lunedì 25 settembre 2006

Io domani (parte prima)


E’ tutto buio. Mi fa paura, il buio. Da quando ero piccolo. Ho passato anni con la lucina accesa di notte. E’ un’abitudine di molti bambini, ma poi passa quasi a tutti. A me no. La mia lucina era accesa di notte anche dopo sposato e anche dopo che la mia prima figlia se ne è andata di casa. Dicevo che era una piccola mania innocua. Non ho mai confessato ad anima viva che il buio mi terrorizza, specie se prolungato.
Per ora comunque, al di là del buio, sto a meraviglia. Perché mi sento così voglioso di vivere? E se c’entrasse l'incidente del sogno? Di certo il brutto sogno è frutto dell’abbuffata di ieri sera. Mi sono ingozzato come un porco in un ristorante etnico, greco o turco, vatti a ricordare. Però forse non sono state brodaglie infuocate e trippa al peperoncino a mettermi fuori gioco. In effetti l’incidente che pensavo di aver sognato potrebbe essere accaduto davvero. Ecco, ora tutto mi è chiaro.

Tornavo da un fine settimana passato a folleggiare con la mia molto amante e poco segretaria. Avevamo preso una buona tirata di coca, io e Valeria. E credo di aver ammanettato la mia segretaria alla testiera del letto e di averla picchiata, ma solo un pochino. Niente frusta, stavolta. Le ho fatto uscire appena un filo di sangue dall’angolo della bocca a suon di ceffoni; il suo nasino delicato non ha ruscellato la solita fanghiglia rossa… d’altra parte uno come fa ad eccitarsi senza certi preliminari? Dunque ero su questa curva a doppio senso quando la mia Audi è impazzita. Ha sfondato il guardrail precipitando in una scarpata. Valeria, dolorante e sanguinante, è uscita fuori dall’auto capottata chiedendo aiuto. Sei stata grande, Valeria, avrei voluto dirle mentre correvo verso l’ospedale in un’autoambulanza a sirene spiegate. Mi hai salvato la vita con la tua prontezza di riflessi. Mi spiace ricompensarti per il suo eroismo scaricandoti a brutto muso come farò domani.

Ho già tentato diverse volte di alzarmi, ma non ci riesco. Niente di preoccupante. Per operarmi devono avermi anestetizzato e gli effetti si fanno ancora sentire. Comunque tra poco, ne sono certo, potrò alzarmi dal letto di ospedale in cui devo trovarmi e accendere la luce. Ho sempre pensato che sarei impazzito trovandomi un’ora al buio. E per completare quell’ora non ci deve mancare molto. Una volta sono rimasto chiuso in ascensore per mezz’ora senza vedere una lucina piccola così. All’uscita sono piombato in una crisi di pianto. Ci sono voluti sei mesi di terapia per liberarmi del nero seppia addensatosi dentro.
Dunque, a che pensavo? Ah, al fatto che da domani sarò un uomo molto migliore. Prima di tutto devo cominciare a trattare mia moglie come un essere umano. Dov’è finita la luce bellissima che illuminava il mondo intorno a lei? L’ho spenta io con le mie scappatelle. Talvolta sono stato crudele senza motivo. Ho lasciato a bella posta sulle mie camicie tracce di rossetto. Ho superato ogni limite di cattiveria quando ho sistemato in casa, in un luogo a lei facilmente accessibile, una foto di me abbracciato a una delle mie amanti occasionali. L'ho presa pure in giro quando Anna ha finto di non aver mai visto la foto del marito fedifrago. Mia moglie è stanca e imbottita di psicofarmaci. Forse pensa che la vita sia un tale inganno che viverla accanto a uomo codardo e traditore o altrove ha poca importanza.

Domani chiederò perdono ad Anna. E anche ai miei figli. Sono sempre stato una sorta di estraneo ostile per loro. Mai presente in caso di bisogno. Mai trovati cinque minuti per raccontare una favola prima di dormire. Chiederò scusa a Cristina per averla buttata fuori di casa dopo il suo matrimonio con un poveraccio che non giudicavo alla sua altezza, cioè alla mia. E lo stesso farò con il povero Roberto. Scommetto che non ha scordato le botte che gli dato quando, a soli tredici anni, mi ha dato dello schifoso nazista arraffasoldi.
Appena schiarirà giorno, l’ho detto, nuova vita. Basta con la mia spietatezza da squalo degli affari. Basta imbrogliare i clienti della mia agenzia di assicurazione. Ho toccato il fondo quando, con la complicità di un medico corrotto, ho fatto stilare un falso certificato medico per derubare del suo premio assicurativo il marito di una donna morta per cancro, un operaio in cassa integrazione di Genova. Il disgraziato si è suicidato a causa dei debiti contratti per le spese legali. Be’, appena possibile risarcirò i figli.
Ah, quante cose devo fare. Domani dovrò scusarmi con il mio ex socio di lavoro e dargli i soldi di cui l’ho derubato quando mi ha venduto la sua parte della nostra agenzia di assicurazioni. Gliel’ho pagata una miseria profittando del suo bisogno di contanti a causa di problemi familiari. Domani andrò a trovare, dopo quattro anni, la mia vecchia mamma che ho chiuso in un istituto per disabili con la scusa di cure più adeguate. Domani risarcirò i miei fratelli dell’eredità che gli ho sottratto con un testamento estorto a mio padre agonizzante. E riassumerò nella mia agenzia un’impiegata belloccia, una certa Marilena tutta curve, che ho licenziato due anni fa perché non voleva venire a letto con me.

