venerdì 22 giugno 2007

Ho sposato Peggy Sue


Mi sono affacciato al balcone al crepuscolo. Ero sul meditativo-malinconico e riflettevo su alcune domande esistenziali. Le solite cose, chi sono, cosa rappresento e dove vado. Mi pareva strano che il mondo fosse lì, fuori dal mio balcone. Che io fossi lì. Mi pareva strano che sia il mondo che io fossimo lì. Facevo il nostalgico e, tanto per restare in argomento con i notiziari di oggi, pensavo all’epoca in cui feci l’esame di maturità. Perché esiste la nostalgia? Perché i tempi passati ci sembrano sempre migliori? Perché a un certo punto ci sembra di essere i padroni del mondo e perché poi quella sensazione svanisce? Per restare in tema con l’esame di maturità che campeggia nei notiziari, ecco il commento (un po’ rimpinguato) che ho lasciato da amfortas su quel periodo.

All'esame di maturità non studiai. Non era una novità perché non avevo studiato nemmeno durante l'anno. Ricordo di quel periodo che mi facevo magnifiche partite di pallacanestro (non sono poi così alto, ma ero un play maker mica male, a livello di post-oratorio, palleggiavo bene con entrambe le mani e avevo un tiro fulminante specie dall'angolo). Stavo quasi tutto il giorno sul campo di basket. Si giocava a un solo canestro tre contro tre. Si giocava a un ritmo infernale, quasi senza pausa. In vita mia non sono mai stato così allenato ed abbronzato (ci si toglieva la maglietta per saltare e tirare e ti sentivi da Dio quando le ragazze passavano di lì e ti guardavano). Era un campo privato, ma si scavalcava la rete e solo qualche volta ci venivano a rompere le scatole. Quando eravamo solo in due o in tre, si provavano i tiri, i terzi tempi, i ganci, il palleggio. Ero orgoglioso di riuscire a farmi passare la palla tra le gambe mentre palleggiavo, azione che non serviva a nulla, ma faceva tanto fico. Cercavo di non pensare all’esame perché mi preoccupava. Dicevo: inizio a studiare domani, ma poi non cominciavo mai. Mi sarei divertito molto di più giocando a basket in quel periodo se non avessi avuto quel chiodo rovente dell’esame piantato nel cervello. Dio mio, come tiravo bene dall’angolo. Ci arrivavo in palleggio, arresto e tiro: canestro. E’ triste pensare che sono attimi persi per sempre. Cose che non torneranno. Mai più l’arresto e il tiro dall’angolo.
Studiai due settimane come un pazzo e alla fine sapevo quanto sapevano gli altri, cioè niente. Il momento più bello di quel periodo, uno dei più belli della mia intera vita, era quando alle sette mettevo via i libri e mangiavo guardando le repliche di Zorro (la vecchia serie interpretata da Guy Williams). Dio, che serenità, che pace, in quei momenti! Diego De la Vega e il sergente Garcia. E’ una sensazione che non si può spiegare.
Ci sono dei passaggi traumatici nella vita di ciascuno. Credo che uno dei passaggi traumatici della mia sia stato quando è finito il liceo. La vita non è mai stata più la stessa dopo quello spartiacque.

Se potessi tornare indietro, come nel suggestivo film Peggy Sue si è sposata (io però non mi sono sposato) mi siederei nel mio banco al liceo. Farei un mucchio di cose che non ho fatto. Studierei. Tutte le materie. Latino e matematica. Riderei di più. Sarei più sicuro e positivo. E a una certa ragazza con gli occhiali direi cose che non le ho mai detto. Più o meno farei quello che fece Peggy Sue/Kathleen Turner nel film di Francis Ford Coppola.

