lunedì 18 giugno 2007

L'anticonformista conformista


Non siamo a un matrimonio, ma forse possiamo usare la formula più famosa del celebrante (magari modificandola un po’): ¨Se qualcuno ha mai visto o conosciuto un individuo realmente anticonformista, parli ora o taccia per sempre”.
Mi capita spesso di leggere, non solo sul blog, articoli di gente che si proclama anticonformista o che strombazza tra le righe il suo essere progressista e innovatore contro il pensiero dominante. Vedremo tra poco se questa idea è effettivamente fondata e se i supposti anticonformisti sono davvero tali. Per ora spendiamo due parole per inquadrare meglio il problema. Dunque il termine conformismo indica chi si uniforma passivamente alle opinioni e alla mentalità dominanti di un determinato gruppo sociale. Chi si pone al di fuori di tale contesto sarebbe al contrario un anticonformista.

La prima riflessione dice che pure le pietre di questo pianeta pensano o affermano bellamente di essere individui fuori dal coro. Basta che uno svegliandosi la mattina scenda dalla parte del letto che non usa di solito e costui è convinto più o meno di essere un Giordano Bruno erettosi contro il perbenismo del Politicamente Corretto. E magari si aspetta pure di ricevere una medaglia per la sua originalità di pensiero e per il suo ardimento esistenziale. Se poi uno parla contro Bush (azione lecita e anche condivisibile, ma non certo minoritaria nel mondo), guarda i film di qualche lagnoso regista danese o spagnolo superosannato dalla critica, o mangia questa stronzata del sushi al posto degli stortignaccoli alla puttanesca… be’, allora chi ci salverà mai dagli epici autoincensamenti sull’audacia intellettuale di questa gente?

Mi sono chiesto, ma è davvero possibile che una persona vada sul serio contro il pensiero e la mentalità dominanti, che accetti lucidamente di isolarsi dagli altri, di affrontare la disistima e l’avversione del suo gruppo esistenziale di riferimento? La mia risposta è stata che no, ciò non è possibile. Uno dei principali bisogni dell’uomo, se non il primo in assoluto, è quello di cercare e raggiungere il consenso dei simili. Il consenso è una forma di potere, anzi la sola vera forma di potere, raggiungibile con varie strategie, dal denaro alla militanza partitica o religiosa. Il potere ti mette in condizione di appagare meglio gli scopi vitali di te essere vivente (che sono quelli legati alla riproduzione). Se l’essere umano quindi vuole e cerca il consenso, come può adottare idee e stili di vita che gli procurino il discredito presso i simili? La risposta è che il supposto anticonformista cerca di ottenere, con la sua azione eccentrica (quando è davvero tale), l’approvazione di un gruppo di persone a lui care, che è quello in cui si verificano e si valutano i suoi successi e i suoi insuccessi, in cui in definitiva si svolge la sua vita. Costui potrebbe essere l’attivista di un partito politico minoritario, il tifoso di una squadra di calcio, il credente di una fede religiosa poco diffusa (magari uno dei Testimoni di Geova citati nel post precedente), un liberalizzatore di droghe pesanti o un indefesso fautore dell’ecologismo militante (ma ormai pure i contrabbandieri di bombe atomiche ex sovietiche piangono lacrimoni per la deforestazione amazzonica o per i fluorocarburi che fanno la bua al buco nell’ozono). In una parola tutti i supposti anticonformisti non sono altro che conformisti esponenti del loro gruppo sociale di riferimento. Si adeguano anch’essi al pensiero dominante. Cercano il consenso altrui. Solo che consenso e vantaggi a cui ambiscono sono da ricercarsi verso un circoscritto gruppo sociale.

Diverso è il caso di quelle persone che, consapevoli delle conseguenze, hanno il coraggio o la sconsideratezza di dire e sostenere idee che li lasciano davvero da soli. Idee che fanno peggiorare la loro qualità di vita e gli portano l’ostilità della maggioranza sociale non controbilanciata dal favore di altre categorie umane o da vantaggi di altra natura. Il vero anticonformismo è una pratica scomoda, spiacevole e spesso anche fisicamente pericolosa. Non ti fa diventare eroe. Non ti porta in televisione. Non fa stampare migliaia di t-shirt e bandiere con la tua immagine. Non fa acclamare il tuo nome nei cortei di piazza. No, situarti davvero fuori dal coro ti fa vivere male o peggio di come vivevi prima, ti fa camminare solo. Chi è davvero disposto ad affrontare questo destino?

