lunedì 28 gennaio 2008

La prefazione dei blogger


Ieri sergio berto mi ha fatto rilevare in un commento la mancanza di una prefazione al mio romanzo Atto d'amore. Il fatto è dovuto a un errore editoriale che ha mandato in stampa il libro in anticipo. In un primo tempo non consideravo con favore l'idea di una prefazione. Mi pareva un elemento prolisso in cui qualche personaggio più o meno accademico finisce per dire cose più o meno pompose e più o meno noiose sulla tua storia. Però il lettore ha sempre ragione e ho deciso di rimediare alla mancanza. Ieri sera mi è venuta un'idea che mi pare buona. Invece di interpellare il severo personaggio in questione, che tra l'altro non so manco dove andare a pescare, al mio libro si potrebbe fare una prefazione basata sui commenti di alcuni blogger. Secondo me ne verrebbe fuori una cosa più interessante e frizzante. Si potrebbe introdurre questo contributo con una frase in cui dico grossomodo che dato che il mio mondo è quello del blog ho preferito affidare a questa nuova e dinamica specie umana la presentazione del mio libro. I blogger hanno parecchi difetti, ma certo ti fanno annoiare meno di qualche professorone con la puzza sotto il naso.

Quindi raccolgo alcuni dei pareri degli amici che già hanno letto il mio romanzo e li inserisco nella prefazione. Poiché lo spazio è comunque limitato e i tempi sono ristretti, mi scuso con coloro che resteranno esclusi dal nostro gioco spero interessante.

Nella foto ho messo dei ragazzi che fanno murales perché i blogger a mio avviso, quando sono schietti, hanno qualcosa della libertà, dell'imprevedibilità e dei mille colori degli artisti da strada.

1 commento:

  1. Commenti importati23 giugno 2008 14:49

    Mio caro, come ben sai io e Lauretta siamo impegnate a stilare una bella intervista come si deve. Io dopo il 6 febbraio provvedo a una recensioncina su Critica Letteraria, vedi tu se vuoi passare a vedere quanti artigli sono stati sfoderati, e come... Eheheheh...
    Un abbraccio della buona nanna
    Anathea
    postato da Anathea il 03/02/2008 23:03

    efficace anche la scelta della prefazione bloggherata!. I tuoi primi lettori si sono lanciati in commenti molto espressivi della ricchezza del tuo libro, evidenziandone i pregi. Vuol dire che prenderemo il libro completo di prefazione (bravi anche a solleticare la curiosità di potenziali prossimi lettori per l'aspettativa di quell'atto d'amore, oltre al preludio del titolo). Mi congratulo
    postato da Giovanni il 01/02/2008 01:20

    efficace anche la scelta della prefazione bloggherata!. I tuoi primi lettori si sono lanciati in commenti molto espressivi della ricchezza del tuo libro, evidenziandone i pregi. Vuol dire che prenderemo il libro completo di prefazione (bravi anche a solleticare la curiosità di potenziali prossimi lettori per l'aspettativa di quell'atto d'amore, oltre al preludio del titolo). Mi congratulo
    postato da Giovanni il 01/02/2008 01:19

    Aggiornamenti serali.
    Sono state inserite alcune modifiche nel romanzo. La specificazione che il disegno in copertina l'ho fatto io, la dedica a Monica, ovviamente, e la nuova prefazione dei blogger.I blogger che hanno partecipato sono i seguenti: simona (il suo blog "corrosempre" non è aggiornato da più di un anno, ma lei è più forma che mai, anzi mi ha da poco comunicato che correrà la mezza maratona a Roma: è stata un'eccellente quattrocentista), fantaghirò, elle, indio, celia, sergioberto, la mia musa letteraria mariella e la mia musa esistenziale cleide, cioè Monica.
    Mi scuso con chi è rimasto fuori dalla prefazione ma i tempi erano stretti e lo spazio ridotto. Un saluto agli amici.
    postato da mio capitano il 31/01/2008 22:02

    ciao matusa.. ma lo sai che questo pomeriggio in libreria ha chiamato un tizio che voleva sapere come distribuire il suo libro ehehehehehe Ti ho pensato!
    postato da ste il 31/01/2008 21:27

    Ciao Mitico è da un pò che non passavo di qui..
    Un bacio (io Ho l'autorizzazione) Isy
    postato da Isy il 31/01/2008 15:56

    ciao ^^

    anche se non ho prenotato il libro, ti auguro tutto il successo che ti meriti e che vengano fuori altre idee, altri spazi, altri campi, altri mari da condividere e da navigare con noi ... e tu nella nave dove sei e sarai sempre il nostro Capitano ...

