mercoledì 18 maggio 2011

Dissolvenza in bianco

DISSOLVENZA IN APERTURA.

Esterno. Giorno. Panoramica della città in campo lungo.

Scorrono palazzi di costruzione nostrana, sullo sfondo il cupolone di San Pietro. Via alla colonna sonora. Niente di volgare e rumoroso, un tema raffinato ispirato a Ennio Morricone.

Esterno. Giorno. Strada cittadina.

CAMPO LUNGO su una strada centrale con tanti passanti. Le insegne luminose dei negozi e le auto nel traffico.

CARRELLATA IN AVANTI su: CAPITANO

Un uomo che cammina trafelato, come se fosse in ritardo a un appuntamento. In mano, un giornale e una borsa da lavoro. IL DETTAGLIO della scritta “Il mondo sta morendo senza nemmeno un funerale”

su un volantino pubblicitario che legge mentre cammina. STACCO sulla strada che fa angolo con la precedente.

Siamo già in PIANO AMERICANO su CLEIDE. Lo ZOOM a chiudere sul suo PRIMO PIANO. Ecco i suoi morbidi capelli svolazzanti al vento, il suo sorriso contratto, ecco l’eco dei suoi tacchi sui sampietrini stradali. ZOOM all’indietro fino al CAMPO LUNGO. Le sue mani rovistano in una borsetta cercando qualcosa che non trovano.

Cambio di inquadratura. PRIMO PIANO di un cartellone pubblicitario con i posteriori di molte donne che pubblicizzano un automobile. Il pezzo di marciapiede a un angolo della strada. Entrano in scena i due che camminano frettolosi, si urtano e cadono.

PRIMO PIANO delle cose cadute.  Dalla borsetta fuoriescono molti astucci e ammennicoli che rotolano sotto i piedi dei passanti. Quindi si va al PIANO AMERICANO.

CLEIDE si lamenta.

CAPITANO si lamenta a sua volta.

CLEIDE: Ma vedi dove metti i piedi, deficiente!

CAPITANO: La colpe è tua imbranata, vorrei sapere a che cavolo pensi quando cammini!

CLEIDE: Forse penso a come evitare di farmi investire da un bisonte come te!

CAPITANO: Ehi, bamboccia, se io sono un bisonte lo sai tu cosa sei? Sei proprio una…

UNA VOCE INFURIATA FUORI CAMPO: Stop, chiudi qui!

Esterno. Giorno. Una troupe cinematografica in strada

IL REGISTA: Stop! Stoooop. Fine, chiuso. Taglia.

ZOOM sul viso infuriato del REGISTA.

IL REGISTA: Si può sapere che cavolo di scena state recitando? Portatemi questo maledetto copione, dove ci sono scritte le cretinate che avete detto?

CLEIDE  (cerca ancora di recuperare il contenuto della borsa caduta): Scusa, ma è lui che si muove con la grazia di un elefante.

CAPITANO (guarda le comparse del film come per averne l’approvazione):  Lo vedono tutti che invece è stata lei a…

IL REGISTA: (fa un gestaccio verso l’operatore che si è acceso una sigaretta): Stooooop, chiudete quelle maledette boccacce. Ricordatevi che questo è uno spot d’amore. Lo so che dobbiamo pubblicizzare una banca, ma ciò che vendiamo è amore. Amore, conoscete? E’ quella cosa che ti fa vedere tutto rosa e raccogliere i fiorellini nei prati… Quindici minuti di pausa.

CAPITANO E CLEIDE si guardano mentre la troupe delle riprese si mette comoda.

CAPITANO: Scusa se ti sono venuto addosso.

CLEIDE: La colpa è tutta mia. Lo sai che stai benissimo? Che ne dici di andarci a prendere un caffè insieme?

CAPITANO: Molto volentieri

IL REGISTA (sbraita ancora di più): Ma queste sono le battute del film! Per la miseriaccia, ma chi me li ha portati questi due imbranati? Quelle battute le dovete dire quando siete in-qua-dra-tiiiiiiii. Dopo che avete sentito le parole magiche “Ciak si gira”. Non quando io ho appena dato quindici minuti di pausa.

L’OPERATORE CINEMATOGRAFICO (fuma in faccia al regista): Ma è almeno buona, questa banca che pubblicizziamo?

IL REGISTA: Macché, ha lasciato in mutande un sacco di brava gente e l’ha sempre fatta franca.

Senza dar segno di aver sentito le parole del REGISTA, CLEIDE e il CAPITANO si allontanano sorridendo verso l’insegna di un bar.

CARRELLATA INDIETRO E DISSOLVENZA IN BIANCO.

19 commenti:

  1. si però spiegalo cos'è il piano americano, altrimenti qualcuno potrebbe pensare allo strumento musicale
    ole/.)

