mercoledì 21 gennaio 2009

Cazzate cazzate cazzate (intervista a un normale scrittore italiano)


Il normale scrittore italiano che pubblicizza il suo romanzo: - Il mio romanzo, che uscirà in libreria a breve, scava nell’humus sociale fustigando le contraddizioni intellettuali dell’uomo moderno. La mia storia analizza il sostrato veterocapitalistico, starei per dire le scorie culturali degli habitat occulti totalizzanti, ergendosi a baluardo contro la deframmentazione delle coscienze.

L’intervistatore come dovrebbe essere: - Cazzate cazzate cazzate.

Il normale scrittore italiano che pubblicizza il suo romanzo: - E’ una storia che reputo scatenante sia a livello intellettuale che sociale. Ho cercato di raccogliere il grido di dolore proveniente dalle elites culturali che vedono standardizzato e starei per dire depauperizzato ogni anelito libertario della società civile.

L’intervistatore come dovrebbe essere: - Cazzate cazzate cazzate.

- Il mio libro è solo il primo tassello di un’idea in progress, e si propone una esaustiva ed ellittica disamina di certi modelli comportamentali che inquinano e opprimono la normale e libera dialettica democratica, coercizzando i flussi mediatici e coonestando lo status quo.

- Cazzate cazzate cazzate.

- Ovviamente sono dovuto ricorrere a uno stile narrativo originale che mettesse alla berlina le fruste scorciatoie espressive cooptate dalla mercantilistica editoria moderna.

- Cazzate, soltanto cazzate, cazzate tra noi.

- Non è stato facile perché ho dovuto per così dire destrutturare un linguaggio meno legato agli schemi unificanti e defatiganti, nonché metastasizzanti, basato sulla metafora e sull’ossimoro.
- Che cosa sei, che cosa sei, cosa se-e-e-i.
- In particolare mi sono ispirato ai migliori modelli di letteratura di anticipazione con uno sguardo a Orwell, ma ancora di più al miglior Aldous Huxley. Non posso però tacere le lezioni di Joyce e Sartre, né ho dimenticato l’asciuttezza hemingwaiana e certe atmosfere alla Twain che in ogni caso ho rielaborato secondo schemi neorealistici o meglio neointernettiani.
- Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai.

- Non nego che nella mia opera si colgano echi dell’espressionismo cinematografico tedesco da Murnau a Herzog, ma starei per dire che pure l’esempio di Eisenstein non cade nel vuoto.
- Proprio ma-a-a-a-i.

- In sostanza con il mio romanzo ho iniziato un delicato percorso interiore verso la conoscenza intesa non come mera acquisizione meccanicistica, ma come surplus etereo capace di introdurre a universi concettuali innovativi.

- Cazzate cazzate cazzate.

- E’ ora di gridare un no forte e liberatorio verso la uniformazione, il depauperamento, la lobotomizzazione…

- Cazzate cazzate cazzate.

- … la merceolizzazione, l’epidemiolizzazione del pensiero unico, del deja-vu panletterario. Il mio libro è un incunabolo schietto che spero penetri a fondo nei lettori.

- Cazzate cazzate cazzate.

- Vorrei comunque sottolineare l’importanza, nelle significanze del mio romanzo, della…

- … cazzate soltanto cazzate, cazzate tra noi.

13 commenti:

  1. inutile dire che tutte queste cazzate faranno più o meno presa su chi ascolta (la questione è appunto: chi fruisce di tali sprloqui?) e ovviamente in base a quante puntate di uomini e donne/grande fratello/isola dei famosi....avrà parteciparto lo "scrittore" stesso.

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  2. Capitano mi concede un intervista? Magari ci possiamo mettere un depauperamento, pure una vivisezione, qualche sostrato o substrato culturale, ma senza esagerare.:))

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  3. Ah ecco. Ci mancava il Trombone per rendere meglio l'idea.:)

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  4. bluphoenix, dispero ormai di trovare un'intervista in cui uno scrittore non si dia arie da saccente tuttologo. Nessuno dice: ho scritto una storia, provate a vedere se vi piace leggerla, tutti a fare riferimenti letterari impegnativi e a pensare che il proprio romanzo cambierà il destino del mondo.
    cleide, mi fai l'intervista? Bada che ti rispondo come il normale scrittore italiano del post :-)

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  5. cazzate a parte ho letto alcune pagine iniziali del tuo romanzo, devo dire che il libro all'inizio è un pugno in faccia ma scorrevole e con uno stile che spesso si ritrova anche nel tuo blog, ma se lo volessi comprare? solo sul sito?

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  6. Veneris, dato che sei di Napoli il mio romanzo dovresti trovarlo alla libreria Feltrinelli di via Roma o alla Guida di Port'Alba. Tuttavia forse non ce l'hanno anche se dovrebbero; in questo caso ti consiglio di richiederlo alla casa editrice usando il link sulla colonna laterale: in cinque, massimo sei giorni il libro è a casa tua. Fammi sapere :-)

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  7. Inutile dire che sai sempre come colpirci. E questa metaletteratura un po' cinica e disillusa mi piace da morire. :)

    Io? Sono scomparsa, è vero. Pochissimo tempo a disposizione, innanzitutto. E, motivo ben più serio, sento che questa dimensione del blog è in crisi... Non mi soddisfa molto. Così come il mio stile. Fase di transizione?! Spero... Intanto inquieto ;)

    Un abbraccio

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  8. E' sull’epidemiolizzazione del pensiero che cerco di pensare da ieri da quando cioè ho letto il post. :)
    Basitteddu Capitano!

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  9. E' il tuo libro mica quisquillie! :-)))

    Daniele

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  10. di sicuro l'intervistatore non è mollica. :)

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  11. ho appena finito di scrivere il mio primo romanzo e corrisponde esattamente all'esatto opposto del normale scrittore italiano da te descritto.. ciò significa che non me lo pubblicheranno mai?
    :D

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  12. Marco Cannibale, il romanzo lo pubblicherai sicuramente. Non c'è niente di più facile che pubblicare un romanzo, il difficile, come dicevo altrove, è venderlo, o quantomeno farlo arrivare a portata di mano o di occhi della gente. Il problema è distribuire o pubblicizzare. Per pubblicare ora ci sono pure portali come ilmiolibro.it. Ti pubblichi il libro senza spendere un solo centesimo, anzi prima ti vendi il libro (cinque copie, venti copie, oppure una sola copia) e poi te lo pubblichi o stampi. In un certo senso, prima incassi e poi paghi le spese di stampa. Ci sono ancora delle difficoltà in questo modo di pubblicare, a quanto mi dicono, ma in futuro, le cose miglioreranno senza dubbio.

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  13. Quindi lo scrittore medio italiano é un insopportabile saccente? mi auguro che non sia così per tutti.....
    In bocca al lupo per il tuo romanzo!

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