati dei soddisfatti utilizzatori del Segreto e della sua esplosiva appendice, la Legge di Attrazione. Ma non ci distraiamo. Il segreto di cui sopra sarebbe stato finora una risorsa di personalità del calibro di Einstein e Napoleone, che lo avrebbero occultato senza trasferirlo all’uomo comune, forse in ossequio al motto “Vivi e frega gli altri”. Gli autori del film comunque proclamano che, nonostante l’avidità degli eminenti fruitori, hanno scoperto il segreto  e lo divulgheranno per la modica cifra del costo di un biglietto da cinema.

domenica 13 dicembre 2009

La religione del successo

Questa intervista potrebbe svolgersi in un futuro molto prossimo.

- Lei, Gran Maestro, è il fondatore e la massima autorità della religione che sta spopolando in questo scorcio di terzo millennio, facendo proseliti in tutte le classi sociali e soprattutto tra i giovani, e superando ormai le religioni tradizionali come cristianesimo e islamismo. Vuole spiegare ai nostri spettatori in che cosa consiste il suo rivoluzionario credo?

- E’ semplice, la religione del Successo vuole migliorare le condizioni di vita degli uomini e portarli alla felicità. Noi riteniamo che la causa prima di felicità dell’essere umano sia il conseguimento del successo, nella società, nel lavoro, in amore e soprattutto nel conto in banca. Noi vogliamo portare al successo e quindi alla felicità il maggior numero di persone.

- Una cosa più facile a dirsi che a farsi, se mi permette, Eminenza.

- Dipende dai punti di vista. Sa, la religione del Successo ritiene che un gran numero di persone abbia dei talenti nascosti, scoprendo e valorizzando i quali si può arrivare all’autoaffermazione e quindi al pieno appagamento. Anche lei potrebbe avere dei talenti nascosti e non saperlo.

lunedì 9 novembre 2009

Fare soldi su internet

Fare soldi. Mica è così difficile. Basta cercare lavoro con un po’ di buona volontà. Naturalmente la prima cosa da fare è cercare gli annunci su internet. Il web è un mondo ricco di occasioni. Per esempio ci sono offerte di stage dappertutto. Nell’informazione, nel gossip, nei portali turistici. Fare lo stagista significa che tu lavori e non ti pagano. Per esempio scrivi articoli sul giapponese che ha vinto Miss Mondo Trans o sugli amori chissenefrega di Michelle Hunziker e nessuno ti scuce  un centesimo. Però non ti chiedono nemmeno soldi per farti fare lo stage. E se scrivi molti articoli su Miss Mondo Trans e sulla Hunziker, con tutti i soldi che non paghi per lo stage ti puoi pure arricchire.

Però è meglio non fermarsi al primo annuncio che troviamo sul web. Sotto ci sono opportunità di lavoro, e quindi di fare soldi, ancora più allettanti. Per esempio cercano webmaster, promoter web marketing, docenti di Microsoft visual Basic Net e Asp Net.  programmatori C++ Linux, Key Account Manager. Tutti lavori che può svolgere chiunque, come si vede. Così come il Family Banker. Come, chi è il Family Banker? E’ uno che lavora in bank e che ha sempre appresso una foto della sua family. Il Family Banker va alla grande sul web, le aziende ne cercano a dozzine. E’ bello fare il Family Banker. Quando ci riesci, hai le tasche piene di Family Card alla menta da regalare ai Family Children.