
Donne, vi offro un mio servizio a pagamento. Non vi spaventate, o meglio non vi eccitate. Non vi voglio spupazzare o strapazzare in posizioni orizzontali. Scordatevi la foto del post. L’ho messa lì per pure esigenze pubblicitarie (tuttavia se qualche donzella volesse avanzare proposte inerenti alla foto io la analizzerò con la massima apertura mentale, pronto a sacrificarmi per aiutare il prossimo bisognoso).
Prima vi spiego le modalità economiche della prestazione d’opera che vi offro. Poi la illustrerò nel dettaglio. Dunque il mio servizio è molto economico perché aborrisco la rapacità del moderno capitalismo. Vi costerò solo duecento euro una tantum. Potrete anticipare i primi cento sul conto corrente che poi indicherò, il resto a lavoro completato. Se dimostrate di essere in difficoltà economiche, vi farò uno sconto. E ora ecco la mia rivoluzionaria proposta.
Guardiamoci negli occhi, o Figlie di Eva, voi siete qui sul blog per trovare l’anima gemella. Forse non pensate a questa eventualità dalla mattina alla sera e a volte vi convincete che l’importante per voi è comunicare e sfogarvi scrivendo. Qualcuna di voi dall’immaginazione ardita magari ritiene pure che il blog le serva per una sorta di autoanalisi casereccia o di esplorazione dell’io profondo. Però in fondo sapete benissimo cosa ci fate qui. Cercate l’omo, il masculo, il consumatore di Denim, in azzurri abiti principeschi se possibile, ma anche in tenuta da tamarro se il fato ingrato si ostinasse ad avversarvi. Per i maschi ronzanti nell’etere vale un discorso analogo a mio avviso, ma qui esuliamo dal mio presente annuncio.
Il vostro problema, o fanciulle virtuali di ogni età, è che voi il moroso, lo spasimante più o meno virtuale e più o meno appassionato, già ce lo avete. Ce lo avete tutte, dalla prima all’ultima (esclusi i soliti rarissimi casi di eccezione grammaticale). Vi va pure bene, questo vostro ruspante viveur virtuale, ci avete parlato, lo avete già incontrato, vi siete date perfino alla pazza gioia con lui. Se già avete lo spasimante e se vi sta bene così com’è, io a cosa vi servo, vi chiederete? Perché mai dovreste ammollarmi duecento cocuzze se avete un moroso già rodato, sperimentato e perfino collaudato con successo a letto? Ci arrivo subito.
Parliamo prima di uno dei vostri principali punti dolenti, o creature di Dio. Avete il boy friend, ma siete troppo cedevoli con lui. Non sapere duettare come si conviene nel gioco dell’amore. Siete quasi sempre voi a chiamarlo, voi che lo cercate. Lui fa il difficile. Si fa pregare. Sembra farvi un favore ogni volta che vi parla. Questo vi addolora e alla lunga inficia il vostro rapporto. Il vostro spasimante virtuale perde il rispetto e un giorno vi lascia. Dovreste resistere alla tentazione di chiamare in continuazione il vostro moroso. Dovreste farvi desiderare, padroneggiare il gioco. Però non ci riuscite. Resistete un po’, ma alla fine il telefonino la vince. Chiamate per prime e vi condannate alla deportazione nella parte debole della coppia, la parte che soffre. Qui entro in ballo io. Per duecento miseri eurozzi vi metterò nella condizione di farvi chiamate dal vostro spasimante. Lo indurrò a cercarvi, a fare il primo passo.
Come è possibile? Io vi scriverò una media di tre lettere al giorno. Saranno mail bellissime, brillanti e piene di passione. Quando riceverete le mie mail pregne di sentimento vi scorderete del vostro spasimante. Non penserete nemmeno per scherzo di digitare il suo numero. Sarete sedotte senza scampo dalla mia prosa e dal mio ardore. Resterete in questo piacevole stato d’animo per un minimo di due settimane e un massimo di quattro. Dopo questo lasso di tempo perderete in fretta interesse per il sottoscritto (per motivi che in questa sede non ci interessano), ma sarà proprio in quel periodo che il vostro antico boy friend, quello già rodato e sperimentato con successo, vi chiamerà a telefono. Sarà lui che farà il primo passo. E avrà un tono ben diverso da quando lo chiamavate voi ogni ora. Sarà ai vostri piedi, vi colmerà di attenzioni. Si trasformerà nell’innamorato dei Baci Perugina. Vi chiederà come mai non vi siete fatte vive, non è indispensabile menzionare il mio impareggiabile sex-appeal letterario.
