lunedì 26 novembre 2007

Cellular

Conoscete il caso classico. Siamo in un tram superaffollato, oppure nella più gremita carrozza della metropolitana, o infine in fila all'ufficio postale con la gente che ti pressa dappertutto per camminare sul tuo cadavere. Qualcuno ti tocca il culo forse perché non ha a portata di mano le chiappe di una fanciulla che respira, forse perché un culo è sempre un culo o magari perché sul culo in genere sono situati i portafogli. Cerchi di uscire dal raggio di azione di quelli che ne mollano qualcuna all'effluvio dei sette formaggi, che ti impestano di eau pour homme all'apparenza ottenuta dalla fermentazione di topi morti o che ti tossiscono addosso cercando di trasmetterti germi appena un po' meno virulenti del virus dell'Ebola.

Nel mezzo di questo scenario apocalittico, mentre cerchi di difendere culo, portafogli, vie respiratorie, costole e la tua stessa vita, reggendoti alla meglio a un sostegno situato oltre la portata del tuo braccio anchilosato, ecco che suona un telefonino. Non si tratta di uno squillo normale, che già ti infastidirebbe, ma di una suoneria ottenuta con sigle di film di James Bond o Sergio Leone, sambe brasileire, lambade, o perfino basate su un libero arrangiamento da Ciajkovskij o Kid Creole and the Coconuts. La scicchissima e delicata suoneria rintrona a volumi consoni a casse stereo da 500 watt e non per poche volte, ma decine, causando sguardi ansiosi tra i passeggeri dell'autobus. Infine c'è uno stronzo che si decide a rispondere, con il tono di voce più potente e volgare di cui dispone, senza alcun sospetto di disturbare gli altri e senza il minimo disagio di venire ascoltato da centinaia di orecchie ostili.

Naturalmente ogni disgraziato inscatolato nei dintorni spera che il rompiscatole la finisca presto. Speranza vana. Il seccatore intavola a volumi adeguati ai 500 watt della sua suoneria una conversazione che ha l'aria di dover finire il Giorno del Giudizio. Descrive nel dettaglio i suoi rapporti di lavoro ironizzando su colleghi dai nomi astrusi e su un capoufficio iena, sulla ragazza che ha rifiutato di venire al letto con lui l'ultimo sabato sera, sul bonifico bancario da lui effettuato, persino sull'ultimo film di Lars von Trier che giura di aver visto e apprezzato anche se sbaglia la trama e i nomi degli attori. Se il disturbatore è una signora, è facile che si metta a disquisire con il suo avvocato divorzista, raccontando per filo e per segno, nel luogo con la maggiore densità abitativa del mondo, delle zoccole che il suo ex congiunto si portava a casa, del fatto che non abbia pagato l'ultimo assegno, del modo in cui impedirgli di vedere la figlia, sbatterlo in galera e possibilmente sottoporlo a trattamento di castrazione chirurgica o perlomeno chimica. Naturalmente i primi due cellularisti potrebbero essere sostituiti pure da un medico stronzo quanto loro che ciancia a telefono con i suoi pazienti come nelle gag di Carlo Verdone, da quelli che dissertano sull'ora in cui buttare la pasta o sulle smorfiosette quindicenni che spettegolano su smorfiosette quindicenni con altre smorfiosette quindicenni.

L'altro giorno ero all'ufficio postale per pagare una bolletta. A uno sportello, c'era un ragazzo sui vent'anni intento in un'operazione postale piuttosto complicata, deposito o prelievo di soldi. Il ragazzo parlava al cellulare con voce altissima, imprecando, sghignazzando e raccontando fatti personali di cui a nessuno fregava niente; apparentemente non lo sfiorava il sospetto che parlare a telefono in un luogo pubblico frequentato da gente stanca di aspettare, davanti a una mesta impiegata bisognosa di un minimo di serenità per svolgere le operazioni richiestele... fosse un'azione non del tutto lecita.
Osservavo questo scostumato intorbidire con le sue vuote chiacchiere l'atmosfera della posta e lo stato d'animo dei presenti e mi sono reso conto che il mio essere emanava calde ondate di simil odio. Quasi di certo avrei goduto se un miracoloso oggetto pesante, diciamo un meteorite capace di una piccola estinzione animale, fosse piombato in testa al disturbatore spiaccicandolo.

