giovedì 8 marzo 2007

L'amore al tempo dei Sioux


Perché Cavallo Pazzo mi è così simpatico? Era un grande guerriero e siamo d’accordo. Era un tipo tosto, capace di digiunare per giorni nel deserto o di sottoporsi a privazioni indigeste pure ai più coriacei Sioux, e siamo d’accordo. Fece a pezzi l’arroganza di Custer e ha preferito la morte a una prigione dei Uas’ichu “ladri di grasso”, e siamo d’accordo. Era un tizio più pazzo del Cavallo di cui portava il nome o dei Trecento e dei Seicento situati tra Termopili e Balaklava, capace di caricare da solo una tribù di Shoshoni e un reggimento di Giacche Blu senza farsi sfiorare da un freccia o da una pallottola… e nessuno obietta niente. Che altro? Ah, avrebbe potuto arricchirsi, diventare, con il bottino di guerra delle sue tante vittorie, un Paperone dei Sioux, avere cavalli, pellicce, tende enormi piene di trofei, ma volle rimanere poverissimo a favore del suo popolo… però non è per questi motivi che questo personaggio mi è caro.
No, ho amato Cavallo Pazzo come un fratello, ho dovuto ammettere dopo aver letto il bel saggio di Vittorio Zucconi ispiratore di queste righe, perché era imbranato con le donne. Può sembrare assurdo, ma questo essere impavido in battaglia, che avrà sfidato la morte centinaia di volte nelle condizioni più svantaggiose, era timidissimo con le squaw. E come tutti i timidi di questo mondo ha dovuto rinunciare ad amori già pronti e impacchettati perché aveva paura di dichiararsi. Tra l’altro c’era un gran pezzo di figliola Sioux Oglala, Donna Del Bisonte Nero, una sorta di strepitosa Pocahontas per cui spasimavano tutti i maschi delle sette e più tribù Lakota che, cotta di lui, non chiedeva che gettarglisi ai piedi. Ma il nostro eroe non troverà mai il coraggio di chiederla in sposa.
Le donne innamorate sono dotate di una pazienza variabile, ma a un certo punto pronunciano il fatidico “Basta aspettare!” e accettano la proposta del primo bellimbusto che si presenta davanti alle loro sottane. Il bellimbusto in questione quasi sempre ha la particolarità di essere la peggiore faccia da schiaffi di questo emisfero, codardo dove il moroso che si aspettava era intrepido, parolaio dove quello era silenzioso, vanitoso dove l’altro era umile… Così fu pure nel caso dell’avvenente Donna Del Bisonte Nero, che convolò a nozze con un tale Senz’Acqua, noto per inventarsi falsi mal di denti per non andare in guerra. Peraltro lo scellerato Senz’Acqua utilizzò la bugia dei denti, oltre che per salvare l’indegna pellaccia, per fregare, previo congruo esborso di cavalli, la donzella al rivale in amore approfittando della mancata concorrenza. Possiamo immaginare la reazione di Cavallo Pazzo quando, al ritorno da un periglioso combattimento con gli infidi Corvi, si vide “cornuto e mazziato”, avendo rischiato la vita solo per farsi soffiare la donna del cuore.

Breve digressione sulla condizione della donna sioux. Le squaw della nazione Lakota godevano di un'emancipazione sessuale senza dubbio superiore a quella delle loro contemporanee europee. Era vero che avevano un prezzo così come ce l’avevano le donne europee - nel vecchio continente la dote si pagava in terre o acconti bancari, qui si preferivano i più utili cavalli – ma le signore sioux potevano sia rifiutare l’eventuale pretendente, sia divorziare per direttissima quando ne avevano voglia. Per sciogliere il matrimonio infatti bastava che una squaw abbandonasse la tenda del marito e che entrasse in quella di un altro guerriero. Se quest’ultimo la accettava, ecco che in cinque minuti avevi divorziato e ti eri risposata senza colpo ferire. Le cose, si sa, erano un pochino più complicate di così, ma per questo post ci accontenteremo. Ecco le donne dell'Ettore indiano.

Donna Gialla, era una squaw Cheyenne sposata con un Sioux Brulè, che sopravvisse al massacro della tribù di Piccolo Tuono perché impegnata a partorire lontano dal suo villaggio (potrà sembrare incredibile, ma il villaggio di Piccolo Tuono fu massacrato dall'esercito per un questione legata allo smarrimento di una vacca). Cavallo Pazzo aveva solo dodici o tredici anni, trovò la partoriente con il figlio appena nato e scortò entrambi presso un’altra tribù. Alcuni anni dopo Donna Gialla, rimasta vedova, lo iniziò ai piaceri dell’amore.

Donna del Bisonte Nero, la già ricordata Femmina Fatale con la pazienza corta. Forse il solo vero amore del nostro eroe. Qualche anno dopo il matrimonio con il verme Senz’Acqua, accortasi probabilmente del grave errore fatto, fece una “fuitina” d’amore con Cavallo Pazzo. Il marito se la venne a riprendere e, aiutato da alcuni bravacci, sparò in faccia all’amante della moglie, che sopravvisse alla ferita e rinunciò a vendicarsi dopo l'intercessione di plenipotenziari Lakota e il pagamento di una mandria di cavalli incamerata dal fratello a causa del voto di povertà. Nove mesi dopo la fuga d’amore, Donna del Bisonte Nero mise alla luce una bambina che secondo le cronache era la copia del suo amante impossibile.

