L'invasione letteraria inizia così. Ci sono la moglie, l'amico di sempre, il fratello, il salumiere sotto casa che non sono più loro. Cioè sembrano la moglie, l'amico, il fratello, il salumiere sotto casa. Ma non sono qualcosa d'altro. Lo sai, lo senti. Hanno la stessa faccia, lo stesso sorriso, la stessa cicatrice sulla caviglia o sullo stesso preciso angolo di spalla. Ti sanno raccontare persino particolari della tua vita che nessun altro potrebbe conoscere. Ma non sono loro. Sono entità aliene e probabilmente ostili.
Questo è il tema del mio preferito romanzo di fantascienza, L'invasione degli ultracorpi. Da ragazzo devo averlo letto qualche decina di volte. Non avrei mai pensato che un giorno, nella vita reale, si sarebbe potuta creare una situazione analoga. In effetti, lo sappiamo, anche nel virtuale, soprattutto blog e chat, non tutti i nostri interlocutori sono quelli che dicono di essere. Magari uno giura di vivere in un posto e invece staziona agli antipodi, dice di essere maschio e si scopre che ha qualche curva in eccesso, lancia gorgheggi giovanili pur essendo in età pensionabile, si dice bello, alto, magro, ottimista e di sinistra o squassato da un drammatico problema personale o familiare quando invece... La situazione è tale che spesso ci poniamo interrogativi pure su persone virtuali conosciute da tempo e con cui magari ci siamo fatti un mucchio di risate da compagnoni di bisboccia. Quel tipo, sì, il simpaticone che snocciola tutte quelle battute briose, sarà chi dice di essere? O ancora, sarà maschio o femmina, uno o trino (nel senso che interpreta almeno tre o più diverse personalità sul blog o in chat)?
Per molto tempo sono stato convinto che sì, esistevano gli ultracorpi da internet, cioè trasformisti virtuali che si spacciano per chi non sono. Ma dovevano essere casi sporadici. Dopotutto, mi dicevo, magari può essere divertente per un po' prendere i panni di un personaggio interessante o bizzarro, apparire più affascinanti o misteriosi di come ci percepiamo. Però mentire sul blog o sulla chat dovrebbe essere una pratica di cui ci si rompe le scatole in fretta. Al contrario una mia conoscente un giorno mi fece capire che forse mi sbagliavo. Un suo amico stimato professionista, mi raccontò, si aggirava da mesi sulla chat fingendosi donna, pur non essendo in alcun modo omosessuale. Non ricordo quale fosse la giustificazione di questo signore. Forse voleva esplorare lati remoti della sua personalità o divertirsi come se interpretasse un eccitante ruolo a teatro... forse era soltanto un poveraccio che non c'aveva ‘na mazza da fare. Il mio commento nella circostanza credo sia stato più o meno: questo è un mondo di pazzi!
Mi resi conto che forse ero troppo ottimista sul tema qui trattato quando scrissi il post L'identità segreta dei blogger, in cui sostenevo che alcuni blog aggiornati con poca frequenza nascondevano una seconda o una terza identità di personaggi virtuali magari altrimenti noti. Il mio post ebbe un'accoglienza caldissima. In realtà è il post in cui ho ricevuto più commenti, oltre cento. Soprattutto si trattava di commenti non taroccati, cioè non prodotti da un paio di persone che usano il blog come una chat, ma da molti blogger spesso sconosciuti, che scrivevano riflessioni lunghe e meditate, come se l'argomento in questione fosse da loro molto sentito (cioè come se si fossero spesso imbattuti in interlocutori virtuali che gli avevano mollato qualche fregatura).
Da quel momento ogni tanto mi arriva per mail o per altre strade qualche soffiata sul fatto che il tal personaggio o la talatra tizia potrebbero essere tutt'altra persona. O mi si informa che alcuni blogger, di sesso, età e personalità opposte, in realtà ne potrebbero essere uno solo. Alcune valenti investigatrici del web sono alacremente all'opera per svelare i misteri dei sotterranei non del Louvre, ma del blog. E pare che le vicende e i personaggi di questi paraggi virtuali diano loro sempre materia per dubitare del prossimo.
Chiudo con un appello e una sfida: spettro trasformista del blog, fantasmino dispettoso dalle cento web-personalità, se ci sei batti un colpo, anche due, in questo blog. Manifestati a me, che ti evoco! :-)