    (serve?) :)

    un bacione dalla Spagna
    Tali
    postato da Tali il 31/01/2008 15:39

    Ciao Capitano! (accidenti il tuo nick mi fa venire in mente la poesia su Carlo Pisacane ;-) ). grazie x il commento rpesso la mia siepe. mi dispiace di una cosa: la piattaforma ha selezionato un post-sfogo e tanta gente che non mi ha mai letto ha carpito una parte di me estrapolata da un tutto molto complesso. A rileggerci ;-)
    postato da ariolante il 31/01/2008 15:17

    Prenditi tutto il tempo che vuoi, julien. Sulla veste editoriale penso anch'io che si sarebbe potuto fare meglio, d'altra parte sono tempi duri, non tutti hanno i potenti mezzi dei giganti dell'editoria.
    Arial, grazie per questo tuo primo giudizio, sai che tengo a sapere ciò che pensi.
    flyer, magari un giorno scriverai davvero la prefazione al tuo libro.
    postato da mio capitano il 31/01/2008 11:42

    Caro Capitano, dammi tempo! Da me le poste sono aperte quando io sono al lavoro, perciò ho dovuto aspettare sabato per ritirare il libro ed ho appena cominciato a leggerlo. Conoscendoti, o meglio non ti conosco ma conosco il tuo stile, penso che andando avanti troverò delle sorprese. Quindi non anticipo niente.
    P.S. Il libro appare ben scritto ma la veste editoriale lascia un po' a desiderare.
    postato da Julien il 31/01/2008 11:08

    Ho cominciato a leggere il libro, l'inizio, è brutale, ma sono abituata a leggere di personaggi brutali, ma anche peggio di costui, penso che la vera brutalità è interiore, perchè nopn tanto le azioni... quanto i pensieri e l'involucro di persona perbene talvolta, nasconde perfidie, ben peggiori, anche nella vita reale.
    Pertanto... non è un commento al libro, che farò solo dopo averlo letto del tutto.
    Ti farò un profilo completo.
    Ti dico solo che è scritto bene, c'è tensione che riesci a mantenere intatta in tutto il primo capitolo.
    Un bel bravo, al di là di ogni giudizio sui persanaggi
    postato da arial il 31/01/2008 10:02

    però il ciclone di dorothy è diverso... è stato il ciclone che ha permesso a Dorothy di ritrovare la strada di casa in un certo senso.... scarpette rosse permettendo :)

    ... ps: da piccola ho sempre sognato di fare IO la prefazione al mio libro... in pratica scrivevo sempre solo le prefazioni al libro non arrivavo mai :)
    postato da flyer il 30/01/2008 22:32

    Celia. No, non ho notato il nome "Mario". Probabilmente perchè leggo molto velocemente e poi, a distanza di qualche tempo, rileggo con calma e approfondisco. La stessa cosa mi capitava al cinema; quando rivedevo un film che mi era piaciuto molto, notavo tanti particolari che mi erano sfuggiti.
    Franco. E' chiaro che la società (indifferente) e la miseria lo hanno stritolato. E' anche chiaro che non può giustificarsi con l'abbrutimento dato dall'ignoranza perchè ha studiato al Liceo. Resta però uno psicotico ed un uomo vuoto perchè qualcosa si è spezzato nel suo cervello. Molto, ma molto più vuoto di alcuni personaggi degli "Indifferenti" di Moravia che oltre ad essere vuoti erano anche stupidi. Lui non lo è, e questo lo condanna. Non ho volutamente detto che la sua fine è prossima (e lui lo sa bene e quasi la desidera) per non rivelare troppe cose ai lettori. Infatti è chiarissimo, ed effettivamente genera un senso di pietà. Aggiungo che è anche chiarissimo, in ogni parte del romanzo, che chi lo insegue non è mosso da un sentimento di protezione, e quindi di partecipazione, di solidarietà nei confronti delle vittime. Non vogliono immobilizzarlo per consegnarlo alla giustizia. Vogliono linciarlo, favoriti dall'impunità di massa. Vogliono scatenare la belva desiderosa di sangue che, in qualche misura, li accomuna al protagonista.
    Sbaglio? Francesco, il romanzo potrà piacere o meno, ma una cosa è sicura: non si dimentica.
    postato da sergio il 30/01/2008 19:33

