venerdì 9 marzo 2012

Le braccia di Mina

In questo numero: non spread, non marò prigionieri in India, non riflessioni sui grandi sistemi, non Costa Crociere, non 2012 la fine del mondo, non fisica einsteniana, non chi siamo e da dove veniamo, non legge di Attrazione, non articolo 18 dei lavoratori, non Mitt Romney, Santorum, o Obama, non lo stato del mondo, non la ricetta della felicità in dieci facili lezioni, ma braccia, le braccia di Mina, le braccia di Mina quando canta. Ci chiederemo se le braccia di Mina parlavano e perché le braccia delle donne moderne spesso non parlano più come quelle della grande cantante. Ci chiederemo perché, pure mettendo insieme le sei braccia delle vincitrici dell’ultimo festival di Sanremo non riusciremo nemmeno a eguagliare un polso di Mina, e se ci resterà tempo parleremo pure delle mani di Mina, che naturalmente parlavano anch’esse.

Alcuni giorni fa girovagavo su You Tube, quando mi è caduto l’occhio su un vecchio video di Mina che cantava la classica “Voce del silenzio”. Era un filmato particolare, Mina era ripresa per tutta la durata della canzone in primo piano, al massimo in un primo piano allargato; non veniva mai mostrata a figura intera, anche se le sue gambe dell’epoca avevano poco da invidiare a quelle di chicchessia. Quella particolare inquadratura metteva in evidenza le sue braccia e come le muoveva accompagnando la canzone, che ovviamente cantava benissimo, probabilmente perché è una delle canzoni che necessita dei maggiori mezzi vocali. Erano braccia snelle, femminili, non assolutamente muscolose come quelle delle conduttrici dei telegiornali di prima serata esclusa Cesara Buonamici, Mina le raccoglieva al petto, le teneva sospese sui fianchi mentre prendeva il fiato, le allargava negli acuti, e poi si aiutava con le mani, mani lunghe, antiche, i cui palmi spingeva in avanti come per non farsi schiacciare dalla difficoltà della canzone, mani che poggiava a dita larghe sul petto e sullo stomaco per raccogliere ogni atomo di respiro, e poi le defilava, lasciando ancora il posto alle braccia. Le braccia di Mina, braccia che parlavano.



 

14 commenti:

  1. Mina è certamente una grande interprete. Possiede una potente vocalità e aveva una presenza fisica molto espressiva. Non mi piace di Mina l'atteggiamento da dea dell'Olimpo che ha assunto negli anni.Preferisco la Vanoni. Ancora di piu' oggi che sale sul palco con qualche bicchierino di troppo. Piu' vicina al suo pubblico, piu' umana. Ti consiglio di ascoltare la sua interpretazione de La voce del silenzio. La migliore secondo me:-)

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  2. Innanzi tutto grazie per avermi dato modo di riascoltare questa straordinaria canzone! La associo alla morte di mamma! In queii giorni tristi e nei successivi era la mia colonna silenziosa interiore! Il nostro corpo parla anche quando siamo in silenzio, comunica sempre qualcosa ad un osservatore attento e sensibile! Le braccia, le nostre come quelle di Mina sono fondamentali nell'esprimere o dar forza ad un concetto o sentimento ! Avere belle braccia è un bel dono...come avere belle gambe! Nelle braccia è racchiusa tutta la nostra capacità di accoglienza! Mina sapeva usarle bene perchè erano un prolungamento della sua anima, della sua interiorità! Non le bastava la voce pur potente che aveva,...per esprimere la passione e il sentimento che trasudavano dalle sue canzoni! No... Occorreva usare anche il corpo... Quelle braccia, il modo in cui le usava volevano esprimere l'amore e nella fattispecie il rimpianto di non poterle usare per stringere la persona che nel silenzio e nell'assenza la facevano star così male ! Almeno, questo è il mio pensiero... A me capita(va) quando la cantavo di "agitarmi" allo stesso modo! Puo esser che le canzoni di San Remo non Abbiamo delle cose da comunicare così forti da dover usare braccia e mani? :-) ad es la canzone di Alisa che ho sentito in radio mi piace molto... E cantandola lo farei con le mani chiuse a pugno... In un'espressione di intima sofferenza che non avrei voglia di urlare o mostrare!
    Concordo con Cleide per il resto! :-)
    Un caro saluto a entrambi !

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  3. ARISA... deficiente che non sono :-)

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  4. Ragazzi ma che acuti osservatori che siete! In queste cose sono una frana, non ci avrei mai fatto caso. Interessante post e molto acuti i commenti di Cleide e Giovanna.

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  5. Cleide, anche a me piace la Vanoni, ma per cantare "la voce del silenzio" ci vuole la voce di Mina, The Voice.
    Giovanna, ti ricordi le sei braccia non della dea Kalì, ma delle tre premiate a Sanremo: Emma Marone, Noemi e Arisa? Roba da far venire la depressione. Io prima di premiare una signora a Sanremo la farei spogliare, solo le braccia, intendiamoci, e deciderei se premiarla solo dopo dopo aver accertato se le sue braccia parlano come quelle di Mina.
    Sergio, buona domenica a te e agli amici del blog.

