giovedì 11 marzo 2010

Il gioco delle coppie a via Toledo, Napoli

Un po’ di tempo fa ero seduto su un muretto di via Toledo a Napoli. Mi riposavo e guardavo la gente passare. Chissà perché, guardando la gente passare, erano in maggioranza coppie, mi frullava in mente una frase del dottor House, riferita al modo in cui si accoppiavano le carte e gli uomini nel poker e nella vita: “I sei con i sei, i nove con i nove, i quattro con i quattro”.

I primi che vidi era due persone semplici, sulla trentina abbondante, facce popolari, lei era vestita con dubbio gusto, troppo vistosa, gonna di pelle, stivali alti, trucco forte, si vedeva che voleva fare colpo sul suo uomo anche se non aveva grandi mezzi fisici, lui aveva la faccia di un bidello della provincia napoletana, fumava camminando, era tarchiato e le sue zone di grasso parevano curiosamente disposte in maniera diversa da quelle dei ricchi in sovrappeso. Mi pare avesse addosso un giubbotto aderente nero da cui usciva una pancia proletaria.

Poi passò un gruppetto di due coppie di scandinavi. Solo l’ironia di Alberto Sordi avrebbe potuto descriverli con giustizia. Erano a ridosso della sessantina, tutti altissimi, con i capelli bianchi ex biondi, nasi e volti aristocratici, vestiti da borghesi casual, ridevano come ridono i borghesi che hanno un casa di campagna fuori Stoccolma, al cui camino si scaldano nei fine settimana bevendo vini decantati e leggendo il Camus dei neovichinghi. Chissà perché, vedendoli, li classificai tutti e quattro, maschi e femmine, nella categoria degli architetti. Pensai che da qualche parte nella Scandinavia c’erano i figli di quei quattro, e anche loro erano alti, sofisticati e avrebbero stuzzicato l’ironia di Alberto Sordi, e si sarebbero accoppiati con altri tizi che avevano la faccia di architetti ed emanavano agiatezza economica.

Da quel momento, tutte le coppie parvero seguire uno schema rigido. Passarono ragazzotti che ascoltavano cantanti neomelodici alla radio accoppiati a ragazze che ciarlavano in un vivace dialetto napoletano, extracomunitari bassi e bruni, pachistani o filippini, vecchi con i vecchi, belli con i belli, eleganti con gli eleganti, c’era uno schema nella fila di coppie che passeggiava per via Toledo chiusa al traffico, era uno schema che pareva avere significati adatti non solo a quella strada, ma a tutto il cosmo.

Anche quando lo schema sembrava rompersi, poi ti rendevi conto che era solo più articolato, ma seguiva sempre  i collaudati modelli di sempre. Passò un gruppo di quattro trentenni, i primi due erano molto eleganti e classici, lui cappotto da manager che gli calzava a pennello sul corpo slanciato, lei snella che sapeva di palestra e piscina, in un look di salotti buoni, ma non pacchiano, i secondi due parevano dei figli dei fiori, molto informali, jeans, felpa, scarpette sgangherate. Uno che li vedeva si chiedeva che cosa ci facevano gli yuppie con gli hippie. Tuttavia a ben vedere i conti tornavano. Gli hippie non erano veri hippie, ma piuttosto emanavano un’aura da artisti eccentrici, da radicali burocrati dei piani alti di Strasburgo. Hippie e yuppie vedevano gli stessi film e leggevano gli stessi libri, ridevano per le stesse cose, frequentavano gli stessi ristoranti, erano alla fin fine il prodotto dello stesso mondo: probabilmente avevano scelto qualche dettaglio vestimentario diverso per non farsi prendere per fratelli gemelli.