1 commento:

  1. Commenti importati19 giugno 2008 15:52

    Vedi, a parte il fatto di scrivere benissimo, a parte quello di essere ironico, frizzante, scanzonato e satirico, hai anche la capacità di tirar fuori, con estrema logica e lucidità, quelli che magari sono i remoti pensieri di molti di noi. Quei fantasmi di un'idea che vaga e non si concretizza. Rispondo alla tua domanda: forse nessuno (a parte Gesù Cristo). Non ci è riuscito neppure Galileo Galilei che forse è stato una delle menti più brillanti della nostra scienza. Mi sorprendi sempre, caro amico. E credimi non è il solito Bla Bla...ma come sei bravo! di molti commenti qui in giro. Lo penso veramente.
    postato da sergio il 19/06/2007 01:33

    Stamattina devo uscire per fare alcuni servizietti. Ci sentiamo più tardi. Cercate di non essere troppo anticonformisti nei commenti. :-)
    postato da Mio Capitano il 19/06/2007 10:58

    Estatica è dire poco. Allora aggiungo estatica e sorridente. Mi sono presa 10 minuti di pausa per passare di qui e sono veramente soddisfatta. Ho conosciuto e sono amica di decine di apparenti anticonformisti, tanto stereotipati e conformisti nel loro credo da farmi veramente sorridere. Sono quelli delle magliette con bandiere pacifiste ma solo in pieno giorno ,perché di sera si mette Dior. Ragazzi, che coerenza! Grazie per il tuo post. Sempre un sorriso pensoso, dopo Anathea
    postato da Anathea il 19/06/2007 11:59

    Parlare di anticonformismo al giorno d’oggi mi sembra assurdo. Se si esce dal coro da una parte, ci si entra dalla parte opposta. Troppi sono i movimenti, le associazioni, i punti di vista per essere al di fuori di tutto. Forse in altri tempi è stato possibile essere anticonformista, ma io non arriverei a tempi remoti . Non nominerei Gesù Cristo, che per l’accezione che dai tu non era affatto anticonformista, infatti non era solo, ma aveva orde di seguaci che lo osannavano, prenderei in considerazione tempi più documentabili, altrimenti si potrebbe considerare anticonformista anche Diogene che, si dice, vivesse in una botte (oltretutto era l’unico) e che era precedente al cosiddetto “figlio di dio”. Secondo me non esiste un anticonformismo assoluto, piuttosto esiste in forma relativa e anche qui ci sarebbe da discutere. John Lennon era considerato anticonformista, perché andava contro le guerre, perché faceva i “bed-in”, ma anche lui era seguito da tante persone che la pensavano come lui, oltretutto faceva parte di un sistema, volente o nolente. Lo era di più Gandhi, per esempio, che non viveva in occidente terra “libera” per antonomasia, ma faceva la sua opera in paesi poco evoluti culturalmente e inoltre rinunciava a molte delle comodità odierne. Hilter era anticonformista con le sue scelte? Non la pensava come la maggior parte degli abitanti della terra, e allora? Si può inserire di diritto nella schiera degli anticonformisti? Anche io potrei dirmi anticonformista, perché vado in ufficio con i capelli dritti sulla testa e per questo e altri motivi non posso ambire ad alcun avanzamento di carriera, però poi mi devo piegare alla logica del cartellino da timbrare e altre futilità aziendali. Nel mio ufficio dico quello che penso, rischiando di attirarmi le antipatie dei miei colleghi, ma quando mi trovo in sedi “istituzionali” mi costringo a non esternare troppo le mie idee, per conservare l’unico modo che ho per sopravvivere, cioè la mia occupazione. Te lo dico io chi è molto vicino all’anticonformismo, se proprio vogliamo dare un valore effettivo a questo termine. La mattina quando arrivo in ufficio, vedo di solito un barbone, giovane, solo e nullatenente. Lui sta seduto su un marciapiede qualunque, l’unica scopo della sua vita è nutrirsi (c’è da quelle parti una mensa in un convento di frati) e trovare un posto asciutto per la notte. Non deve nulla a nessuno e non si aspetta nulla da chicchessia. Ecco, quest’uomo forse è un anticonformista. Ha rinunciato a ogni inutile orpello della vita moderna, vive di poco e la stragrande maggioranza degli uomini non farebbe mai la scelta che ha fatto lui.
    postato da alessandro il 19/06/2007 12:24

    Ho letto varie volte questo post..ho avuto difficoltà a commentare perchè sapevo bene dove sarei andata a parare. Alessandro mi ha tolto le castagne dal fuoco. L'Anticonformismo va oltre l'andare contro..va oltre il politicamente corretto. Il vero anticonformismo può essere una scelta di vita, per altri inutile e sensa senso, per te necessaria.Il barbone, anche, ma non solo. Poi l'immagine del barbone mi è cara e tu lo sai...è la sintesi di tanti discorsi che forse ora inizi a capire.
    postato da monica il 19/06/2007 12:49