Anche il maestro dell'horror letterario Stephen King sembra pensarla come me, dato che in un suo recente romanzo, Cell, ha ipotizzato che morissero o regredissero a uno stadio animalesco tutti i possessori di cellulari. E che si salvassero gli altri. Naturalmente ho un telefonino pure io.

1 commento:

  1. Commenti importati28 giugno 2008 13:51

    Ciao caro capitano! Mi sono persa un po' di interventi, purtroppo, con la tesi imminente! Ora li ho finalmente recuperati e mi fermo qui a commentare, perchè mi ha proprio colpito: sei sempre il mio mito! :)
    Purtroppo a volte mi accorgo di appartenere alla schiera dei cell-dipendenti, ma attenzione, non uso mai la voce a volume imprecisato, ma una voce suadente e moooolto sexy. Gli effetti sui presenti sono palesi! Dai, scherzo...

    Un bacione!
    Anathea
    postato da Anathea il 07/12/2007 22:27

    Sì, in effetti, cara Cleide, sono ancora un po' addormentato e annebbiato. Meno male che ci sei tu che me lo rammenti. :-)
    postato da mio capitano il 28/11/2007 10:05

    Franz..Iltov intendeva dire che ti ha commentato da me. Svegliaaa!
    postato da cleide il 28/11/2007 09:50

    Sono abbastanza presente sul mio blog e su quelli degli amici che mi commentano, non direi altrove.
    postato da mio capitano il 28/11/2007 09:05

    Ce l'ho anch'io un cellulare, però so dove spegnerlo. Funerali, matrimoni, battesimi; ristorante, ospedale, tribunale (soprattutto se sei l'imputato o il marito della tipa dell'autobus)...
    Questa mattina è la seconda volta che ti commento, sei onnipresente.
    Un saluto.
    postato da Iltov il 28/11/2007 08:59

    rimarrebbero veramente in pochi a spassarsela senza squilli molesti o anelati in questo mondo silenzioso!!

    ciao
    postato da bluantho il 28/11/2007 07:17

    Ovviamente il cell ce l'ho pure io e fino a un paio d'anni fa proprio l'identico modello della foto che hai messo per il post! E proprio quel cell mi ricorda un tale che per più di un anno mi ha infastidita chiamandomi quasi ogni giorno e più volte nell'arco della giornata chiedendomi se c'era Giuseppe.Un tormento non volgare,ma insistente e credo che alla fine fosse (e non so perchè)pure intenzionale! Così cambio di numero,di gestore e ora col nuovo telefono anche di soneria...semplice e discreta,udibile quanto basta!
    postato da elle il 27/11/2007 18:54

    Bene, la brava Anna Inenarrabile mi ha ceduto un post catena di sant'Antonio. Credo proprio che lo farò. Tra l'altro trovo che in genere i post catena di sant'Antonio siano più piacevoli da leggere di quegli altri.
    postato da mio capitano il 27/11/2007 12:46

    "Anche il maestro dell'horror letterario Stephen King sembra pensarla come me, dato che in un suo recente romanzo, Cell, ha ipotizzato che morissero o regredissero a uno stadio animalesco tutti i possessori di cellulari. E che si salvassero gli altri. Naturalmente ho un telefonino pure io."