Pensateci, o donne, duecento piccole cocuzze per garantivi un amante fidato che torna all’antico ardore. E’ un’offerta strepitosa. Affrettatevi ad accettarla perché è in fase di lancio.
Una delle prime volte che ho sperimentato questa mia fenomenale capacità di ridestare gli estri di amanti distratti, è stata con la signora scopatrice del sabato sera descritta qui. La signora in oggetto era felicemente sposata, con prole numerosa, e aveva un amante a cui dedicava le sue attenzioni nei week-end. Era soggiogata dalla mia prosa e dalla mia superiore passionalità partenopea, ma aveva specificato che con me non ci poteva fare niente a causa di insormontabili distanze geografiche. Tuttavia continuava a conversare con me virtualmente e io mi chiedevo perché (pensavo che il mio fascino inusitato annichilisse qualsiasi barriera geografica o razionale). A un certo punto la mia interlocutrice mi confidò che il suo scopatore del sabato sera faceva il difficile per darle una ripassata nel giorno leopardiano, si faceva pregare. Tuttavia da qualche tempo lei riusciva a resistere alla tentazione di chiamarlo e di umiliarsi per prima (curiosamente questo periodo era iniziato da quando aveva cominciato a conversare con me)… In verità era accaduto un evento ben strano: di recente era lo scopatore dei week-end che la chiamava con insistenza, ma la nostra eroina, profittando della sua recente forza d’animo (qualità caratteriale sempre contemporanea alla nostra conoscenza virtuale) resisteva alla grande. Lo avrebbe fatto spasimare un altro po’ e poi avrebbe risposto alle pressanti richieste del Ripassator Scortese quand’egli fosse stato cotto al punto giusto.
Resomi conto di questo stato di cose, mi congedai dalla mia interlocutrice virtuale indirizzandole formule non contemplate nel galateo linguistico. Avendo poi rilevato che questo scenario si ripeteva, con varianti di minor conto, con altre partner, mi sono chiesto: perché non mettere a frutto questa mia dote straordinaria? Procurandomi tre o quattro clienti al mese (sono di parche abitudini esistenziali) la mia sopravvivenza sarebbe assicurata senza tribolazioni.
Guardiamoci negli occhi, o Figlie di Eva, voi siete qui sul blog per trovare l’anima gemella. Forse non pensate a questa eventualità dalla mattina alla sera e a volte vi convincete che l’importante per voi è comunicare e sfogarvi scrivendo. Qualcuna di voi dall’immaginazione ardita magari ritiene pure che il blog le serva per una sorta di autoanalisi casereccia o di esplorazione dell’io profondo. Però in fondo sapete benissimo cosa ci fate qui. Cercate l’omo, il masculo, il consumatore di Denim, in azzurri abiti principeschi se possibile, ma anche in tenuta da tamarro se il fato ingrato si ostinasse ad avversarvi. Per i maschi ronzanti nell’etere vale un discorso analogo a mio avviso, ma qui esuliamo dal mio presente annuncio.
Il vostro problema, o fanciulle virtuali di ogni età, è che voi il moroso, lo spasimante più o meno virtuale e più o meno appassionato, già ce lo avete. Ce lo avete tutte, dalla prima all’ultima (esclusi i soliti rarissimi casi di eccezione grammaticale). Vi va pure bene, questo vostro ruspante viveur virtuale, ci avete parlato, lo avete già incontrato, vi siete date perfino alla pazza gioia con lui. Se già avete lo spasimante e se vi sta bene così com’è, io a cosa vi servo, vi chiederete? Perché mai dovreste ammollarmi duecento cocuzze se avete un moroso già rodato, sperimentato e perfino collaudato con successo a letto? Ci arrivo subito.
