Enrico Mentana ha dichiarato di abbandonare Twitter (da notare come al solito che il vip o il vippino sono tutti su Twitter e ancora aspettiamo una spiegazione) a causa dei molti insulti ricevuti lì. Ecco il suo ultimo cinguettio: “Un saluto finale a tutti”.Il suo collega giornalista, Clemente Mimun, direttore del tg5, ha invitato il popolo italiano a iscriversi alla pagina twitteriana di Mentana per indurlo a tornare sulla sua decisione: non si sa in che modo ciò possa essere vantaggioso per la Nazione, ma Mimun giura che la presenza di Mentana sul social network sarebbe salvifica.
venerdì 10 maggio 2013
sabato 4 maggio 2013
L’assassino senza nome
Arrestato un senegalese per l’assassinio di una ragazza livornese, Ilaria Leone di 19 anni, strangolata a mani nude e lasciata cadavere in un oliveto di Castagneto Carducci. Alcune riflessioni.
Uno: guai ai vinti, la vittima aveva una vaga rassomiglianza con Elisa Claps, cioè aveva la faccia di una brava ragazza acqua e sapone, una che non sa difendersi nemmeno a scuola. Di sicuro non ha provocato in nessun modo il suo assassino, forse gli ha solo fatto nascere la pericolosissima idea che ucciderla sarebbe stato facile. Se Ilaria avesse avuto una faccia da figlia di buona donna sarebbe ancora viva e illesa anche se avesse ballato nuda davanti al suo aggressore in un luogo isolato.
martedì 30 aprile 2013
A chi il Vaticano? A noi!
Valeria Marini si sposa in Vaticano con un imprenditore. Tra gli invitati Cucinotta, Signorini, Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo. Nozze organizzate da Enzo Miccio, ossia il bellimbusto pelato vestito da spaventapasseri dandy che, insieme a quella sessantenne ossigenata in minigonna patinata, dà consigli di stile ai disgraziati che lo vedono maestro di qualcosa. Dice la sposa che al posto di regali gradirebbe donazioni a favore di associazioni benefiche da lei indicate. Si ignora se tra le azioni benefiche delle associazioni sia prevista la scelta della Marini come astronauta pioniera per il viaggio su Marte senza ritorno, organizzato in questi giorni dall’organizzazione olandese no-profit Mars One (in questo caso, però, ci sarebbe un profitto sicuro per il pianeta).
domenica 21 aprile 2013
Analisi militare della battaglia per la presidenza della Repubblica
Napolitano è stato rieletto dopo giorni movimentati da tranelli, imboscate e vendette politiche. È stata una battaglia durissima che per alcuni dei soggetti politici significava, come a Waterloo, l’annientamento o la vita che continua. Vediamo in dettaglio come ne escono i protagonisti più in vista.
Partito democratico. Il partito Democratico ne esce, come è stato notato da più parti, in macerie. È stata probabilmente la peggiore prova politica di questo partito dal dopoguerra. Il Pd si è liquefatto in correnti litigiose, vendicative, oltranziste, egoiste come neanche la Democrazia Cristiana al suo peggio. Erano quasi più i franchi tiratori o i tiratori franchi (voto contro le indicazioni della dirigenza del partito, ma prima lo dico) che i parlamentari ligi alla disciplina democratica. Si notavano rancori antichi, inimicizie covate a lungo, odii sotterranei. Una guerra ferocissima di bande animose che agivano per i loro interessi. Il partito Democratico sembrava West Side Story o ancora meglio la guerra dei materassi tra i Corleone e i Tattaglia nel Padrino parte prima.
sabato 13 aprile 2013
Berlusconi a Bari, Bersani a Roma
Le due manifestazioni politiche a Bari e a Roma.
Berlusconi a Bari. Primo momento. Berlusconi conversava con il pubblico del comizio. A un certo punto domandava alla dittatore di altri tempi o alla Chaplin che lo imita: “Dobbiamo noi fare questa cosa?” E la folla rispondeva Siiiiiii, oppure Nooooooo, a seconda della risposta auspicata dall’oratore.