Scialle nero. Era una zitellona di ventinove anni, così poco avvenente da non necessitare di alcun esborso equino per comprarla. Il fratello, amico di Cavallo Pazzo, la sbolognò all’eroe Sioux dopo la grave ferita al viso, con la scusa che l’amico aveva bisogno di compagnia femminile. Cavallo Pazzo accettò Scialle Nero e le volle bene, così come amò la figlia che lei gli diede (morta in tenera età per tubercolosi, la malattia portata dai bianchi).

Nellie Larabee, un donna di sangue misto bianco e Sioux. I bianchi, dopo la resa degli ultimi Oglala, la spinsero verso Tashunka Uitko per fare da spia. Ma Nellie, innamoratasi dell’eroe indiano, fece la spia al contrario.

Paolo e Francesca della prateria. Avrei voluto vedere che atmosfera si percepiva nel villaggio di Cavallo Pazzo nei momenti precedenti la fuga d'amore con Donna del Bisonte Nero. Doveva essersi creata una situazione piena di elettricità. I due amanti mancati che non si erano mai potuti sfiorare dovevano scambiarsi occhiate di fuoco, cercavano di appartarsi, sussurravano paroline complici illudendosi che nessuno li udisse. Dovevano avere visi e occhi che rivelavano il loro amore come un libro aperto. S'era creata una situazione esplosiva di cui doveva mormorare tutta la nazione Sioux. Qui c'era il più grande eroe indiano, l’essere che Uakan Tanka aveva scelto come suo servitore donandogli invulnerabilità in battaglia; e dall’altra parte c’era questa reginetta di bellezza Sioux, una figliola di ottimi natali imparentata con il capo Nuvola Rossa, una pasionaria dell'amore che aveva conservato il fascino nonostante un paio di gravidanze e alcuni anni di matrimonio con il codardo Senz’Acqua. Era la classica situazione di amore proibito che scatena curiosità e pettegolezzi a non finire in ogni epoca. Paolo e Francesca. Abelardo ed Eloisa, Tristano e Isotta. Anche le pietre e i coyote sembravano chiedersi quando sarebbe deflagrata quella situazione insostenibile.
Altro che Clinton con Monica Lewinsky. L’amore bello e impossibile che si realizzava in quel villaggio era il gossip del gossip della prateria.

Leggi: Cavallo Pazzo vive nei cuori rossi

1 commento:

  1. Commenti importati28 giugno 2008 14:20

    rande popolo gli indiani,veri padroni dell'America,sterminati e relegati in riserve dove non possono piu' raccontare delle ingiustizie subite.Coraggiosi e ricchi di dignita'.ciao
    postato da giampaolo il 08/03/2007 12:40

    Caro Capitano, mi piace molto questo post, davvero interessante. Per quanto riguarda Cavallo Pazzo mi fa arrabbiare parecchio che un uomo valoroso come lui abbia perso la donna che amava per timore di chiederla in moglie! Ieri sera mentre facevo la spesa i miei occhi sono caduti sul libro di Piero Angela "Ti amerò per sempre" che citavi in un vecchio post, l'ho acquistato pensando a ciò che avevi detto. Ne ho letto solo poche pagine perchè alla fine di una giornata lavorativa la mia mente è annebbiata ma confido nel weekend per leggere il resto, sembra interessante! ciao ciao dal vento
    postato da vento il 08/03/2007 14:05

    Mi si richiede una riflessione finale sul post. Eccola. Avrei voluto vedere che atmosfera si percepiva nel villaggio di Cavallo Pazzo nei momenti precedenti la fuga d'amore con Donna del Bisonte Nero. Doveva essersi creata una situazione piena di elettricità. I due amanti mancati che non si erano mai potuti sfiorare dovevano scambiarsi occhiate di fuoco, cercavano di appartarsi, sussurravano paroline complici illudendosi che nessuno li udisse. Dovevano avere visi e occhi che rivelavano il loro amore come un libro aperto. S'era creata una situazione esplosiva di cui doveva parlare tutta la nazione Sioux. Qui c'era il più grande eroe indiano, l’essere che Uakan Tanka aveva scelto come suo servitore donandogli invulnerabilità in battaglia; e dall’altra parte c’era questa reginetta di bellezza Sioux, una figliola di ottimi natali imparentata con il capo nuvola Rossa, una donna piena di passione che aveva conservato il fascino nonostante un paio di gravidanze e alcuni anni di matrimonio con il codardo Senz’Acqua. Era la classica situazione di amore proibito che scatena curiosità e pettegolezzi a non finire in ogni epoca. Paolo e Francesca. Abelardo ed Eloisa, Tristano e Isotta. Anche le pietre sembravano chiedersi quando sarebbe esplosa quella situazione insostenibile. Altro che Clinton con Monica Lewinsky. L’amore bello e impossibile che si realizzava in quel villaggio era il gossip del gossip della prateria.
    postato da Mio Capitano il 08/03/2007 14:33