    Capitano potrei giurare di non aver mai letto il nome Mario nel libro. O forse è meglio che io non giuri. :-)
    Eppure non mi è sfuggito nulla, nemmeno lo smalto bianco acciaio di Teresa, nemmeno i suoi occhi truccati di verde pallido...
    Mario lo ricordo solo come insegna di un parrucchiere ....Mario coiffeur pour dames... Ora mi sorge una domanda curiosa: sarà che visto cosa fa il protagonista molti di noi non hanno nemmeno badato al nome? Come dire... non si merita nemmeno di averlo.
    Però questo fatto è curioso.
    Non so se Sergio abbia notato il nome Mario io di certo no e mi sa nemmeno Fantaghirò. Cavoli... sta cosa mi fa pensare.... piacevolmente.
    Basitteddu :-)
    postato da celia il 30/01/2008 16:00

    Curioso l'aneddoto del nome del protagonista.
    Stranamente, considerando la mia poca memoria, ricordavo perfettamente il suo nome, Mario. Ma quando ho iniziato a leggere nei commenti che tutti lo apostrofavano come "l'uomo senza nome" mi è sorto un dubbio. Ho pensato d'avermelo sognato. Ho cercato nel file del romanzo ma non riuscivo a trovarlo.Infatti te l'ho chiesto.
    Bello il commentone di Celia.
    Simpatica la chiusura del commento di Sergio. :-)
    postato da cleide il 30/01/2008 14:58

    Ecco alcune riflessioni.
    La prima il protagonista, a differenza di ciò che credono in molti, ha un nome, si chiama Mario, Teresa lo chiama così una volta.
    Mi è piaciuto il commento di Sergio quando ha detto che il protagonista, Mario appunto, non ama nessuno, nemmeno se stesso. E' questa la chiave. Meglio ancora si sarebbe potuto dire che non ama nessuno PERCHE' non ama se stesso (nel finale abbiamo visto che c'è qualche cambiamento).Io non lo vedevo come un personaggio malvagio anche se fa cose aberranti, lo vedevo vittima di un mondo disumano che lo aveva stritolato, un po' come il sequestratore della piccola Natascha Kampusch di cui ho parlato qualche commento sotto.
    Ho letto con piacere tutto l'appassionato commento di Celia che da solo sarebbe già una prefazione. Mi ha sorpreso constatare come alcuni lettori vedano la storia da punti di vista diversi dal mio. Bello il punto in cui Celia dice: "L'uomo senza nome fa quasi tenerezza alla fine, e io mai avrei immaginato dopo la prima pagina di poter provare un sentimento simile."
    postato da mio capitano il 30/01/2008 14:23

    Penso sia davvero un'idea innovativa la tua!
    in effetti a seconda di chi fa la prefazione e' meglio saltarla integralmente..
    invece un commento piu' frizzante e meno pomposo incuriosisce molto di più il lettore!
    postato da Fantaghirò il 30/01/2008 13:22

    Ora vi correggo i punti interrogativi, Celia e sergio, però tiscali dovrebbe ovviare a questi problemi di importazione dei commenti da word. Tra l'altro ora che vado correggere gli apostrofi dovrò rimettere tutti i ritorni a capo originari dei commenti, un altro problema della piattaforma. A dopo con altre riflessioni.
    postato da Mio Capitano il 30/01/2008 13:01

    Non so per quale motivo tutti gli apostrofi si sono tramutati in punti interrogativi. Puoi correggerli Franz?
    Grazie
    postato da sergio il 30/01/2008 12:48

