Ragazzi, vogliamo parlare di questi stronzoni che paiono avere sempre un piede sulla scaletta di un aereo in partenza per luoghi esotici dove attuare fondamentali operazioni a favore dell’umanità?
Tutti noi abbiamo avuto a che fare con stronzoni simili. Si danno arie da persone più indaffarate del presidente degli Stati Uniti. Dicono che hanno tremila cose da fare, tutte importantissime, che gli manca perfino il tempo di farsi una scopata come si deve. Gli stronzoni superimpegnati, anche se strombazzano ai quattro venti che a loro non è concesso neppure un attimo per respirare, per qualche assurdo motivo trovano sempre il modo per parlare con te. Anzi parlare con te, che hai confessato più volte che non fai altro che cazzeggiare sul blog con qualche povero cristo tuo pari, gli piace da morire. Si farebbero uccidere per continuare a mandarti e-mail. Dove lo trovano un altro babbeo del tuo calibro che si beve in silenzio fiumi di cazzate passanti dal parapendio alle operazioni a cuore aperto?
Gli stronzoni superimpegnati sono pure educati. Non dicono una parola fuori posto. Sussurrano perfino Parbleau e Perdinci. Si sono letti tutto il galateo della buone maniere lo attuano con invidiabile aplomb. Però non mancano mai di farti notare come sei fortunato a poter comunicare con loro. Sono in città solo per pochi giorni prima di ripartire per una missione negli States, in cui li aspettano molti businness e big personality, e tu li hai beccati per caso. Stanno partendo per un viaggio per la Patagonia a metà tra la vacanza e l’esplorazione scientifica e, guarda un po’, hai avuto il culo di pizzicarli prima che si involassero con tutto l’armamentario da Giovane Esploratore Tobia. Hanno decine di pazienti in sala di rianimazione e – lo avresti mai detto?... prima di mettersi all'opera con il bisturi ti onorano con qualche loro riga.
Il mio stronzone superimpegnato è una signora con cui comunicavo via virtuale e che mi aveva invitato a certe proiezioni cinematografiche organizzate dal circolo giallistico di cui è fondatrice (l'unico film che ho guardato era una boiata horror a pagamento che mi ha fatto vergognare di essere vivo). Avevo comunicato per alcuni mesi per mail con la signora, conversazione quasi tutta incentrata sull'enumerazione delle notevoli qualità letterarie, morali e soprattutto sportive della mia interlocutrice virtuale. Naturalmente era quasi sempre impegnata in operazioni a cuore aperto, in convegni nella Silicon Valley oh yeaahhh e nella promozione dei suoi romanzi, che assicurava essere eccezionali. In ogni modo ti faceva sempre temere che avrebbe trovato un brandello di tempo per sfidarti e stracciarti a braccio di ferro. Poiché si era mostrata bendisposta le ho chiesto di leggere un mio breve racconto giallo (azione che potrebbe richiedere forse mezz'ora di tempo). Mi ha risposto che era impegnata nella circumnavigazione del globo e che aveva già il piede sulla solita scaletta d’aereo. Comunque se le avessi mandato il racconto lo avrebbe letto, pur lasciando intendere che fosse tempo sprecato, e mi avrebbe risposto non prima di settembre (non prima significa che poteva rispondermi pure a Natale).
In un primo tempo l'ho buttata sull’ironia chiedendole se quella di settembre fosse una barzelletta. Risposta: sono indignata dal tuo tono ironico in risposta alla mia educata lettera. Qui ammetto che ho ceduto alla debolezza umana e ho espresso la mia opinione su dove doveva andarsene la stronzona superimpegnata con le sue arie da Wonder Woman.
Gli stronzoni superimpegnati sono pure educati. Non dicono una parola fuori posto. Sussurrano perfino Parbleau e Perdinci. Si sono letti tutto il galateo della buone maniere lo attuano con invidiabile aplomb. Però non mancano mai di farti notare come sei fortunato a poter comunicare con loro. Sono in città solo per pochi giorni prima di ripartire per una missione negli States, in cui li aspettano molti businness e big personality, e tu li hai beccati per caso. Stanno partendo per un viaggio per la Patagonia a metà tra la vacanza e l’esplorazione scientifica e, guarda un po’, hai avuto il culo di pizzicarli prima che si involassero con tutto l’armamentario da Giovane Esploratore Tobia. Hanno decine di pazienti in sala di rianimazione e – lo avresti mai detto?... prima di mettersi all'opera con il bisturi ti onorano con qualche loro riga.
Il mio stronzone superimpegnato è una signora con cui comunicavo via virtuale e che mi aveva invitato a certe proiezioni cinematografiche organizzate dal circolo giallistico di cui è fondatrice (l'unico film che ho guardato era una boiata horror a pagamento che mi ha fatto vergognare di essere vivo). Avevo comunicato per alcuni mesi per mail con la signora, conversazione quasi tutta incentrata sull'enumerazione delle notevoli qualità letterarie, morali e soprattutto sportive della mia interlocutrice virtuale. Naturalmente era quasi sempre impegnata in operazioni a cuore aperto, in convegni nella Silicon Valley oh yeaahhh e nella promozione dei suoi romanzi, che assicurava essere eccezionali. In ogni modo ti faceva sempre temere che avrebbe trovato un brandello di tempo per sfidarti e stracciarti a braccio di ferro. Poiché si era mostrata bendisposta le ho chiesto di leggere un mio breve racconto giallo (azione che potrebbe richiedere forse mezz'ora di tempo). Mi ha risposto che era impegnata nella circumnavigazione del globo e che aveva già il piede sulla solita scaletta d’aereo. Comunque se le avessi mandato il racconto lo avrebbe letto, pur lasciando intendere che fosse tempo sprecato, e mi avrebbe risposto non prima di settembre (non prima significa che poteva rispondermi pure a Natale).
In un primo tempo l'ho buttata sull’ironia chiedendole se quella di settembre fosse una barzelletta. Risposta: sono indignata dal tuo tono ironico in risposta alla mia educata lettera. Qui ammetto che ho ceduto alla debolezza umana e ho espresso la mia opinione su dove doveva andarsene la stronzona superimpegnata con le sue arie da Wonder Woman.






