domenica 12 marzo 2006

Il buio oltre la siepe

Siamo sotto terra, ci siete? Ritti nella bara, mi seguite? Siamo carne morta. Materia inerte. Cadaveri. La vita? Boh, prima c’era e ora non c’è più. Non c’è rimasto più niente. L’anima? Quale anima?
I vermi ci mangiano? Certo che ci mangiano. Mangiano le palpebre e gli occhi, la lingua e l’epidermide. Si pasciono delle nostre parti molli, anche di quelle che in vita consideravamo più preziose di tesori. Si satollano proprio laggiù, capite? Un’infinità di microrganismi sta iniziando la decomposizione del nostro organismo. Polvere eravamo e polvere diventeremo.
Quindi è finita? E’ il capolinea? Tutto perduto?

Snap, milioni, miliardi di ricordi e di emozioni spariti. Tutta una vita di sensazioni e di esperienze, brividi di freddo e caldo, fitte di dolore e impeti di gioia. Dio mio, quanto dolore e quanta gioia. Tutto sparito. Il primo giorno di scuola e il primo bacio, quella serata a cinema a vedere Al Pacino, quella canzone che ti fa piangere come Dalidà con un disco di Luigi Tenco, quella giornata di pioggia, sì, pure quella, con te e la ragazza della tua vita riparati sotto lo stesso ombrello, con te che cerchi l’inaudito coraggio di dirle ciò che provi, con lei che ride ed è così vicina, così dolorosamente vicina. Tutto sparito. Si chiude. Si smontano le scene. Anche lei è sparita. Anche il contatto del tuo gomito contro il suo fianco e quel seno timido che di tanto in tanto ti sfiora un braccio come se fosse per caso.
Cosa rimane? Niente. Morto il cervello e morti i ricordi. Nessuno ha pensato di conservarli da qualche parte. Non esiste in alcuna parte dell’universo una specie di disco fisso con il backup della tua memoria. Nemmeno un backup parziale con le scene banali che trovi illustrate nell’album di famiglia. La formattazione inesorabile della tua memoria e del tuo io non ha risparmiato niente. Semplicemente non ci sei più. Niente di quello che ti ha accompagnato nella vita esiste più.

Forse è così che andrà, ma la mente si rifiuta di accettare questo scenario. L’intero mio essere dice no a questa eventualità. Ci deve essere un’altra via. Ci deve essere un’altra via che conserva ciò che di buono e di bello abbiamo provato. Ci deve essere Qualcosa o Qualcuno che impedirà il totale annichilimento di ciò che siamo stati, che avrà pietà delle nostre lacrime da vivi e le conserverà da qualche parte, magari in un alambicco sovrannaturale con la scritta: “Lacrime di essere umano, vedi alla voce amore”.
Il maestro e Margherita

2 commenti:

  1. Sì, in effetti dopo tanti anni di scetticismo, di dubbi e di (inutili) ricerche e letture, credo proprio che Qualcuno ci sia.

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  2. Commenti importati27 agosto 2008 15:15

    certo che ci sarà qualcuno... ci saranno amici che ci ricorderanno per quello che siamo stati, per ciò che abbiamo fatto, magari non solo nel bene... ci saranno i nostri figli ai quali passiamo una certa somiglianza, un'espressione, spero tanti insegnamenti... e non da ultimo credo che ci sarà un'altra vita. mi rifiuto di credere che il nostro passaggio lampo sia l'unica traccia che lasciamo in questo infinito... ciao
    postato da sempreio il 14/03/2006 22:31

    A volte penso a quanto sarà doloroso morire, sparire, penso a chi mi ama e a quanto soffrirà, penso a quanto soffrirò io a sentire la loro mancanza... Poi penso che tutto sparirebbe, che la mia coscienza smetterebbe di esistere e che semplicemente non mi accorgerei di essere morta. E' un pensiero consolatorio non indifferente, semplicemente muori e non te ne accorgi, smetti di soffrire... ma... ma smetti anche di amare, smetti di avere il conforto di chi ti è caro, smetti... smetti di essere... Ma questa è solo un'ipotesi... Qualcosa o qualcuno... si potrebbe esserci. Forse solo un riciclo di materie ma potremmo tornare ad esistere, certo i ricordi andrebbero persi, sempre e comunque, in qualsiasi ipotesi che non sia il Paradiso, ma se così fosse non ci struggeremmo al pensiero di chi abbiamo lasciato sul mondo? O la gioia di vedere Dio sarebbe così grande da sovrastare tutto il resto? E se così fosse, che senso avrebbe? Minkia ma non mi posso fare stè seghe mentali alle nove e mezzo di mattina! E che cazzo! Miss
    postato da MissMagda il 14/03/2006 10:38