    Il barbone ha rinunciato a piegarsi alle logiche sociali, ma anzichè farlo in un modo davvero alternativo alla società ha deciso di farne paradossalmente parte in quanto scarto di essa. Infatti è spesso vittima della sua condizione e non reale protagonista. Non ho mai capito chi lo vede in luce romantica, a me fanno solo tanta tristezza perchè oltre ad aver rinunciato agli inutili orpelli mi danno l'idea di aver rinunciato alla vita stessa. Stessa scelta in realtà la hanno fatta altri che però hanno deciso di vivere fuori dalla vita restando dentro la società passivamente.Si alzano al mattino, vanno a fare un lavoro che odiano, vanno all'aperitivo, sparano due cazzate agli amici, magari si sposano fanno figli e sono circondati da gente che non conoscono per niente.Ho usato il voi ma mi sa che mi ci devo mettere pure io in questa categoria. Il vero anticonformista è quello che ha capito quali sono le cose davvero importanti per lui e fottendosene di quello che pensano gli altri vive la propria vita pienamente. Io personalmente non ne conosco neanche uno. Nel mio blog spesso gioco a fare l'anticonformista, ma il mio è solo un gioco e sono consapevole di non esserlo per niente. Non so nelle altre parti d'Italia ma a Torino la moda di essere alternativo ed anticonformista ha talmente preso piede che è più facile incontrare gente in giro che si veste e ha idee preconfezionate cosidette "anticonformiste" di quelli che si palesano gente normale (qualsiasi cosa voglia dire essere normale).L'anticonformismo diventa un prodotto da vendere, usare e gettare come tutti quanti gli altri. Questo è uno scenario apocalittico e tremendo. E adesso, consigli per gli acquisti.
    postato da Guiro Karelias il 19/06/2007 13:17

    Piccolo prologo per dire che stamattina dovevo sbrigare delle pratiche burocratiche. Faceva un caldo assassino, ho camminato chilometri e non ho combinato un cazzo, perché hanno spostato l’ufficio in cui dovevo andare. Dovrò ripetere la stessa azione domani, con l’aggravante che dovrò andare più lontano e che farà più caldo del caldo assassino di oggi. Un paio di riflessioni suggerite dal post e dai commenti degli amici. Non c’è nessuno di più sciocco e conformista di uno che si proclami o pensi di essere anticonformista. Non darò nessuna dimostrazione di questa affermazione. Detesto questa categoria di persone. Appartengono a una determinata area sociale-politica e pensano di essere unti del signore anche se non fanno che ripetere banalità udite di seconda o terza mano. Poiché non sono poi tanto anticonformista, eccetto un pochino quando mi incazzo, non dirò null’altro su questi individui per non attirarmi la loro inimicizia. Posso solo dire che il tipo umano cui mi riferisco, già numeroso nella società, risulta frequentissimo nel virtuale. La seconda questione era quella del barbone. E’ costui un individuo fuori dal coro come sembrano sostenere Alessandro e Monica o è solo uno che ha rinunciato a vivere come suggerisce Guiro? Probabilmente sono vere entrambe le ipotesi. Non credo che il barbone abbia fatto volutamente la scelta di vivere in strada. C’è stato obbligato dalle circostanze. Posso solo dire che tempo fa mi accadeva di vedere non proprio dei barboni, ma poveri cristi malandati e trascurati nel fisico e nel vestiario, forse ucraini, che bevevano birra scadente sotto la statua di piazza Garibaldi. Sembravano allegri, uniti, conversavano, c’era una bella atmosfera intorno a loro. Mi accadeva quasi sempre di invidiarli, anche se io non me la passavo molto meglio di loro. Non so se questa riflessione c’entri con il post, ma dato che eravamo in argomento l’ho fatta. Ah, ho visto che sono arrivati alcuni commenti lunghi, compreso questo. Ma sono accettati pure commenti più brevi. Un saluto agli amici del blog.
    postato da Mio Capitano il 19/06/2007 16:19

    Non sono affatto d’accordo con Guiro. Perché il barbone ha rinunciato alla vita? Il suicida, nel momento in cui mette in pratica le sue intenzioni, di fatto, rinuncia alla vita. Il barbone gode del sole e bestemmia quando piove suppongo, ma non mi stupirei del contrario. Ad ogni modo il barbone, il pezzente, il diseredato, continuano ad avere sensazioni. Quello a cui hanno rinunciato, nel caso in cui la loro fosse una scelta volontaria e ponderata, è il “pacchetto vita” con tutti i suoi pro e i suo contro. Loro hanno rinunciato alla macchina potente, al telefonino e al televisore al plasma, ma anche a un pasto sicuro e a un tetto per ripararsi. E’ una scelta estrema quando, ripeto, si tratta di scelta. Ma continuano a vivere. Quello che dice Guiro è purtroppo frutto della concezione viziata che si ha della vita al giorno d’oggi: SE NON SI HA, NON SI E’. Attenzione, occorre essere svegli e intelligenti per far si che nessuno ci rubi la vita… (non mi dilungo oltre)
    postato da alessandro il 19/06/2007 16:57

