giovedì 18 settembre 2008

Filosofia e poker

Oggi parleremo di filosofia. Non solo, ma affronteremo pure il tema del conformismo, del conservatorismo e del progressismo. Parleremo di valori, di virtù, politica, persino di escatologia umana. No, non fate quella faccia. Per affrontare tutti questi argomenti ci serve poco. Solo un mazzo di carte da poker. 32 carte per quattro giocatori virtuali sono sufficienti. Se siamo pronti, vado a distribuire le carte di questa partita. Ecco i risultati.

Mario, coppia di re. Una coppia è sempre meglio di niente, ma Mario non può accontentarsi, specie quando con un po' di fortuna potrebbe ottenere una doppia coppia, un tris o una combinazione ancora migliore. Sarà costretto a essere un po' conservatore, salvaguardando la discreta coppia, e parecchio innovativo cambiando tre delle sue cinque carte. Sarà un riformista.

Giuseppina, cinque scartine. Giuseppina vorrebbe buttare in aria il tavolo da gioco. In mano non ha nemmeno una pidocchiosa coppia di sette. Ha poco da riflettere. Deve rivoluzionare il suo gioco, affidarsi mani e piedi al nuovo chiedendo quattro carte nuove. Sarà la campionessa dell'innovazione, nella speranza che una rivoluzione di carte faccia migliorare la sua posizione al tavolo di poker.

venerdì 12 settembre 2008

Vietato buttare i libri

C'è un undicesimo o successivo comandamento non consegnato a Mosé per alcuni problemi tra cui il fatto che la stampa a quell'epoca non era stata ancora inventata. Non buttare mai un libro, recitava quel comandamento. Mai. Pure se è un romanzo che non ti piace o persino che ti va venire l'orticaria, pure se è un saggio scritto da cani che diffonde idee aberranti. Un libro non si getta via. Si conserva, foss'anche in una cantina buia e malsana. Nessuno sa se un giorno gli uomini resusciteranno nel Giorno del Giudizio, ma è certo che prima o poi qualsiasi libro risorgerà dal sotterraneo in cui è stato ficcato e contribuirà, con una frase magari banale o con un verso magari scadente, a suscitare un pensiero originale nella mente di un uomo. Nessuno dovrebbe buttare libri, tutt'al più li si dovrebbe vendere o regalare, cioè si dovrebbe consentire alle opere scritte di vivere in mezzo agli altri, se non possono più farlo con noi.

Un paio di mesi fa me ne passeggiavo per una periferica strada napoletana dalle parti di casa mia. Era ancora il tempo in cui il problema della spazzatura non era stato risolto a Napoli e quindi non era insolito caracollare in mezzo a cumuli di rifiuti non raccolti. Mi trovavo in una strada che percorrevo di rado che a un certo punto passa davanti a una caserma militare. Ebbene fuori dalla caserma erano accatastate diverse scatole di cartone in speranzosa attesa di essere ritirate da qualche avventuroso camion della spazzatura. Non so come l'occhio mi cadde in una di quelle scatole. Dentro c'erano diversi libri, anche in un discreto stato di conservazione.

mercoledì 10 settembre 2008

Je m’indigne

- Allora, cosa hai fatto di buono nella vita?

- Ma cos'è questo, un interrogatorio? E come mai nessuno finora mi ha letto i miei diritti? Voglio un avvocato.

- Guarda che un avvocato è una cosa da vivi e tu ormai fai parte dei defunti. E lo stesso dicasi di quella boiata dei diritti civili. Ti consiglio di rispondere se non vuoi evitare grane.

- Mi scusi, Signore del Creato, sono ancora turbato dal mio recente trapasso. A che servono le mie risposte?

- Hai presente inferno e paradiso? Ora che sei defunto sarai smistato in uno di questi luoghi a seconda di cosa dirai. Quindi pensa bene alle tue parole. Da esse dipenderà il tuo destino futuro.

- Be', allora sono a posto. Nella mia vita ho fatto un sacco di cose buone. Non vorrei essere immodesto, ma sono un uomo onesto e probo come ce ne sono pochi. Ho partecipato anche al Vaffa Day e anzi ero di quelli più indignati contro la corruzione della casta politica. Sul mio blog ho scritto un sacco di post contro i pedofili, la giornata mondiale della pedofilia, il partito dei pedofili e gli astronauti pedofili, ho tuonato contro l'inquinamento, la globalizzazione, il riscaldamento globale, i Globetrotter e globalmente sulla globalità dell'altrui avidità,

sabato 6 settembre 2008

Il commissario tecnico per la riforma scolastica

capello_england_manager Il parlamento italiano, preoccupato dalla grave crisi della nostra scuola, che sembra peggiorata da qualsiasi tentativo di riforma, ha preso una decisione draconiana affidando a Fabio Capello la responsabilità della riforma scolastica e la supervisione sul comparto dell'istruzione in Italia.

Capitano: Signor Capello, ho una notizia per lei. Il governo con l'approvazione dell'opposizione ha deciso di nominarla commissario tecnico per la scuola e l'istruzione.

Fabio Capello: Non posso accettare, sono già allenatore della nazionale di calcio inglese. Tra poco ci sono i mondiali e devo ancora convincere Beckam ad allenarsi fuori della palestra delle Spice Girls.

Capitano: Lei non può rifiutarsi, il Paese lo vuole. Deve mettere a posto le cose nella scuola. Anche il Presidente della Repubblica ha invocato il suo nome.

