giovedì 27 dicembre 2012

Vivere nell’ombra

- Ciao, ho per te una tipica notizia natalizia: “Suzy, da regina del mezzofondo a escort”.

- Come dici, prego?

- Ascolta, una ex mezzofondista, Susy Favor Hamilton, vincitrice negli anni Novanta di sette titoli nazionali nei 1500 metri e partecipante a ben tre Olimpiadi, recentemente ha annunciato di aver fatto la escort con lo lo pseudonimo di «Kelly Lundy» per la Haley Heston, una delle più importanti agenzie del settore a Las Vegas. Pare che offrisse i suoi servizi a 600 euro all’ora.

- 600 a botta? Mi pare tanto, in effetti.

- Non ho detto 600 a botta, ma all’ora, testone! Ora però si è detta pentita e con un annuncio sul Web ha fatto pubblica abiura. Non hai commenti da fare?

- Un ecchissenefrega ti andrebbe bene? Uhm, certo che però ora mi chiedo che cosa si inventerà, la nostra povera Suzy. La compiango.

sabato 15 dicembre 2012

Commedia altruista in tre atti

Primo atto

AMICO: Guarda quell’uomo in piedi sul parapetto del ponte! Vuole buttarsi di sotto. È disperato. Forse ha perso il lavoro o l’ha lasciato la moglie. Dio mio devi fare qualcosa per lui. Devi assolutamente intervenire prima che si butti.

ALTRUISTA: Meno male che ci sono io! Intervengo subito. Spostati, fammi spazio. Ecco, arrivo.

AMICO: Ma che stai facendo con quel telefonino in mano?

ALTRUISTA: Riprendo il volo dell’uomo dal ponte. Poi metto il filmato su You Tube, ci farò almeno un milione di click e un numero di poco inferiore di condivisioni.

AMICO: Ma scusa non era meglio tentare di salvarlo?

venerdì 14 dicembre 2012

Sparatori folli e folli osservatori

Usa: massacro in una scuola elementare del Connecticut. 29 morti, di cui 22 bambini tra 5 e 10 anni. Autore uno di questi che chiamano folli.Si è da poco concluso il processo di quell'altro folle che in Norvegia aveva ucciso una ottantina di persone perlopiù su un'isola, massacrandole con metodo e tranquillità come una volpe in un pollaio.
Una volta mi domandai: e se i folli sparatori facessero proseliti? Se non fossero degli anormali, ma solo l'inevitabile frutto di un certo nostro malsano modo di vivere? Se il loro numero aumentasse via via che la nostra società rinforzasse la spersonalizzazione dei rapporti umani già osservabile attualmente? Se i rari sparatori attuali fossero solo l'avanguardia di quelli che verranno in futuro?
Proviamo a immaginare un mondo fatto in gran parte di persone che ti prendono col telefonino invece di aiutarti se cadi sui binari della metropolitana, come è successo in quel recente episodio a New York (l’autore ha venduto il filmato a un giornale e non è divenuto una star di You Tube solo perché il tizio ripreso era stato così maleducato da morire sfracellato sotto il treno)… In un mondo così, quanti sparatori folli ci sarebbero? E li si dovrebbe definire ancora folli?

sabato 1 dicembre 2012

Rap di Natale

I misteri della jungla neraVoglio il presepe quest'anno, l'albero di una volta, il Natale in casa Cupiello, quello del primo atto della commedia, Tommasino il Nennillo che si mangia i maccheroni scaldati avanzati che sarebbero dovuti spettare a Eduardo, si vende le scarpe dello zio e non dice nemmeno sotto tortura che il presepe del padre è bello, Natale con Totò e signori si nasce, con Jimmy Stewart e René Clair, la Freccia Nera che fischiando si scaglia e la sporca canaglia un saluto ti dà, Natale di Alan Ford in "Santa Claus story" e Bob Rock che cerca di apparire più alto e col naso meno grosso, di Tex Willer alle prese con El Diablero e della sigla notturna della Rai con le immagini delle nuvole, Natale con il cartello sulla trasmissione che sarà ripresa il più presto possibile e scusateci per questa rottura di balle dell'intermezzo televisivo con l'arpa. Natale a giocare a pallone sotto casa tre contro tre o quattro contro quattro, Natale a fare collette per comprare palloni più economici del Super Santos, magari quella schifezza del Super Tele che un soffio di vento se lo porta via,

martedì 27 novembre 2012

Il quindicenne suicida era condannato a morte?

gioco_impiccato_7

La vicenda è nota. Andrea, uno studente quindicenne romano si è tolto la vita impiccandosi con una sciarpa. Era un tipo originale, colto e soprattutto sensibile. Si vestiva in modo vistoso, a volte si travestiva. Hanno detto che era gay, ma la madre, una donna intelligente e moderna vista ieri nei telegiornali, ha detto che il figlio le aveva confidato di essere innamorato di una ragazza.