No, lo schema resistette pure al passaggio di un vecchio bacucco abbracciato a una donzella in età universitaria. La gazzella universitaria era slanciata come una modella e si vestiva con la sicurezza e la studiata trasandatezza di una Carla Bruni giovane. Il vecchio bacucco era flaccido di pancia, corto di gamba capello più che brizzolato e con il viso segnato dal tempo. E allora? Dove diavolo andava a finire l’ordine cosmico in quel caso? Be’ tanto per cominciare il bacucco poteva essere un uomo ricco. Forse emanava il fascino dei soldi, anche se non li usava visibilmente per rinnovare il guardaroba alla gazzella universitaria. Forse le aveva affittato un appartamento da qualche parte e ogni due per tre la portava in vacanza in Mali o in Yemen per farsi rapire dai guerriglieri, farsi pagare il riscatto dal ministero degli Esteri e poter dire finalmente che si era vissuti. Forse era un professore universitario, conformista del non conformismo, di quelli che si fottono le meglio allieve pagandole con citazioni dai poeti preraffaelliti o da Guido Cavalcanti. No, c’era un ordine nell’universo, e le coppie che quel giorno sciamavano per via Toledo a Napoli sembravano confermarlo.

Il dottor House fece quella riflessione, i sette con i sette, i quattro con i quattro, confuso dalla moglie di un suo paziente, una donna sofisticata e colta, che pareva fuori luogo con il paziente di House, ignorante, rozzo e piuttosto povero. Venne fuori che la moglie elegante era un’allucinazione causata dal Vicodin preso dal dottore dei dottori contro il dolore alla gamba.

41 commenti:

  1. Sono ancora ferma su quel muretto.
    Ricordo anche l'accesa discussione che scaturì da questa tua osservazione. Devo ancora pensarci su ma temo di essere in disaccordo con te:)

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  2. Volevi sapere com'è andato l'esame? Vieni a leggere! :-)

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  3. Questo dottor House a quante riflessioni porta...dovrei cominciare a seguirlo con altri occhi,magari cercando di usare i tuoi!
    Grande Alberto Sordi,che in questo post a passeggio per via Toledo ce lo vedrei bene insieme alla moglie cinematografica del film "Vacanze intelligenti",coppia ben assortita,come i sette con i sette o i quattro con i quattro!

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  4. Eccomi a rispondere.
    Cleide, so come la pensi su certi argomenti. Non hai bisogno di pensare per essere in disaccordo con me. :-)
    Emiliano, l'esame ti andò storto? Consolati con la partecipazione di questo blog alle tue pene scolastiche.
    elle, Alberto Sordi ha molto da insegnarci. Spero sempre che l'ordine cosmico di quel giorno a via Toledo sia sbagliato, ma finora non ho ricevuto prove contrarie.

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  5. Ma non si dice anche "Dio li fa e poi li appaia"? Che poi non è detto che debbano per forza avere in comune qualcosa perchè la fisica c'insegna che "gli opposti si attraggono"...è davvero un caos,un cosmico caos!

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  6. Caro Capitano ultimamente sono un po' latitante ma non per questo non seguo e non leggo! E' un periodo un po' particolare:poco tempo,molto confuso lavoro, una fastidiosa allergia che mi costringe a prendere antistaminici che mi fanno venire sonno e svogliatezza.
    Però prima della pillolina serale e quindi dell'abbiocco ne approfitto per un piccolo commento!
    Non ho ben capito se tu vuoi dire che comunque le coppie hanno qualche cosa in comune e cioè che c'è una "logica" a livello della natura che misteriosamente fa incontrare le persone che si attraggono per determinate caratteristiche! Ebbene mi pare che sia proprio così! Anche se ti fermassi a Roma in una qualsiasi delle bellissime vie del centro vedresti la stessa tipologia di persone, ed ogni tanto qualche eccezione! A volte in un gruppo misto di persone non conosciute mi diverto a formare le coppie appunto in base alle caratteristiche esterne di cui parli tu. Poi cerco di capire se ho azzeccato l'accoppiamento e devo dire che molto spesso azzecco! Nei centri commerciali mi diverto a capire il "target" delle persone che lo frequentano, hai mai provato a vedere le coppie di persone che frequentano IKEA?
    Lo scegliersi è un grande mistero che risponde ad una logica più in alto di noi! Questo fatto dovrebbe farci capire che quando ci si è scelti sicuramente si può benissimo completarsi ed integrarsi in forza di questa "logica" che ha fatto incrociare gli Sguardi, senza bisogno di separarsi, forse un po' di volontà è sempre necessaria.