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  2. Eccomi a te, sally, il piano americano è una ripresa cinematografica che solitamente riprende la figura umana fino alle ginocchia o occasionalmente intera. E' curioso che tu mi parli di "piano americano" perché volevo intitolare il post proprio così. Ma poi ho pensato che il titolo potesse non essere troppo chiaro. Se ci sarà tempo nei commenti spiegherò le varie inquadrature del cinema e parlerò magari pure delle differenze tra il modo di scrivere una sceneggiatura all'italiana o all'americana. Ciao.

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  3. Bellissimo e molto divertente!

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  4. Ciao, Enrica, e grazie per l'apprezzamento.

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  5. Mi domandavo il nesso tra amore e banca :)

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  6. Cleide, nessuno, se non il fatto che esistono più uomini innamorati di banche che di donne. :-) Come vedi non è tanto difficile recitare in un film.

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  7. Scusa Franco, due domande che non c'entrano nulla col post: il titolo del tuo libro credo l'abbia disegnato tu quando hai preparato il disegno della copertina, non mi sembra infatti che esistano caratteri di stampa così caratteristici. E' così?
    Sul dorso del libro non è indicato il titolo e l'autore, è una tua scelta o non è previsto dalla Boopen?
    Grazie, ciao.

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  8. Ti rispondo subito, sergio. I caratteri del titolo del libro sono particolari, ma esistono. Il carattere sulla copertina si chiama Chiller, scritto proprio così. Sul frontespizio ho messo il titolo con un altro carattere particolare, che avrei voluto scegliere per il titolo, mi pare che si chiami Eau de Toilette o qualcosa del genere, ma sulla copertina ci potevano andare solo i caratteri in dotazione a Boopen. La mancanza di scritte sul dorso del libro è invece una mancanza della Boopen, è un dettaglio, ma è piuttosto spiacevole farne a meno. Ciao a te.

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  9. CASSANDRO

    Avevo preparato un commento per il tuo cinematografico post, capitano, ma poi è intervenuta la domanda di Cleide sul nesso fra amore e banca, la quale, se non erro, lascerebbe sottendere che un rapporto fra le due categorie non sussisterebbe.

    Ciò posto, casso il commento per te, cap, e do la precedenza a Cleide in quanto un certo gemellaggio fra le due entità, una astratta ed una no, penso che potrebbe pur essere individuato.

    Di certo, cavallerescamente, non me ne vorrai, capitano, se antepongo una commentatrice a te, specie se concordi un poco con le mie stralunate idee o hai sentito parlare di qualche esperienza che le avalli.


    AMORE E BANCA

    Grande è il rapporto fra banca e amore:
    chi ama infatti non è pure banca
    di baci per chi sta dentro il suo cuore?
    . . . forse colui che ama non spalanca

    l’animo suo perché vi entri chi
    fa vedere il mondo tutto rosa
    siccome fa la banca lì per lì
    con i suoi forzieri? . . . E la cosa

    che il gemellaggio crea -- pure se
    non sempre si appalesa assai sicura,
    per nostra fortuna -- è il fatto che

    amore, come banca, ti cattura,
    ti circuisce e poi porge a te
    una infiocchettata . . . fregatura.

    Su amore e banca . . . e chi più ci giura?!

    (Cassandro)

    il

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  10. Grazie Cap! Ahahahh molto simpatico il commento e i versi di Cassandro

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  11. Cassandro non sbaglia un colpo e confesso che la mia domanda era provocatoria. Come dargli torto? ;)

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  12. Sergio, Cleide e Cassandro, eccoci qui finiti a fare paralleli sull'amore e sulle banche. In effetti le maledette banche ficcano il naso il tutti gli affari del mondo, fanno politica, fanno libri, fanno film, fanno o dicono di fare arte. Mi unisco assolutamente agli elogi al sonetto di Cassandro e così chiudo:

    PAESAGGIO VIRTUALE.INTERNO.GIORNO.
    Il CAPITANO ripreso in PIANO AMERICANO nella sua cucina. ZOOM sulla tazzina fumante di caffè che tiene in mano. STACCO sul suo PRIMO PIANO.
    CAPITANO: Affanculo le banche e viva l'amore.
    DISSOLVENZA INCROCIATA.

    UNA VOCE FUORI CAMPO:
    Un saluto agli amici.

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  13. Ah, mi sono appena accorto di una cosa: i cinque commenti che davamo dispersi sul post precedente, tra cui Celia, Giovanna e Cleide, sono stati recuperati da Blogger. Meno male, va.

