sabato 27 settembre 2008

L’ultimo giorno dei blogger (prima puntata)

Mi accorgo che qualcosa non va non appena apro gli occhi sul letto della mia camera. Tanto per cominciare c'è troppo silenzio, specie per una città come Napoli, dove sei bersagliato di continuo dai richiami dei venditori ambulanti o dalle conversazioni attuate tra una persona in strada e una al balcone del terzo piano. Mi alzo e vado alla finestra. Nessun segno umano, nessun ragazzino che gioca a pallone in mezzo alla strada, nessun bancarellaro abusivo che vende borse Gucci false quasi perfette o quasi perfette Nike false. Nessuna radio a tutto volume con un motivo dei cantanti neoromantici partenopei. E soprattutto nessuna macchina strombazzante nella sempre affollata strada sotto casa mia.

Rimango a guardare, ma non noto segni di vita. Assurdo, sembra uno scherzo architettato ai miei danni. Torno in casa e mi rivesto alla meglio. Accendo il televisore: non trasmette nessuna emittente. Lo stesso dicasi per la radio. Provo il telefono e poi il cellulare, ma pure quelle vie sono morte. Il mondo intero sembra non dare segni di vita.

mercoledì 24 settembre 2008

Oroscopo favorevole per il Capitano


Stamattina ho letto il mio oroscopo. Diceva che il mio segno zodiacale gode di una straordinaria congiuntura astrale. I prossimi giorni saranno favorevoli alle attività lavorative.
"Potreste ricevere un'interessante proposta in campo professionale. Non lasciatevela scappare", diceva il mio oroscopo. "Insomma, non fate i coglioni come al solito."
Devo dire che io non credo agli oroscopi. Tranne quando sono positivi. E a questo ci credo ciecamente fino a prova contraria.
Se le previsioni astrali ci prendono, sono pronto a scrivere a Massimo Polidoro del Cicap, l'ente che investiga con spirito critico sui fenomeni paranormali, dicendo che con la morte nel cuore sono costretto a ritirare la mia adesione ideale alla sua benemerita associazione culturale. :-)

lunedì 22 settembre 2008

Quando muore un amico

- Ciao, Franchetie'.

- Ciao, sei proprio tu? Mi hanno detto che sei morto pochi giorni fa.

- E' vero.

- Sai, volevo cominciare con le parole di Guccini "Lunga e diritta correva la strada, l'auto veloce correva".

- Hai fatto bene a trattenerti. Tu non sei Guccini e io non sono morto sull'autostrada. In tutti i casi c'è già fin troppo retorica in giro, cerchiamo di tenercene fuori almeno noi.

- E come sei morto?

- Lo sai come. Alcuni giorni fa ho fatto una cazzata, ma ora è acqua passata, è meglio pensare ad altro.

- Mi sento stranissimo a parlare qui con te. Mi pare quasi di essere in una scena di Un lupo mannaro americano a Londra.

- Bellissimo il finale in cui il mostro muore e parte "Blue moon" dei Marcels seguita dai titoli di coda. Quello sì che era cinema.

giovedì 18 settembre 2008

Filosofia e poker

Oggi parleremo di filosofia. Non solo, ma affronteremo pure il tema del conformismo, del conservatorismo e del progressismo. Parleremo di valori, di virtù, politica, persino di escatologia umana. No, non fate quella faccia. Per affrontare tutti questi argomenti ci serve poco. Solo un mazzo di carte da poker. 32 carte per quattro giocatori virtuali sono sufficienti. Se siamo pronti, vado a distribuire le carte di questa partita. Ecco i risultati.

Mario, coppia di re. Una coppia è sempre meglio di niente, ma Mario non può accontentarsi, specie quando con un po' di fortuna potrebbe ottenere una doppia coppia, un tris o una combinazione ancora migliore. Sarà costretto a essere un po' conservatore, salvaguardando la discreta coppia, e parecchio innovativo cambiando tre delle sue cinque carte. Sarà un riformista.

Giuseppina, cinque scartine. Giuseppina vorrebbe buttare in aria il tavolo da gioco. In mano non ha nemmeno una pidocchiosa coppia di sette. Ha poco da riflettere. Deve rivoluzionare il suo gioco, affidarsi mani e piedi al nuovo chiedendo quattro carte nuove. Sarà la campionessa dell'innovazione, nella speranza che una rivoluzione di carte faccia migliorare la sua posizione al tavolo di poker.

venerdì 12 settembre 2008

Vietato buttare i libri

C'è un undicesimo o successivo comandamento non consegnato a Mosé per alcuni problemi tra cui il fatto che la stampa a quell'epoca non era stata ancora inventata. Non buttare mai un libro, recitava quel comandamento. Mai. Pure se è un romanzo che non ti piace o persino che ti va venire l'orticaria, pure se è un saggio scritto da cani che diffonde idee aberranti. Un libro non si getta via. Si conserva, foss'anche in una cantina buia e malsana. Nessuno sa se un giorno gli uomini resusciteranno nel Giorno del Giudizio, ma è certo che prima o poi qualsiasi libro risorgerà dal sotterraneo in cui è stato ficcato e contribuirà, con una frase magari banale o con un verso magari scadente, a suscitare un pensiero originale nella mente di un uomo. Nessuno dovrebbe buttare libri, tutt'al più li si dovrebbe vendere o regalare, cioè si dovrebbe consentire alle opere scritte di vivere in mezzo agli altri, se non possono più farlo con noi.