    Non ci dimentichiamo il clima rude dell'epoca e generalmente della gente nomade o addirittura dei contadini! Tutto il resto lo aggiungiamo noi...oggi. Per me cavallo pazzo sapeva BENE chi scegliere. Non si poteva certo accasare con una così "volubile" e oltretutto troppo bella per lui. Lui aveva da fare le sue battaglie mica controllare la moglie! Val bene per una breve fuga di passione. Anche perchè, caro Capitano, certe storie tormentate sono difficili da immaginare "dopo". Dopo, sono tutte la stessa cosa. Siamo al solito: "meglio un giorno da leone o cento da pecora?" Gli esempi che porti tu sono tutti finiti tragicamente.
    postato da Paola il 08/03/2007 14:57

    Insomma, Paola "rompe", in maniera acuta e simpatica, le uova nel paniere. Non hai tutti i torti cara Paola....ma a me piace pensare all'eccezione che conferma la regola che, difficile trovare in letteratura per ovvii motivi, ma si concretizza in anonime esistenze di persone che osano rischiare perchè non si accontentano di vivere cento giorni da pecora...le conclusioni poi, non ci è dato saperle. Un saluto con simpatia
    postato da monica il 08/03/2007 15:27

    E' vero Monica, siamo una storia continua...scriverla, non ci sarebbe lo spazio. Un augurio sincero a donne come te.
    postato da Paola il 08/03/2007 15:37

    ssscccrrrrriiiiiiiikkkkk. Ma Monica chi???
    postato da paola che frena il 08/03/2007 15:42

    Paola, che ce posso fa se sono considerati grandi amori solo quelli finiti tragicamente? Avrei potuto dire pure Romeo e Giulietta o citare il Titanic e sempre là stavamo. Sono sicuro che Cavallo Pazzo era timido con le donne. Me ne dà la certezza proprio la sua temerarietà e il suo ardore in battaglia. Molti grandi condottieri, quelli le cui le truppe si sarebbero fatte uccidere per loro, erano di questa pasta. Napoleone non aveva beccato donne finché non incontrò Giuseppina, che praticamente fece tutto da sola, Alessandro Magno aveva i suoi bravi problemi in campo sentimentale, Garibaldi era intimidito dalle donne raffinate e del'alta società e mi pare che pure Gengis Khan non fosse un farfallone. monica, ti faccio notare che la tendenza culturale attuale è quella di preferire i cento giorni da pecora e di optare per quelli da leone solo se sono anch'essi in numero uguale (bella forza, si dira!)
    postato da Mio capitano il 08/03/2007 15:51

    Sorriso per Paola
    postato da monica il 08/03/2007 15:52

    Buon pro gli faccia a chi segue la "tendenza culturale attuale", io non mi lego a questa schiera, magari farò anch'io una brutta fine ma meglio morire in gloria che morire giorno dopo giorno...
    postato da monica il 08/03/2007 15:57

    E’ il momento di fare una precisazione sul personaggio dei miei due ultimi post. Cavallo Pazzo era in effetti un Sioux molto anomalo, sia nel fisico che nell’indole. Tanto per cominciare, come già detto nell’altro articolo, era molto più piccolo dei Sioux, che erano dei lungagnoni che in qualche caso sfioravano di due metri; lui era piccolino, snello e di colorito molto più chiaro. Inoltre lo differenziava dal resto della sua gente anche la capigliatura, che era riccia (da giovane veniva chiamato “Riccetto”), particolarità davvero rara tra gli indiani. E’ stato ipotizzato da qualcuno che Cavallo Pazzo potesse appartenere a un’altra tribù indiana o che nelle sue vene scorresse sangue di qualche cacciatore francese della frontiera, ma nessuno è mai riuscito a far luce su questi particolari. Se le differenze fisiche con i Sioux erano notevoli ancora più grandi erano distanze caratteriali tra Tashunka Uitko e la sua gente. I Sioux erano personaggi socievoli, allegri, parlavano molto, facevano le ore piccole davanti al fuoco a raccontarsi pettegolezzi o fanfaronate sul loro coraggio in battaglia, insomma era gente alla mano, che amava vivere. Cavallo Pazzo era l’opposto. Chiuso di carattere e poco incline alla parola, timidissimo con le donne come già ricordato nel post (e per questo preso in giro dai suoi amici che si vantavano delle loro conquiste femminili ridendo quando lui non poteva fare lo stesso). Si isolava per giorni e giorni, digiunando, così diceva, per cercare il contatto con Uakan Tanka. Insomma era il classico tipo del rivoluzionario votato alla Causa o del religioso fustigatore della rilassatezza dei costumi. L’irriducibile, quello che non arretra. La sua parola aveva un peso enorme nei consigli di guerra, suscitando l’invidia dei grandi capi Lakota che mal sopportavano la perdita di autorità che questo Signor Nessuno causava con la sua sola presenza (la gretta invidia dei capi Sioux tra l’altro sarà una delle cause principali che condurrà alla morte Cavallo Pazzo). Tashunka Uitko si trasformerà quando nascerà la figlia avuta da Scialle Nero. Per alcune stagioni si trasformerà nel padre più affettuoso del mondo, pronto a giocare e a ridere, passava proprio le giornate con la bambina a fare cavalluccio o girotondo. I suoi compagni stentavano a riconoscerlo. Poi la figlia morirà e riprenderà la guerra con i bianchi. Più tardi ricorderò un episodio della battaglia di Little Bighorn che dimostra il grande ascendente che cavallo Pazzo aveva sulla sua gente.
    postato da Mio Capitano il 08/03/2007 16:41

    caspita caspiterina,che bella storia...ma ancor di più mi piace il tuo commento al post,in cui rilassatissimo e te stesso mi hai coinvolto con la descrizione degli scambi di sguardi tra i due,bellissime emozioni, chi di noi non vorrebbe provare l'innamoramento per tutta la vita???il vuoto allo stomaco,che spesso è amplificato dall'impossibilità di una storia??
    postato da asietta il 08/03/2007 16:48