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  14. Puff puff pant pant...essere dispersa mi metteva ansia! :-)Caspita...bel film! :-)Complimenti!!! Cavolo, si udivano sin qua le urla del regista, indisciplinati che non siete altri!Comunque penso che non ci sia un nesso neanche tra i posteriori delle donne e le macchine...o forse no...se hai un bel posteriore può anche capitarti che qualcuno ti regali una macchina!!!;-)))Come c'è anche il nesso tra amore e banca ...eccome se c'è. Matrimonio fa rima con patrimonio! :-)
    Avevo scritto una filatrocca in questo stesso commento, ma era troppo cinica e vicino a quelle di cassandro faceva una misera figura!
    Aspettiamo il seguito del film...tra cap e cleide come va a finire? E Cleide cosa cercava nella borsetta? :-))))

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  15. Adesso ti sei messo pure a scrivere copioni per la pubblicità, ti capisco : cosa se deve fa' pe' campa'!
    Lo spot è geniale!! Te lo potresti vedere davvero!
    L'accostamento amore-banca esiste, lo sottolinea molto bene pure Cassandro. L'idea della banca che custodisce dei valori che gli uomini reputano importanti, in alcuni casi fondamentali, come non si può accostare all'amore che custodisce nei cuori , e questo sì un vero tesoro, valori fondamentali per il vivere: accettazione, comprensione, stima, rispetto, dedizione, sacrificio, ascolto,desiderio, gioia ecc. Custodire tutti questi valori e farli fruttificare (altro che quello che ti miseramente ti danno in banca) è un vero proprio impegno che riempie la vita di ogni giorno e che nella reciprocità diventa veramente bello il vivere comunque siano le cose che poi il reale mette davanti ad ognuno.
    Un caro saluto.
    Berardo

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  16. perchè piano americano secondo me è un'espressione che ha un suo fascino, al di là del significato. ricordo una canzone, forse di un tale scialpi, che mi rimase impressa solo perchè si intitolava così. se continui a parlare di cinema e di tecnica cinematografica( un tempo volevo scrivere una sceneggiatura, e comunque quando leggo un romanzo in effetti "lo vedo") bè, diventerò una tua assidua...e non dimenticare la sceneggiatura felliniana!
    ole/.)

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  17. :-) per il momento solo un sorriso... il commento ci devo pensare :-)

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  18. Giovanna carissima, la filastrocca potevi senz'altro scriverla, sono sicuro che non era male e poi qui non si fanno gare. Se hai un bel posteriore ti regalano una macchina, dici, è spiacevole, ma purtroppo l'osservazione del mondo ci dice che va proprio così. Cosa c'era nella borsetta di Cleide? Boh, però posso dirti che la Nostra va pazza per le borse. Ora si è un po' calmata, ma le borse che ha le potrebbero bastare per un paio di vite. :-)
    Berardo carissimo, mettiamo l'amore in banca, dici che frutterà interessi o perderemo tutto il capitale? Ho visto che hai commentato pure i post vecchi, deve essere stata una faticaccia.
    Sally Brown, la canzone che ricordo io con il piano americano era di Enrico Ruggeri, una delle primissime, "Polvere", c'era un passaggio dove faceva "piano americano / e sfioro il tavolo con una mano". Bella canzone, quella.
    Fiore, grazie per il saluto, attendiamo il tuo ritorno.
    A dopo con il commento sul modo di scrivere la sceneggiatura all'italiana e all'americana.

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  19. Nel commento precedente ho scordato di aggiungere la dicitura carissima pure a Sally Brown e Fiore, rimedio subito. :-)
    Dato che mi trovo a scrivere, ecco il momento di parlare del modo di scrivere la sceneggiatura. Dunque anni fa volevo partecipare a un concorso per sceneggiature cinematografiche, il premio Solinas, che credo esista ancora. Quindi comprai un paio di manuali che ti insegnavano come scrivere una sceneggiatura, dato che è noto che il mondo del cinema è pieno di tecnicismi. Uno dei manuali che mi procurai era del grande Age, autore che scriveva in coppia con Scarpelli, uno dei padri della commedia all'italiana( La grande guerra, Brancaleone, I soliti ignoti). Age mi informò che esistevano due scritture, l'americana e l'italiana (evidentemente quella seguiva lui). La sceneggiatura all’italiana era più semplice da stendere, e aveva anche qualche lieve inclinazione letteraria. Si divideva il foglio in due parti: nella parte destra si scrivevano tutte le battute degli attori con i loro nomi in maiuscolo, nella sinistra c’erano l’indicazione del posto in cui si svolgevano le riprese (ad esempio: CAMERA DA LETTO. INTERNO.GIORNO), i movimenti della macchina da presa e le azioni degli attori. La sceneggiatura americana si scriveva a tutta pagina ed era incredibilmente tecnica. Veniva indicato in dettaglio ogni minimo movimento della macchina da presa, ogni inquadratura. Veniva ripetuto ossessivamente a ogni inquadratura il posto in cui si trovava e se era esterno giorno o interno notte. Certe parti erano in maiuscolo e altre sottolineate, ed era indicato ogni stacco, ogni carrellata, ogni chiusura. Era pesante da scrivere e presumibilmente da leggere.
    Io optai per la scrittura all’italiana, ma il mio tentativo non ebbe successo. In questo post invece ho optato per una scrittura più spostata verso quella americana, che quella italiana, anche perché non avevo a disposizione un foglio da dividere in due.

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