    Hai ragione, sono poche le persone che si possono effettivamente dire "contro", ed io non sono certo tra queste. Però, di persone così ne conosco: hanno rischiato molto e pagato di più, ma son rimaste fedeli alla loro ispirazione. Ciao.
    postato da Amfortas il 19/06/2007 17:36

    Siamo tutti conformisti nella ricerca del consenso, unico vero Dio. Foto davvero pregna di significato.
    postato da sugarcim il 19/06/2007 18:06

    grazie Meddy ora ho capito di non essere nè sveglia nè intelligente Cap il post lo leggo appena ho un attimo di tempo bacetti
    postato da Jolinne il 19/06/2007 19:02

    No, non conosco nessun anticonformista. Ma ho conosciuto decine di persone che si definivano tali, ed erano tutte uguali fra loro. Conformi al loro supposto anticonformismo. :o)
    postato da margot il 19/06/2007 19:50

    La maggior parte di coloro che si proclamano anticonformisti risulta assolutamente conformista nell'artificioso anticonformismo. Mio caro,dovrai capire da te,non so esprimermi altrimenti se non tramite questa sottospecie di scioglilingua.
    postato da spektra il 19/06/2007 20:07

    Ciao Capitano. Paura? No...sono buona. Secondo te io sono conformista, anticonformista o anticonformista conformista? Si ma perchè lo domando a te? Giusto. Lo dovrei domandare a me. Sono quasi arrivata alla fine della storia di Emma. Una persona mi ha detto che è il lascia passare per salire sul Titanic o Poseidon. Si lo so che la tua barca si chiama in un' altra maniera...ma ormai io e lei la chiamiamo così. Doveva essere un commentone, ma mi sono persa nei meandri dei miei stessi pensieri. Sono scusata? Sai com'è saranno le troppe birrette che offriamo in giro come segno di pace...insomma bevi ora... bevi poi... Però ne ho lasciato una anche per te. E non come segno di pace, ma per inaugurare la mia salita ufficiale a bordo. Oh mamma sto vedendo la tua faccia!!!! Quindi festeggiamo.Una Ichnusa ghiacciata. O preferisci una Malvasia dolce? Saludos Sardos Capitano!
    postato da Celia il 19/06/2007 20:54

    Celia, dato che lo chiedi, secondo il mio modesto e fallibile giudizio non sei anticonformista, anche se con tutta evidenza hai uno stile piuttosto vivace e scalpitante. Il post davvero bello di Emma, almeno per me, è il primo, quello in cui lei credeva nell'amore a prima vista (gli altri sono un gioco che ho voluto fare). Ricordo che avevo gli occhi lucidi (non riesco proprio a dire che piangevo, sarà la sindrome di Fonzie) mentre scrivevo quel post. Però dato che mi commuovo pure quando il timido Todd sale sul banco a dire "Capitano, Mio Capitano", magari quel particolare non significa molto. Mi piace la birra, ma mi piacerebbe berla con gli amici. spektra, il tuoi scioglilingua funziona e ha senso. del resto sappiamo che alla fin fine quasi tutto si riduce a parole, parole, parole, soltanto parole, parole tra noi. margie margot, sapevo che il tuo scetticismo non avrebbe tradito. Jolinne, dopo ti interrogo sul post, non tentare di scappottartela così. :-) sugarcim, effettivamente la foto dice molto. Sono stato fortunato a trovarla. amfortas, lieto della tua visita e che tu mi abbia indotto a ricordare gli anni dell'esame di maturità sul tuo blog. Anathea, la coerenza non è di questo mondo. O meglio la coerenza esiste, ma spesso ha scopi non confessabili. sergioberto, non contesto Galilei, le prigioni dell'epoca dovevano essere parecchio poco ospitali e avrebbero spezzato qualsiasi fibra. Solo io non avrei iniziato un gioco che non avessi pensato di condurre a termine. Ho già risposto agli altri amici. Un commento di Alessandro sui barboni mi ha stimolato un commento più lungo che credo pubblicherò più tardi.
    postato da Mio Capitano il 19/06/2007 21:52

    cacchio io SONO anticonformista!! E mo che faccio??
    postato da Paola il 19/06/2007 21:53

    Paola, ho appena finito di dirlo: parole, parole, parole.
    postato da Mio Capitano il 19/06/2007 21:56

    Oh mamma mia! Ed ora che dico? Poi dopo il commento di Celia? Io che non ho letto Emma... Ho letto bene i tuoi post che mi hanno toccato il cuore o che mi hanno fatto riflettere (oddio attenzione all'ex cerbero!).. Io non so se sono conformista o anticonformista, oggi 19 giugno 2007, mi guardo dentro e penso di voler essere me stessa, la mia ricerca e' "essere me stessa",frase banalissima e abusata, allora sono conformista? Come mi posso definire? Ciao....
    postato da rita il 19/06/2007 21:58