    In questo posto molti anni fa, durante una giornata di pioggia, sotto un ombrello nero preso in prestito, un seno timido si posò su un braccio maschile come se fosse per caso, provocando potenti sentimenti mai sopiti. Questa lapide resterà in questo luogo finché il tempo avrà corso, onde gli uomini non debbano mai dimenticare quell'evento unico.
    postato da lapide commemorativa il 14/03/2006 00:15

    Mi piace umberto tozzi. Spero che tu possa dire lo stesso.
    postato da ti amo ti il 13/03/2006 23:34

    le ultime righe mi ricordano una vecchia canzone di umberto tozzi ;-)
    postato da ivy phoenix il 13/03/2006 22:59

    Ma poi a che serve??Non lo sapremo mai...non possiamo basare la nostra vita su qualcosa di vago. Grazie cmq per il commento.
    postato da fe il 13/03/2006 20:49

    Ok, posto qualcosa di meno triste. Datti da fare anche tu, intanto! Ciao
    postato da filo rosso ancora io il 13/03/2006 20:40

    L'universo non serve a niente. Siamo noi che diamo il senso alle cose. Ma questo, basta. Bel post.
    postato da filo rosso il 13/03/2006 20:37

    Mi domando se ci voglia più coraggio per credere che quel "Qualcosa" o "Qualcuno" ci sia o se non sua l'esatto contrario.
    postato da iltov il 13/03/2006 18:19

    Alla snella Tuppa che sembra la capitana del Titanic sul ponte di comando. Ti vorrei vedere in prossimità del buio oltre la siepe... chissà se diresti ancora "se fine deve essere che fine sia". Se si dovessero conservare le conservare le cose per la loro utilità, qua non resterebbe niente. Qualcuno sa spiegarmi a che cacchio serve l'universo? Un saluto a tutti.
    postato da penultimo il 13/03/2006 16:51

    Cavoletti! E'colpa mia se ho lasciato avvicinare il tuo candore a tale vista.
    postato da la ragazza che sono il 13/03/2006 16:43

    Sarebbe curioso avere un disco esterno su cui backuppare il contenuto della nostra memoria. Ma a chi sarebbe utile? I ricordi appartengono alla persona. Chi resta ha i suoi di ricordi. D'accordo con Lisa. Se c'è una fine, una fine deve essere. :)
    postato da Tuppa il 13/03/2006 16:01

    più che pensare se ci sarà qualcosa o qualcuno mi piace pensare per esempio che ognuno di noi può avere un proseguimento della sua vita per esempio attaverso un figlio..mai fatto il tuo albero genealogico?
    postato da Aikido il 13/03/2006 15:52

    certo che c'è un 'altra via...il segreto affinchè possa esserci però è crederci, solo crederci! Io me la sono "costruita" la mia luce oltre la siepe...ne avevo bisogno per poter vedere ancora le persone che mi hanno lasciato. là c'è quello in cui credo e che qui i miei occhi non vedono!
    postato da rosa il 13/03/2006 14:31

    Ciao penultimo, tutto ciò che riusciamo a proferire, tutto quello che di buono e non siamo capaci di realizzare, insieme alle emozioni che siamo stati capaci di provocare, ebbene, un pizzico di tutto questo credo che venga raccolto e tenuto in serbo, almeno da qualcuno mediante il ricordo. E' quello che spero. Mi rassicura pensarlo. Ti auguro di trascorrere una bella giornata, ciao
    postato da la ragazza che sono il 13/03/2006 13:51

    ciao! ho risposto al tuo commento sul mio blog un bacione simona
    postato da simona7880 il 13/03/2006 13:39