    Ciao
    berardo

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  7. elle-piccola comunicazione di servizio11 marzo 2010 22:22

    Ciao Mio Capitano,hai mica usato Firefox per entrare da me? Con explorer non mi sembra ci siano problemi...:)

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  8. Sei un attento osservatore, incuriosisce pure me l'andare delle cose, scrutare i costumi e gli abbinamenti che tengono unite le persone, tuttavia in questo "studio" la parte mancante, ma fondamentale, è l'argomentazione che abbina queste "cavie" infatti l'abito ha una sua importanza, ma spesso e pare un luogo comune, questo non è tutto.

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  9. Prima elle, in effetti uso firefox e non vedo niente sul tuo blog.

    Quindi Berardo, cosa voglio dire? In effetti quello che voglio dire non è molto popolare e forse nemmeno originale. Voglio dire che le persone tendono ad accoppiarsi con un partner di un corrispondente status sociale, così come le carte di House si accoppiano con carte di un valore identico (i sette con i sette, i quattro con i quattro, i re con i re). Lo status sociale è un elemento che prende in considerazione una miriade di fattori che nessuno potrebbe mai elencare a fondo. Uno degli elementi sono i soldi (fattore decisivo in passato per definire il ceto di una persona, ma importante pure adesso), poi ci sono cose come la cultura, la bellezza, l’intelligenza, l’intraprendenza, la giovinezza, la fama e il successo, il carisma, i talenti, la simpatia, le attrattive fisiche, la facilità o meno di relazioni sociali, la salute eccetera. Alla fine ognuno sa giudicare l'esatto status sociale di un possibile partner e tenderà a scegliere un partner con uno status simile al suo, perché sa che così facendo avrà più possibilità di farsi accettare. I sette con i sette, i quattro con i quattro, i re con i re. Non mogli e buoi dei paesi tuoi, ma mogli e buoi del tuo status sociale. E’ chiaro che le cose in questo campo sono molto più complicate di quanto si può dire in poche righe.

    Gians, come avrai visto non mi riferivo all’abito che fa il monaco, ma per così dire alle gerarchie dei monaci, dai priori ai novizi.

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  10. Trovo il tuo scritto bello esilarante ed esaustivo, anche dissacrante perchè no di questo pazzo mondo di questa via Toledo che pare, la via Toledo del mondo, palcoscenico per esibirsi tutti quanti in tutte le salse, tipi e sottotipi urbani e metropolitani.
    Sei mitico come sempre, ma qua ti superi...
    E la mia amica?

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  11. Arial..la tua amica è impegnata in un complicato esorcismo per liberare il corpo del Capitano dall'anima de li mortacci di House :)

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  12. CASSANDRO

    Hai ragione, o chi per te, Cap, scrivendo che “le persone tendono ad accoppiarsi con un partner di un corrispondente status sociale, così come le carte di House si accoppiano con carte di un valore identico (i sette con i sette, i quattro con i quattro, i re con i re)”, per cui le coppie in genere tendono pure ad assomigliarsi: più in generale si assomigliano fra di loro quelli che frequentano uno stesso ambiente esclusivo (es. circolo degli scacchi o circolo della caccia), o una stessa zona (gli abitanti dei quartieri popolari hanno quasi tutti la stessa altezza e lo stesso peso), o si muovono ad uno stesso orario (addirittura, diceva un mio amico, quelli che al mattino si alzano alle sei per andare a lavorare sono un po’ tutti parenti).

    E ciò spessissimo emerge ictu oculi, a conferma della teoria di House e “dei suoi mortaci”, secondo l’indagine effettuata dall’esorcista Cleide (che ringrazio per i suoi giudizi positivi su qualche mio verso).