    Scusa Franz.. CELIA!! Non ti si può mollare un attimo...guarda che questa non è la motoretta di Lian o la passerella di Signorina coscia lunga..qui non ci sarà Tiscali Abuse ma meglio non abusare. Oh oh..Paola..Rita..che è..un associazione a delinquere? Cap. ti conviene rispondere...
    postato da monica il 19/06/2007 22:01

    Prima di tutto ringrazia da parte mia la donna che ti ha fatto notare la cosa. Tanta sensibilità non può che venire da un essere femminile. Comunque non avevo giudicato il tuo intervento ruvido, semmai lo avrei definito un intervento da uomo. Questione di complementarità? P.S. Attendo il commento che ti ho ispirato, sono curioso.
    postato da alessandro il 19/06/2007 22:59

    Eccomi al promesso commento ad Alessandro. Riguardava i barboni e la notevole attinenza che sembrano avere queste figure sociali rispetto al tema dell’anticonformismo. Prima di tutto dico che pure io non sono d’accordo sull’affermazione di Guiro sul fatto che i barboni abbiano rinunciato alla vita. Mi sembra un pizzico provocatoria ed eccessiva come talvolta è nello stile del nostro amico. Veniamo ora ad Alessandro. Prima questione. Il barbone è un individuo che ha rinunciato a un certo stile di vita, quello che attira la maggioranza degli uomini, ha dato calci alla macchina potente, al telefonino e agli altri oggetti di consumo per ritirarsi in una specie di eremo metropolitano giudicato più confacente a uno stile di vita sano e vero? Segue a ruota la seconda domanda: il moderno vagabondo è uno che ha rinunciato all’avere per “essere” di più? Devo dire che già da qualche decennio il quesito di Eric Fromm sull’”Avere o essere?” mi sembra inconsistente. Non ho mai ben capito in che cosa differisse l’essere dall’avere. Ogni figura dell’essere definita da Fromm o da chi per lui mi sembrava una diversa maniera di conseguire qualcosa di importante, di acquisire autorevolezza presso gli altri, consenso. Mi pareva che la categoria dell’Essere frommiano fosse un’altra strada per Avere (stima, rispetto, seguito, ammirazione), per elevarsi nella gerarchia sociale, lasciando perdere i mezzi classici del denaro, della politica eccetera, ma mirando grossomodo agli stessi scopi. Sulle scelte fatte dai barboni di abbandonare la vita per così dire “secolare” e continuare l’esistenza nelle strade, ho forti dubbi sul fatto che sia una scelta libera e anzi che sia una scelta e basta. Io penso che vai a vivere in strada quando il mondo ti travolge, quando le cose vanno male, non solo dal punto di vista economico, ma forse pure solo in quello degli affetti. E’ un tragitto spesso lungo, è una diga che si frantuma pian piano. Del resto che certi individui Non scelgano di loro iniziativa una certo modo di vivere può forse dimostrarlo un episodio che citerò nel prossimo commento (questo qui già è lunghetto). Prima di passare oltre, un saluto alle tre bravissime amiche sarde, Celia (già l’ho salutata), Rita (sii pure te stessa, ma scusa, chi te lo impedisce?) e Monica (so che ti interessa il mio commento sui barboni e so che come al solito non sarai d’accordo).
    postato da Capitano sui barboni parte prima il 19/06/2007 23:40

    Ecco il caso umano di cui parlavo. Non molti giorni fa vidi un sevizio giornalistico televisivo. Si parlava di una noto manager, uomo ricco e piuttosto potente, che a un certo punto aveva abbandonato il bel mondo dorato della finanza per andarsene a vivere in mezzo alla strada in compagnia di altri derelitti. La scelta di questo personaggio veniva spiegata come una decisione esistenziale, anche se ho avuto più di un dubbio su qualche suo tracollo finanziario. I giornali presentavano questa faccenda più o meno come il classico Essere che ha sconfitto l’Avere. Tuttavia a un certo punto questo manager prestato alla strada, utilizzando le sue non scarse capacità intellettuali e comunicative, ha cominciato a sviluppare diverse iniziative a favore dei compagni barboni. Ha inoltrato domande e petizioni al comune (credo fosse quello di Roma), ha suscitato l’interesse dei mass media sulla sua storia personale e su quella dei suoi colleghi di disavventure. In breve ha scatenato un tale casino da produrre un notevole miglioramento - almeno giudicando dal punto di vista più diffuso - nelle condizioni di vita di chi si arrabattava tutto il giorno per strade poco invitanti e salubri. Ha ottenuto uno spazio fornito di roulottes, una delle quali faceva da suo ufficio personale (il manager-barbone era ormai diventato il cocco di giornali e telegiornali, i cui inviati lo andavano a intervistare a ogni ora del giorno). Ha ottenuto ottimi pasti alle mense, posti letto adeguati, cure mediche e l’attenzione di tanti bravi signorini benpensanti della stampa che giocavano a fare le Patronesse della Minestra fuori dall’epoca vittoriana. La cosa davvero strana non è stata che il manager prestato alla strada abbia deciso che sì, fare il barbone sarà pure una ricca esperienza frommiana che ti arricchisce gandianamente l’anima, ma che fare il capo dei barboni (e il cocco dei giornalisti) è mille volte meglio… No, il fatto bizzarro è stato che i malconci compagni di vita del manager abbiano accettato i miglioramenti esistenziali senza battere ciglio. Nessuno mi risulta abbia detto: io sono venuto in strada per vivere in semplicità e ristrettezze, lontano dal vuoto consumismo capitalistico, quindi ficcati pure nel culo la tua fottuta assistenza pelosa, pezzo di stronzo di arrivista!
    postato da Capitano sui barboni parte seconda il 19/06/2007 23:56