Fabio Capello: Allora vorrei avere al mio fianco due fidati collaboratori. Arrigo Sacchi con delega per l'università e la scuola superiore e Giovanni Trapattoni che si interesserà di medie ed elementari. Così siamo coperti sia in attacco che in difesa.

mercoledì 3 settembre 2008

L’amore anacronistico

Ti starò vicino tutta la vita anche se tu non mi guarderai mai, non in quel modo, non nel modo che voglio. Ti aiuterò e ti asciugherò le lacrime quando necessario e non chiederò nulla in cambio. Ma mi pagherai, però. Ah, se mi pagherai. Mi pagherai con un sorriso di quelle tue labbra piene di succo di donna quando ti consolerò dopo una storia d'amore andata a male e starò in macchina con te fino all'alba. Mi pagherai con il gesto elegante con cui ti ravvivi i capelli quando, in quella stessa macchina, resterò a sentirti lamentare del grande tradimento, a bere birra cattiva per non farti ubriacare da sola e ad ascoltare cattivissimo rock inframmezzato alle tue bestemmie contro tutti gli uomini e anche contro me.

Mi pagherai respirando piano sulla mia felpa preferita quando ti aiuterò a studiare e studierò io stesso per farti dare il più ingrato esame universitario o il concorso per due posti e ventimila candidati nel Ministero dei Beni Culturali. Mi pagherai lasciando che io ti guardi entrare in una stanza e che ti guardi ancora e ancora e ancora, quando litigherò con il mio più caro amico perché ti era antipatico. E la notte in cui mi precipiterò da te perché hai la febbre e il vomito, la notte in cui ti convincerai di avere mille malattie orribili e una morte imminente in attesa in ospedale, be', ti sdebiterai mormorando nei tuoi deliri il mio nome come se chiamassi un tuo innamorato.

venerdì 29 agosto 2008

L’angolo della posta del Dottor Dio

Spett. Ill.mo Signor Dottor Dio, Le scrivo per sottoporLe un quesito di cui si sente parlare di tanto in tanto. Vale a dire, nell'evoluzione dell'universo e delle nostre stesse vite che importanza rivestono il Caso e l'Imponderabile? Abbiamo un destino in larga parte predefinito o siamo, come si dice in certi ambienti, artefici del nostro fato e dei nostri successi? Come Lei avrà notato, un tale quesito ha implicazione pure sull'esistenza o meno del libero arbitrio, altro argomento scottante di cui non si riesce a venire a capo da secoli.

Caro figliolo del pianeta Terra, rispondo volentieri alla tua cortese istanza. Sarò breve a causa delle regole del nostro mezzo di comunicazione. Il caso non esiste, né quello con la ci maiuscola, né quello con la minuscola. Il destino dell'universo, compreso il tuo personale, era già implicito nel punto primordiale, nel cosiddetto uovo cosmico che ha dato inizio alla materia e poi alla inevitabile germinazione della stessa, cioè la vita. L'universo sviluppatosi dal Big Bang non avrebbe potuto essere diverso da ciò che è ora. Poderose forze fisiche hanno indotto la materia ad aggregarsi nel solo modo possibile, il che ha portato alla inevitabile creazione di ogni struttura cosmica che vedi.

domenica 24 agosto 2008

Riuscirà il nostro eroe a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?

E se partissi per l'Africa?

- Africa? E che cavolo ci farebbe uno come te in Africa?

- Per esempio ci potrei cercare l'amico misteriosamente scomparso.

- Che dici! Tu non hai amici misteriosamente scomparsi in Africa. Anzi non hai amici e basta.

- La tua è solo invidia. Ho questo amico carissimo conosciuto sul blog. Sono venuto a sapere che un paio di anni fa è partito per l'Africa lasciando la sua stimata e remunerata professione universitaria. Del resto mi aveva già confessato una volta che voleva partire con Medici Senza Frontiere, che si era stancato di bivaccare in questo circo di pazzi drogati di sesso virtuale e reality show.

- Ah, ecco, ora lo visualizzo! Parli di quel professore universitario la cui Porsche minacciasti di prendere a sprangate? Ricordo che descrivesti sul blog con minuzia come gli avresti distrutto il bolide a quattro ruote, rammaricandoti del fatto che la tua natura gandhiana e non violenta non ti permetteva di rivolgere la spranga contro un essere umano.

martedì 19 agosto 2008

Piero Angela disse Luce

Parte prima: arriva un piccolo messia. Tutti aspettiamo un messia, magari piccolo, qualcuno che rivoluzioni le nostre conoscenze o soddisfi le nostre ataviche aspettative in un campo della vita. Il piccolo messia può attuare il gioco del calcio più offensivo mai visto, il gioco che aspettavi da una vita e che tutti ritenevano inattuabile nella patria del catenaccio, come è accaduto con l'allenatore Arrigo Sacchi. Oppure con lo schiocco di due dita può cancellare molti luoghi comuni che affliggono la società, come ha fatto Piero Angela.

Di Piero Angela mi fulminò la sua indagine sulla parapsicologia alla fine degli anni Settanta. Fino ad allora si sentiva una gran cagnara a senso unico sui fenomeni extrasensoriali. Uri Geller veniva presentato come un santone dai mille poteri. Telefilm a gogò descrivevano il paranormale come cosa certa e scontata. Anche quando si facevano le battute sulle chiavi piegate col pensiero negli esperimenti degli emuli di Geller, si dava per certo che qualcosa di strano comunque era successo o non sarebbero arrivate negli studi televisivi tutte quelle telefonate annuncianti orologi fermatisi/rimessisi in movimento all'improvviso, bicchieri e vetri rotti, chiavi piegate o spaccate, per non dire di penne o fogli di carta che se ne andavano a spasso da soli sui tavoli. Come milioni di ragazzi (e adulti) del tempo, credevo che qualcosa di vero ci fosse, ci dovesse essere.