    Ma tornando alle coppie, vuoi un esempio di “nove con nove”, senza essere scandinavi i personaggi incrociati? Eccolo, e discende dal fatto che mi è capitato di recente di incontrare due coppie di questo tipo in visita all’interno di una chiesa monumentale di Roma, le quali si distinguevano notevolmente, seppur discretamente, da tutte le altre persone.


    LA GENTE FINE

    La gente fine si conosce a colpo:
    gonne longhette, borsa piccolina
    (lei) che non sbatte, ovvio, come polpo
    sbatte massaia quando lo cucina.

    Capelli lisci poi, trucco appena,
    ed un profumo lieve come fiore,
    leggere le parole come in vena
    il sangue scorre senza far rumore.

    Guardarla è un piacere . . . con lei vanno
    begli uomini d’aspetto assai distinto.
    Di essere diversi essi ben sanno,

    sicchè lo sguardo loro sembra finto
    . . . “sembra”, ma non è . . . è perchè fanno
    parte di un ceppo che si è quasi estinto


    . . . e che qualcuno giudica ‘banale’
    perché per via non beve ‘minerale’!

    (Cassandro)

    a

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  13. Se tu stavi sul muretto e ci stava pure Cleide, ora vogliamo sapere come eravate vestiti voi, vogliamo una descrizione perfetta come quella che tu hai fatto dei passanti di via Toledo.
    Cosi, tanto per fare un gioco delle coppie diverso :)
    Devo dire che Cassandro è divertentissimo :)
    Ciao Cap

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  14. Ma Cassandro tu a quale carta appartieni: 9 con 9 o...

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  15. Sanchez..ora ti scriverà che questo è un post provocatorio ma che il discorso è complicato perchè ci sono vari fattori da considerare e che lui è un meccanicista e che l'uomo è un orologio e lui segue la legge dei grandi numeri e bla vla bla..continuo Cap ? :)

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  16. Cari amici vicini e lontani, eccomi ad accogliere gli ultimi arrivati, che in effetti fanno tutti parte della vecchia, gloriosa guardia di Tiscali, vecchia guardia che purtroppo non è stata saputa valorizzare da chi di dovere (questa è una comunicazione di servizio per chi sa). Che peccato.
    Arial, eccoti qui a rischiarare il mio blog con i tuoi commenti. Ti ci vedo passeggiare a< via Toledo, con un uomo sofisticato tuo pari e non certo co0nj un rozzone del mio calibro. In tuo onore qualche verso da "Reginella".
    "Te si' fatta na vesta scullata,
    nu cappiello cu 'e nastre e cu 'e rrose...
    stive 'mmiez'a tre o quatto sciantose
    e parlave francese...è accussí?

    Fuje ll'autriere ca t'aggio 'ncuntrata
    fuje ll'autriere a Tuleto, 'gnorsí..."
    Non traduco sperando, forse con troppo ottimismo, che capiate tutto. Posso solo dire che nel finale dei versi si parla di un incontro a Tuleto (Toledo) cioè la strada oggetto di questo post. :-)

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  17. Cassandro assolutamente divertentissimo, confermo, e aggiungo che le sue donne sono una forza. Sto studiando per lui una onorificenza blogghifera da stare alla pari alla Legion d'Onore francese :-) Ictu oculi? lessi bene? Oh yeaahhh.

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  18. Celia, in realtà non ricordo come eravamo conciati noi. Io dovevo essere vestito con abiti comprati tra negozi di cinesi, supermercati Auchan e mercatini napoletani di piazza Garibaldi. Cleide alla sua maniera, un po' classica, un po' tenebrosa, un po' con le scarpe basse perché dice che obbligandola a scarpinare appresso a me per mezza Napoli le distruggo i piedi.
    Quello che ricordo è che mentre esponevo alla suddetta la teoria qui enunciata, lei si incazzava dicendo che filosofeggiavo come al solito a stomaco vuoto e che ero senza cuore, za-zà :-)