Parliamo prima di uno dei vostri principali punti dolenti, o creature di Dio. Avete il boy friend, ma siete troppo cedevoli con lui. Non sapere duettare come si conviene nel gioco dell’amore. Siete quasi sempre voi a chiamarlo, voi che lo cercate. Lui fa il difficile. Si fa pregare. Sembra farvi un favore ogni volta che vi parla. Questo vi addolora e alla lunga inficia il vostro rapporto. Il vostro spasimante virtuale perde il rispetto e un giorno vi lascia. Dovreste resistere alla tentazione di chiamare in continuazione il vostro moroso. Dovreste farvi desiderare, padroneggiare il gioco. Però non ci riuscite. Resistete un po’, ma alla fine il telefonino la vince. Chiamate per prime e vi condannate alla deportazione nella parte debole della coppia, la parte che soffre. Qui entro in ballo io. Per duecento miseri eurozzi vi metterò nella condizione di farvi chiamate dal vostro spasimante. Lo indurrò a cercarvi, a fare il primo passo.
Come è possibile? Io vi scriverò una media di tre lettere al giorno. Saranno mail bellissime, brillanti e piene di passione. Quando riceverete le mie mail pregne di sentimento vi scorderete del vostro spasimante. Non penserete nemmeno per scherzo di digitare il suo numero. Sarete sedotte senza scampo dalla mia prosa e dal mio ardore. Resterete in questo piacevole stato d’animo per un minimo di due settimane e un massimo di quattro. Dopo questo lasso di tempo perderete in fretta interesse per il sottoscritto (per motivi che in questa sede non ci interessano), ma sarà proprio in quel periodo che il vostro antico boy friend, quello già rodato e sperimentato con successo, vi chiamerà a telefono. Sarà lui che farà il primo passo. E avrà un tono ben diverso da quando lo chiamavate voi ogni ora. Sarà ai vostri piedi, vi colmerà di attenzioni. Si trasformerà nell’innamorato dei Baci Perugina. Vi chiederà come mai non vi siete fatte vive, non è indispensabile menzionare il mio impareggiabile sex-appeal letterario.
Pensateci, o donne, duecento piccole cocuzze per garantivi un amante fidato che torna all’antico ardore. E’ un’offerta strepitosa. Affrettatevi ad accettarla perché è in fase di lancio.
Una delle prime volte che ho sperimentato questa mia fenomenale capacità di ridestare gli estri di amanti distratti, è stata con la signora scopatrice del sabato sera descritta qui. La signora in oggetto era felicemente sposata, con prole numerosa, e aveva un amante a cui dedicava le sue attenzioni nei week-end. Era soggiogata dalla mia prosa e dalla mia superiore passionalità partenopea, ma aveva specificato che con me non ci poteva fare niente a causa di insormontabili distanze geografiche. Tuttavia continuava a conversare con me virtualmente e io mi chiedevo perché (pensavo che il mio fascino inusitato annichilisse qualsiasi barriera geografica o razionale). A un certo punto la mia interlocutrice mi confidò che il suo scopatore del sabato sera faceva il difficile per darle una ripassata nel giorno leopardiano, si faceva pregare. Tuttavia da qualche tempo lei riusciva a resistere alla tentazione di chiamarlo e di umiliarsi per prima (curiosamente questo periodo era iniziato da quando aveva cominciato a conversare con me)… In verità era accaduto un evento ben strano: di recente era lo scopatore dei week-end che la chiamava con insistenza, ma la nostra eroina, profittando della sua recente forza d’animo (qualità caratteriale sempre contemporanea alla nostra conoscenza virtuale) resisteva alla grande. Lo avrebbe fatto spasimare un altro po’ e poi avrebbe risposto alle pressanti richieste del Ripassator Scortese quand’egli fosse stato cotto al punto giusto.
Resomi conto di questo stato di cose, mi congedai dalla mia interlocutrice virtuale indirizzandole formule non contemplate nel galateo linguistico. Avendo poi rilevato che questo scenario si ripeteva, con varianti di minor conto, con altre partner, mi sono chiesto: perché non mettere a frutto questa mia dote straordinaria? Procurandomi tre o quattro clienti al mese (sono di parche abitudini esistenziali) la mia sopravvivenza sarebbe assicurata senza tribolazioni.






