Alcuni giorni fa leggevo un romanzo e mi chiedevo per quale motivo al romanzo viene attribuita una dignità letteraria superiore al racconto. Un racconto è scattante, incisivo e soprattutto leale: ti dice quello che vuole dirti in uno spazio ristretto e soprattutto non ti imbroglia; leggendo l’incipit o poco più già sai tutto dell’argomento trattato e di come viene trattato, conosci il personaggio principale e capisci se ti è simpatico, e puoi decidere in tutta serenità se continuare a leggere o meno.
Il regno della prolissità. Un romanzo spesso è l’elogio della prolissità, della lungaggine, del di più. Non di rado ci mette almeno trenta pagine per farti arrivare al punto (e spesso non c’è alcun punto in cui arrivare). Colleziona pagine e pagine che sarebbero da cassare, descrizioni inutili, personaggi sovrabbondanti e lentezza, è incredibile l’inaudita lentezza che possono sprigionare certi romanzi.