    Atto d'amore.
    Sembra quasi la premessa per uno di quei romanzi rosa che tanto piacevano alle nostre nonne. Chi si attende un romanzo leggero ed ironico, intriso di sentimentalismo, sbaglia.
    Non è così. Tutt'altro.
    L'impatto con la storia è estremamente duro e sconvolgente. E' un romanzo fuori dagli schemi di tutti quelli (forse centinaia) che ho letto finora. Se da questo libro si traesse un film, (e penso che sarebbe molto interessante), sarebbe un film vietato ai minori.
    Difficile definire l'anonimo odioso protagonista, uno psicopatico? Probabilmente no, perché è incredibilmente lucido. Uno psicotico? Forse. Sicuramente un uomo vuoto e del tutto amorale. Non ha amici. Non ama nessuno e neppure sé stesso. E' un violento, un drogato, uno stupratore seriale. Eppure una donna, che l'ossessiona con la sua bellezza e con il suo carattere fortissimo e con comportamenti apparentemente anomali e al limite della follia, riesce a destare qualcosa nel groviglio contorto della mente del protagonista.
    Che cosa? Qual'è l'atto d'amore?
    Starà al lettore scoprirlo nelle ultime allucinanti pagine del libro.
    postato da Sergio il 30/01/2008 12:45

    La mia tastiera NON è impazzita... scusa per tutti i punti interrogativi al posto degli accenti e degli apostrofi.
    Il copia e incolla da word non funziona come si deve nella dialog box dei commenti... se Tiscali si decide a ripristinare il tutto forse...
    :-)
    postato da celia/bis il 30/01/2008 12:43

    C'è una cosa che mi ha sorpreso particolarmente in questo tuo libro: il sentimento contrastante che ho provato per il protagonista, l'uomo senza nome, o se preferisci, manzoniana memoria, l'innominato.
    Io leggo i libri in maniera un po' particolare con la matita in mano, sottolineando i passaggi più incisivi e mettendo degli asterischi in quelli che rileggerò anche nei passaggi successivi. E' così che entro a far parte del libro e così che poi mi ricordo gli incipit o le frasi più interessanti o le descrizioni più belle. M'immedesimo sempre nel personaggio più intrigante che non sempre è il protagonista e lo faccio mio, mi chiedo come si comporterà nelle pagine successive e gioisco o no sull'evolversi degli eventi, dei fatti.
    Per la prima volta, in un libro, sentimenti diversi mi hanno accompagnato alla lettura di questo tuo, Atto d'Amore, e fino alla fine non ho scelto il personaggio in cui identificarmi. Anzi per la verità non l'ho fatto in assoluto. Le prime pagine mi hanno portato fuori rotta, mi hanno sorpreso, cercavo di capire il legame tra il titolo del libro e ciò che leggevo e non trovavo nessuna affinità. Anzi, mi sono domandata, fin dalla prima lettura, se fossi riuscita, se mai nel libro si fossero verificate situazioni analoghe come quella delle prime pagine, a leggerlo per intero. Non che io non abbia mai letto simili situazioni in altri libri ma quella era strana e diversa, scritta così minuziosamente fin dalle prime pagine in cui il lettore si deve ancora immedesimare e lo deve fare leggendo la cosa più orribile che un uomo possa fare ad una donna. Non so, forse ha prevalso il mio essere donna e forse a pensarci bene non è vero che non mi sono immedesimata, forse ho fatto mio il personaggio di quella donna a cui l'uomo senza nome molla "un pugno in faccia e cattura il suo seno nelle dita strette ad artiglio". Ecco l'incipit, duro, difficile da sostenere, descritto con una dovizia di particolari che mi hanno fatto odiare fin da subito, "l'innominato".
    Ho letto il libro in tre volte e ogni volta che riprendevo le pagine in mano leggevo nuovamente e accuratamente la quarta di copertina in cui la frase "L'amore fa impazzire?" mi faceva capire meglio il continuo delle avventure dell'uomo senza nome.
    Un bastardo, uno stronzo, un disgraziato di certo, un miserabile ma un uomo. E alla fine forse anche un uomo fortunato. La fortuna è una cosa rara e la fortuna non la si riconosce subito. Quanti di noi pensano di essere degli sfortunati, degli infelici e non si rendono conto e non colgono la fortuna piccola e quasi invisibile che ci potrebbe passare dinnanzi la nostra vita.
    Ecco Teresa è stata la fortuna di quell'uomo. E quell'uomo è stato la fortuna di Teresa. Non si pensi alla parola fortuna come qualcosa ? di materiale. La fortuna che si scambiano l'innominato e Teresa è qualcosa di più, un atto d'amore o meglio un dono.
    E anche l'amore che si respira nel libro è un po' particolare non è l'amore a cui noi tutti siamo abituati non è l'amore fatto di sesso, di dolcezza, di abbracci, di lusinghe, di tenerezza. E' l'altro quello "meno normale", quello che sai che non potrai mai ricambiare nemmeno se vivessi altri cento anni. Come dice bene l'uomo senza nome nelle ultime pagine del libro, "te lo dico io cosa è l'amore quello vero quello che ti annienta qui dentro, l'amore è quando ti pare di aver ricevuto un dono?"
    E il dono lo avevano ricevuto entrambi. La storia è dolorosa. La storia è maledetta. La storia è di difficile comprensione. La storia è una gran bella storia con un finale inatteso in cui pensi che dopo l'atto d'amore nell'uomo senza nome tutto sarebbe ritornato alla normalità, in cui ti aspetti di vedere e di leggere il cambiamento di un uomo perduto in essere umano consapevole e pentito, ma invece non è così. Quando l'uomo è li nel capannone con Simona e le incipria il viso e le parla e le chiede di suo figlio tutto fa presagire che il finale non sia dei migliori e sembra che quel disgraziato non abbia capito nulla e che nulla gli aveva insegnato lo svolgersi degli eventi.. Ma poi alla fine si comprende tutto. Alla fine i pezzi del puzzle si ricompongono in qualche maniera. Alla fine Teresa è li. Alla fine Teresa sotto le sembianze forse della coscienza dell'uomo senza nome regala nuovamente un altro atto d'amore di cui persino Simona la donna del capannone, ma lei non lo sa o forse lo intuisce dopo, ne trae beneficio.
    L'uomo senza nome fa quasi tenerezza alla fine, e io mai avrei immaginato dopo la prima pagina di poter provare un sentimento simile. Fa tenerezza nel modo in cui si pone con Simona, nel modo in cui parla con l'amico Ibrahim, quando piange, quando gli dice che quel cellulare non suonerà mai più. Quel cellulare che aveva quasi odiato, di cui non aveva capito nemmeno come potesse essere arrivato nelle sue tasche, quel cellulare che squillava e dall'altra parte non sentiva nessuno, forse un respiro, forse un alito, quel sottofondo silenzioso che lui ascoltava anche per ore e che sapeva essere il dono più grande della sua vita: quella donna bella e sfortunata che aveva incontrato un giorno, che "aveva preso" con cattiveria e malvagità ma che alla fine si rivelerà l'amore, il dono, quello che va via, quello che muore, quello che crea mostri? Può darsi.