2 commenti:

  1. L'avrò visto dieci anni fa o forse di più, e già allora pensavo di vole essere Peggy Sue.

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  2. Commenti importati19 giugno 2008 15:53

    E si, bei tempi. Neanche io studiavo poi tanto, però piuttosto che giocare a basket passavo il mio tempo tra ville romane, ragazze e canne. In pratica si gozzovigliava da mane a sera. All'esame fui il migliore della commissione, e me lo aspettavo, nonostante i giudizi poco lusinghieri che i membri della commissione stessa espressero su di me, quando mi videro. Provai una soddisfazione indescrivibile, non tanto per il voto, ma per avere dimostrato a tutti che molto spesso l'abito non fa il monaco. Era una specie di ingenua vittoria. Di lì a un paio di anni feci un errore imperdonabile, forse è l'unica cosa che non rifarei nella mia vita. Ma non sempre si può far bene.
    postato da alessandro il 22/06/2007 13:33

    Due parole sul film di cui parlo nel post, che qualcuno potrebbe non aver visto. Uscì più o meno nello stesso periodo di “Ritorno al futuro” (metà degli anni Ottanta) e trattava all’incirca dello stesso argomento, un viaggio di circa 25 anni nel passato. Probabilmente è stato visto dai più come un clone delle avventure di Doc e Marty McFly ed è ciò che ha danneggiato questo splendido film di Francis Ford Coppola, pieno di atmosfere malinconiche e nostalgiche, con una colonna sonora azzeccatissima. Kathleen Turner (Peggy Sue) è una donna di 43 anni che nel pieno di una rimpatriata tra vecchi compagni di scuola ha un malore e si ritrova trasportata all’epoca del liceo, tra rock’n roll e Happy Days venati di profonda nostalgia. La novità del film è che La Turner recita con il suo viso da donna matura pure la parte da adolescente (gli altri la vedono come una normale teenager di fine anni Cinquanta), riuscendo così a far percepire meglio il contrasto tra le esperienze giovanili vissute da una mente adulta. Peggy Sue canta con trasporto in classe l’inno americano, ha una breve esperienza sentimentale con un compagno di classe “maledetto” da cui all’epoca era attratta, si commuove rivedendo i nonni morti, vive alcuni giorni da ragazza con una coscienza adulta. Tornata di nuovo al presente si riappacifica con il marito Nicolas Cage, probabilmente anche a causa dei cambiamenti stimolati in lei dal viaggio temporale. Il titolo “Peggy sue si è sposata” è tratto da un successo di Buddy Holly, rock’n roller morto in un incidente aereo nel 1959.
    postato da Mio Capitano il 22/06/2007 14:28

    Caro Capitano, mi hai riportato alla mente i meravigliosi anni del liceo. Ho dei ricordi bellissimi a partire dal 2° anno (il 1° anno ero in collegio). A differenza di te io ero una "secchiona" e se torno indietro nel tempo mi ricordo che soffrivo se per qualsiasi motivo mi dovevo assentare da scuola. Puoi immaginare quindi quanto ci stessi bene! Ti abbraccio forte e non ti preoccupare prima o poi "risorgo"! ;-)
    postato da vento il 22/06/2007 15:51

    Non sono gli anni che non torneranno più a farci male, ma come ci sentivamo in quel momento. Spesso diamo la colpa al tempo che passa della nostra assoluta mancanza di coraggio. La vita va scelta giorno per giorno. Invece ci sentiamo sempre presi in delle catene spessissime, che crediamo non possiamo spezzare. Non è così...
    postato da Lara il 22/06/2007 16:22

    ahi Franz! Mica t'ho passato la palla!
    postato da Paola il 22/06/2007 16:32

    Se tornassi indietro probabilmente non mi imbarcherei in una storia troppo seria per la mia età di allora. Ma non ne sono mica tanto sicura... :o)
    postato da margot il 22/06/2007 17:12