    Si hai ragione, Jack Fr è un bel libro...poi io che sono nel giro del punk lo apprezzo molto. Mi sto per preparare al gran finale...
    postato da pirasxx92 il 08/03/2007 19:34

    Sarebbe stato un vero peccato che quel pensiero restasse confuso tra i commenti.un bacio
    postato da monica il 08/03/2007 23:07

    Ciauzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz mio capitano.
    postato da Solomania il 09/03/2007 00:05

    capitano la musica è musica,e mi piace quasi tutta un bacio della buonanotte ora vado a strafogarmi un pò di dolcetti davanti alla tv..
    postato da asietta il 09/03/2007 00:23

    E' il momento di andare a nanna e di salutare gli avventori del blog. Domani prevedo di mettere alcuni commenti sulla vita amorosa di Cavallo Pazzo (ho in sospeso pure un particolare della battagli adi Little Bighorn). E dirò, tra l'altro, che Vittorio Zucconi dovette fare una specie di seduta spiritica, in stile Sioux, per chiedere all'anima di Tashunka Uitko il permesso di scrivere un libro su di lui. Zucconi ricevette il permesso, ma pare che nella seduta spiritica, condotta da un vero sciamano sioux, abbia visto cose non sempre spiegabili con la ragione.
    postato da Mio Capitano il 09/03/2007 00:39

    La pazienza è la virtù dei forti... Credo che ce ne voglia un endovenosa. E' vero che le donne avranno anche poca pazienza... ma Cavallo Pazzo si poteva anche sforzare un attimo tra una battaglia e l'altra eh! Credo di non poter essere obiettiva, sorry
    postato da Missy il 09/03/2007 09:44

    Missy, Cavallo Pazzo si sforzava, ma era un po' timido: Uakan Tanka forse aveva deciso di avergli dato già troppi doni sul campo di battaglia, non poteva renderlo pure un casanova della prateria. :-) Una cosa che forse non ho detto è che Uashinka Uitko ebbe una rivelazione dal Grande Spirito quando era ragazzo. Era una pratica a cui si sottoponevano tutti i sioux quando diventavano adulti (lui ebbe quest’esperienza un po’ in anticipo sui tempi). Cioè si vagava per territori desertici digiunano per giorni giungendo al limite della sofferenza fisica finché si aveva una visione. Quella che ebbe Cavallo Pazzo fu così interpretata. Sarebbe stato invulnerabile in battaglia, se l’avesse affrontata vestito di un solo perizoma (infatti combatteva nudo anche in pieno inverno) e con una sola penna di falco rosso nei capelli e un sassolino dietro il lobo dell’orecchio. Il suo cavallo non avrebbe dovuto essere ornato e dipinto come gli altri, ma scoperto di strisce di polvere. La profezia che ricevette l’eroe indiano diceva pure che solo una mano amica poteva colpirlo o farlo colpire. La profezia si realizzò sempre fino alla morte. Infatti, pur avendo Cavallo Pazzo affrontato decine e decine di cariche quasi suicide, non fu mai colpito da una pallottola o da una freccia. Il fatto che diversi suoi cavalli siano periti in quegli assalti dimostrava che le pallottole non erano a salve e che le frecce non erano pataccare. Fu ferito alcune volte ma sempre per mano amica. Anche quando Senz’Acqua gli sparò alla guancia il colpo gli riuscì perché un compagno lo tratteneva. E il soldato che uccise trapassandolo con la baionetta perché si rifiutò di andare in prigione, poté farlo, secondo la profezia, perché Cavallo Pazzo fu trattenuto da uno dei suoi più cari amici, Piccolo Grande Uomo (che col tempo si era venduto ai bianchi). Fu celebre una prova di coraggio, un po’ considerata a dire il vero, che vide impegnati Cavallo Pazzo e Toro Seduto. I quali si limitavano a passeggiare lentamente davanti un distaccamento di soldati posti dall’altra parte di un fiumiciattolo, facendo da bersaglio di luna-park. Era chiaro che chi si fosse ritirato prima dalla gara l’avrebbe persa. Anche qui Cavallo Pazzo ci rimise la cavalcatura (dimostrando di trovarsi perfettamente a tiro di fucile) ma non arretrò. E anche Toro Seduto si difese piuttosto bene. Un saluto con il grido di guerra di Cavallo Pazzo: “Hoka Hey! Oggi è un buon giorno per morire!”.
    postato da Mio Capitano il 09/03/2007 12:20

    tornerò a leggere + tardi e lascerò un commento x ora accontentati di un buongiorno e un bacetto
    postato da Angelica il 09/03/2007 13:12

    scusa se dissacro: Io la lotta discinta la faccio in inverno con i panni da ritirare sul balcone! Ho calcolato che correndo, mantenendo il calore accumulato in casa resisto anche 15 minuti per la beatitudine dei vicini! Quindi cavallo pazzo lottava mezzo nudo perchè si muoveva, e per muoversi BENE non devi avere impicci addosso! Capisci? Eh ehe he
    postato da Paola il 09/03/2007 14:22