    E per ringraziare della maledizione te e Stephen King ti ho regalato un meme nel mio blog... tranquillo, appena trovo il blog di "Stewie" glielo dico anche a lui ;)
    postato da Anna (inenarrabile) il 27/11/2007 00:20

    Confermo che la suoneria di cleide è la più bassa di volume che mi sia mai capitato di sentire. Potrebbe essere captata solo da un orecchio d'elefante.
    Sei molto educata come fumatrice, ma il fatto è che fumi e quindi sei un elemento potenzialmente molesto anche se ti controlli. E' ovvio che pure io ho i miei difetti.
    postato da mio capitano il 26/11/2007 22:31

    p.s.
    Ho letto il commento...ma come fumatrice..sono scostumata???
    postato da cleide il 26/11/2007 22:21

    Io non amo i telefoni in genere. Ultimamente, per ovvii motivi, lo tengo sempre acceso.Prima d'ora, chi mi cercava,aveva seri problemi.Ho una suoneria che per sentirla devi usare l'amplifon. Non amo le suonerie sguaiate e idiote.Non apprezzo chi usa il cellulare in maniera sconsiderata e maleducata.Personalmente ritengo che si stava meglio quando si stava peggio.Ma ammetto che quando dimenticai il cellulare a Napoli e dovetti proseguire il viaggio senza..ho rasentato l'attacco di panico! :-)
    postato da cleide il 26/11/2007 22:20

    Eccone una calda calda per gli amici del blog.
    Giorno d'estate. Si va a oltre mille metri sul livello del mare, raggiungendo, per mulattiere assolutamente impraticabili per le automobili, un santuario abitato da frati silenziosi come monaci tibetani. Ah, pace! Ah, tranquillità! Ah, aria buona! Ah, dolce lontananza dalla pseudociviltà! Ci fermiamo nel piazzale antistante il santuario (forse era un convento, ma poco importa). Solo il tenue frusciare della brezza di dove volano le aquile. Ci sentiamo già pronti alle più ardite meditazioni esistenziali. Via dal frastuono cittadino. Via dalla scostumatezza della metropoli. Via dalla Pazza Folla. Persino Via col Vento della Gioia Interiore.
    Siamo vivi? ci chiediamo noi prodi che siamo riusciti a giungere in quel luogo baciato dalla Provvidenza. Stiamo quasi per dirci certi dell'esistenza di Dio, noi che pure abbiamo qualche lieve esitazione su questo tema metafisico, quando ecco. Eccolo. Ecco il barbaro. Il criminale. La bestia immonda. Ecco questo immenso stronzone che ci rompe le palle pure in questo posto quasi inaccessibile come l'Himalaia. Ecco il telefonino che suona, cioè strepita i soliti orrori delle suonerie moderne. Ed ecco che questo cazzone figlio di buona donna, uscito da chissà dove, si mette a sbraitare a telefono con un suo cliente per tutto il piazzale del santuario o del convento. Naturalmente non gliene fotte niente che gli altri ascoltino le cazzate inaudite che ha da dire al suo interlocutore, anzi aumenta il tono di voce per farsi sentire pure dalla capra di montagna abbarbicata su quello spuntone di roccia lassù. Pietà, smettila, ci diciamo noi. Ci uccidi. Non la smette. Ciancia a voce sempre più stentorea, approssimandosi sempre di più alla nostra posizione. Si dà un sacco di arie da azzeccagarbugli laureato a Pizzicagnolo City, questo pezzo di escremento, mentre pontifica rivolto al suo interlocutore telefonico. A un tratto chiama accanto a sé pure il giovane rampollo, uno di quei odiosi mocciosi mitragliaparole che le povere maestre elementari sono costrette a imbavagliare con il nastro adesivo a tre passate. Padre cellularcazzone e figlio aspirante cellularcazzetto fanno un tale casino del diavolo che ti chiedi se qualcuno ti vedrebbe se li buttassi tutti e due giù dall'ex silenzioso piazzale panoramico.