    Paola, se mi passi la palla nell'angolo io non perdono. Lara, ma che non mi insegneresti a ballare qualche passo non dico di lambada, ma di quella roba che ballava Richard Gere in "Shall we dance?" qualunque cosa fosse? Vento, sì, ti vedevo seria e secchioncella (inteso in modo positivo). Alessandro, feci un'ottimo tema, su un argomento storico, scadente il compito di matematica. Quell'estate andai in campeggio. Naturalmente litigai un po' con tutti, ma giocai delle magnifiche partite di basket a un solo canestro. Ero diventato l'idolo di certi ragazzoni romani di un paio di anni più giovani. Erano alti, giocavano in vere squadre, avevano il fisico e le movenze del giocatore di basket classico (ricordo ancora il nome di uno di loro, Sirio, come la stella). Quello fu il mio punto più alto nella pallacanestro. Riuscimmo a battere i tre ragazzoni romani, anche se io giocavo con due scartine, i miei compagni di campeggio. Curiosamente dopo di quella volta quasi non vidi più canestro. Strana la vita, no?
    postato da Mio Capitano il 22/06/2007 17:12

    il film è bellissimo, per una volta siamo d'accordo eh! esilarante il passaggio in cui peggy sue torna indietro nel tempo e passa il testo della canzone dei beatles she loves you (non ancora incisa e pubblicata dai) al fidanzato nicholas cage che è un tamarrone che pensa di avere talento musicale.E' talmente stupido che con arroganza modifica il ritornello da she loves you ye ye ye in she loves you uh uh uh perchè dice che suona meglio così...
    postato da Guiro Karelias il 22/06/2007 18:17

    Che la vita sia strana Franz non lo scopriamo nè io nè te. Però a volte da soddisfazioni inaspettate, come quella che hai appena descritto! O no? Ciao.
    postato da alessandro il 22/06/2007 20:48

    Certo che la vita ci dà soddisfazioni inaspettate come quella che ho descritto. Certo che la vita fa così. Io non ne dubito e mi pare che nemmeno tu lo faccia.
    postato da Mio Capitano il 22/06/2007 21:52

    i tempi passati sono sempre belli.Oggi tornando in macchina pensavo all'inizio delle mie estati da bambina. Ero lì che sentivo il profumo delle erbe disidratate, quella calma felice delle certezze sempre...Le irresponsabilità. Mi incantavo a pensare che le stavo riprovando: leggerezza mentale. Gli esami di maturità sono un mito. Molte bellissime cose: ma già da allora e non lo avevo capito, sarei arrivata in cima e da sola.
    postato da ariel il 23/06/2007 00:40

    Capitano, eccomi qua. Grazie a te della visita, se il caso portasse sempre visite così gradite, saremmo tutti più propensi all'ospitalità. Anche per me la fine del liceo è stata un grosso spartiacque, ma ti confesso che se potessi tornare indietro cambierei non poche cose, di certo studierei un po' meno, penserei un po' di più "a quella del primo banco, la più carina, la più cretina, cretino tu", per dirla come Venditti in una canzone nostalgica quasi come questo post. E altrettanto bella. ps: Mi è capitato di leggere un tuo post sull'abbandono del blog, e mi sono sentito toccato, anche se io nel blog ci sono tornato, per via di una delusione sentimentale. Ma non è poi 'sta grande differenza, sempre attorno a una lei si gira. A presto, Donnie
    postato da Donnie il 23/06/2007 00:44

    Il Blog l'ho abbandonato anch'io, ma sono poi ritornata. Il Bloggare va fatto quando si ha la mente pronta a comunicare. E il mio Blog precedente è ancora tutto lì: ho eliminato solo le parti troppo intime
    postato da ariel il 23/06/2007 03:02

    ho letto il tuo commento da me. non credo possa definirsi triste dedicarsi ad una grande passione, ad un grande amore. è triste spesso chi non ne ha. e soprattutto non deve essere fraintesa la situazione: nulla, per quanto grande sia, deve escludere tutto il resto!! lo dici a una che nonostante dedica moltissime energie a quello che ama, riesce a cantare, scrivere romanzi, laurearsi in Lingue, iscriversi ora a Filosofia...e leggere! ;)) mai fermarsi...mai limitarsi. ma amare sì, sempre.
    postato da Lara il 23/06/2007 05:10