    Ciao Capitano, non sono presente in questi giorni ma i ruoi post sugli indiani mi affascinano letteralmente. Non sapevo che uno scrittore italiano avesse scritto sugli indiani d'America. Mi stampo questi due post+commenti. Un abbraccio e buon we
    postato da ariela il 09/03/2007 14:27

    A Paola discinta, ma Med non ha da obiettare niente quando emuli l'ignudo Cavallo Pazzo nel ritirare la biancheria stesa sul balcone? :-) Ho ancora parecchie frecce al mio arco, continuate a leggere. Qui posso solo ricordare che i nativi americani, per replicare all'umiliazione inflittagli dai bianchi che gli piazzarono, in pieno territorio sacro delle Black Hills, le famose tre teste di presidenti scolpite nella roccia... ebbene stanno erigendo una scultura di Cavallo Pazzo alta ben 195 metri (le teste dei preidenti sono alte "solo" 18 metri).
    postato da Mio Capitano il 09/03/2007 15:20

    sei una valanga di fantasia mio capitano complimenti!!
    postato da asietta il 09/03/2007 20:30

    Aggiornamento sulla fuga d’amore di Cavallo Pazzo. L’anno era il 1869, si era da poco arreso ai bianchi il capo Nuvola Rossa e questo aveva portato una fase di armistizio transitorio tra i Uas’ichu e i Sioux irriducibili. Cavallo Pazzo e Donna Del Bisonte Nero non si vedevano da mesi e non si parlavano addirittura da anni. Cavallo Pazzo tornava da una spedizione contro i Corvi che avevano tentato di occupare il territorio di caccia degli Oglala e li aveva sconfitti in quella che i cantori Lakota chiamano “La battaglia in cui Cavallo Pazzo rimandò i Corvi dentro il loro campo”. L’eroe tornò alla tenda del padre e scoprì che lì vicino sorgeva nientemeno che il tipì di Donna Del Bisonte Nero e del marito Senz’Acqua. Un caso? si sarà domandato Tashunka Uitko. Al villaggio non doveva crederci nessuno e lui per primo; le donne erano le signore e padrone per quello che riguardava l’alloggio e di certo nessuno si sarà bevuto che quella tenda si trovasse lì senza un motivo. I nostri due amanti cominciarono a vedersi e a parlarsi. E la gente prese a mormorare come è sempre successo in ogni epoca e continente. Le vecchie comari del villaggio presero ad accusare Donna del Bisonte Nero di trascurare i suoi tre figli piccoli, parcheggiati sempre più spesso presso zie e cugine. Inoltre all’esperto occhio femminile non poteva sfuggire che la ancora piacente Pocahontas dei Sioux era sempre curata nell’aspetto quando incontrava Cavallo Pazzo. Nessuna altra donna poteva vantare una gonna di pelle di daino bella come la sua, né soprattutto i denti di alce donatile da Cavallo Pazzo che ornavano le lunghe frange della sottana. E poi c’erano le fasce gambiere di perline azzurre e bianche, la polvere di terra vermiglia spolverata sulle guance e sulla scriminatura dei capelli corvini. Dove credeva di essere quella smorfiosa di Donna Del Bisonte Nero? dovevano malignare le vecchie ficcanaso del villaggio. Al gran ballo di Corte? Non lo vedeva che era una donna sposata con una carrettata di marmocchi? Credeva di essere ancora una ragazzina? In ogni modo quella situazione, peggiorata dalla vicinanza delle due tende, andò avanti per un bel po’. Anche quel codardo di Senz’Acqua dovette subodorare la tresca amorosa, ma non poteva agire perché Cavallo Pazzo era l’eroe incontrastato di tutto il popolo Lakota, era considerato addirittura più di un Lancillotto, ornato con “camicia sacra” rilasciata ai sette più valorosi Sioux (e il Nostro era ovviamente il primo tra i Sette). Dato che così non si poteva andare avanti e che il Settimo Cavalleria di Custer era ancora lontano dal manifestarsi, una sera Donna Del Bisonte Bianco chiamò nella tenda in segreto la zia Cicogna Bianca e le affidò i figli per il futuro. Infatti ecco il piano che avevano elaborato i due amanti. Cavallo Pazzo aveva sparso la voce di una spedizione contro gli odiati Corvi – se c’era una cosa che non mancava mai era una spedizione contro i Corvi – alla quale avrebbero partecipato pure le donne come spesso accadeva. Naturalmente tra le signore in partenza figurava pure il nome di Donna Del Bisonte Nero. Tutto questo per evitare lo scandalo che avrebbe causato un puro e semplice trasloco della reginetta sioux sotto la tenda di Cavallo Pazzo. Infatti la mattina dopo i due amanti partirono come previsto, ma il perfido Senz’Acqua, che diciamoci la verità un po’ dei corna se le meritava a causa della sua vigliaccheria in guerra… Il resto, si sa, alla prossima puntata. :-))
    postato da Mio Capitano il 09/03/2007 22:52