    Il libro è bello, ben scritto, lucido, con particolari descritti alla perfezione. Il libro è un libro che impieghi un po' a capire ma che quando finalmente lo fai ti liberi da preconcetti e da pregiudizi.
    Fermo restando che gli uomini come il tuo protagonista vanno puniti.
    Ma soprattutto aiutati.

    Complimenti Capitano. Ora non mi resta che ordinare il libro a Laura. Si è tanto raccomandata.
    Baci dall'isola.
    postato da celia il 30/01/2008 12:36

    Proprio stasera mi hanno portato il tuo libro, vedremo, adesso cosa hai scritto....
    Riguardo al tuo commento da me , penso che trovi impossibile, essere come Kipling scriveva al figlio.
    Penso siano belle parole, ma prima di dire che sono solo belle parole ti sei mai trovato in situazioni similari e abbia tu applicato almeno uno di quei suggerimenti?
    Io ho sempre pensato che è una lettera bellissima e, quando mi sono trovata in situazioni similari, senza ricordarmi di essa credo di aver tirato fuori la mia parte migliore.
    Mi riferisco a quando dice se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per ingenui....
    se sai fare un'unica pila delle tue vittorie e rischiarla in un sol colpo....
    Se sai aspettare senza stancarti di aspettare o essendo calunniato non rispondere con calunnie....
    Vedi dice la parolina qui sotto...
    Di solito la natura umana è molto più fragile, è molto più incline a prendere la strada degli sciocchi...o quella più comoda
    Ma non sempre, figlio mio....
    Arial
    postato da arial il 29/01/2008 22:51

    Ciao Cap non mi è stato ancora recapitato il libro, vedremo nei prossimi giorni cosa è successo.
    Ti saluto, con affetto Arial
    postato da arial il 29/01/2008 20:38