    Il blog è un buon modo per comunicare, non c’è dubbio. Però resta il fatto che certi scambi di idee, secondo me, è meglio farli di fronte a un bel boccale di birra o un bicchiere di vino. Però date la distanza che ci separa, uso questo scomodo mezzo di comunicazione. E non basta, capisco perfettamente chi sul blog si limita a lasciare commenti non superiori alle tre righe, senza nulla togliere a chi usa farli (del resto molto spesso li faccio anche io). Fatta questa oziosa premessa vengo al punto (ma dovrei dire i punti). Io non pretendo che il mio punto di vista sia la legge, anche perché non conosco affatto il mondo dei senzatetto. Ho solo asserito che forse la persona che più si avvicina all’essere anticonformista è appunto un barbone. Suppongo che quelli che lo fanno per scelta siamo in posizione minoritaria, e anzi lo spero, dato che non è una vita facile. Inoltre penso che chi va a vivere in strada sene freghi altamente dell’essere o dell’avere, chi ha una simile apertura mentale è anche abbastanza furbo da evitare simili estremismi. Il discorso è lungo, tu citi Eric Fromm e le considerazione da fare si moltiplicano. Non mi sembra il caso e il luogo di addentrarsi in certi ragionamenti. Però una cosa la posso dire e cioè che ritengo che l’equazione “se non si ha non si è”, sia esatta. Non è che il barbone abbia rinunciato all’avere per dare precedenza all’essere, ma è pur vero che nella società odierna si ha l’abitudine ad accumulare sempre più per il potere, per apparire, per sentirsi qualcuno cioè, in fin dei conti, per l’essere. Stamane ho letto di sfuggita su un quotidiano di quelli “da metropolitana”, abbandonato su un autobus, una frase attribuita a Ricucci, che diceva più o meno così: “Mi hanno dato del lanzichenecco. A me! Ma come, mi trombo (era scritto proprio così) la Falchi tutte le sere e sarei un lanzichenecco?” Dubito che il signor Ricucci sapesse il significato della parola, ma il suddetto ignora che si può essere dei lanzichenecchi o dei mentecatti anche se si è gli uomini più ric
    postato da alessandro il 20/06/2007 01:21

    Non so perchè, ma il commento è stato troncato. Concludo. Dubito che il signor Ricucci sapesse il significato della parola, ma il suddetto ignora che si può essere dei lanzichenecchi o dei mentecatti anche se si è gli uomini più ricchi e potenti del mondo, ma questo secondo me la dice lunga su come la pensa tanta gente. Buonanotte, ho abusato fin troppo del tuo spazio.
    postato da alessandro il 20/06/2007 01:25

    ciao mitico... inutile sei forte.. anche sui barboni ( prenditela con i più deboli bravo :-D) scherzo ovviamente..una persona che si isola?? io lo faccio spesso.. per 2-3 secondi poi ritorno.. :-D ciao ciao 6 grande
    postato da jammc il 20/06/2007 03:42

    Il blog è un buon modo per comunicare e di creare amicizia virtuale e se mai un girono (se ne vale la pena) amicizia vera, reale. Molte persone con il blog hanno conosciuto altre persone, il blog è personale ed ogni blog è diverso dal altro dove ogni persona può esprimere un suo parere su un determinato post e commentarlo anche in negativo e non solo in positivo ma l'anima di chi ha scritto quel post resta sempra l'anima di quella persona che ha scritto quel post. BUONANOTTE!!!!!!!!
    postato da Solomania il 20/06/2007 03:56