    per adipi Grazie per le tue parole. Per quanto riguarda la "magica" speranza finale, ho già detto che pure il corpo e la carne pensano. E parlano. La carne soprattutto si indigna. E proprio poco fa la carne e il corpo mi hanno sussurrato in un orecchio "Vaffanculo all'agnosticismo culturale e al freddo pensiero razionale". Ho cercato di dire "State al posto vostro, che questo non è un campo che vi compete. Siete solo due stupidi. Lasciate che sia la mente a pensare". Hanno risposto: "Vaffanculo pure alla mente!".
    postato da penultimo il 13/03/2006 12:38

    questo è il migliore post che tu abbia scritto, senza ombra di dubbio. anche se il finale si perde un pò. Il concetto è crudo e tagliente. vero. ma la speranza, che è racchiusa nei concetti finali, è solo una speranza "magica".
    postato da adipi il 13/03/2006 12:10

    Qualche anno fa, vidi un film stralunato che passò del tutto inosservato, si chiamava "Mortacci" ed era diretto da Sergio Citti: sosteneva che tutti noi dopo la morte fisica, siamo in sospeso, ma visibili agli altri defunti, fino a che resta in vita qualcuno che si ricorda di noi. Mi piace questa teoria: si spiega anche che la mia aspirazione all'immortalità è almeno pretestuosa :-) Ciao.
    postato da Amfortas il 13/03/2006 11:58

    Ho appena girato un pò nei tuoi vari post.Mi è piaciuto molto quello dei caht e le donne.Io un anno fa chattavo ed è esattamente come dici tu.Chi sa perche le donne hanno sempre tante interlocatori e gli uomini invece solo una.Non c'è niente personale ma molto impegnativo chattare con più persone.Io ho smesso perche sono solo chiacchere inutile.Senza volerlo offendi quelli che aspetta una tua risposta.Poi la magior parte degli uomini cercono solo "quello"senza nemeno averti mai visto per dirti come è il livello di maschi(non tutti ovviamente!)Buona giornata Anne.
    postato da Anne il 13/03/2006 11:54

    Ciao..Ho letto il tuo post ma non lo capisco bene.Lascio commentare da Luca mi sembrate molto simili nel pensare!!(mi sembra leggere lui!)Un bacio e buona giornata.Anne
    postato da Anne il 13/03/2006 11:43

    perchè? perchè deve per forza sopravvivere qualcosa di noi? non può semplicemente finire? cessare? svanire? perchè abbiamo così tanta paura di accettare l'idea di morire? i miei ricordi, i tuoi ricordi....già non esistono più....
    postato da Lisa il 13/03/2006 11:28

    Ah, la metafisica... Dal mio delirio di onnipotenza, ti propongo la mia ipotesi (che è fasulla come e più di tutte le altre, però perché no?): siamo noi stessi che preserviamo la nostra esistenza ed i nostri ricordi dopo la morte. La nostra stessa voglia di mantenerci in vita ci dà il potere di superare la siepe con un faro. Mai letto la Spada di Shannara (gran bel libro fantasy di Terry Brooks)?
    postato da Colui che vede Oltre il 13/03/2006 10:44

    Piccola correzione di un possibile equivoco. La mente pensa che la sola posizione possibile su molte questioni è l'agnosticismo. Ma non è solo la mente che pensa, lo fanno pure il corpo e la carne. E il mio corpo e la mia carne gridano che non può finire tutto così. Il corpo e la carne sono certi, ogni singola cellula del fegato o dei reni ci ha riflettuto sopra un bel po', che tutto non finirà, non può finire così. Giurano, le cellule del fegato e dei reni, che ogni nostra singola lacrima e tutte le nostre rare risate saranno preservate per l'eternità. Giurano che saranno immortali.
    postato da penultimo il 13/03/2006 01:31

    temo,ho la sensazione,vaga,ke, per trovare una risposta,si debba porre la domanda giusta ...ma nn so qual è nn ora,nn oggi,nn in questo momento bacett* piesse:l'agnosticismo è la sola posizione ke nn turba nè la mia mente,nè il mio poco(forse) coraggio
    postato da viola ke...ripensandoci il 13/03/2006 00:38

    Che post...ti confido che non ce l'ho fatta a soffermarmi troppo sulle tue parole, perchè i pensieri che esprimi mi hanno "disturbata" troppe volte...e in genere la risposta che mi sono data è stata più pessimista della tua... Per quanto riguarda il mio post, no per fortuna è solo una questione di casa, niente sentimentalismi! ciao ciao Ali
    postato da Alice il 13/03/2006 00:26