    Celia, sono lieto che il mio romanzo ti abbia colpito, anche se non dimostri simpatia per il protagonista, che d'altra parte non vuole essere simpatico (ma nel finale vedrai che ci sarà qualche cambiamento).
    Scrissi la prima stesura di questa storia molti anni fa e poi la tenni nel cassetto. Volevo parlare di un balordo, uno stupratore, un tipo che si comporta davvero male, non per finta, che non ha sensi di colpa. E volevo che a un tratto questo personaggio provasse un'emozione nuova, diversa, qualcosa che sconvolge il suo equilibrio interno, perché nonostante il suo comportamento aberrante il protagonista aveva un suo equilibrio per quanto anormale, per esempio non era un assassino. Ho cercato di spiegare questo mio intendimento con un paio di frasi sulla quarta di copertina, quando dico: "l'amore fa impazzire? Forse. L'amore crea mostri? Può darsi."
    Come tutti, spesso sento notizie inquietanti al telegiornale. Omicidi, stupri, massacri, mostri di ogni tipo. Spesso mi chiedo come sono nella vita di tutti i giorni gli autori di quei crimini. Qualche volta mi pare di immaginare che siano esseri umani come me e come le persone che si incrociano per strada. Gente che sogna e forse soffre. Gente che qualche volta ride e che probabilmente vorrebbe essere diversa da come è. Ricordo che mi impressionò molto una notizia che sentii più di un anno fa. Riguardava Natascha Kampus, quella bambina diventata poi giovane donna che fu rapita da un uomo adulto con evidenti problemi di comportamento e poi segregata in cantina per anni. Il giorno in cui diedero la notizia l'uomo si era appena suicidato buttandosi sotto il treno. La ragazza, Natascha, si accusava della morte del suo rapitore. Disse che sapeva che lo avrebbe ucciso se fosse scappata come poi aveva fatto. Non si afferrava molto di quella storia, si capiva che c'era stata molta infelicità in quell'insano rapimento, e si intuiva pure, perlomeno lo intuii io allora, che i rapporti tra orco e ragazzina erano molto diversi da come potevano apparire a prima vista. C'era qualcosa che non si coglieva e che probabilmente non si sarebbe colto mai. Quella storia mi impressionò tanto che scrissi un post intitolato "Due esseri umani".
    Pensai che dopotutto siamo tutti esseri umani, anche se tutti evidentemente meritano una giusta punizione per i loro delitti.
    postato da mio capitano il 29/01/2008 15:30

    l'idea sembra buona, bonne chance!
    postato da occhidigatto il 29/01/2008 14:16

    Io sono al punto della pistola puntata....
    Di Teresa che arriva...
    Mi sto gustando il tutto.
    Riguardo alla prefazione io sono sincera. Non le leggo quasi mai o meglio le leggo dopo che ho terminato il libro e mi sono fatta un'idea in proposito.
    Mi sa che entro oggi lo finisco poi raccolgo le idee e ti farò sapere.
    Devo anche dirti che Teresa inizia a piacermi e che "lo stronzo" inizia ad assumere qualche parvenza di umanità, poca. Ma vedremo l'evolversi.
    Io mi immedesimo nei personaggi quando leggo un libro non ne posso fare a meno, e questa volta immedesimarmi nel protagonista non è facile. Meglio Teresa. O forse no. O si. :-)
    Baci dall'isola.
    postato da celia il 29/01/2008 14:16

    Sono andato a ritirare le mie copie del romanzo a Napoli centro perdendo una mattinata (la carogna del postino mi ha fatto lo stesso scherzo ricevuto da sergio berto, non l'ha consegnato).
    Ecco le prime riflessioni sulla mia creatura. Il libro si presenta bene, ha una discreta impaginazione e un buon look. Il disegno sul cerchio della copertina, opera del sottoscritto, ha perduto qualche dettaglio nei passaggi tra scanner e riduzione, ma mi piace lo stesso. La cosa che mi ha impressionato maggiormente, ancora più del mio nome in copertina, è la quarta di copertina, con la sintesi che ho scritto del romanzo e le mie note personali.
    A più tardi con altre riflessioni. Qui posso solo dire che a una prima visione la parola stampata fa paura, sarò più chiaro dopo.
    postato da mio capitano il 29/01/2008 12:42