Perché Andrea è morto? Lo ha spiegato in modo accorato ieri la madre nella sua lettera denuncia. Andrea veniva accusato dai compagni di essere gay, di vestirsi e comportarsi in modo strano, di essere fuori dal coro. Sei strano, ti smalti le unghie, ti vesti di rosa, non pensi come noi, non ti comporti come noi, non fai le cazzate che facciamo noi: sei fuori dal gruppo, forse sei pericoloso, e soprattutto sei solo e indifeso e noi siamo in tanti: praticamente sei già morto, devi soltanto capirlo.

venerdì 16 novembre 2012

Cancellare amici da Facebook allunga la vita

imagesLa maggior parte delle persone pensa erroneamente che il modo giusto di usare Facebook sia di procurarsi nuovi amici. In realtà è vero il contrario. Un recente studio condotto al Mit (Massachusetts Institute of Technology) ha dimostrato che il piacere maggiore gli utenti lo provano cancellando nominativi dalla propria lista di amici. Il piacere sarebbe crescente  quando le cancellazioni sono accompagnate da espressioni quali “Vaffanculo stronzo/a” o “Salutami a mammeta, coglione”. Espressioni più forti di questa agirebbero addirittura sullo stress esistenziale, diminuendolo o, in casi particolarmente propizi, azzerandolo.

giovedì 8 novembre 2012

I tempi eroici del blog

CopertinaCairoOggi mi sento nostalgico. Che ne diresti di parlarci dei tempi eroici del blog?

I tempi eroici del blog?

Sì, mi hai capito. Quando il blog sembrava un’avventura affascinante e ti pareva di maneggiare fuoco vivo e non parole.

Guarda che il blog è affascinante pure adesso. Comunque ho afferrato il concetto. Ti riferisci al blog dei primordi. Quando c’era la community, quando ti sembrava di far parte di un mondo rutilante, frenetico, quasi sismico. Un mondo di polemiche, litigi, amicizie che nascevano o morivano, diatribe politiche e non, parolacce, confusione, anonimi che ti offendevano senza sapere nemmeno loro perché, discussioni e cazzeggi a non finire. Insomma stai parlando del bellissimo casino che impazzava nella Frontiera del diario virtuale.

Dicci la tua prima volta sul blog.

giovedì 25 ottobre 2012

La bomba

cinque la bomba

Sta finalmente per uscire il mio prossimo romanzo. Si chiama La bomba ed è edito da Homo Scrivens, una casa editrice napoletana gestita da giovani dinamici, ma già con vasta esperienza sul campo. Spero che cliccando sull’immagine si legga la quarta, in cui è spiegata la trama almeno in parte. Qui posso aggiungere due parole alla come vengono. Un'esplosione distrugge la città di Napoli. La città è devastata, ma forse è il mondo intero a essere nelle stesse condizioni. Eppure è come se la bomba offrisse un'altra occasione a individui macchiatisi di colpe gravi o gravissime. È un po’ come nella vecchia canzone dei Ribelli "Pugni chiusi", citata a inizio romanzo: “Pugni chiusi / non ho più speranze / in me c'è la notte più nera". Ebbene, forse la Bomba farà un po' di luce nella notte di alcuni.

domenica 21 ottobre 2012

E’ roba mia, non di Woody

Se ti ami, ami.
Se non ti ami, non ami.
Se ti ami, ma non ami, forse non ti ami.
Se ti ami, ma pur amandoti ami non amare, forse ciò che ami è l'amore di vederti amare.

Mi sono imbattuto in questo mio commento sul mio vecchio blog di Tiscali. Siccome siamo stati fin troppo seri di recente, lo pubblico. Però mi accorgo che questi miei indegni versi hanno un loro senso, se uno non si impantana nello scioglilingua.

venerdì 12 ottobre 2012

La macchina per catturare i bambini

Un inventore ligure impegnato nel sociale e nella cura dell’infanzia, Orco Mangiafuoco, ha deciso di aiutare la polizia e gli assistenti sociali con una sua creazione: la macchina per prelevare i bambini. Il caritatevole Orco Mangiafuoco è rimasto scioccato dal recente video trasmesso da “Chi l’ha visto?” in prima serata, in cui un assurdo bambino in provincia di Padova si dibatteva a scuola, invece di ringraziare i poliziotti che lo trasferivano alla loro auto sospendendolo da terra come un piccolo re.

giovedì 4 ottobre 2012

Il gioco del vero o falso in politica

schedaCome nel celebre gioco della Settimana Enigmistica, ecco qui un rapido test sul mondo della politica.