    Ti ringrazio per il commento al mio post. Molti timidi....Io non sono in realtà timida, sono insicura in alcune situazioni, quando sopratutto ho paura di poter sbagliare se non sono sicura di ottenere un risultato a mio favore. Grazie per il complimento a proposito dello scrivere bene. Ho imparato a scrivere a cinque anni, a sei avevo composto la mia prima poesia. Era un coponimento mistico. Non si parlava di religione, ma solo dell'avvicendarsi della sera con tutte le immagini, lente che scorrevano davanti. Ricordo mia madre in lacrime, con il mio componimento dentro la sua borsa per chissà quanto tempo. L'ho perso, come tante cose, con lei. Non sono un enfant prodige, mi sono occupata di cose molto ostiche per la mia mente, successivamente.
    postato da ariel il 23/06/2007 10:41

    Risposte a seguire: Ariel, non ho capito la frase "sarei arrivata in cima e da sola". Fa piuttosto impressione. Sei arrivata così in alto? Lara, affinché qualcuno emerga davvero in un certo campo bisogna violentarne la volontà da piccolo. Obbligarlo a fare delle cose che forse potrebbero piacere a lui, ma che sicuramente piacciono al suo gneitore. Mi ha sempre fatto pena la granndissima Steffi Graf quando sentivo che il padre le aveva messo una racchetta da tennis in mano a sei anni e le aveva detto più o meno: diventa la più grande campionessa. Donnie, sono davvero contento per il tuo ritorno, quasi non ci speravo. Sul post sull'abbandono che citi pure nel tuo ultimo articolo, qualcuno mi ha dato ragione e qualcuno no. Mi hanno dato ragione, qualche volta, gli uomini e quasi mai le donne. Guiro, sulla tema della nostalgia, insuperabile il capovolavoro "Un mercoledì da leoni" ksu cui prima o poi scriverò un post. Margie, forse hai avuto una storia seria perché sei seria. :O)
    postato da Mio Capitano il 23/06/2007 12:22

    non ho mai visto "Peggy Sue si e' sposata", ora lo cerco... tnx :)
    postato da emiliano il 23/06/2007 13:32

    Caro Capitano, che bei ricordi quelli del liceo...uno dei periodi più "traumaticamente spensierati" della mia vita...il primo spartiacque, forse. Poi dopo ce ne sono stati altria, non ultimo questo che mi appresto a varcare tra poco più di una settimana. Grazie per il tifo :) Ali
    postato da AlicE il 23/06/2007 13:57

    Ho messo un video sulla colonna laterale. E' una canzone neoromantica napoletana intitolata "Sto venenne addu te" (Sto venendo da te) cantata da Tommy Riccio ("Chella va pazza pe' tte, te penza sempe") e Ida Rendano. Ida Rendano è forse la sola cantante neoromantica napoletana che io abbia visto dal vivo, per il semplice motivo che... venne a cantare sotto casa mia. Intendo dire proprio sotto il mio palazzo. Ricordo che era una ragazza curiosamente educata che parlava in italiano quando non cantava. Ciò che creava un nettissimo contrasto con gli sguaiati individui che la interpellavano sempre in un vigoroso e popolaresco dialetto napoletano. :-)
    postato da Mio Capitano il 23/06/2007 14:46

    Oggi mi girava male, al solito, con questa bella canzone mi hai fatto sorridere. Non c'è niente da fare i napoletani cantano col cuore.
    postato da Paola il 23/06/2007 16:08

    ciao franz... bel post, mi piace l'immagine di te al balcone e di te giovinetto di belle speranze abbronzato e ganzo! la nostalgia è una strana cosa... sopratutto quando riguarda cose che, a ben pensarci, sono negative... a volte mancano anche le cose brutte.. stupido, no? nn ho visto il film... che dici, è da guardare? per una di queste sere ho già pronto "frankenstein junior".. mi hanno detto che è carino, ma devo dare la precedenza al caro boiardo. ti mando un bacio e... stasera a firenze c'è la notte bianca, o così mi dicono dalla regia! chissà che ne esce... magari un bel post sulla virago! baci, a presto, naike.
    postato da Naike il 23/06/2007 18:38

