lunedì 15 giugno 2009

Quando le donne ci copiano i compiti

Nella loro sete di apparire moderne, disinibite e al passo col terzo millennio, alcune donne talvolta danno l'idea di scimmiottare atteggiamenti maschili, specie in campo sessuale. Probabilmente ci sono delle spiegazioni per questa condotta, ammesso che esista, ma esse esulano dallo spazio breve concesso ai post. Ciò che ci interessa segnalare è che alcune signore e ragazze nelle occasioni pubbliche adottano il tipico atteggiamento di un macho latino. Dichiarano di avere molti partner o di desiderarli, parlano del sesso come se fossero le protagoniste del film Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda, sembrano le sacerdotesse dell'accoppiamento promiscuo o del libero pappagallismo da strada in versione femminile. Se qualche volta domandi a queste epiche adepte del telesex and the city perché rispondono a certe domande sul sesso come un omaccione di Denim aftershave, ti rispondono: perché, quali differenze ci sono tra noi e voi? Tu puoi fargli notare che per quel poco che hai visto del mondo ti pare che gli uomini di solito sono più inclini a fare fru fru e che le donne prima di farti fare fru fru, in genere, ti fanno penare in misura variabile, ma mai irrilevante. Qui loro ribattono ineluttabilmente che questo modo di vedere il fru fru è solo un retaggio della tirannica e reazionaria cultura maschile, ostile al libero dispiegamento della natura femminile eccetera eccetera. Giurano che loro fanno fru fru come e più di un uomo e che se noi guardiamo le fanciulle in strada pure loro guardano i fanciulli, se noi ammicchiamo alle gonnelle pure loro ammiccano ai fustacci, se noi fischiamo alle ragazze in strada pure loro fischiano.

venerdì 12 giugno 2009

Disegnoterapia



Come qualcuno ricorderà, mi piace disegnare. Non lo facevo da molto tempo, quando mi si presentò l'opportunità di disegnare la copertina del mio romanzo, che è la piccola illustrazione postata sulla copertina sulla colonna laterale. Come spiegavo nel post avevo comprato qualche elementare attrezzo per il disegno a china, vale a dire una boccetta di inchiostro nero, qualche pennino, matita, gomma e poco altro. Questo materiale era rimasto inutilizzato dopo la spedizione del disegno alla casa editrice. Però poi mi si è guastata la vecchia stampante. Dovevo ricomprarla e mi sono accorto che le stampanti attuali sono le cosiddette multifunzioni che hanno pure lo scanner.
Idea, mi sono detto: riprendo la vecchia attrezzatura del fumettaro diseredato, faccio qualche schizzo e lo scannerizzo per vedere che succede. Detto fatto. Ecco qui i risultati.

martedì 9 giugno 2009

Do un dì andai sul web


Capitano. Do-re-mi


Coro. Do-re-mi.
Capitano. Do-re-miiii.
Coro. Do-re-miiiii.
Capitano. Do-re-mi-fa-sol-la-si… Do-re-mi-fa-sol-la-siiiiiiii… Che avete? Perché ve ne state in silenzio?
Celia Sanchez. E' che io mi sento ridicola con questo vestitino da tirolese indosso. Guardami qui, erano proprio necessarie le treccine? E poi queste scarpette mi stanno martoriando i piedi. Non ne avevi di un numero più grande?
Gians. La giacca che mi hai fatto indossare sembra quella di un nano.
Cleide. Io sto pure peggio di voi, sembro la sorella scema di Pippi Calzelunghe con questa roba addosso.

giovedì 4 giugno 2009

Lunga vita ai tardoni con babymoglie


Capitano: - Hai letto l'articolo del Corriere della sera sulla longevità degli uomini che sposano donne molto più giovani?

Cleide: - Gli ho dato uno sguardo, di sicuro si tratta di una delle vostre solite castronerie maschiliste. Siete degli assi nell'inventarvi scuse per ronzare intorno alle giovincelle.

Capitano: - Si può sapere che diavolo c'entro io? Se hai qualche obiezione su quella ricerca scientifica, prenditela con gli autori dello studio. Ecco, si tratta del «Max Planck Institute for Demographic Research» di Rostock, uno dei più importanti centri di ricerca demografica al mondo, così almeno dicono. Scrivi a questa gente che hanno sbagliato tutto e che il meticoloso e accuratissimo controstudio scientifico che stai per inviare alla prestigiosa rivista Nature li sbugiarda alla grande.

Cleide: - Bah, è inutile che fai del sarcasmo. Non ho bisogno di studi sociologici per sapere certe cose. In ogni caso, anche ammettendo per un solo istante che le pallate di quei tromboni sciovinisti siano vere, di certo capita la stessa cosa pure alle donne. Anche le donne che sposano uomini più giovani vivono più a lungo: prova a negarlo, se puoi.

venerdì 29 maggio 2009

Chi vuol viver nei Sessanta?



- Di' un po', ti piacerebbe vivere negli anni Sessanta?

- Uhm, vorresti dire in un mondo in cui Andreotti e Mike Bongiorno sono giovani?

- Guarda che quei due non sono mai stati giovani.

- Parli di andare a vivere in un posto senza cellulari, playstation, ipod, iPhone, navigatori satellitari, blog, programmi di condivisione alla eMule, televisori lcd full hd, divx free, blu-ray disc, viaggi last minute e sesso virtuale libero?

