Questo non è un post di politica, anche se si parlerà di Berlusconi, di sinistra e di elezioni. Piuttosto si parlerà di un mistero da libro giallo, un mistero più difficile da svelare di quelli delle storie di Agatha Christie. Cercheremo di rispondere anche se non abbiamo nessun investigatore Poirot a portata di mano.
Berlusconi in un libro di Agatha Christie. Il mistero alla Agatha Christie inizia in Italia, nell’anno del Signore 1993/1994. E’ un periodo movimentato, c’è voglia di smuovere un sistema politico rimasto mummificato al potere per mezzo secolo. Un noto personaggio annuncia che si candiderà alle elezioni o meglio comunica, con il suo bizzarro linguaggio, che scenderà in campo. A prima vista costui ha tutti i requisiti per risultare indigesto alle urne. E’ incredibilmente ricco, possiede televisioni, banche, ville principesche con vulcani artificiali che eruttano fuoco secondo il suo capriccio, piccole città, catene di supermercati. Insomma è pieno di soldi da fare schifo (all’elettore medio, per lo meno). Senza dubbio potrebbe intercettare le simpatie politiche dei ricchi e dei facoltosi, ma se in Italia i ricchi e i facoltosi fossero la maggioranza dell’elettorato, che straordinario paese sarebbe questo. A dire la verità nessuno sa come abbia fatto ad accumulare tanti soldi, il tizio che si presenta alle elezioni, soprattutto se si guardano le sue qualità morali e intellettuali. Chiunque lo veda, e lo hanno visto in tanti in quegli anni giacché la sua immagine è sparata a ciclo continuo su tutte le televisioni del Belpaese, direbbe che il riccastro sceso in politica è intelligente quanto il tuo vicino di casa, anzi anche un po’ di meno,