Un paio di mesi fa me ne passeggiavo per una periferica strada napoletana dalle parti di casa mia. Era ancora il tempo in cui il problema della spazzatura non era stato risolto a Napoli e quindi non era insolito caracollare in mezzo a cumuli di rifiuti non raccolti. Mi trovavo in una strada che percorrevo di rado che a un certo punto passa davanti a una caserma militare. Ebbene fuori dalla caserma erano accatastate diverse scatole di cartone in speranzosa attesa di essere ritirate da qualche avventuroso camion della spazzatura. Non so come l'occhio mi cadde in una di quelle scatole. Dentro c'erano diversi libri, anche in un discreto stato di conservazione.

mercoledì 10 settembre 2008

Je m’indigne

- Allora, cosa hai fatto di buono nella vita?

- Ma cos'è questo, un interrogatorio? E come mai nessuno finora mi ha letto i miei diritti? Voglio un avvocato.

- Guarda che un avvocato è una cosa da vivi e tu ormai fai parte dei defunti. E lo stesso dicasi di quella boiata dei diritti civili. Ti consiglio di rispondere se non vuoi evitare grane.

- Mi scusi, Signore del Creato, sono ancora turbato dal mio recente trapasso. A che servono le mie risposte?

- Hai presente inferno e paradiso? Ora che sei defunto sarai smistato in uno di questi luoghi a seconda di cosa dirai. Quindi pensa bene alle tue parole. Da esse dipenderà il tuo destino futuro.

- Be', allora sono a posto. Nella mia vita ho fatto un sacco di cose buone. Non vorrei essere immodesto, ma sono un uomo onesto e probo come ce ne sono pochi. Ho partecipato anche al Vaffa Day e anzi ero di quelli più indignati contro la corruzione della casta politica. Sul mio blog ho scritto un sacco di post contro i pedofili, la giornata mondiale della pedofilia, il partito dei pedofili e gli astronauti pedofili, ho tuonato contro l'inquinamento, la globalizzazione, il riscaldamento globale, i Globetrotter e globalmente sulla globalità dell'altrui avidità,

sabato 6 settembre 2008

Il commissario tecnico per la riforma scolastica

capello_england_manager Il parlamento italiano, preoccupato dalla grave crisi della nostra scuola, che sembra peggiorata da qualsiasi tentativo di riforma, ha preso una decisione draconiana affidando a Fabio Capello la responsabilità della riforma scolastica e la supervisione sul comparto dell'istruzione in Italia.

Capitano: Signor Capello, ho una notizia per lei. Il governo con l'approvazione dell'opposizione ha deciso di nominarla commissario tecnico per la scuola e l'istruzione.

Fabio Capello: Non posso accettare, sono già allenatore della nazionale di calcio inglese. Tra poco ci sono i mondiali e devo ancora convincere Beckam ad allenarsi fuori della palestra delle Spice Girls.

Capitano: Lei non può rifiutarsi, il Paese lo vuole. Deve mettere a posto le cose nella scuola. Anche il Presidente della Repubblica ha invocato il suo nome.

Fabio Capello: Allora vorrei avere al mio fianco due fidati collaboratori. Arrigo Sacchi con delega per l'università e la scuola superiore e Giovanni Trapattoni che si interesserà di medie ed elementari. Così siamo coperti sia in attacco che in difesa.

mercoledì 3 settembre 2008

L’amore anacronistico

Ti starò vicino tutta la vita anche se tu non mi guarderai mai, non in quel modo, non nel modo che voglio. Ti aiuterò e ti asciugherò le lacrime quando necessario e non chiederò nulla in cambio. Ma mi pagherai, però. Ah, se mi pagherai. Mi pagherai con un sorriso di quelle tue labbra piene di succo di donna quando ti consolerò dopo una storia d'amore andata a male e starò in macchina con te fino all'alba. Mi pagherai con il gesto elegante con cui ti ravvivi i capelli quando, in quella stessa macchina, resterò a sentirti lamentare del grande tradimento, a bere birra cattiva per non farti ubriacare da sola e ad ascoltare cattivissimo rock inframmezzato alle tue bestemmie contro tutti gli uomini e anche contro me.

Mi pagherai respirando piano sulla mia felpa preferita quando ti aiuterò a studiare e studierò io stesso per farti dare il più ingrato esame universitario o il concorso per due posti e ventimila candidati nel Ministero dei Beni Culturali. Mi pagherai lasciando che io ti guardi entrare in una stanza e che ti guardi ancora e ancora e ancora, quando litigherò con il mio più caro amico perché ti era antipatico. E la notte in cui mi precipiterò da te perché hai la febbre e il vomito, la notte in cui ti convincerai di avere mille malattie orribili e una morte imminente in attesa in ospedale, be', ti sdebiterai mormorando nei tuoi deliri il mio nome come se chiamassi un tuo innamorato.