    Ecco un'altra stranezza della vita. In casa abbiamo circa un centinaio di vinili, suppergiù trecento CD, senza contare altre circa trecento obsolete musicassette. E Paola sorride con questa canzone. Dovrò acquistare qualcosa di napoletano, d'altra parte io ci sono cresciuto.
    postato da alessandro il 23/06/2007 18:41

    Alessandro, se a Paola piace questa canzone di certo non sbaglia, perché io trovo che abbia una straordinaria forza primordiale che non manca di mettermi di buonumore. In realtà a volte mi fa puramente e semplicemente ridere di allegria. Ho parlato anche di questa canzone in questo post: http://penultimi.blog.tiscali.it/fa3053836/ Naike, "Peggy Sue si è sposata" è un film che merita senza dubbi. Anche Frankenstein Junior è un buon film, ormai un classico dell'umorismo, ma io ti dirotterei su Peggy Sue. Auguri per la notte fiorentina, vedi di non sfrenarti troppo. Paola, già ho detto sulla canzone, la sentirei tutto il giorno: "Si 'o criaturo se sceta 'o ravvoglio int''o scialle e m''o porto cummé" (Non traduco, se capisci capisci). Alice, Salutami Milano. emiliano, per te vale il consiglio cinematografico dato a Naike.
    postato da Mio Capitano il 23/06/2007 19:15

    Paola ha ragione. Nella canzone napoletana c'è passione. C'è spontaneità, c'è anche colore, a volte più gioioso, a volte meno. Ci sono lezioni di vita. Ci sono tante cose che tu conoscerai meglio di me. La frase che hai scritto per Paola ne è un chiaro esempio.
    postato da alessandro il 23/06/2007 19:28

    Pochi anni dalla fine del liceo. Un'esperienza ancora da valutare. Sarei più indipendente, più disinteressata alle critiche, sarei meno gregaria e risponderei alla mia necessità di essere leader. Non mi metterei in ombra da sola. Questo èquanto. E sono felice di aver finalmente chiuso i libri di fisica su cui piangevo tanto sudore. Un caro abbraccio Anathea abbronzata (e scottata)
    postato da anathea00 il 23/06/2007 19:40

    tempo...è sempre una questione di tempo e spesso troppo tardi ci si accorge che avremmo potuto usarlo un pò meglio! Bel film quello che citi,ricordo la scena in cui Cage canta col suo gruppo della scuola superiore un delizioso brano anni cinquanta dedicandolo alla sua amata Peggy Sue... nostalgia della scuola,della notte prima degli esami? Nooo,troppe ansie!
    postato da elle il 23/06/2007 20:34

    Ecco che qui è cambiata l'atmosfera, sono reduce dalla lettura e dal commento al tuo post precedente. La nostalgia. Ognuno di noi ha il suo periodo d'oro da rimembrare. Il tempo amorbidisce la realtà e si prova nostalgia anche per i momenti che quando si vivevano non erano poi così graditi. Ho sentito spesso uomini parlare con nostalgia del periodo del militare. La mia nostalgia è legata ad un'isola, ad un amore che in realtà mi avrebbe portato al manicomio, ma è così bello versare una lacrimuccia su quei momenti intensi. 1 bacione al Mio Capitano.
    postato da stregagatta il 23/06/2007 20:37

    Se potessi tornare indietro nel tempo.... Sarebbero tante che cose che cambierei, visto che non è possibile farlo, cerco di rimediare ora, sforzandomi di non rimpiangere gli errori fatti e il tempo perso. Buon fine settimana Capitano
    postato da laracchia il 23/06/2007 21:49