- Aspetta un attimo…

- … senza personal computer, programmi satellitari, decoder per il digitale terrestre, mp3, sistemi home theater wireless con supersubwoofer, adsl due, skype, windows extreme edition, bluetooth e hdmi?

- Be', direi proprio che…

- … mi chiedi se dovrei lasciare tutto questo per ficcarmi in un mondo dove domina il delitto d'onore, non puoi divorziare, sei costretto a emigrare con tutta la famiglia da Paternò Sicilia a Torino dove nel migliore dei casi ti chiamano terrone e ti trattano da negro, in un mondo dove domina la Democrazia Cristiana, fa scandalo mezza coscia nuda di una gemella Kessler in televisione, dove i programmi più interessanti del piccolo schermo si chiamano "Trasmissioni sperimentali per i sordi" e "A come Agricoltura" e dove tutti si ricordano ancora della gran fame che hanno avuto nella guerra e che in molti casi hanno ancora?

lunedì 25 maggio 2009

Web revolution

Che cosa sono le rivoluzioni e che effetti producono? Ci sono molti modi di rispondere a questo interrogativo. Probabilmente il più tangibile effetto delle rivoluzioni è di ridurre le distanze non tanto sociali, ma fisiche, geografiche addirittura, tra le persone. Intendo proprio parlare degli spazi fisici in cui si situano gli uomini. Cioè una persona che prima era allocata in posti remoti, dopo una rivoluzione diventa più prossima, la puoi pure incontrare per strada e rivolgerle la parola. Se la rivoluzione è abbastanza efficace e riuscita, la persona prima inaccessibile e che ora incontri per strada risponderà persino al tuo saluto con un gran sorriso democratico stampato sul viso. Pensiamo infatti alla rivoluzione francese. Prima della presa della Bastiglia i nobili erano una razza a sé, frequentavano solo loro pari, non avevano contatti con individui di bassa estrazione sociale, non gli parlavano, non li incontravano, erano proprio geograficamente distanti. In certi casi i signori prerivoluzionari per tutta la vita non mettevano piede nei piani bassi della servitù, situati nel proprio stesso palazzo, a pochissimi metri in linea d'aria. Poi però accade qualcosa, una rivoluzione appunto. Ed ecco che vedi passeggiare i nobili per strada, li incontri nei posti in cui vivi e in cui loro non si avventuravano mai, gli parli e loro ti rispondono.

martedì 19 maggio 2009

Innamoramento e amore sul blog

Che differenza passa tra un innamorato e un blogger? A prima vista sembrerebbe che queste due figure umane siano quanto di più diverso possibile, ma forse ci sbagliamo. Forse pure un blogger, spesso, attraversa le fasi tipiche dell'amore, anche se quel suo potente sentimento è suscitato non da una persona, ma da un mondo affascinante e rutilante, nel quale si trova immerso quasi sempre per caso. Gli studiosi dividono l'amore in diverse fasi, ora due, ora quattro o più. Noi ci soffermeremo su quelle del titolo di un noto libro: l'innamoramento (l'attrazione e ciò che ne consegue) e l'amore.

Fase uno: l'attrazione ovvero la sindrome dell'Eroico Reporter. Un giorno qualcuno ti parla del blog. Qualcuno che ha a passato un'esperienza traumatica di recente, gli è morta la madre dopo una lunga e dolorosa malattia o la moglie si è involata con un fiscalista. Il blog, ti racconta questa persona, gli è servito per superare il trauma. Non hai guai del genere, ma sei incuriosito e ti procuri il tuo blog con una piccola iscrizione su internet. Sembra più facile del previsto. Scrivi qualche riga, la revisioni perché non vuoi sfigurare al tuo esordio tra gli amici di Beppe Grillo e quindi premi il tasto della pubblicazione. Miracolo, l'operazione è andata a buon fine. Hai fatto sentire la tua voce negli esotici lidi di internet. Sei un blogger, un opinionista, un personaggio affascinante, sei più o meno il fratello di Flash Gordon o dell'Agente segreto X-9, sei il più intraprendente pirata della Malesia. Per un attimo sperimenti un potere assoluto e ti pare di poter modificare il destino del mondo con il tuo pensiero e i tuoi scritti. In quel breve e indimenticabile attimo non sai quale differenza esista, né se ne esista una, tra te e principi del giornalismo mondiale.

giovedì 14 maggio 2009

Essere o non essere, spogliarsi forse



Aggiornamento sull'avere o essere e cioè sul sembrare o essere. Ho letto sul sito del Corriere della Sera che tre fanciulle d'Oltralpe si sono spogliate nude e hanno passeggiato come Dio le ha fatte per le strade parigine. Le intraprendenti figliole in questo modo pubblicizzavano un loro brano che pare affronti temi filosofici tipici della critica della ragion pura intitolato "Baby baby baby" (cioè tre volte baby). Le tre figliole senza veli sono state contattate non tramite l'agenzia di collocamento di Tinto Brass come erroneamente anticipato da alcuni organi di informazione, ma con l'ausilio di Facebook. La clip delle passeggiatrici nude è stata ovviamente tradotta su internet, registrando in 24 ore oltre 400 mila click. Si pensa che "Baby baby baby" (è sempre tre volte baby) assurgerà presto ai vertici della classifica dei singoli più venduti, specie se le tre bambine ignude continueranno a passeggiare per le capitali europee. Alcuni filosofi di Oxford hanno dichiarato che ben vengano i nudi se servono a diffondere presso le masse il pensiero kantiano.