Al primo posto metto una scena del romanzo L’invasione degli ultracorpi. Organismi alieni hanno invaso la città di Santa Mira in California, duplicando perfettamente le forme degli umani, i quali poi muoiono a trasformazione avvenuta. Gli ultracorpi si sono impossessati dei centri di potere della cittadina, polizia, centrale telefonica, magistratura eccetera. Da qui si preparano a sferrare il loro attacco alla terra, cioè a sostituire gli uomini con copie extraterrestri del tutto sprovviste di sentimenti. Il protagonista della storia, il valoroso dottor Miles Bennell, con una rocambolesca fuga con la sua bella Becky Driscoll (è incredibile che dopo decenni mi ricordi tutti i nomi) esce dalla città infestata. Ora i due sono liberi. Ma proprio ora tornano indietro, nella città dominata dagli organismi senza emozioni. Quella è la loro vita e la affronteranno, qualunque sia il prezzo da pagare. Nel romanzo si salvano Miles, Becky e anche qualche loro amico. Nel film di Don Siegel, quello famoso del 1956, si salva solo Miles e riesce ad avvertire la polizia. Anche se Siegel voleva che il film finisse con il dottore mezzo pazzo e non creduto da nessuno.