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  6. Grazie Francesco, stavo pensando una cosa, e forse mi sbaglio perchè è raro che io veda Sanremo. Nell'epoca in cui cantava Mina, il microfono era la famosa "giraffa", ossia quell'aggeggio che la seguiva dall'alto mentre lei aveva le mani libere. Oggi i cantanti usano quei microfoni trasmittenti che reggono in mano e (sempre se è questo il caso) hanno quindi minori possibilità di sottolineare la canzone con una mimica gestuale. Può essere?
    Buona domenica a tutti.

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  7. Sai, sergio, se mezzo secolo fa la tecnologia della Giraffa ti permetteva di tenere le mani libere mentre cantavi, la tecnologia di oggi ti dovrebbe consentire di tenere libere almeno dieci mani, ammesso che tu con quelle mani sappia che cosa farci.

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  8. CASSANDRO

    Le braccia contano, le mani contano, il tutto senza necessità che si addivenga ad uno spogliarello dei loro legittimi possessori al fine di vedere al meglio le stesse, tipo Rita Hayworth in Gilda (anche quella le muoveva bene, se non sbaglio, Cap, mentre sfilava lentamente i suoi lunghissimi guanti neri)

    In verità, io non mi ero mai molto soffermato sui movimenti di Mina, in quanto per me Mina era tutto un mix di voce, musica, parole, gestualità, sguardi, braccia, mani, ecc. ecc. Non saprei immaginarmela in una singola parte della sua persona.

    E poi proprio la bravissima Vanoni non cantava (non certo alludendo a quelle di Mina, eterna ed insuperata rivale in musica?) “mani grandi, mani senza fine”?

    Infatti, in ogni coppia in amore poi le braccia e le mani hanno sempre giocato un ruolo particolarmente determinante, sia nella realtà di un dato momento sia come ricordo degli attimi di passione vissuti.

    E allora, così, tanto per scherzarci un po’ su . . .

    BRACCIA E MANI
    (Letterine amorose)

    (Lui)
    Per te una letterina amorosa
    per ricordar di te una bella cosa.

    “Che sei la dea Kalì, che ha dieci braccia?
    Mi sembra che ti avvinghi in me pur se
    mi stai lontana, e niente al mondo scaccia
    sì dolce sensazione, ora osè

    ed or di affetto piena. Circondato
    mi sento dal lor caro roteare
    davanti al viso, che resta incantato
    . . . dietro la nuca, che di accarezzare

    non manchi mai . . . o sulle spalle,
    per come fai nel fare all’amore.
    Così, pure se sei tu a valle
    ed io sui monti siamo cuore a cuore.

    Le braccia tue in questo modo sono
    pronte ad un tempo a far da scudo al fine
    che non si accosti ‘altra’, nonchè il dono
    di un amore senza alcun confine”.


    (Lei)
    Rispondo al tuo scritto in modo lieto
    per ricordar qualcosa di concreto.

    “Non dico 'assai', dico . . . 'almeno uno' . . .
    làsciamelo un centimetro di pelle
    inesplorato . . . e no che ormai ognuno
    di questi è noto a te, chè ovunque quelle

    tue delicate mani sono andate . . .
    e sopra . . . sotto . . . dietro . . . avanti . . . ai lati
    . . . Dov'è che, dimmi, non sono arrivate? . . .
    Però da te venivano toccati

    tutti i miei punti deboli perchè
    volevo io così -- non lo scordare --
    chè mi esaltava stare avvolta in te,

    fra le tue mani, a farmi accarezzare.
    Pur se ne avessi avuto centotrè . . .
    e no due sol . . . ti avrei lasciato fare!

    Per le tue mani, eh sì, sono arrivata
    ad ogni nostro incontro ben ‘topata’.

    Son state e sono ancor la mia coperta
    e non c’è sogno in cui non le avverta

    . . . con esse io ci dormo zitta zitta
    sentendole ora a manca ed ora a dritta”.

    (Cassandro)

    il 12/3 ore 20,10

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  9. Cassandro, sono ammirato da come si muovono le mani nei tuoi versi.
    Ho visto che l'ultima moda delle cantanti attuali è quella di mostrare uno o più capezzoli come per sbaglio, soprattutto quando sono impegnate in programmi intelligentissimi come Ballando con le stelle. L'ha fatto prima Anna Tatangelo e poi Emma Marone, come mostra il sito del Corriere della Sera. Non so che brivido possa provocare la visione del capezzolo di una persona come Emma Marone, ma il mio consiglio alle cantanti attuali è di copiare altri modelli estetici, come quelli rappresentati da Mina. Saluti a tutti.

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  10. Mina è la migliore cantante italiana! La sua voce mette i brividi...è carismatica! Dopo di lei non vedo molto!
    Buona serata Mio Capitano!

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  11. Cucù, eccomi qui. Servira? Boh!

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  12. Certo che serve, Stefania, un cucù non si rifiuta a nessuno. Cucù ;-)

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  13. mamma mia...mi ci hai fatto pensare e hai proprio ragione!
    (a me però braccia femminili un po' toniche piacciono! :-)

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