lunedì 17 maggio 2010

Ma come porti i capelli, bela bionda

- Ma come porti i capelli, bela bionda…

- Non mi pare il momento per mettersi a cantare, devi scrivere un post e cerca di farlo bene, su, qualcosa che faccia riflettere e ti segnali al popolo del blog come una voce libera che guida i meno attenti verso la verità.

- Tu li porti alla bela marinara…

- Ti avverto, non mi lascerò coinvolgere in nessuno sketch alla Cochi e Renato. Per quanto riguarda il tuo post, io consiglio senz’altro la denuncia. Potresti parlare della rivolta in Grecia o delle case quasi regalate a ministri e potenti politici.

- Tu li porti come l'onda…

- Vuoi andare sul polemico? Parliamo del garbo con cui D’Alema manda a farsi fottere chi lo intervista o di Chicco Testa che dice “Ti spacco la faccia” nel dibattito sul nucleare?

- Come l'onda in mezzo al mar.

sabato 8 maggio 2010

Liberté, Egalité, Internetté

Cari amici, questo è un blog, su questo blog c’è questo post e sotto questo post c’è lo spazio per i commenti. La cosa importante è che si potrà commentare questo post ed eventualmente impallinarlo. E' questo il blog, scrivi e lasci agli altri la possibilità di criticarti. Alcuni commenti non ti piaceranno, altri ti faranno incazzare, alcuni, forse, ti sembreranno opera di provocatori, ma l'alternativa è quella di chiuderti in una torre d'avorio per farti adorare a distanza dal popolo bue. Il blog è democrazia, è parità, è uguaglianza. Un volta sostenni – quasi tutto serio e quasi niente faceto - che il blog è il luogo dove più compiutamente si sono realizzati gli ideali della rivoluzione francese, o almeno due, la libertè e soprattutto l’egalité. Sul blog e nel virtuale in genere siamo uguali. Ognuno è ciò che scrive e come si rapporta agli altri. Non ci sono nobiltà preesistenti, non ci sono duchi e conti per volontà divina, non ci sono figli dei Pooh che spadroneggiano in televisione, non ci sono mammasantissima per diritto ereditario, non ci sono vip e vippettini. Ci sono i tuoi post e i tuoi commenti e se sono migliori e più efficaci di quelli di un vip lo vedono tutti, o quelli che hanno abbastanza sale in zucca per leggere e capire. Sul tuo blog può passare l’ultimo dei derelitti e ti fa a pezzi, e se ne frega se prima di finire sul virtuale eri un cazzo di scrittore di best seller coccolato dai critici o una star di talk show alla Daria Bignardi che scrive sempre la cosa più giusta del giusto.

lunedì 3 maggio 2010

Serenata underground

RA (nota di chitarra elettrica rafforzata da singolo colpo di percussione).
Tu-tumtum-tu tu-tumtum (assolo di bongo).
RA (nota di chitarra elettrica più forte rafforzata da colpo di percussione più forte).
Tum tu-tututtù trrrru-tu-rat-tuttù tutum, tutum-rtrrtutuum (assolo di bongo).
RA (la singola nota di chitarra elettrica e il colpo di percussione salgono ancora di tono).
Tu, turutump tu-rumrtrrtum ta-tata-tatero-tata-tum tututum tica-tica tero-tero ticatum ticartrruuummm tsccchhhh (assolo di bongo chiuso da pizzicato di piatti).

lunedì 26 aprile 2010

Sul baratro della posta del cuore


Io tra le fatalone marchiate Armani o Dolce & Gabbana? Io tra la pubblicità di pantere patinate alla Naomi Campbell? Io tra i consigli sulla linea perfetta per accalappiare i bancarottieri dei salotti di Milano Finanza? Io sotto le passerelle dove sfilano silhouette anoressiche vestite con piume di struzzo e sacchi di patate spacciati per alta moda? Io a fare il gagà, il supertrendy mondano con la erre moscia, magari conciato come i discendenti degli snob di Totò a Capri? Nessuno rida, c’è mancato poco che succedesse davvero. Che posso dire a mia discolpa? Sono tempi duri e il Capitano, come tutti, deve mangiare. E a volte questo impulso irrazionale ad alimentarsi e a sfuggire ai pernottamenti sotto i ponti della sua città lo spinge verso compromessi non altrimenti spiegabili. Ma vediamo cosa è successo e perché sono arrivato a un passo dal baratro morale.
Un paio di mesi fa mi arriva una mail molto essenziale ad opera di uno sconosciuto che a stento si firma. Ecco il testo integrale della mail: “Mi è capitato per caso di vedere il suo blog. Se le fa piacere, mi contatti.” Nient’altro. Sulle prime penso a uno dei soliti scherzi della mia memoria ballerina. Forse quel tizio lo conoscevo, altrimenti perché si sarebbe rivolto a me in quel modo? Mi viene voglia di mandarlo al diavolo, ma vedo in calce alla mail-telegramma un link che porta a un editore. Il tizio pare che pubblichi un paio di riviste patinate, di quelle che comprano le signore della buona borghesia che giocano a fare le Carle Bruni, belle, impossibili e soprattutto stronze. Una mix tra “Donna moderna” e “Marie Claire”, un po’ di impegno rosé alla Daria Bignardi, un po’ di tacchi a spillo e femminismo del Sabato Sera alla D’Urso-Parietti, un po’ di Belen vestita da professoressa di latino che fa la lotta nel fango con Eva Robbins. Gli articoli sono minchionate su ristoranti parigini del lusso trash o disamine sui sette peccati capitali del jet-set a cominciare dalla lussuria.