1. Pagando poco i politici li si indurrà a rubare o a farsi corrompere da faccendieri economici.

Vero.

2. Pagando di più i politici gli si impedisce di rubare e farsi corrompere da faccendieri economici.

Falso. Il di più dello stipendio sarà una perdita secca per la collettività e non inciderà sulle ruberie dei politici. Uno stipendio alto a un parlamentare o a consigliere regionale lo abituerà a una vita lussuosa e gli farà desiderare maggiori lussi.

3. Il comunismo e tutto ciò che rappresenta è morto con la caduta del muro di Berlino.

sabato 22 settembre 2012

Prendi la donna e scappa - I finali dei film

KING_KONGIn quasi ogni film, si sa, c’è un uomo alle prese con una signora o fanciulla e spessissimo le azioni dei personaggi sono motivate dal conoscere, conquistare o sottrarre agli altri quella signora o fanciulla. Vediamo i principali epiloghi cui vai incontro sul grande schermo incappando nella bella di turno.

1. Arraffi la donna e scappi. Il lieto fine è un epilogo diffusissimo. Prendono la donna e scappano (o restano) sia Dustin Hoffman nel Laureato che Daniel Day-Lewis nell’Ultimo dei Moicani. A volte la donna che arraffi ha qualche parte meccanica e anzi non è per niente una donna, come nel caso della Replicante Sean Young in Blade Runner, ma Harrison Ford sembra pensare che, vera o sintetica, una donna è sempre una donna.

2. Lasci la donna e fai il grand’uomo. Humphrey Bogart rinuncia a partire da Casablanca con Ingrid Bergman per favorire la resistenza al nazismo e il futuro della bella e impossibile compagna.

martedì 4 settembre 2012

Peggy e Pedro

“Peggy, torna da me, ti amo. Non posso vivere senza di te!” gridò Pedro.

Chi lo avesse visto mentre diceva quelle parole, sarebbe stato tentato di ridere, perché Pedro non si chiamava Pedro e la persona a cui si rivolgeva probabilmente non si chiamava Peggy. Sì, la tentazione di ridere sarebbe stata forte: Pedro che non si chiamava Pedro era in piedi su un ponte di Roma, probabilmente non troppo distante da un lampione pieno di catenacci dell’amore, ma non sembrava per nulla uno dei ragazzini fighetti di Moccia che si promettono amore eterno per poi sputtanarsi a morte cinque minuti dopo su Facebook. Pedro non aveva niente del Romeo moderno. Era vestito di stracci, un barbone grosso così, ed era ubriaco. Qualcuno avrebbe anche potuto definirlo ubriaco d’amore, ma non si poteva ignorare l’acre puzzo di alcol che emanava dalla sua persona

domenica 19 agosto 2012

Colonna sonora di una vita

trombettistaDaniele Silvestri, “Aria”. Dove si ascolta: “Dopo trent'anni carcerato all'Asinara / che vuoi che siano poche ore in una bara. /Ché in una bara in fondo non si sta poi male / basta conoscersi e sapersi accontentare.”

The Ronettes “Be my baby”. Dove si ascolta: “So won't you, please, BE MY BE MY BABY / be my little baby MY ONE AND ONLY BABY / Say you'll be my darlin', BE MY BE MY BABY / be my baby now. MY ONE AND ONLY BABY  / Wha-oh-oh-oh.”

Paolo Pietrangeli, “Contessa”. “Voi gente per bene che pace cercate / la pace per far quello che voi volete / ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra / vogliamo vedervi finir sotto terra”.

giovedì 9 agosto 2012

Legalizziamo il doping

Usain-Bolt-advances-to-Olympic-100-semis-NA20H88S-x-largeIl doping di Schwazer. La notizia di ieri era la conferenza stampa del marciatore italiano dopato, Alex Schwazer. Schwazer è stato trovato positivo all’Epo, sostanza proibita che già aveva sancito la fine della carriera di Pantani e forse della sua vita. Il marciatore ha pianto a dirotto nella sua esternazione pubblica e ai giornalisti ovviamente non pareva vero inzuppare il pane in quelle lacrime dandosi arie di onesti fustigatori del malcostume altrui (naturalmente i giornalisti televisivi presenti, targati Rai o Mediaset, hanno avuto una lieve amnesia sulle raccomandazioni, i sotterfugi e gli intrallazzi con cui sono stati assunti al lavoro, senza esclusione alcuna). Vedendo le lacrime di Schwazer e l’indegna gogna mediatica cui è stato sottoposto (il marciatore ha sbagliato e deve pagare, ma che c’entra la gogna?) mi sono detto che se fosse stato presente alla conferenza stampa un signore non comune vissuto duemila anni fa forse avrebbe commentato: “Chi è senza doping scagli la prima pietra”.

sabato 28 luglio 2012

Requisiti per lavorare

- Ciao, ho trovato uno splendido lavoro per te. Devi avere solo i requisiti necessari.