Questo post è un mio racconto che avevo stampato su carta. Ho deciso di accorciarlo e pubblicarlo qui in due puntate. “Io domani”, come si ricorderà, è un’indimenticabile canzone di Marcella Bella.

1 commento:

  1. Commenti importati7 settembre 2008 12:12

    avoli1 subito ho pensato che ti era successo veramente! Bravo scrittore però! Ciao.
    postato da Alzata col pugno il 25/09/2006 14:56

    ...e io che vedo anche al buio... Buongiorno scrittore, questo pezzo si beve in un fiato, come una ciotola di latte! In attesa della seconda razione...buonagiornata!
    postato da cat il 25/09/2006 15:50

    Seee...aggressiva...legittima difesa! Mieooo, frr,frr,frr.
    postato da cat il 25/09/2006 17:15

    Prima ancora di commentare: non sono cattiva, Capitano! Se lo sono io, come sono i poeti barocchi che hanno scritto sonetti in onore dei pidocchi della fidanzata, o in onora a una fastidiosissima zanzara?? Sono tutti nel mio libro di letteratura, così come l'Ode alla Pigna che hai letto... e non sono crudele: desideravo solo fare dell'ironia su una mia compagna di classe, la signorina Pigna, che trova ogni occasione per sputar veleno durante le lezioni. So che Dante e Petrarca si stanno rivoltando nella tomba, certo, ma è l'unica vendetta che mi è congeniale e, soprattutto, possibile. Nella realtà non faccio male a una mosca, son troppo buona... A parte questa delucidazione sui fatti, caro il mio Capitano, le devo porgere i miei complimenti: primo, ha indovinato che sono mancina (cazzalora, quest'uomo è un veggente)... secondo, questa prima parte è davvero magnifica. Mi ha ricordato qualcosa dello Scrooge di Dickens, ma anche e soprattutto qualcosa di Dorian Gray... nel carattere del personaggio, veramente reale. Complimento per questo, è una cosa davvero rara. Moltissimi kisses ;) ps: qualche volta, magari quando supererò supererò le 50 pagine, ti farò leggere una mia fatica letteraria, molto fatica e poco letteraria...
    postato da Laura il 25/09/2006 17:21

    Suona molto come il pentimento da letto di morte che puzza di falso anche a distanza di chilometri... ma aspettiamo la seconda puntata! PS: Marcella Bella era mica quella delle montagne verdi e del coniglio dal muso nero?
    postato da Colui che vede Oltre il 25/09/2006 20:34

    Colui che Vede Oltre Marcella Bella è quella che dici. La canzone che citi forse è la sola sua degli anni Settanta che non riascolto con piacere. Eccoti altri titoli, tutti dei Settanta: "Mi... ti... amo". "Io domani", "Sole che nasce, sole che muore". Resta cu' mmé" (versione disco della canzone di Modugno) "Abbracciati". "Nessuno mai". Laura Troppo buona e gentile. Lasciamo stare i mostri sacri della letteratura per piacere. Me lo sentivo che eri mancina. Catwoman Insomma, sei la timida figurinista pubblicitaria o la sexy gatta frustauomini? Alzata con pugno Non mi abituerò mai alla bellezza del tuo nick (quasi quasi vado a rivedermi "Balla coi lupi"). Saludos a todos los companeros. :-))
    postato da Mio Capitano il 25/09/2006 21:22

    La mia mamma direbbe: ma dove la trova tutta questa fantasia, io non so... Domani la seconda parte? 'notte di oro! (ma non sembra che abitiamo tutti in stanze diverse del famoso Tiscali Residence?)
    postato da matrixwoman il 25/09/2006 22:48

    Cara matrix, domani non ci sarà la seconda puntata del mio racconto (che comunque pubblicherò in settimana), ma un articolo che dimostrerà, spero, che gli uomini preferiscono le donne intelligenti alle oche. Mi sono rotto le scatole di ascoltare questa stupidaggine, data per scontata quasi da tutti, che i maschi vorrebbero solo donne gallinacee. A domani per chi è interessato. :-))
    postato da uomini e donne il 25/09/2006 23:17

    domani per una "seconda occasione",quella che tutti dovrebbero avere e che spesso difficilmente viene concessa... ciao mio capitano,notte di pioggia a napoli,tutto bene?
    postato da elle il 26/09/2006 09:21

    Mi piace molto questo tuo modo di narrare. Il personaggio però ne ha combinate di tutti i colori! Spero non sia autobiografico... Aspetto la seconda puntata, chissà, forse un'altra possibilità gliela possiamo dare. L'importante è che non siano lacrime di coccodrillo... Ciao Mio Capitano
    postato da Mary il 26/09/2006 12:16

    Io ho la passione invece della poesia.. Perfortuna che in questo mondo dove il virtuale la fa da padrona la passione dello scrivere non smette mai di esistere.. Buona giornata Un bacio*
    postato da irisbog il 26/09/2006 13:10

    dal titolo sembrava un post autobiografico.invece...sorpresa una storia un pò tristel..ma vera cioè potrebbe esserlo.aspetto la seconda parte.;.)
    postato da iris il 29/09/2006 17:38

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