domenica 18 aprile 2010

L’immaginazione al potere

Il ministro degli esteri Tex Willer parteciperà al summit internazionale di Ginevra in cui di si discuterà della situazione in Medioriente. Il capogruppo della maggioranza al senato, onorevole Corto Maltese, si è consultato con il suo collega dell’opposizione, Dylan Dog, per determinare un’agenda sulle proposte di modifiche costituzionali. “Il debito pubblico è sotto controllo”, così ha dichiarato il primo ministro Spider-man, assicurando al presidente della Confindustria, signora Eva Kant, e ai segretari dei sindacati confederati, Mandrake, Charlie Brown e Incredibile Hulk che è allo studio un provvedimento per ridurre gli oneri fiscali.

Nell’ambito delle celebrazioni della festa nazionale, il presidente della Repubblica Alan Ford ha incontrato i governatori regionali Asterix, Amelia la Fattucchiera che Ammalia e Tin Tin in un caloroso ricevimento svoltosi a Palazzo Magnus & Bunker. Il commissario alle politiche comunitarie, signora Wonder Woman, ha discusso a Bruxelles con il premier Asterix e il Lord Cancelliere dello Scacchiere, Stanislao Moulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti, del comando Nato delle Sturmtruppen di stanza a Paperopoli.

sabato 10 aprile 2010

Guccineide


Prologo, invocazione agli dei. No, sicuro non ce la farà a cantare. Deve essere ormai diventato un rottame umano che a stento si regge in piedi. Quanti anni ha? Come minimo settanta. La voce se ne deve essere andata già da qualche decennio. E poi con tutto quel gozzovigliare nelle trattorie emiliane. No, scordiamoci che possa cantare come ai bei tempi con quella potente voce da domatore di folle, da tribuno di piazza. Sicuro come la morte che steccherà a non finire e mugugnerà due o tre toni sotto la norma per non precipitare nel disastro canoro. L’ho sentito non molto tempo fa intervistato da Fazio e già non ce la faceva a parlare, si mangiava le parole, figuriamoci cantare. No, incrociamo le dita e speriamo che Guccini arrivi alla “Locomotiva” prima di schiattare sul palco.
Canto primo: l’intrattenitore. Eccolo lì finalmente sul palco. Vecchio è vecchio, ma ce la fa ancora a parlare. Anzi ha la battuta prontissima, domina completamente il pubblico con la sua profonda voce, gigioneggia come ai bei tempi e anche di più. A uno scalmanato che lo apostrofa dal pubblico, dice: “il vino fa male, vedete come mi sono ridotto io”.

giovedì 8 aprile 2010

Sette giorni di coma virtuale

- Finalmente si torna a vivere!

- Esagerato, sembri quasi un redivivo Lazzaro, mentre sei solo uno ha riavuto la linea adsl dopo una settimana di malservizio del suo gestore.

- La fai facile, tu. Vorrei vedere te dopo una settimana senza adsl. Queste sono sventure che avrebbero potuto devastare una mente e una personalità più fragili delle mie. Meno male che posso contare su questo carattere di ferro che mi permette di superare ogni avversità.

- Sì, sembravi proprio un moderno Achille, mentre frignavi con gli addetti del call center per farti ridare la linea. Ma poi mi spieghi a che diavolo ti serviva collegarti a internet? Devi avere affari molto remunerativi in corso tra Facebook, il blog, la posta elettronica e la rassegna di giornali on line curata dalla Camera dei Deputati. Roba da migliaia di euro a giornata.

mercoledì 24 marzo 2010

Indietro nel tempo

Spesso ci si imbatte nell’eterna domanda: ti piacerebbe tornare indietro nel tempo? Chissà perché quella domanda quasi sempre si riferisce a un’epoca adolescenzial liceale,  probabilmente interpretata da tutti come un’età di svago, in cui si diverte senza le angosce esistenziali della maturità, senza dover combattere per trovare un lavoro o conservarlo, senza le responsabilità familiari o magari le preoccupazioni della salute. Un’epoca di latte e miele in cui si è abbastanza giovani e irresponsabili per divertirsi sul serio e in cui, nello stesso tempo, si è abbastanza cresciuti per spassarsela come gli adulti, cioè innamorandosi o facendo sesso, ubriacandosi o vedendosi come eroi che cambieranno il mondo con il loro idealismo (idealismo soprattutto a parole).

Io ho sempre trovato questa domanda stupida. Se tornassi nel passato, farei le stesse cose che ho fatto, sarebbe come vedere una replica, magari piuttosto scadente, della tua vita: io sarei come ero e il mondo sarebbe come era, perché mai dovrebbe accadere qualcosa di diverso? Perché dovresti conquistare la ragazza che non ti filava, vincere la partita che non hai vinto, risultare più interessante o figlio di buona donna di come eri? Se non cambi nessun elemento dell’equazione della vita, l’incognita x continuerà ad avere lo stesso valore di venti o trent’anni fa.