    Uniko, mitiko, amiko Capitano - ho!!!
    postato da matrix il 09/03/2007 23:19

    Forse questa non è l'ora adatta per leggere storie così tristi Cmq secondo me Donna del Bisonte Nero non era tanto innamorata e poi riguardo a Cavallo Pazzo mi chiedo come si fa ad essere tanto coraggiosi in battaglia e tanto vigliacchi in amore...boh! Notte Franz
    postato da Angelica il 10/03/2007 01:39

    Angelica, ti sarai resa conto che l'espressione "vigliacco in amore" è del tutto inadeguata riguardo a Cavallo Pazzo. Non so da dove ti sia uscita fuori. Spero che tu non sia una di quelle donzelle che preferiscono i Senz'Acqua ai Tashunka Uitko. 'Ngiorno a te.
    postato da Capitan Franz il 10/03/2007 11:01

    Invece 'sta Donna del bisonte nero mi piace sempre di più, guarda un pò! Ieri sera, con la piccola, abbiamo visto Koda fratello orso n°2. Mi sono venuti i lacrimoni a sfiorare per un momento l'idea di quanto potesse essere a misura d'uomo la vita di allora prima che gli occidentali arrivassero a distruggere tutto.
    postato da Paola il 10/03/2007 20:39

    Anche a me piace molto Donna del Bisonte Nero. Sarà che sto sempre dalla parte delle donne e amo anche le loro debolezze. E una debolezza forse è stato il suo matrimonio con Senz'Acqua ( che non mancava solo d'acqua a quanto pare). Ma, una volta ravvedutasi, ha tentato di afferrare quello che poteva...attimi, sublimi, ma attimi....e il dono di quell'amore, una figlia.
    postato da Monica il 10/03/2007 21:04

    va bene, togliamo vigliacco e sostituiamo con pavido in amore, ma il risultato finale nn cambia...
    postato da Angelica il 10/03/2007 21:44

    Io avrei detto titubante, incerto o perfino timido, certo non pavido o peggio ancora vigliacco. Ragazze, nun me toccate Tashunka Uitko che divento una belva. E poi vado a chiamare Vittorio Zucconi e ve la vedete con lui. :-) Più tardi scrivo il finale di questa storia d'amore e domani spero di parlare di una spezzone del Little Bighorn, che fu l'unica battaglia combattuta tra esercito a stelle e strisce e nativi americani (battaglia persa in modo totale e incontrovertibile dalle Giacche blu)... Eppure cinque minuti dopo la più grande sconfitta di tutti i tempi registrata dall'esercito americano sul suo territorio, i Sioux avevano già perso la guerra. Cominciava l'inverno, rigido come pochi, non si erano potute fare scorte alimentari a causa della guerra e le mandrie sterminate di bisonti erano ormai un ricordo.
    postato da Mio Capitano il 10/03/2007 22:08

    Allora vediamo il finale della storia tra Cavallo Pazzo e Donna Del Bisonte Nero. Senz’Acqua non accettò il fatto compiuto. Aiutato dal alcuni bravacci raggiunse i fuggitivi e sparò a Cavallo Pazzo mentre questi era trattenuto da una mano amica (nessuno avrà scordato la profezia per cui l’eroe indiano poteva essere ferito solo con la complicità di una mano amica.) Era curiosamente un proiettile di pistola. Non si vedevano molti indiani maneggiare questo tipo di arma. Cavallo Pazzo fu dato per morto, ma dopo parecchie cure si ristabilì. Si doveva cercare ora di evitare una faida secolare tra i parenti dell’una e dell’altra parte, indebolendo la tribù in un momento storico così delicato. Intervennero i plenipotenziari Sioux. Fu un gran mercanteggiare di cavalli. Un tot di cavalli per la ferita causata, un altro tot per la rinuncia alla vendetta, un paio di mustang li togliamo per lo scandalo causato dalla fuga dei due amanti, però aggiungiamo altri stalloni per aver turbato la pace del focolare domestico con un’irruzione armata. Fu valutato ogni aspetto della questione da esperti che conoscevano come le loro tasche il diritto Lakota e la moneta equina. Quindi ecco che una congrua mandria di cavalli abbandonò il recinto di Senz’Acqua per raggiungere quello di Cavallo Pazzo (cioè quello del fratello testa calda di lui, dato che l’eroe indiano non poteva possedere beni personali). L’epilogo della vicenda fu il seguente. Il fratello testa calda di Cavallo Pazzo con tutti quei cavalli si comprò una signora moglie, ingrandì la tenda e divenne un discreto possidente. Tashunka Uitko, dopo le lunghe cure per ristabilirsi si vide additato all’esecrazione generale. Venne privato della “camicia sacra” dei prodi Sioux e per un po’ di tempo dovette restarsene alla berlina. Il consiglio dei saggi della tribù non riuscì a mettersi d’accordo su chi dovesse essere il nuovo possessore della “camicia sacra” probabilmente perché nessuno sembrava all’altezza del precedente proprietario. Pare che quello svergognato di Senz’Acqua abbia proposto se stesso come indossatore della venerabile veste, ma, almeno così riferisce Vittorio Zucconi, il consiglio dei saggi scoppiò a ridere quando sentì quella bestialità. Cavallo Pazzo tornò all’antica gloria e popolarità verso la nazione sioux quando riprese la guerra con i bianchi e toccò la sua apoteosi con la battaglia di Little Bighorn.
    postato da Mio Capitano il 10/03/2007 23:51