    Buongiorno Capitano. Forse è presto, ma ultimamente mi sveglio alle cinque per studiare. Sto facendo pausa caffè. Ho letto i commenti qua sotto, sui cosiddetti barboni. Conosco un barbone da circa due anni. Sta sotto casa mia, dorme in un angolo sotto i portici. Lo fa da Marzo a Settembre. Poi, per l'inverno, si sposta sotto un altro palazzo più riparato Ha 55 anni e si chiama Marino. Ed è da 20 anni che fa il barbone. Per scelta. Io e Marino ogni tanto parliamo mentre lui fa la sosta sotto una specie di convento, di fronte casa mia, dove le suore, ogni mattina gli riempiono il sacco di cose da mangiare. Dice che è felice. Che è libero. Che era ricco. E che siccome era ricco aveva perso il punto di vista della sua esistenza. E che così nella strada lo ha ritrovato. Si lo so è difficile da capire e da accettare e da credere ma Marino è davvero felice. Sorride, è un uomo colto, gentile, offre nelle sue argomentazioni citazioni dotte affascinanti. Racconta di quando era ragazzo e delle sue lotte studentesche. In molti si fermano a parlare con lui. Non so perché, anzi lo so, è un uomo gentile, che saluta tutti, che sorride ai passanti, che chiede, che ferma le persone. Nel mio quartiere lo conosciamo tutti. Certo ogni tanto gli tocca la sorte di essere picchiato e persino derubato. Derubato di cosa? Della sua dignità. Picchiato da chi? Dai soliti dementi che circolano nella nostra città e che fanno parte della nostra società. Marino è sporco, puzza, ha la barba lunga, è malato, ogni tanto di notte arriva l’ambulanza per lui chiamata da qualche passante preoccupato. Ma lui non va mai in ospedale, quasi volesse finire la sua vita nella strada e senza essere curato. Non lo so perché o forse bisognerebbe essere barboni e felici per saperlo. Non lo so se sia anticonformista o conformista. Direi che è solo Marino. Alla tua stabile barca le ho regalato il nome Titanic o Poseidon per una questione di codici a barre...gli unici che in quel momento in un commento frettoloso mi sono venuti in mente. Sai nel Titanic che affonda lui non si salva, ma almeno lei la bellissima Rose si. Sai....io sono sempre dalla parte delle donne :-) Secondo me, visto che quando mi vesto indosso prima la gonna e poi le mutande, forse un po' anticonformista lo sono... ( di nuovo smile, si dice che non bisogna abusare di faccine) Saluti sardi dall'isola. La storia di Emma mi piace assai. Alla tua stabile barca le ho regalato il nome Titanic o Poseidon per una questione di codici a barre...gli unici che in quel momento in un commento frettoloso mi sono venuti in mente. Sai nel Titanic che affonda lui non si salva, ma almeno lei la bellissima Rose si. Sai....io sono sempre dalla parte delle donne :-) Secondo me, visto che quando mi vesto indosso prima la gonna e poi le mutande, forse un po' anticonformista lo sono... ( di nuovo smile, si dice che non bisogna abusare di faccine) Saluti sardi dall'isola. La storia di Emma mi piace assai.
    postato da Celia il 20/06/2007 10:51

    Ehmmmm...il commento era lungo ...ma l'ho fatto diventare ancora più lungo....due finali uguali...scusa ma sarà che sono anticonformista o che ho solo sbagliato il copy and past? Saludos Sardos ....e per oggi ho dato.
    postato da celia il 20/06/2007 10:55

    Il concetto di vivere secondo me non si puo' ridurre alla sopravvivenza ed espletamento delle proprie funzioni fisiologiche (mangiare,bere,etc.). Su questo credo siamo tutti d'accordo. vivere significa anche esprimere o cercare di farlo, ogni giorno il proprio sè e perseguire attraverso una serie di scambi culturali,sociali, sessuali il proseguimento o quantomeno l'arricchimento della specie umana. Il barbone forse non ha rinunciato alla vita, ma per usare una metafora si tiene in coma farmacologico.La mia impressione è che si preoccupi cioè solo di espletare le sue funzioni vitali minime, ma sono d'accordo con Franz non lo fa con lo scopo di arricchirsi spiritualmente.E' arrivato alla conclusione di non avere altra scelta. Ma in effetti forse stiamo tutti parlando "a gratis" di un argomento che non conosciamo benissimo. Ci tenevo solo a spogliare la figura del barbone come oggetto romantico, credo che sia gente che soffre tantissimo questa condizione. Butto un altra idea, una tipologia di anticonformisti potrebbe essere rappresentata dagli artisti. Quelli veri, ammesso che ne esistano ancora. Da chi ha una percezione del mondo differente dagli altri e la sa comunicare in maniera davvero diversa.
    postato da Guiro Karelias il 20/06/2007 11:20

    da una persona "normale" come me,eccoti il mio pensiero...anticonformista è chi lo è senza saperlo...nel momento stesso in cui si intuisce di esserlo e ci si propaganda tali,si è gia scaduti nell'etichettamento e dunque nel conformismo... bel post mio capitano,riesci sempre a sorprendere...piacevolmente aggiungo:))
    postato da elle il 20/06/2007 13:10