Secondo momento. Il capo del Pdl annunciava che in caso di elezioni anticipate, a questo punto parecchio probabili e anzi certe, sarà lui il candidato presidente del Consiglio (stavolta non si nasconderà dietro Alfano).
Terzo momento. noi siamo i bravi, il partito dell’amore, non abbiamo la loro invidia sociale, il loro odio, noi non odiamo e non invidiamo. Però stavolta non si sono sentiti i consueti sìììì della folla.
martedì 9 aprile 2013
Accoppiare i Guzzanti e i Fiorello
Ma scusate, i figli di Paolo Guzzanti non erano due, Corrado e Sabina, e facevano tutti e due gli imitatori pezzi grossi alla Rai? Vado sul sito del Corriere della Sera e noto in grande evidenza il video di una certa Caterina Guzzanti che imita le ginnaste. Cazzo, mi dico, qui ci vuole san Google. Imploro il santo, e quello mi dice che pure Caterina è figlia di Paolo Guzzanti, giornalista potente e parlamentare del Pdl, e intimo dei potenti a partire dall’antico Bettino Craxi. Cazzo, ribadisco, ecco piazzata pure Caterina. Ti imploro, san Google, domando al santo del web accendendo un cero in cucina, Guzzanti ha altri figli da piazzare in Rai, cinema, fiction o luoghi affini? Stavolta il santo non mi fa la grazia e se ne resta il silenzio. Però mi fa notare che pure i Fiorello sono tre: Fiorello propriamente detto, Beppe Fiorello e l’ultima arrivata Catena, che fa pure rima con Caterina, presentatrice di libri fetenzia in diretta sul tiggi 5. I Fiorello sono due maschi e una femmina, mi notare il pio aureolato Google, esattamente il contrario dei Guzzanti. Li si potrebbe accoppiare, Fiorello con Sabina, Beppe con Caterina e Catena con Corrado, e quindi piazzare l’illustre discendenza a governare la Rai, l’industria cinematografica o almeno il parlamento italiano.
lunedì 1 aprile 2013
Dieci saggi per me, canta Italia
Dieci saggi per me,
posson bastare!
Dieci saggi per me
io voglio legiferare
teste d’uovo da
accarezzare
gran capoccioni
che ti aiutan a votare
dieci saggi per me!..
solo per me....
giovedì 28 marzo 2013
La satira e il Potente
Dice Fiorello che l'unico partito su cui non si può fare satira è il Movimento 5 Stelle. Probabilmente ha ragione, però scorda un particolare. Di solito la satira politica è fatta da un personaggio meno potente che prende in giro un personaggio o un partito più potenti. La satira è opera di personaggi più o meno popolari (qui inteso del popolo) che irridono le ovattate stanze dei bottoni: Pasquino (senza potere) che prende in giro il potere del Papa Re, il commediante squattrinato o precario (Moliere) che deride la classe politica dell'Avaro. In tempi più vicini a noi Alighiero Noschese che faceva il verso ai potenti Fanfani o Andreotti. Sarebbe assurdo che la satira politica la facesse la regina Maria Antonietta ai danni del Terzo Stato, e non farebbe nemmeno ridere. Fiorello è sicuramente più, potente, privilegiato, noto e agiato di qualsiasi parlamentare Cinque Stelle. Di conseguenza, secondo le regole canoniche della satira, lui e men che meno un Benigni o un Crozza, non possono fare i pasquini sull’M5S. Se in futuro si modificassero i rapporti di potere, forse. Al momento sono i parlamentari peones grillini che possono fare sberleffi comici a Fiorello e alla sua casta di puntelli del sistema.
Oggi ho pubblicato sul mio blog alcuni articoli che avevo scritto su Facebook. Facebook va bene per velocità e immediatezza visiva, ma il blog è sempre il blog.