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  19. Aridaje con la classica.Io ho uno stile per ogni occasione come si conviene ad una persona misurata e che sa il fatto suo. Tiè, oggi me la tiro.)
    E poi che è questa storia che tiri fuori ogni volta a proposito della tua rozzezza? Tu vesti in maniera casual e alla come ti senti e non è certo l'abito che rende fine o meno la persona. E ad un occhio attento non sfugge la delicatezza e l'eleganza del tuo animo e dei tuoi sentimenti. Anche se giochi a fare House :)

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  20. bella via Toledo per osservare i passanti e notare come sempre che i 9 si legano ai 9 e i 4 ai 4. Credo che statisticamente questo sia davvero molto vicino ad una percentuale del 100% e, forse contro ogni logica e filosofia, dico: meno male! Sono del parere che la somoglianza aiuti davvero molto la coppia al fine di un rapporto duraturo. Per somiglianza intendo qualcosa che va oltre lo status sociale (che comunque inevitabilmente influisce) anche se le differenze caratteriali e di pensiero derivanti da esperienze uniche vissute da ognuno garantisce quella percentuale di differenziazione che concede la possibilità del litigio (che pure aiuta a mantenere unita la coppia).
    Forse è un discorso un pò troppo ragionato, ma penso che se anche la piccolissima parte delle persone che si "accoppia senza schema" sia una risorsa e un bell'esempio di multiculturalismo e di coraggio di mettersi in gioco (e non parlo solo di coppie con provenienze culturali diverse, ma anche di status sociali diversi) in effetti preveda un coraggio e un impegno cognitivo/intellettivo-fisico-culturale-sociale che davvero pochissime persone sono in grado di gestire per un intera vita.
    Un saluto e un sorriso dall'infortunata Bluphoenix

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  21. CASSANDRO PER ARIAL

    Ah, saperlo! . . .

    Ognuno ovviamente appartiene housaniamente ad una carta, a seguito di combinazioni fra le molteplici variabili dipendenti ed indipendenti elencate in modo quasi completo e condivisibile dal Capitano, in primis “i soldi e la bellezza”, seguite a qualche incollatura dai citati “cultura, intelligenza, intraprendenza, giovinezza, fama e successo, carisma, talento, simpatia, attrattive fisiche, facilità o meno di relazioni sociali, salute eccetera”, con l’aggiunta di idee politiche e religiose..

    In generale, però nessuno sa con precisione, ab inizio, quale sia la sua carta: saranno gli altri, secondo me -- i vari Capitani e Cleidi -- che possono dirlo ictu oculi (sì, ictu oculi, Cap)in questo gioco investigativo.

    Pertanto non so rispondere, arial, e mi dispiace perché la tua richiesta è intelligentemente e simpaticamente provocatoria.

    Se ti accontenti posso però dirti che più che riconoscere con certezza la mia appartenenza ad una carta, mi posso qualificare come uno “tendente a . . .”.

    Restare cristallizzato ad un numero, ed acquietarsi di starci, per me è riduttivo. Ovviamente non posso tendere all’infinito, ma cerco di avvicinarmici: della serie “Cristo è morto, Marx pure ed io non mi sento tanto bene!”

    a

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  22. Cassandro "uno tendente a..". Questa è la risposta che attendevo da qualcuno. Non esiste uno schema, un'ordine cosmico. La legge dell'attrazione non segue parametri universali ma, al contrario, la legge del caos:))

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  23. Non c'è caos, ma un ordine perfettissimo. Anche la tempesta più scombinata non è pazza, ma segue un ordine perfettissimo (e prevedibilissimo, avendo i mezzi per analizzare gli equilibri che l'hanno generata).

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  24. Approfitto per augurare a bluphoenix di guarire al più presto dalla storta alla caviglia, a Cassandro (e a noialtri) di ritardare il momento in cui si uniformerà al destino dei due illustri personaggi da lui evocati e a Cleide di continuare a lodare la mia eleganza d'animo e di sentimenti olé! :-)

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  25. Della serie..dategli una leva e lui vi solleverà il mondo.))