- Hai detto niente. Ormai anche per pulire i cessi pubblici ti chiedono un curriculum lungo così e la frequentazione di corsi di laurea a Oxford.

- Sssss, il posto è già tuo. Controlliamo i requisiti. Sei meridionale?

- Certo, sono nato a Napoli, lo sai. Ma credevo che l’essere meridionale fosse un requisito per la disoccupazione, non per farti assumere.

martedì 17 luglio 2012

La televisione fa schifo (tranne qualche eccezione)

Un paio di giorni fa stavo cucinando. Come spesso mi accade in questi momenti, cerco di guardare la televisione per distrarmi. Il problema era che tutti i programmi erano vere e proprie schifezze, che per di più ti disturbavano fisicamente. Sul primo canale un programma su Caruso con due presentatori asini e patinati, in cui la prospettiva era ascoltare palloni gonfiati alla Bocelli o Wande Osiris in lustrini alla Celine Dion. Non so gli altri, ma io se sento cantare un’altra volta la parruccona “Caruso” di Dalla da damerini impomatati o da bambini con voci da ciclopi, cado morto. Vado al secondo canale, un telefilm fesso. Al terzo parla uno con la faccia antipatica. Quattro, cinque e sei: gossip, veline, vecchiume. Non c’è assolutamente niente non dico di interessante, ma che non mi faccia incazzare mentre cucino.

mercoledì 4 luglio 2012

Volo nel cielo del blog

volareVolo a braccia tese nel cielo di Facebook. Volo come un uccello, muovendo le braccia come se fossero ali, che emozione. L’aria tiepida di queste altezze virtuali ti accarezza la faccia e lo spettacolo che vedi dall’alto non ha paragoni. Campi, case, alberi di mille tipi. Nel mio volo incontro altra gente che galleggia in aria in maniera a volte comica, con una strana smorfia di incredulità dipinta sulla faccia. Qualcuno mi saluta. Qualcuno mi ignora cabrando con la pesantezza di una mongolfiera.

Ma si vola piano, qui nel cielo di Facebook. Ti senti legato, mentre sei sospeso in aria. E hai la stessa difficoltà di virare di un bombardiere della seconda guerra mondiale. E poi lo vogliamo scordare questo senso di oppressione che ti accompagna in ogni metro del tuo torpido volo? No, qui non va: anche il paesaggio offerto alla tua ammirazione è troppo ristretto, claustrofobico addirittura. Hai bisogno di più vasti orizzonti, lo sai. Non di alberi, ma di foreste. Non di palazzi, ma di montagne.

lunedì 25 giugno 2012

Viva L’Italia che non ha paura

Buffon para un rigore all'inghilterra1Vedere l’Italia che attacca in continuazione, padrona del campo, dispensatrice di passaggi e tiri in porta. Vedere l’Italia che bivacca nell’aria di rigore avversaria. Vedere gli altri arroccati in difesa, che hanno paura di noi. Vedere l’Italia che ha coraggio, che non fa calcoli meschini, che guardia gli avversari negli occhi a testa alta, che fa svariare la palla sulle fasce a suo piacimento come un direttore d’orchestra. E vedere l’Italia tirare i calci di rigore alla fine della partita, e ricordarti della canzone di De Gregori, di “Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”, e pensare che De Gregori aveva torto: è proprio da questi particolari che si giudica un giocatore, è proprio dal coraggio con cui tiri un calcio di rigore alla fine della partita che si giudica di che stoffa sei fatto, di che materia è fatto il tuo cuore.

martedì 19 giugno 2012

Intervistato da Peter Pan

- Ciao, sei davvero Peter Pan? Posso toccarti le orecchie a punta?

- Certo, tocca pure sono vere, e sono anche più appuntite di quelle del signor Spock.

- Per favore non metterti a svolazzare fuori dalla finestra. Ti ringrazio per avere accettato di vedermi, per me è un onore. Dunque io e i miei lettori vorremmo sapere che cosa ti ha portato a essere quello che sei.

- Non risponderò a nessuna noiosa intervista, però forse ne farò una a te.

- Che dici, Peter? Io non sono nessuno mentre tu sei un icona della…

- Ssssss. Allora comincio con le domande. Qual è il segreto della vita? Che cosa rende la vita degna di essere vissuta?

giovedì 7 giugno 2012

E’ morto Ray Bradbury

Ogni tanto leggi sul televideo o sui giornali la morte di qualcuno e ti sembra di morire un po’ anche tu. Ieri leggo che se ne è andato Ray Bradbury, maestro della fantascienza eroica degli anni Cinquanta, cioè di un periodo letterario unico che non tornerà più come non torneranno più i western di John Ford. Oggi la fantascienza letteraria agonizza in rari romanzi cervellotici, freddi, noiosi, lontanissimi dalle storie di alieni e imperi galattici dei tempi d’oro, e sopravvive soltanto al cinema.