    A me sembra piuttosto interessante questa idea della Blog-Prefazione! Non ci sarà il mio commento perchè ammetto di non aver ancora letto il libro; ma sono certa che verrà fuori qualcosa di davvero interessante. E allora, in bocca al lupo a te! ^_____^

    Baci da Michelle
    postato da Michelle il 29/01/2008 00:50

    Carissima simona che piacere risentirti. Il tuo commento sarà uno dei cavalli di battaglia della prefazione dei blogger al mio romanzo. L'ho apprezzato moltissimo.
    postato da mio capitano il 28/01/2008 23:04

    Bella idea Capitano! visto che ogni tanto passo ancora a trovarti? :)
    postato da simona il 28/01/2008 22:37

    è tempo di bilanci per molti blogger, grazie della visita, torno al leggere del libro, sembra interessante
    postato da titania il 28/01/2008 17:16

    Ciao, grazie di essere passato e del tuo commento e auguri per il tuo libro...
    postato da sitora il 28/01/2008 16:55

    Ho ricevuto anch'io il tuo libro, ne ho appena iniziato la lettura, quindi niente commenti, per ora mi sono fatto una bella corsa per le strade del centro della tua città e ho passato un po' di tempo in un commisariato. Impiegherò qualche tempo per finirlo, questo perché ho la pessima abitudine di leggere tre o quattro libri alla volta.
    Quanto alla prefazione, ti dirò che io non le leggo mai.
    Un saluto.
    Gianni
    postato da iltov il 28/01/2008 15:55

    il serioso prefatore non si scaglierebbe mai contro il libro da presentare perchè è pagato per il suo servizio. la piaggeria degli amici è scontata. in entrambi i casi la prefazione non esprimerebbe il valore effettivo del testo. lasciamolo giudicare il libro dalla gente comune. dagli sconosciuti.gli amici fuori.
    postato da fgem il 28/01/2008 15:45

    Sono uno scrittore, penso la prefazione sia d'obbligo. Ma è interessante il tuo modo di rimediare. Sto per pubblicare un libro in cui un capitolo ha il titolo: discussioni sul web. Non solo, ma la prefazione l'ho ricavata da un commento sul blog.
    postato da elia il 28/01/2008 15:04

    caro il mio scrittore.. prima o poi leggerò il tuo romanzo e magari lo venderò in libreria!
    postato da ste il 28/01/2008 14:12

    Intanto la promozione al libro mi pare fatta bene.
    postato da arial il 28/01/2008 11:38

    Mi dispiacerà nn essere tra i commentatori della tua prefazione. Ma devo rimediare andando a prendermi il libro, che ritengo sia ormai arrivato.
    La tua idea è originale, e nn è questione di parte o no. Il serioso prefatore, all'occorrenza, non si scaglierebbe mai contro il libro da presentare, pertanto non ci si basa su un concetto di imparzialità nello scegliere il prefatore o i blogger prefatori.
    Semmai deve vigere il parere della competenza. E un prefatore competente non è facile trovarlo tra i blogger.
    Potresti scegliere quelli che, a tuo parere, sembrano possedere particolare sensibilità, oltre che un pò di competenze nelle letture, ed io sono una di queste!!!!!
    Ma a parte questo, fai tu, fallo recensire a persone amiche competenti, e tra chi ti segue, qualcuno c'è.
    postato da arial il 28/01/2008 11:36

    Non sono d'accordo.
    Gli amici sono sinceri e schietti.
    Le parti si prendono in altre situazioni.

    --------
    Risposta: Gli amici sono effettivamente sinceri e schietti e quando lo sono dicono pane al pane.
    postato da cleide il 28/01/2008 11:17

    conconrdo un po' con fgem, per quanto potrebbe essere un'idea simpatica per l'originalità.
    farli entrambi?
    una prefazione seria (ma non noiosa nè prolissa) e una paginetta di commenti (più oggettivi possibile)?
    in medio stat virtus...
    che ne dici?

    ---------
    Risposta: ci sarà sicuramente la paginetta dei commenti, non credo la prefazione classica.
    postato da Lara il 28/01/2008 11:10

    non è corretto il metodo: i pareri degli amici saranno comunque di parte.

    -----------
    Risposta: i blogger che commentano il mio libro sono amici, ma soprattutto persone leali. Di sicuro non dicono bianco se vedono nero.
    postato da fgem il 28/01/2008 10:50

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