    Vuoi sapere che vuol dire arrivare in cima e da sola? Ti fa impressione? A me no. Anche perchè non l'ho mai saputo
    postato da ariel il 23/06/2007 22:30

    Non ho sposato Peggy Sue.
    postato da Solomania il 23/06/2007 22:52

    Sta per tornare il Capitano canzonettista. Ma stavolta non farà il dj di una radio libera, bensì il curatore di clip musicali di canzoni napoletane popolari o cosiddette neoromantiche. Visto il duetto sulla colonna di sinistra? Altro che Celine Dion e Andrea Bocelli. :-)
    postato da Mio Capitano il 24/06/2007 00:08

    'Ci sono dei passaggi traumatici nella vita di ciascuno. Credo che uno dei passaggi traumatici della mia sia stato quando è finito il liceo. La vita non è mai stata più la stessa dopo quello spartiacque'. Potrei averlo scritto io. Ho la presunzione di sapere esattamente quello che intendi dire. Avrebbe potuto essere altrimenti, per entrambi, ma qualcosa è andato storto.
    postato da spektra il 24/06/2007 22:00

    Bene per il ritorno alla canzone e napoletana. Cosìcome mi aspettavo ,già anche con il mio forse indiscreto invito al termine del post. precedente. Purtroppo, dovrò cogliere l'occasione di un PC da qualche amico-collega, perchè il mio PC quanto a video-audio è paralizzato. Spero di rimediare presto. Sempre freschi i tuoi post, con l'eco sempre di anni così giovani.Sia anche qwuando rifletti per strada al fruscio di ali misteriose, sia nel cercare libri sulle bancarelle. Ora con la canzone, proprio da sotto la tua finestra. Ma se non prendi il mitra, le cose si cambiano un pò alla volta (dai ricordi alla fine della lunga annata dei vari sessanta e poco oltre, tra esami e la piazza).
    postato da Giovanni il 24/06/2007 22:37

    Per me la fine del liceo è stata traumatica. Ci ho esso un po' ad accettere l'idea che fosse tutto finito. E questo nonostante l'entusiamo per il futuro, l'università, i tanti progetti che a quell'età ci riempiono la vita. I miei sogni di allora son rimasti tali, ma non ho rimpianti. Non potevo essere diversa da quella che ero. E non ho sposato Simon le Bon..meno male!!!
    postato da monica il 25/06/2007 02:09

    Siamo fatti "degli altri" eanche "di ciò che mangiamo". Semplice, tutto determinato, rapporto stechiometrico non solo tra le molecole ma allo stesso modo tra pensieri (equilibrio elettro-chimico) e chi più ne ha..altrettanto ne metta. Non tenterò certo di rispondere alla tua provocazione, altri si sono scervellati sul libero arbitrio.Per logica quanto avrei da scriverne, tu stesso dicendo "post provocatorio" lasci aperta la strada al perenne quesito. Ricodando un tuo posto, mentre diventando più "vecchio" tendo ad ammettere che l'amore sia solo il risultato di un rapporto chimico - fisico dove ormoni e colazioni e cultura fanno il loro gioco, più forte mi rendo conto che se..." L'amore è quando ti pare di aver ricevuto un dono. Un dono unico e inatteso. E' quando ritieni di non poter contraccambiare questo dono di inaudito valore, per quanto tu ti impegni, in tutta la tua vita. Mai in tutta la vita." Forse qualcosa conta anche questo povero uomo, anche se i talenti che riceve, già lo condizionano anche con il mercato che trova. Ma è sempre questo povero uomo che li spende e, penso, che come li spende, in fondo in fondo in fondo ....dipenda proprio da lui. Evviva l'amore! L'AMORE NON è POLENTA,dicono da queste parti e, forse, neppure soltanto feromoni e rapporti stechiometrici melecolari, influssi quantici, cosmici ecc.(almeno così spero).
    postato da Giovanni il 26/06/2007 22:44

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