    è un piccolo soldato che combatte come un gladiatore ...il suo nome è azzurra ... C'è stato un sogno una volta ,che era Azzurra , si poteva solo sussurrare, ogni cosa più forte di un sospiro ..l'avrebbe fatto svanire , era così fragile , io temo che nn soppraviverà all'inverno.. COMBATTENTI ! sussuriamolo così , ADESSO ,INSIEME ! VOI ed io ! Al mio segnale scatenate l'inferno !! .. a tre settimane da oggi , mieteremo il nostro raccolto , immaginate dove vorreste essere , perchè così sarà !! Serrate i RANGHI , SEGUITEMI ! Se vi ritroverete soli, a cavalcare su verdi praterie ,col sole sulla faccia ..non preoccupatevi troppo, perchè sarete nei campi elisi e sarete già morti ! FRATELLI !! Ciò che facciamo in vita , riecheggia nell'eternità ! Catapulte pronte comandante ! Il rischio è accettabile ! Arcieri ! accendere ! armare ..e inviareeee ! Pretoriani senza cuore !! Case farmaceutiche !!! Il gelo , può fare incastrare la lama . Un soldato ha il grande vantaggio di poter guardare il suo nemico negli occhi ! Oh, dovresti vedere quell'esercito ribelle !! Soldati straccioni che combattono e osservano ogni movimento della tua spada ,aspettando che vibri il colpo ferale ... il silenzio prima del fendente , è il fragore dopo , cresce , cresce e si solleva come fosse una tempesta come tu fossi GIOVE TONANTE ! Erano i migliori ,perchè la folla li amava !! Conquista la folla e conquisterai la libertà ! ..La libertà di Azzurra !! ..Conquisteremo la folla , gli daremo qualcosa che non ha mai visto prima . avremo maggiori possibilità di aiutarla se combatteremo uniti , e se saremo uniti soppravviverà ! STIAMO VICINI !! RESTIAMO UNITI ! UNIAMO GLI SCUDI COME UN SOL UOMO ! FERMI ! COME UN SOL UOMO !!TESTUGGINE !! TESTUGGINE !! COLONNA UNITA !! AZZURRA VITTORIOSAAA !! AVANTI !!! azzurra vale l'impegno di un uomo giusto ... noi lo credevamo una volta .. fa che possiamo crederlo ancora ..è la nostra sorellina che soffre ...AIUTIAMOLA !! indio è un piccolo soldato che combatte come un gladiatore ...il suo nome è talulah ... FORZA E ONORE
    postato da indio il 11/03/2007 01:14

    ciao Capì! Mazza quanto si scrive qui, mo me siedo e leggio tutto tutto! notte Capì!
    postato da matrixwoman il 11/03/2007 01:25

    Storia interessante e da approfondire. Il quadro che esce dai pochi indizi (rinuncia ai beni materiali terreni, scelte sentimentali, aggressività) lasciano intravedere un rapporto irrisolto con la figura materna e femminile più in generale (conflitto edipico?). Sindrome del Don Giovanni o omosessualità latente? Per alcuni le due caratteristiche sono l'una il risvolto dell'altra. Attendiamo sviluppi.
    postato da Camallo Sazio il 11/03/2007 12:09

    sarebbe davvero da approfondire..
    postato da mirko il 11/03/2007 12:20

    A Camallo, qui Freud nun c'entra na mazza. Qui ci sono le praterie, i grandi scenari, le mandrie di bisonti. Qui ci sono Uakan Tanka, Tashunka Uitko, Tatanka Yotanka (Toro Seduto), qui si respira l'aria di Cochise, Geronimo, Satanta, Nuvola Rossa, qui si parla di fucili Spingfield a carri Studebaker, qui c'è gente che si chiama Colui Che Fa Paura Al Suo Cavallo o Lui Cane, ci sono i Uas'ichu, George Armstrong Custer, Ulysses Grant, qui ci sono gli Shoshoni, i Kiowa, i Comanche, gli Cheyenne senza macchia e senza paura, i Nasi Forati, e i Sioux Oglala, Hunnkpapa, Brulé o Senz'Arco, qui ci sono posti che si chiamano Black Hills, Sand Creek, Powder River o Little Bighorn e Wounded Knee. Sono certo che in giro per i blog troverai post che si prestano maggiormente all’applicazione delle tue teorie psicoanalitiche. Salud.
    postato da Mio Capitano il 11/03/2007 12:43

    Ciao Mio Capitano, mi piacciono questi racconti. Li ho stampati per rileggerli con calma. Causa assenza ne ho perduti un po'. Ciao
    postato da Mary il 11/03/2007 18:13