    Conformismo, non conformismo. Ancora devo decidere se ciò che ho visto oggi faccia parte della prima o della seconda categoria. Accendo il televisore e tutti i telegiornali che ho visto danno come prima notizia il compito di italiano all'esame di maturità. Tutti i telegiornali e dico tutti hanno un inviata, sempre di sesso femminile e non ne capisco il motivo, fuori dalle scuole per intercettare i fulminanti pareri delle superstar del momento, ossia i ragazzi che fanno gli esami. Tutte le inviate e dico tutte fanno sorrisetti imbarazzati per il fatto che non si sia visto manco il fantasma di un secchioncello che esca dalla cazzo di scuola presidiata per dire qualche boiata imparaticcia su Dante o perlomeno sulle cosce della più bona delle commissarie agli esami. Tutte le inviate e dico tutte vergognandosi commentano che evidentemente il tema delle superstar è stato più difficile del previsto. Ho aspettato invano che la più audace delle giornaliste in missione di guerra facesse travestire da maturando il cameraman di riserva e lo pregasse in ginocchio di cazzeggiare sulla Costituzione. Ma nessuna è arrivata a tanto, anche se più di una pareva desiderarlo. Che cacchio di mondo è questo che mette come prima notizia il tema sul mio amatissimo compagno di banco o sulla mia mammina stella del mio cuore? Qualche tempo fa si davano in apertura di notiziari gli incontri Tra Gromiko e Kissinger, la p38 in piazza, la crisi della prima Repubblica, i negoziati di pace in Medioriente. Che è successo nel frattempo perché la notizia più importante sia intervistare un moccioso foruncoloso all’uscita di scuola, con le inviate che si affrontano all’arma bianca per assicurarsi l’esclusiva?
    postato da Mio Capitano il 20/06/2007 15:40

    ci devo pensare ;)
    postato da ste il 20/06/2007 16:29

    capitano.. mettiamoci in società.. tu mi dai i titoli!!! io proprio non li trovo mai, infatti se li leggi sono stupidi i mie :-D uff come i post alla fine..
    postato da jammc il 20/06/2007 16:44

    Trovo che essere anticonformisti sia come voler indossare una bandiera, voler salire sll'autobus ma dalla parte sbagliata, è come andare a sbandierare il proprio conformismo, perchè così io posso dire d'esserci. Il conformismo è bercero e bigotto, ma è il comportamento più automatico che l'uomo mette in atto. E' un atto di sopravvivenza. E' automatico, come bere un bicchier d'acqua. E dietro tutti i nostri si e ma, nascondiamo come tu dici la volontà di piacere agli altri, perchè da soli si perisce. Non credo che porsi il problema serva. Serve essere, e non l'icona di se stessi. Come dice in un suo post cleide: vivere colpi di testa senza nessuno che ti pari.... E allora i colpi di testa per responsabilità non li fai. O responsabilmente ti poni al di fuori della mischia consapevolmente, perchè questo fa la differenza non per il tuo io smisurato, ma per generosità verso chi ti seguirà. Darai sempre qualcosa, anche al peggior nemico.
    postato da ariel il 20/06/2007 18:38

    Un saluto agli amici del blog. Avevo scritto un commento, ma come al solito mi è venuto lungo e ho deciso di farne un post da pubblicare domani. Buonanotte.
    postato da Mio Capitano il 21/06/2007 02:15

    Cap! Tu mi snobby?!!! ;)))
    postato da matrixwoman il 21/06/2007 12:31

    che bello ,eggere una persona intelligente... una volta ogni tot fa davvero piacere. ...come l'ossigeno!!
    postato da Lara il 21/06/2007 16:31

    e che c'entrano i cessi ??? non mi sembra giusto mettere questa foto ... forse sono un'anticonformista ... :) scherzo, è solo un'opinione ... spero valida ... ciauuu Tali
    postato da tali il 21/06/2007 17:52

    Perchè passi e non favelli? Non ti sarà forse di conforto sapere che anch'io in questi giorni sono strapazzata da vicende ussl, o asl, o ulk! si perchè divento Ulka in questi frangenti! Poi mi aggrappo all'estetica, ad un mondo di parole e colori che non ho intorno, a ricordi ovattati che filtro molto... una fuga! Perchè mi snobby Capy?
    postato da matrixwoman il 21/06/2007 23:07

    bravo, mi piace leggere cose che fanno pensare. Secondo me non è un problem di conformarsi o no, è un dubbio, ovvero :"la gente fà quello che gli piace davvero? o quello che gli viene fatto credere che gli piacerà?". Cioè, la felicità è conoscere se stessi, se uno è fatto che deve andare allo stadio tutte le domeniche, bhè, che ci vada pure. O che deve guardare il MCS, o "Amici" della De Filippi. Se nessuno di quelli che conosco leggono R.Emerson devo forse incrimarli? Beppe Grillo dice" quando cataolghi una persona, non ha più senso, no-global, blak-blok, ecc". I veri anticonformisti sono quelli che sbagliano con la propria testa, e si riconoscono sempre a pirma vista. Forse ce ne sono anche di più di quelli che uno non si immaginerebbe. Un saluto.
    postato da emiliano il 23/06/2007 12:47

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