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  26. agli inizi di febbraio sono caduta sul ghiaccio emi sono fatta male alla gamba....per la prima volta ho pensato al dottor House e al vicodin...
    bello il racconto, ciao!

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  27. Bha! :-) quasi mi pare di vedervi
    Mio Capitano e Cleide :-)
    E' ovvio che la maggior parte delle persone stringano relazioni negli stessi ambienti che frequentano..... e poi ci sono le eccezioni :-)
    Vedi voi due :-)

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  28. Fiore..noi ci siamo conosciuti nell'ambiente virtuale. Si può dire che frequentiamo gli stessi ambienti? :)

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  29. Secondo me Cleide ..... non ,lo so.. :-)
    Immagino ci siano varie scuole di pensiero sugli ambienti virtuali... :-).
    Conobbi una delle mie più care amiche su internet, e precisamente su "Stazione Celeste"
    anche quello era un ambiente virtuale ma indirazzato a chi condivideva certi interessi.
    Potremmo dire che il virtuale è solo un mezzo per una maggiore condivisione?
    Tornerebbe così il discorso d Mio Capitano ?
    Mi pare che più che agli interessi era mirato al livello economico, allo status sociale economico ed intelletuale delle coppie :-)

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  30. Ragazzi, il mio discorso è ovviamente generico, non capisco perchè vi concentriate sempre sui dettagli personali. In ogni modo, anche se avessi ragione, ci sono sempre le eccezioni a ogni regola. :-)

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  31. Dovevi dire :-) ragazze :-)

    Ps e aggiungerei "crastule" ossia pettegole :-)
    anche nel virtuale alla fine viene fuori la vera natura :-)

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  32. Fiore.. la mia voleva essere una battuta.:) Guarda discutevo con il capitano ancora sull'argomento sino a due secondi fa. Inutile dire che non ne siamo venuti a capo.:/
    Stazione Celeste...conosco il sito ;)

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  33. Teoria del caos...la "teoria" di per se stessa è gia uno schema con delle regole precise,il caos allora non esiste se non con dei modelli gia prestabiliti,e di conseguenza nulla avviene per caso ed è gia tutto inquadrato anche se potrebbe non sembrare! E la tua tesi del "mogli e buoi dello stesso status sociale" a questo punto,potrebbe non fare una piega...salvo le eccezioni del caso che comunque rientrerebbero sempre in quel circolo vizioso della teoria del caos! Fiuuuù,mi sto aggrovigliando,meglio salutarti con un chiaro e lineare ciao :)

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  34. Ringrazio tardivamente il Cap per il riferimento a Reginella e ovviamente alla classifica numerica che mi attribuisce. Non ho capito gli ultimi versi, e non dunque a chi in via Toledo Reginella si accompagnasse...
    Ma sulla finezza che mi attribuisci, concordo con Cleide non si accompagna ad adeguato abbigliamento, anzi..
    Si trova di tutto sotto le setose griffe, taroccate o no, da noia mortale appena apron bocca o chissà...sporcizie intellettuali, egoismi senza pari: vuoi l'elenco completo?
    Non è l'abito che fa il monaco...
    e meno che mai virtualmente, sempre per riprendere un filo buttato qua e là: nel virtuale conosci l'essenza della persone.
    L'anima priva di vesti, griffate o meno, stato sociale, restano solo cultura, sensibilità, umiltà ed eleganza: una eleganza che è nelle parole e nel mescolarsi più o meno eticamente, o esteticamente. Ma bello non sempre corrisponde a buono.
    Relativamente a Cassandro: la teoria dell'infinito, sembra più un motivo per non classificarsi o un tentativo maldestro devo dire per sopravvalutarsi, riducendosi così infine...
    Perdonate tutti gli sproloqui e il resto...
    Resta che mio cap mi spiegherai gli ultimi versi di Reginella, che Cleide ha sempre ragione, e Cassandro è una gran bella persona