Di Bradbury mi hanno impressionato tre cose nell’ordine crescente in cui le cito. La prima è il suo romanzo più noto Fahrenheit 451, in cui immagina un mondo dove leggere un libro è reato. Infatti i libri si bruciano per non contaminare i cittadini con il loro messaggio. E’ una storia di cosiddetta antiutopia come 1984 di Orwell e Il mondo nuovo di Huxley, ma Bradbury a differenza di questi scrittori lascia il finale aperto alla speranza. Dopo aver letto questo romanzo, ogni volta che apri un libro ti pare quasi di fare un azione rivoluzionaria e sovversiva, e in effetti forse è proprio quello che stai facendo.

domenica 20 maggio 2012

Piccoli pazzi crescono

Siamo seduti su una panchina di via Medina, strada centrale di Napoli, di qui il Maschio Angioino con piazza Municipio, di là la salita che porta a via Toledo. Proprio a fianco a noi la fontana di Nettuno, opera d’arte risalente al vicereame del sedicesimo secolo. L’aria è buona, la sera è fresca e hai quasi l’impressione di sederti in un museo a cielo aperto senza pagare neppure il biglietto.
Passa un signore magro che mi fissa intensamente. Io guardo altrove perché sono sicuro di non conoscerlo. Quello insiste a fissarmi. Scrolla il capo come se non credesse ai suoi occhi. Io cerco di segnargli con lo sguardo che proprio non lo conosco. Alla fine quello non ce la fa più e mi dice: “E’ incredibile, siete assolutamente identico al mio capo servizio”. Io tiro fuori una faccia da “guarda come è strano il mondo”, e chissà perché mi sento vagamente in colpa per assomigliare al capo servizio del signore, forse perché deve essere un bel rompiscatole se mi assomiglia così tanto. Il tizio alla fine si allontana dopo alcuni commenti sbalorditi sulla straordinaria somiglianza rilevata.

sabato 5 maggio 2012

Grillo, Fiorello, Renzello

Beppe Grillo viene attaccato continuamente dall’establishment politico a causa delle sue intemperanze verbali. Molte delle cose dette da Grillo non le approvo, ma non si può negare che sia un grande comunicatore. E’ forse il solo comico che mi fa ridere, anche se lui ormai non svolge più quella professione in senso stretto. La capacità di comunicare mi pare un pregio, mi pare essa stessa un messaggio, cioè se dici una cosa bene e fai ridere o indigni, quella cosa non può essere troppo stupida. Cosa dice Grillo? Che i politici sono una iattura. Una classe corrotta, nepotistica, raccomandata, privilegiata in modo sfacciato, gente che invece di faticare in una miniera ti incula troneggiando su uno scranno e usufruendo di benefit, franchigie e immunità che i poveri fessi che li hanno mandati in parlamento si sognano. Si dice che quello è il prezzo da pagare alla politica, che l'alternativa sarebbero il caos o i generali. Dobbiamo tenerci i feudatari rozzi, ignoranti, arroganti, maneggioni, edonisti perché questa è la democrazia, bellezza. Poi vedi la faccia da schiaffi di Casini e ti vengono i dubbi.

mercoledì 25 aprile 2012

Vivere con 200 euro al mese

− Capitano, hai letto di quel ragazzo che afferma di vivere con 200 euro al mese?

− Ho sentito qualcosa, ma rinfrescami la mente, Cleide.

- Be’, c’è questo ragazzo di 28 anni, Devis Bonanni, credo che lo chiamino Pecoranera per il suo rifiuto di uniformarsi agli schemi tradizionali, che ha fatto il grande passo, ha lasciato tutto come spesso diciamo di voler fare tutti noi e se ne è andato a vivere lontano dalla città, lontano dalle comodità o presunte tali. Dice che ha eliminato tutte le spese delle bollette, luce, gas, affitto. La televisione non ce l’ha e si arrangia con la radio. Giura che non si fa mancare nulla, ha anche la nutella e la birra. Per spostarsi usa la bicicletta. Coltiva pomodori e melanzane o cavoli; fa ripetizioni di francese e aiuta un contadino a raccogliere la legna e questi gliene regala un po’ per l’inverno e gli dà qualche soldino. La domanda è: se uno riesce a vivere con 200 euro al mese, in che razza di zoo burocratico si è trasformata la nostra vita? Ci servono davvero tutte quelle cose per cui buttiamo tanti quattrini?