    Ho tanta paura che non ne rimarrà niente e che l'unica possibilità di una qualche forma di vita dopo la morte sia il riciclo della materia, cosa che comunque non preserva i nostri ricordi e le nostre emozioni. Spero di sbagliarmi, spero un giorno di incontrare Dio o Buddha o Zeus o chiunque altro e che mi faccia una bella ramanzina per non aver avuto fede. Me la gusterei proprio. Ma non facciamoci troppe illusioni, se proprio non ci deve essere niente meglio esserne coscienti. Lo preferisco ad una fede inventata solo per paura della morte e per rendere più sopportabile la perdita di qualcuno che amavamo. per il resto, hai ragione come al solito, essere agnostici sembra l'unica posizione ragionevole
    postato da simona7880 il 12/03/2006 23:40

    all'amico tung letto il tuo. Dici che la domanda non esiste, ma io me la faccio, altri se la fanno, tu te la fai, come può non esistere? D'accordo invece sul fatto che non è poi tanto importante conoscere la Risposta (a questa domanda come ad altre in campo esistenziale-fideistico); probabilmente trattasi di onanismo mentale favorito dalla cupezza, stato psicologico ampiamente diffuso in questi meandri blogghiferi. Sull�agnosticismo abbiamo già discusso in altra sede; pare essere la sola posizione possibile su un gran numero di interrogativi di prima classe. Io sono agnostico perfino riguardo al quesito su chi vincerà le prossime elezioni. Sul paranormale, quello caciarone di Uri Geller e soci, probabilmente sono perfino più severo di te. Però bisogna ammettere che il semplice atto di domandarti se esista una vita dopo la morte ti fa debordare nel paranormale. Vedo che per quanto riguarda il nostro lascito al mondo te la cavi con la sopravvivenza di qualche nostra ideuzza, qualche non indegno verso e magari qualche barzelletta sui mariti cornuti che abbiamo ideato (forse prendendo noi come soggetti ispiratori). Certo c�è il patrimonio genetico dei figli, sai che bella forza, oltre al fatto che il sottoscritto figli nisba (e comunque tutto il pacco non sarebbe un lascito e una sopravvivenza di lunga durata, robetta di qualche migliaio di anni, ammesso che tu sia il sommo tra i sommi poeti). Rimane sempre l�estrema domanda: che fine fa, dopo la tua dipartita, il fottuto seno timido che una sera di pioggia si strofinò come per caso sul tuo braccio? In quale fottuta eco subatomica andrà a riverberarsi?
    postato da penultimo il 12/03/2006 23:10

    Ho dedicato gli anni migliori a questo Qualcuno, sei lunghi anni. Certe mattine mi alzo e penso che li ho buttati al vento... Ma in fondo credo che Qualcuno c'è. Per forza. Bellissimo post.
    postato da Clara il 12/03/2006 23:09

    struggente
    postato da viola ke...prima lettura il 12/03/2006 21:47

    Ci sono i fantasmi, credo: sono i miei soggetti preferiti.
    postato da 666&C il 12/03/2006 21:39

    Visto l'argomento, avrei optato per un 'buio sotto la siepe'. Per quanto riguarda eventuali commenti, se ti va, ti invito a leggere... http://tungsteno.blog.tiscali.it/kg2312953/
    postato da Zio T il 12/03/2006 19:29

    no...no... non ce la faccio a leggerti... dopo le prime tre righe ho sentito un peso grosso sullo stomaco... anche io sono influenzata xciò passo un'altra volta... intanto ti lascio un bacio soffice Giadadeldeserto
    postato da giadadeldeserto il 12/03/2006 18:25

    Sono cose che mi chiedo anch'io... Ma poi sono troppo impegnata a sbrogliare i fili contorti della vita per pensare al dopo... Anche perchè il mio pensarci Primo non mi da risposte... Oggi ho un pò di tempo carico la gmail... Ma solo dopo un drink Aulin e aspirina sono raffreddatissima:) Un bacio... Grazie per le canzoni eheh
    postato da frakkola il 12/03/2006 15:24

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