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  35. Amici, la primavera è alle porte anche se fa ancora freddo. Siamo bravi, siamo amici, siamo blogger e sappiamo ridere in primavera: che cosa vogliamo di più? :-)
    O Fiore fiorin fiorella, dico allora "ragazze", ma giammai vi definirò "crastule" (cioè pettegole, Cleide mi ha detto pure il termine corrispondente del dialetto catalano di Alghero, ma l'ho dimenticato).
    O Cleide cleidin cleidella, chiaro che non siamo venuti a capo della discussione.
    O Elle ellin ellella, la teoria del Caos è troppo caotica per questo indegno blog. E' vero che io non credo troppo al Caos, ma a un ordine cosmico, a un grandissimo orologio universale dove tutto funziona e si spiega a causa di un ingranaggio o di una rotellina che gira da qualche parte.
    O Arial arialin arialella, siete tutte eleganti voi donne che frequentate questo blog, sono fortunato sotto questo punto di vista. Confermo che non è l'abito che fa il monaco, ma è il monaco che fa l'abito. Eccoti la traduzione di Reginella:
    "Te si' fatta na vesta scullata,
    nu cappiello cu 'e nastre e cu 'e rrose...
    stive 'mmiez'a tre o quatto sciantose
    e parlave francese...è accussí?

    Fuje ll'autriere ca t'aggio 'ncuntrata
    fuje ll'autriere a Tuleto, 'gnorsí..."

    Traduco: Ti sei fatta una veste scollata, un cappello con nastri e rose, eri in mezzo a tre o quattro sciantose e parlavi francese... è così?
    Fu l'altro ieri che ti ho incontrata, fu l'altro ieri a Toledo, signorsì.

    Piccola nota sul francese parlato da Reginella. Il francese è sempre stata la lingua elegante parlata a Napoli dalla borghesia borbonica, segno di distinzione sociale, status symbol perfino. Fino a non molti anni fa sul Vomero o nelle zone della Napoli bene non era infrequente sentir parlare qualche frase nella lingua d'Oltralpe. Se i nobili parlavano francese, ne viene fuori che chi voleva elevarsi dalla sua classe sociale d'origine scimmiottava pure lui qualche parola di francese per cercare di passare per più importante di ciò che era. Niente di nuovo sotto il sole: le gente dei ceti bassi di solito accoglie le abitudini dei ricchi e dei potenti illudendosi di "passare di grado".
    Tra l'altro il francese dei napoletani con la puzza sotto il naso era ben lungi dall'assomigliare a quello che si parlava a Parigi, ma appariva come un miscuglio di gallicismo, gagaismo, dialetto e mimica partenopea: ne ha dato una dimostrazione la mitica Tina Pica in qualche vecchio film con Vittorio De Sica.

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  36. Vuoi sapere pettegole come si dice in genovese? "Ciattelle!

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  37. Olà, posso allora non dire il termine in napoletano?
    'nciucesse (da inciucio).

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  38. Capitanin Capitanello, questa sembra una disputa tra tolemaici e copernicani. :)

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  39. ciattelle mi piace assai :-)
    crastule è "casteddaio" (di cagliari) nel mio paese dell'interno, in quel del Goceano si dice
    "pisigule", ma ciattelle...... splendido!
    'nciucesse, mi sa di ciuccio per bambini :-)
    Io non sono una donna "elegante"!, anche se qualche volta per obbligo mi travesto da donna elegante! E ti devo dire, contro ogni tua idea, Mio Capitano, che anche nel mio guardaroba, puoi trovare misto di cinese (devo assolutamente scrivere un post sulla mia cinesina di fiducia, donna splendida)Auchan, Bernardi, ma anche max mara... cavalli e vate la pesca (ogni tanto per questione di immagine vado a pagare l'obolo a questi signori.)
    E se questo trovi nel mio armadio è anche vero che lo puoi trovare nell'armadio di molte signore "bene".

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  40. Un saluto a tutti, ho letto con interesse.. speriamo quindi nella primavera.

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