Avete mai immaginato di essere intervistati in un vero studio televisivo, con il vostro romanzo in mano, un microfono attaccato al collo della maglia e la gamba accavallata (o forse no) sul divano? A me è capitato precisamente stamattina negli studi di un’emittente televisiva napoletana. Ed ero l’ultima persona al mondo che si aspettava di fare una simile esperienza.
giovedì 10 gennaio 2013
La mia intervista televisiva
giovedì 27 dicembre 2012
Vivere nell’ombra
- Ciao, ho per te una tipica notizia natalizia: “Suzy, da regina del mezzofondo a escort”.
- Come dici, prego?
- Ascolta, una ex mezzofondista, Susy Favor Hamilton, vincitrice negli anni Novanta di sette titoli nazionali nei 1500 metri e partecipante a ben tre Olimpiadi, recentemente ha annunciato di aver fatto la escort con lo lo pseudonimo di «Kelly Lundy» per la Haley Heston, una delle più importanti agenzie del settore a Las Vegas. Pare che offrisse i suoi servizi a 600 euro all’ora.
- 600 a botta? Mi pare tanto, in effetti.
- Non ho detto 600 a botta, ma all’ora, testone! Ora però si è detta pentita e con un annuncio sul Web ha fatto pubblica abiura. Non hai commenti da fare?
- Un ecchissenefrega ti andrebbe bene? Uhm, certo che però ora mi chiedo che cosa si inventerà, la nostra povera Suzy. La compiango.
sabato 15 dicembre 2012
Commedia altruista in tre atti
Primo atto
AMICO: Guarda quell’uomo in piedi sul parapetto del ponte! Vuole buttarsi di sotto. È disperato. Forse ha perso il lavoro o l’ha lasciato la moglie. Dio mio devi fare qualcosa per lui. Devi assolutamente intervenire prima che si butti.
ALTRUISTA: Meno male che ci sono io! Intervengo subito. Spostati, fammi spazio. Ecco, arrivo.
AMICO: Ma che stai facendo con quel telefonino in mano?
ALTRUISTA: Riprendo il volo dell’uomo dal ponte. Poi metto il filmato su You Tube, ci farò almeno un milione di click e un numero di poco inferiore di condivisioni.
AMICO: Ma scusa non era meglio tentare di salvarlo?
venerdì 14 dicembre 2012
Sparatori folli e folli osservatori
Usa: massacro in una scuola elementare del Connecticut. 29 morti, di cui 22 bambini tra 5 e 10 anni. Autore uno di questi che chiamano folli.Si è da poco concluso il processo di quell'altro folle che in Norvegia aveva ucciso una ottantina di persone perlopiù su un'isola, massacrandole con metodo e tranquillità come una volpe in un pollaio.
Una volta mi domandai: e se i folli sparatori facessero proseliti? Se non fossero degli anormali, ma solo l'inevitabile frutto di un certo nostro malsano modo di vivere? Se il loro numero aumentasse via via che la nostra società rinforzasse la spersonalizzazione dei rapporti umani già osservabile attualmente? Se i rari sparatori attuali fossero solo l'avanguardia di quelli che verranno in futuro?
Proviamo a immaginare un mondo fatto in gran parte di persone che ti prendono col telefonino invece di aiutarti se cadi sui binari della metropolitana, come è successo in quel recente episodio a New York (l’autore ha venduto il filmato a un giornale e non è divenuto una star di You Tube solo perché il tizio ripreso era stato così maleducato da morire sfracellato sotto il treno)… In un mondo così, quanti sparatori folli ci sarebbero? E li si dovrebbe definire ancora folli?
sabato 1 dicembre 2012
Rap di Natale
Voglio il presepe quest'anno, l'albero di una volta, il Natale in casa Cupiello, quello del primo atto della commedia, Tommasino il Nennillo che si mangia i maccheroni scaldati avanzati che sarebbero dovuti spettare a Eduardo, si vende le scarpe dello zio e non dice nemmeno sotto tortura che il presepe del padre è bello, Natale con Totò e signori si nasce, con Jimmy Stewart e René Clair, la Freccia Nera che fischiando si scaglia e la sporca canaglia un saluto ti dà, Natale di Alan Ford in "Santa Claus story" e Bob Rock che cerca di apparire più alto e col naso meno grosso, di Tex Willer alle prese con El Diablero e della sigla notturna della Rai con le immagini delle nuvole, Natale con il cartello sulla trasmissione che sarà ripresa il più presto possibile e scusateci per questa rottura di balle dell'intermezzo televisivo con l'arpa. Natale a giocare a pallone sotto casa tre contro tre o quattro contro quattro, Natale a fare collette per comprare palloni più economici del Super Santos, magari quella schifezza del Super Tele che un soffio di vento se lo porta via,
martedì 27 novembre 2012
Il quindicenne suicida era condannato a morte?
La vicenda è nota. Andrea, uno studente quindicenne romano si è tolto la vita impiccandosi con una sciarpa. Era un tipo originale, colto e soprattutto sensibile. Si vestiva in modo vistoso, a volte si travestiva. Hanno detto che era gay, ma la madre, una donna intelligente e moderna vista ieri nei telegiornali, ha detto che il figlio le aveva confidato di essere innamorato di una ragazza.
Perché Andrea è morto? Lo ha spiegato in modo accorato ieri la madre nella sua lettera denuncia. Andrea veniva accusato dai compagni di essere gay, di vestirsi e comportarsi in modo strano, di essere fuori dal coro. Sei strano, ti smalti le unghie, ti vesti di rosa, non pensi come noi, non ti comporti come noi, non fai le cazzate che facciamo noi: sei fuori dal gruppo, forse sei pericoloso, e soprattutto sei solo e indifeso e noi siamo in tanti: praticamente sei già morto, devi soltanto capirlo.
venerdì 16 novembre 2012
Cancellare amici da Facebook allunga la vita
La maggior parte delle persone pensa erroneamente che il modo giusto di usare Facebook sia di procurarsi nuovi amici. In realtà è vero il contrario. Un recente studio condotto al Mit (Massachusetts Institute of Technology) ha dimostrato che il piacere maggiore gli utenti lo provano cancellando nominativi dalla propria lista di amici. Il piacere sarebbe crescente quando le cancellazioni sono accompagnate da espressioni quali “Vaffanculo stronzo/a” o “Salutami a mammeta, coglione”. Espressioni più forti di questa agirebbero addirittura sullo stress esistenziale, diminuendolo o, in casi particolarmente propizi, azzerandolo.
giovedì 8 novembre 2012
I tempi eroici del blog
Oggi mi sento nostalgico. Che ne diresti di parlarci dei tempi eroici del blog?
I tempi eroici del blog?
Sì, mi hai capito. Quando il blog sembrava un’avventura affascinante e ti pareva di maneggiare fuoco vivo e non parole.
Guarda che il blog è affascinante pure adesso. Comunque ho afferrato il concetto. Ti riferisci al blog dei primordi. Quando c’era la community, quando ti sembrava di far parte di un mondo rutilante, frenetico, quasi sismico. Un mondo di polemiche, litigi, amicizie che nascevano o morivano, diatribe politiche e non, parolacce, confusione, anonimi che ti offendevano senza sapere nemmeno loro perché, discussioni e cazzeggi a non finire. Insomma stai parlando del bellissimo casino che impazzava nella Frontiera del diario virtuale.
Dicci la tua prima volta sul blog.