− Naturalmente sai che si potrebbe fare qualche piccolo appunto a questa notizia. Forse non è tutto oro quello che luccica.

mercoledì 11 aprile 2012

La notte dei Coccodrilli Bianchi

ph-10485[7]Il primo lo troviamo in una Porsche rosso fiammante che probabilmente costa quanto una palazzina di quattro piani. È notte fonda e noi siamo tanti e strani. E camminiamo strani. E ci muoviamo strani. E a pensarci bene è strano pure il nostro silenzio. Per non parlare di questa puzza di fogna e di morte che ci accompagna dappertutto, questa sì che è roba strana. Il tizio ferma il bolide per darci un’occhiata e magari per ironizzare sul modo in cui ci siamo conciati. Forse vorrebbe fare un battuta sul vecchio video di Michael Jackson dal quale magari gli sembriamo usciti. Però gli basta uno sguardo per capire che non ci siamo conciati in nessun modo, siamo fatti proprio così. Se sapessimo parlare, gli diremmo che diventi come noi dopo che hai abitato nelle fogne per anni. Diventi così mentre quelli di sopra, quelli come lui con le Porsche e le ville a Portofino o dove cazzo è ti pisciano e ti vomitano in testa tutto il santo il giorno dai loro cessi rosa da ricchi col culo rosa e rosa pure gli stronzi che fanno. Se sapessimo parlare gli diremmo che siamo stanchi di farci pisciare in testa dai figli di puttana come lui. Questa è la nostra notte. La notte in cui i coccodrilli bianchi escono dalle fogne.

domenica 1 aprile 2012

Racconto scattante batte romanzo prolisso

libro mattoneAlcuni giorni fa leggevo un romanzo e mi chiedevo per quale motivo al romanzo viene attribuita una dignità letteraria superiore al racconto. Un racconto è scattante, incisivo e soprattutto leale: ti dice quello che vuole dirti in uno spazio ristretto e soprattutto non ti imbroglia; leggendo l’incipit o poco più già sai tutto dell’argomento trattato e di come viene trattato, conosci il personaggio principale e capisci se ti è simpatico, e puoi decidere in tutta serenità se continuare a leggere o meno.

Il regno della prolissità. Un romanzo spesso è l’elogio della prolissità, della lungaggine, del di più. Non di rado ci mette almeno trenta pagine per farti arrivare al punto (e spesso non c’è alcun punto in cui arrivare). Colleziona pagine e pagine che sarebbero da cassare, descrizioni inutili, personaggi sovrabbondanti e lentezza, è incredibile l’inaudita lentezza che possono sprigionare certi romanzi.

giovedì 22 marzo 2012

Canzoni per grandi che fanno Oh

Pippi Calzelunghe 2In famiglia mi hanno chiesto di fare un disco di canzoni per bambini per la mia nipotina. Le canzoni avrebbero dovuto contenere anche un video, in modo che la piccola peste, guardando e ascoltando il tutto, se ne restasse buona invece di seminare distruzione dovunque. Ho fatto il disco, ma il mio scrupolo, che qualcuno chiama pignoleria, mi ha portato a non accontentarmi di due canzoncine in croce.

Zecchino d’oro. Il primo passo è stato andare su You Tube e scaricare un paio di centinaia di videocanzoni. Poiché i video di You Tube non sono in un formato visibile in televisione mi sono dovuto procurare un programma di conversione video e trasformare il tutto in prodotti fruibili dal grande schermo. I titoli erano tanti e allora ho deciso di riunirli in alcune cartelle. La prima cartella l’ho chiamata “Zecchino d’oro” e ci ho messo dentro tutti capisaldi dello Zecchino a cominciare dai classici “44 gatti”, “Il valzer del moscerino”, “Popoff” o “Volevo un gatto nero”. C’è stato posto anche per motivi recenti che però non avevano lo stesso fascino.

sabato 17 marzo 2012

La classifica dei cantautori viventi

glen-hansard-in-una-scena-del-film-once-59371Per stilare la classifica qui citata ci serviremo delle tre esse: sapienza, suggestione e severità.