    Beh, sono di natura diffidente, ma per il sovrannaturale ho una passione. E comunque non bisogna manco essere troppo diffidenti, la fiducia è una qualità. Grazie x essere passato ciau!
    postato da pirasxx92 il 11/03/2007 18:28

    ....adoro gli amori belli ed impossibili forse sarà x questo che sono esposta a continue bufere emotive... ma c'è un film che potrei vedere su cavallo pazzo e la sua donna?? buona domenica Giadadeldeserto
    postato da giadadeldeserto il 11/03/2007 18:53

    Giada, non mi risulta che ci siano film sulla storia di Cavallo Pazzo e della sua donna. Bei film sugli indiani sono i seguenti: il noto "Balla coi lupi", "Un uomo chiamato Cavallo", "Soldato blu", "Corvo rosso non avrai il mio scalpo". Probabilmente il film che mostra in modo più efficace e veritiero (con luci e ombre) il modo di vita dei Sioux è "Un uomo chiamato Cavallo. Quello più poetico e magico è senza dubbio "Corvo rosso non avrai il mio scalpo". “Balla coi lupi presenta” una visione edulcorata degli indiani, ma ti fa sognare con i più suggestivi paesaggi delle grandi pianure che si siano visti sugli schermi cinematografici. “Soldato blu” fa leva su una stupefacente storia d’amore tra un soldato bamboccione e patriottico e una disillusa donna bianca vissuta per molti anni con gli indiani. Questo film tra l’altro ha l’originalità di presentarsi per gran parte come una commedia brillante, anche se non mancano scene truci e di denuncia.
    postato da Mio Capitano il 11/03/2007 19:59

    Mi stai facendo volare con la fantasia verso sterminate praterie....sei veramente bravo,leggerti è una boccata di sano ossigeno!!!! Gli indiani da piccola mi incutevano un sacro terrore,forse a causa di un film dove il protagonista era ,guarda un po',un indiano brutto e crudele,dal nome Toriano.Quel Toriano ha tormentato i miei sonni per un bel po' di tempo. L'attore che lo interpretava,seppi più avanti ,era Jack Palance,splendido caratterista e ottimo attore. Non ricordo il titolo,ma ti assicuro lo rivedrei ben volentieri. Passato il periodo della paura,ho cominciato ad amarli.I films che hai menzionato li ho visti tutti ,alternando tutte le emozioni che via via mi trasmettevano. Sentieri Selvaggi è anche quello fra i miei ricordi più cari. Per onorarli degnamente mi piace lasciarti questo canto indiano con un grazie particolare per le belle parole che hai usato per questo popolo sempre grande e fiero,nonostante la mortificazione delle riserve. Preghiera al vento Tribù: Apache Corri, vento d' estate. Vieni a me, vieni in un velo di polvere, vieni con il tornado azzurro che sfiora le colline. Fai fischiare di gioia le penne che mi adornano il capo.
    postato da vitty il 11/03/2007 23:13

    Ho visto un 2uomo chiamato cavallo2 e non me lo rivedrei per niente al mondo, troppo forte e crudo. bonjour! Alcuni numeri sono usciti a Bari, ma io li avevo giocati su Roma! Brutto perdere, per questo non gioco mai.
    postato da Paola il 12/03/2007 10:35

    ..sto dormendo, il 2 sta per "...e vabbè!
    postato da Paola il 12/03/2007 10:51

    A Paolè, ho rivisto proprio l'altro ieri "Un uomo chiamato cavallo" e non l'ho trovato poi tanto duro. Fa vedere in effetti che gli indiani possono essere pure cattivi (anche quelli per così dire "buoni"). Prendono gli scalpi, ti trattano come uno schiavo o meglio ancora come un cane)... anche se ovviamente si possono dimostrare pure leali e generosi in altre occasioni. Le due figure assolutamente originali di quel film sono la vecchia indiana "padrona" di Richard Harris, che lo prende a bastonate e lo umilia in ogni occasione e l'indiano prigioniero che parla francese e fa il pazzo (questa figura è addirittura geniale). Naturalmente io al posto di Harris mi sarei vendicato sulla maledetta vecchiaccia, anche se la mia condizione fosse cambiata. L’avrei fatta morire al gelo come lei voleva far morire me. vitty, in effetti ho dedicato un post a "Sentieri Selvaggi", che è un western già con notevoli elementi di modernità. Ho sempre pensato che il vero western cinematografico fosse quello con gli indiani, con le carovane e con le mandrie di vacche ed è quindi per questo motivo che ho sempre considerato un'altra cosa i film di Sergio Leone, pur essendo gran bei film.
    postato da Capitan Franz il 12/03/2007 11:41

    Vorrei essere una rosa e godere dei raggi del Sole essere bella e rappresentare l'amore poi scomparire quando è finito il calore_ ////////// ciao capità!! sei fonte d'informazioni "preziose" :) sioux
    postato da sioux il 16/03/2007 17:45

    Post interessante, davvero. Una volta, alla Caserma Ederle (VI) ho conosciuto un indiano a tutti gli effetti. Lavorava come croupier.
    postato da luanamodini il 16/03/2007 19:15

    Ogni volta che trovo qualcuno che parla dei Nativi mi si acende nel cuore una fiamma di gioia! Grazie e...ciao
    postato da alcebianca60 il 07/05/2007 20:11

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