La maggior parte delle persone pensa erroneamente che il modo giusto di usare Facebook sia di procurarsi nuovi amici. In realtà è vero il contrario. Un recente studio condotto al Mit (Massachusetts Institute of Technology) ha dimostrato che il piacere maggiore gli utenti lo provano cancellando nominativi dalla propria lista di amici. Il piacere sarebbe crescente quando le cancellazioni sono accompagnate da espressioni quali “Vaffanculo stronzo/a” o “Salutami a mammeta, coglione”. Espressioni più forti di questa agirebbero addirittura sullo stress esistenziale, diminuendolo o, in casi particolarmente propizi, azzerandolo.
venerdì 16 novembre 2012
Cancellare amici da Facebook allunga la vita
giovedì 8 novembre 2012
I tempi eroici del blog
Oggi mi sento nostalgico. Che ne diresti di parlarci dei tempi eroici del blog?
I tempi eroici del blog?
Sì, mi hai capito. Quando il blog sembrava un’avventura affascinante e ti pareva di maneggiare fuoco vivo e non parole.
Guarda che il blog è affascinante pure adesso. Comunque ho afferrato il concetto. Ti riferisci al blog dei primordi. Quando c’era la community, quando ti sembrava di far parte di un mondo rutilante, frenetico, quasi sismico. Un mondo di polemiche, litigi, amicizie che nascevano o morivano, diatribe politiche e non, parolacce, confusione, anonimi che ti offendevano senza sapere nemmeno loro perché, discussioni e cazzeggi a non finire. Insomma stai parlando del bellissimo casino che impazzava nella Frontiera del diario virtuale.
Dicci la tua prima volta sul blog.
giovedì 25 ottobre 2012
La bomba
Sta finalmente per uscire il mio prossimo romanzo. Si chiama La bomba ed è edito da Homo Scrivens, una casa editrice napoletana gestita da giovani dinamici, ma già con vasta esperienza sul campo. Spero che cliccando sull’immagine si legga la quarta, in cui è spiegata la trama almeno in parte. Qui posso aggiungere due parole alla come vengono. Un'esplosione distrugge la città di Napoli. La città è devastata, ma forse è il mondo intero a essere nelle stesse condizioni. Eppure è come se la bomba offrisse un'altra occasione a individui macchiatisi di colpe gravi o gravissime. È un po’ come nella vecchia canzone dei Ribelli "Pugni chiusi", citata a inizio romanzo: “Pugni chiusi / non ho più speranze / in me c'è la notte più nera". Ebbene, forse la Bomba farà un po' di luce nella notte di alcuni.
domenica 21 ottobre 2012
E’ roba mia, non di Woody
Se ti ami, ami.
Se non ti ami, non ami.
Se ti ami, ma non ami, forse non ti ami.
Se ti ami, ma pur amandoti ami non amare, forse ciò che ami è l'amore di vederti amare.
Mi sono imbattuto in questo mio commento sul mio vecchio blog di Tiscali. Siccome siamo stati fin troppo seri di recente, lo pubblico. Però mi accorgo che questi miei indegni versi hanno un loro senso, se uno non si impantana nello scioglilingua.
venerdì 12 ottobre 2012
La macchina per catturare i bambini
Un inventore ligure impegnato nel sociale e nella cura dell’infanzia, Orco Mangiafuoco, ha deciso di aiutare la polizia e gli assistenti sociali con una sua creazione: la macchina per prelevare i bambini. Il caritatevole Orco Mangiafuoco è rimasto scioccato dal recente video trasmesso da “Chi l’ha visto?” in prima serata, in cui un assurdo bambino in provincia di Padova si dibatteva a scuola, invece di ringraziare i poliziotti che lo trasferivano alla loro auto sospendendolo da terra come un piccolo re.
giovedì 4 ottobre 2012
Il gioco del vero o falso in politica
Come nel celebre gioco della Settimana Enigmistica, ecco qui un rapido test sul mondo della politica.
1. Pagando poco i politici li si indurrà a rubare o a farsi corrompere da faccendieri economici.
Vero.
2. Pagando di più i politici gli si impedisce di rubare e farsi corrompere da faccendieri economici.
Falso. Il di più dello stipendio sarà una perdita secca per la collettività e non inciderà sulle ruberie dei politici. Uno stipendio alto a un parlamentare o a consigliere regionale lo abituerà a una vita lussuosa e gli farà desiderare maggiori lussi.
3. Il comunismo e tutto ciò che rappresenta è morto con la caduta del muro di Berlino.
sabato 22 settembre 2012
Prendi la donna e scappa - I finali dei film
In quasi ogni film, si sa, c’è un uomo alle prese con una signora o fanciulla e spessissimo le azioni dei personaggi sono motivate dal conoscere, conquistare o sottrarre agli altri quella signora o fanciulla. Vediamo i principali epiloghi cui vai incontro sul grande schermo incappando nella bella di turno.
1. Arraffi la donna e scappi. Il lieto fine è un epilogo diffusissimo. Prendono la donna e scappano (o restano) sia Dustin Hoffman nel Laureato che Daniel Day-Lewis nell’Ultimo dei Moicani. A volte la donna che arraffi ha qualche parte meccanica e anzi non è per niente una donna, come nel caso della Replicante Sean Young in Blade Runner, ma Harrison Ford sembra pensare che, vera o sintetica, una donna è sempre una donna.
2. Lasci la donna e fai il grand’uomo. Humphrey Bogart rinuncia a partire da Casablanca con Ingrid Bergman per favorire la resistenza al nazismo e il futuro della bella e impossibile compagna.
martedì 4 settembre 2012
Peggy e Pedro
“Peggy, torna da me, ti amo. Non posso vivere senza di te!” gridò Pedro.
Chi lo avesse visto mentre diceva quelle parole, sarebbe stato tentato di ridere, perché Pedro non si chiamava Pedro e la persona a cui si rivolgeva probabilmente non si chiamava Peggy. Sì, la tentazione di ridere sarebbe stata forte: Pedro che non si chiamava Pedro era in piedi su un ponte di Roma, probabilmente non troppo distante da un lampione pieno di catenacci dell’amore, ma non sembrava per nulla uno dei ragazzini fighetti di Moccia che si promettono amore eterno per poi sputtanarsi a morte cinque minuti dopo su Facebook. Pedro non aveva niente del Romeo moderno. Era vestito di stracci, un barbone grosso così, ed era ubriaco. Qualcuno avrebbe anche potuto definirlo ubriaco d’amore, ma non si poteva ignorare l’acre puzzo di alcol che emanava dalla sua persona