Sapienza sta per qualità, cioè la qualità dei testi e della musica dei cantautori in oggetto, evento come si vede variabile a seconda dei gusti. La suggestione è qualcosa di indefinibile, la capacità di un certo cantautore di farti volare con la mente, può farlo con la sua presenza scenica, con la qualità dei suoi testi o magari con la sua voce, anche se a volte si tratta di un vocione brutto e perfino stonato: la suggestione è un evento anch’esso volatile. La severità (di vita, di comportamento) è la lontananza dalla frivolezza, dal gossip, dalla vita dei rotocalchi, dal presenzialismo in televisione o sui mass media, dall’antipatica leggerezza dei social network moderni. La severità sta quasi per serietà e a rigor di logica non dovrebbe essere un parametro per giudicare il valore di un cantautore, perché nulla ti vieta di essere uno sciacquetto da isola dei famosi e scrivere belle canzoni. Tuttavia l’osservazione del mondo ci ha provato, a noi del blog dell’”Ultimo uomo sulla Terra”, che i cantautori più validi espressi dalla musica italiana sono stati caratterizzati da una severità esistenziale in almeno una fase della loro vita se non in tutta (De André, Gaber, tra quelli scomparsi). Ecco la classifica da noi compilata.

venerdì 9 marzo 2012

Le braccia di Mina

In questo numero: non spread, non marò prigionieri in India, non riflessioni sui grandi sistemi, non Costa Crociere, non 2012 la fine del mondo, non fisica einsteniana, non chi siamo e da dove veniamo, non legge di Attrazione, non articolo 18 dei lavoratori, non Mitt Romney, Santorum, o Obama, non lo stato del mondo, non la ricetta della felicità in dieci facili lezioni, ma braccia, le braccia di Mina, le braccia di Mina quando canta. Ci chiederemo se le braccia di Mina parlavano e perché le braccia delle donne moderne spesso non parlano più come quelle della grande cantante. Ci chiederemo perché, pure mettendo insieme le sei braccia delle vincitrici dell’ultimo festival di Sanremo non riusciremo nemmeno a eguagliare un polso di Mina, e se ci resterà tempo parleremo pure delle mani di Mina, che naturalmente parlavano anch’esse.

mercoledì 29 febbraio 2012

Ricchi scemi e ricchi intelligenti

soldi soldiIn questo numero: parleremo di ricchi scemi e ricchi intelligenti, i quali grossomodo fanno le stesse cose, di cosiddetta invidia sociale, infine cercheremo di capire, con l’aiuto della teoria della relatività, ancora insuperata come resta la velocità della luce, se Walter Veltroni è di destra o di sinistra.

I ricchi scemi e i ricchi intelligenti. Come è noto queste due categorie umane vogliono conseguire lo stesso scopo: tenersi soldi, ville, panfili e se possibile spupazzarsi il maggior numero di escort sensibili a soldi, ville e panfili. Il ricco scemo però non vuole essere infastidito da proteste che lo distraggano dal conseguimento della sua missione esistenziale; e allora non fa che lamentarsi dell’invidia altrui e predica, il ricco scemo, di non essere invidiosi di ciò che hanno gli altri, di non odiare chi ha, che l’odio non ti fa vivere bene, di capire che loro i soldi, le ville e le puttane se li sono guadagnati con il duro lavoro.

giovedì 23 febbraio 2012

Dio non è morto, ci scusiamo per la notizia lievemente imprecisa

Mi dicono che non è vero. Quando c’era solo la Rai, Alighiero Noschese imitava un conduttore di telegiornale che annunciava catastrofi, terze guerre mondiali, notizie sensazionali, inondazioni; poi gli portavano un foglietto alla scrivania e lui dopo averlo letto rettificava con calma britannica: “Mi dicono che non è vero”. Naturalmente presto o tardi la realtà supera qualsiasi comico. Non molto tempo fa fu annunciato su giornali e televisione, con grande dispiego di mezzi, che era stato accertato il superamento della velocità della luce.

mercoledì 15 febbraio 2012

Schettino vince il festival di Sanremo

sanremo2012-celentano-morandi-2-primaSanremo è un programma benemerito che dovrebbero vedere tutti, perché ci fa capire esattamente cos’è l’Italia e come è strutturata. Sanremo è anche di più, è uno specchio di questo Paese e lo riflette meglio di qualsiasi altro specchio. Se vogliamo capire la storia d’Italia, dobbiamo assolutamente guardare Sanremo, cosa che ho fato ieri sera. Non c’è dubbio che la storia recente di questa nazione sia stata dominata da due figure: un ex presidente del consiglio per così dire allegro e il comandante di una nave crociera affondata circa un mese fa. Queste due figure, l’ex presidente del consiglio e il comandante della nave crociera, avevano in comune molte cose tra cui una in particolare: erano entrambe poste ai vertici della società pur avendo come massimo talento il fatto di sembrare usciti da un film: da un film di Alberto Sordi, per quanto riguarda l’ex presidente del Consiglio, e da un film di Totò, per la parte del comandante Schettino.

martedì 7 febbraio 2012

Le previsioni del Web

Ecco l’ultimo bollettino diramato dal Meteo del Web:

Tempeste di neve si stanno abbattendo su Facebook, disattivare il tasto Mi Piace e girare con il profilo personale incatenato. Si segnalano link condivisi e album fotografici coperti da lastre di ghiaccio. Sono previste temperature molto al si sotto dello zero gradi Twitter sulla posta elettronica e sulle chat per cuori solitari. Ricoverate d’urgenza per ipotermia diverse donne nude normalmente ospitate da siti porno sotto le voci Schoolgirl o Barely Legal 18+, mentre squadre di tecnici specializzati stanno rimuovendo le stalattiti di ghiaccio formatesi sui Monster Cock dei loro partner. La protezione virtuale consiglia agli internauti di navigare in solo in caso di necessità assoluta e in ogni caso di dotarsi di antivirus con battistrada invernali.

venerdì 27 gennaio 2012

La vastità di Melancholia

MelancholiaUn paio di giorni fa ho visto un film che mi ha lasciato senza fiato. Mi sarà capitato pochissime volte e ora non ne ricordo nemmeno una. Era seduto sul divano con le luci spente e correvano i titoli di coda del film e io me ne stavo a guardare lo schermo nero come un pugile al tappeto che osserva l’arbitro che alza il braccio all’avversario che lo ha steso. Mi sentivo veramente a disagio e per un po’ ho pensato che avessi mangiato troppo e male, il che di notte non manca di agitarmi. Poi ho capito che era stato il film a inchiodarmi sul divano con quella sensazione di vuoto dentro. Ho cercato di capire meglio il mio stato d’animo. A che cosa assomigliava? Ci ho pensato a lungo e alla fine ho capito: mi sentivo leggero come quando hai evitato per un pelo di farti mettere sotto da un camion mentre attraversavi la strada. Mi sono messo a ridere, ma ero proprio così che mi sentivo. Con difficoltà mi sono alzato dal divano e ho spento la televisione. Ho deciso di restare un po’ in piedi perché in quel momento di certo non avrei preso sonno.

martedì 17 gennaio 2012

Mi spaventa lo Schettino che è in noi

t-shirt1- Ed eccoci qui a parlare di Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia. Mi pare che la sola concordia ottenuta sia quella di crocifiggerlo alla sua totale incapacità.

- Se  vuoi il mio parere si esagera. Tutti hanno trovato il perfetto capro espiatorio. Gli armatori per dire che le loro navi e i loro equipaggi sono eccellenti tranne una sola, sfortunata mela marcia, la magistratura per trovare il colpevole a tempo di record, i passeggeri per potersi lamentare in diretta sui telegiornali con l’aria eroica dei sopravvissuti al Titanic, anche se non risulta abbiano fatto niente di eroico se non tracannare alcolici e sculettare la Macarena in crociera, i giornali e le televisioni italiane per sparare sull’esponente dell’Italietta che non va, i giornali stranieri per dire avete visto che succede  a mettere un mangiaspaghetti a capo di qualcosa, i leghisti per dire la stessa cosa sostituendo la parola terrone a mangiaspaghetti, il governo Monti per distogliere l’attenzione dallo spauracchio spread e dalla tripla B delle agenzie di rating, i produttori cinematografici per trovarsi un cattivo da film già bello e fatto che ha il solo difetto di sembrare troppo imbecille per risultare vero.

- Si esagera? Non credo, ti faccio un breve riepilogo della Schettineide.

domenica 8 gennaio 2012

Le poppe di Poppy e la principessa Deché

Le poppe di Poppy. C’è una signora in Inghilterra, Sarah Burge, che a Natale ha regalato un buono di 7 mila sterline alla figlia di 7 anni (che lo si creda o no si chiama Poppy) per rifarsi il seno quando di anni ne avrà 16: in poche parole vuole rifare le poppe a Poppy. La famigerata Sarah si è fatta oltre 100 operazioni di chirurgia estetica, con una spesa vicina al milione di euro, per assomigliare il più possibile alla bambola Barbie e pare che ci sia riuscita. Pare inoltre che voglia ottenere lo stesso risultato con la figlia Poppy e che la figlia sia lietissima di compiacerla. Cioè oltre a pompare le poppe a Poppy le impippa di rimpolparle il popò e magari anche la pupù.

domenica 1 gennaio 2012

Dedicato

Al barbone di Bolzano morto da solo la notte di Natale mentre tentava di riscaldarsi, dopo che aveva rinunciato a un’eredità di 250 mila euro, case e terreni, alla coppia proletaria che controlla ansiosa i prezzi nel supermercato discount di san Giovanni a Teduccio, con l’ansia di tradire la propria ansia, dedicato alla servitù al completo del magnifico sceneggiato “Downton Abbey”, dal maggiordomo imbalsamato alla sguattera sciocchina che preferisce il cameriere canaglia al timido valletto che trema guardandola, e sì, pure a quelle carogne dei nobili del piano di sopra che suonavano i campanelli un secolo fa e non hanno mai smesso di farlo.