    Fino a poco tempo fa pensavo che la categoria umana più scostumata e strafottente fosse un certo tipo di fumatori. Di recente - forse pure a causa dell'ostilità antifumo che modifica certi comportamenti - ho difficoltà a trovare un personaggio più screanzato e volgare di alcuni adoperatori di telefonini.
    postato da mio capitano il 26/11/2007 21:42

    Allora...
    non sopporto i cellulari che squillano negli uffici, in chiesa, in ospedale o in luoghi pubblici in cui evidentemente le suonerie potrebbero disturbare qualcuno o tutti e non solo quelle....
    Non sopporto i cellulari posizionati a fianco al piatto, in bella vista, quando si è in pizzeria o al ristorante a casa poi non ne parliamo.
    Non sopporto le ragazzine o i ragazzini ( anche adulti per la verità) che gironzolano o passeggiano con il cellulare in mano e che quando ti salutano non sanno che mano darti perchè una la hanno nella tasca e nell'altra detengono l'oggetto di culto che non mollano nemmeno se arrivasse uno tsunami.
    Poi quelli con l'auricolare non sono degni di nota...
    Il cellulare è un mezzo di comunicazione tra chi il cellulare lo detiene e quello che sta all'altro capo del telefono. Punto. Tutto il resto è maleducazione. Sono troppo acida? Mi sa di si ma l'ultima volta ad un funerale ha suonato a volume altissimo una delle suonerie all'ultimo grido... ho detto alla signora a fianco che era una grandissima stronza e maleducata e insensibile. La signora mi ha guardato come se fossi pazza e ha risposto alla chiamata.
    Vedi? La pazza sono sempre io. Ma almeno l'educazione non mi manca. O mi manca perchè le ho detto "stronza"? Ci devo pensare. :-)
    Basitteddu
    postato da celia il 26/11/2007 18:42

    caro franz, hai ragione, non ci sono piùle polemiche di una volta, è incredibile ma è così... che dire? non esistono più i valori di una volta.. sei mai stato in una casa del popolo o, semplicemente, un giardino pubblico a firenze? hai mai visto con quanta passione e bravura questi continuatori degli eccelsi umanisti fanno polemica (la polemica umanistica è uno degli aspetti più studiati dell'epoca rinascimentale)? basta, scriverò un post sull'argomento! per quanto riguarda il post... come hai ragione vecchio mio! io sono costretta, in queste occasioni, a spararmi nelle orecchie la musica. maleducazione per maleducazione. in qualche modo devo pur sopravvivere. ps: gli stoici dicevano un sacco di stronzate.. nel nostro mondo non sarebbero poi stati così tanto calmi di spirito! baci, naike.
    postato da naike il 26/11/2007 18:03

    Ehmmmm che dire ? Paese che vai, stessa inciviltà che trovi :-) Io personalmente spengo i cell quando entro in un qualsiasi ufficio pubblico. Ma che mi dici di quelle persone che usano l'auricolare e li vedi ridere, gesticolare e arrabbiarsi, mentre camminano da soli? Io sono una di loro :-) Avendo i capelli lunghi che lo nascondono vengo scambiata per una matta. Vedo infatti gli sguardi strani e preoccupati che sembrano dirmi: anche questa è andata ! Quando li vedo MOLTO preoccupati, scosto i capelli, e mostro l'oscuro oggetto sorridendo... si rasserenano subito. Però non sottovalutiamo l'effetto giocoso di certe suonerie, io ne ho una per i messaggi che fa ridere tutti. E' bello veder qualcuno ridere :-)
    postato da Giovanna il 26/11/2007 17:52

    Ciao Cap,il finale del racconto(il mio) non è allegro. Il finale del tuo post, intendo è molto realistico visto che come conclude Stephen King i possessori di cellulari regrediscono allo stato...larvale.
    No, dico ma si rendono conto che raccontano di sè, disturbano, ect. Quando lavoro, per via di apparecchiature, invitiamo a spegnere i telefonini, ma siamo un popolo di incivili. Che vuoi farci siamo indios! arabi!
    Ma questi popoli non dovrebbero offendersi vista la nobile origine che vantano!?
    Non ho mai postato a puntate prima di adesso.
    postato da arial il 26/11/2007 15:28

    :(
    postato da mio cap il 26/11/2007 15:28

    ...
    postato da ste il 26/11/2007 14:59

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