sabato 4 giugno 2011

I colori degli anni Cinquanta

Fred e Leslie Caron
In questo post parleremo degli anni Cinquanta e lo faremo utilizzando soprattutto tre film che ho (ri)visto di recente. I film in alcuni casi mi hanno sorpreso e in altri hanno confermato ottimi ricordi.
I magnifici colori degli anni Cinquanta. La cosa che mi ha stupito sorpreso di più sono stati i bellissimi e accesi colori dei Cinquanta che ho potuto ammirare nel film Papà Gambalunga del 1955 con Fred Astaire. La copia del film finita in mano mia era in perfette condizioni, con una risoluzione e una resa cromatica assolutamente paragonabili ai film moderni. E’ stato un film pieno di sorprese, come dicevo. Primo, i colori della pellicola erano vividi, accesi, allegri, specie nella scuola frequentata da Leslie Caron, protetta e pupilla di Astaire, che poi finirà per farlo innamorare. Di solito pensiamo al decennio dei Cinquanta come un periodo cupo, noir, da guerra fredda in bianco e nero o con fotografie con colori appassiti, come quei vestitini da donna a fiori cosiddetti antichi. Qui era un tripudio di colori, di tinte accese, di rossi rossi e gialli gialli, di verdi e di luci.

domenica 29 maggio 2011

I ricchi sfondati (prima parte)

Lo confesso, non sono che un indegno essere umano e come tale soggetto ai pregiudizi tipici della nostra specie. Uno di questi preconcetti riguarda i ricchi sfondati. Preciso subito che con l’accezione “ricchi sfondati” non intendo le persone appena agiate, i benestanti in condizione di togliersi gli sfizi più o meno condivisi da tutti come vacanze esotiche, case confortevoli o auto un pochino più potenti o lussuose di quelle che ti servono per andare a lavoro… io intendo proprio la gente danarosa da far schifo, quella con i soldi che gli escono dal buco posteriore, con panfili, ville e tutto il resto.

Alcune varietà zoologiche di babbei danarosi: i belli e abbronzati. Dunque a me i ricchi sfondati stanno proprio lì, sulla punta dell’Innominabile. Mi fanno vomitare quelli belli e abbronzati, ottimisti e sicuri di sé, che credono che fuoristrada e ville gli spettino per l’evidenza di essersi dimostrati migliori degli altri

mercoledì 25 maggio 2011

Muoio anch'io, no tu no

Si potrebbe andare tutti quanti al garage dei ricconi.
Muoio anch'io. No, tu no.
E sniffare dal tubo di scarico di Rolls o Ferrari
e gridare questa sì che è aria buona
e vedere da fantasmi l'effetto che fa.
Muoio anch'io. No, tu no.
Muoio anch'io. No, tu no.
Muoio anch'io. No, tu no.
Ma perché? Perché no!
Si potrebbe andare tutti quanti dal dottor Stranamore.
Muoio anch'io. No, tu no.
E firmare per l’eutanasia della mutua
e sgranocchiare un’aspirina al cianuro
e vedere da fantasmi l'effetto che fa.

mercoledì 18 maggio 2011

Dissolvenza in bianco

DISSOLVENZA IN APERTURA.
Esterno. Giorno. Panoramica della città in campo lungo.
Scorrono palazzi di costruzione nostrana, sullo sfondo il cupolone di San Pietro. Via alla colonna sonora. Niente di volgare e rumoroso, un tema raffinato ispirato a Ennio Morricone.
Esterno. Giorno. Strada cittadina.
CAMPO LUNGO su una strada centrale con tanti passanti. Le insegne luminose dei negozi e le auto nel traffico.
CARRELLATA IN AVANTI su: CAPITANO
Un uomo che cammina trafelato, come se fosse in ritardo a un appuntamento. In mano, un giornale e una borsa da lavoro. IL DETTAGLIO della scritta “Il mondo sta morendo senza nemmeno un funerale”

lunedì 9 maggio 2011

Vivere all’ombra di un fico

- Ieri guardavo alcuni alberi di fico  ai margini di un piccolo spiazzo di erba e pensavo che sarebbe stato bello vivere all’ombra di uno di quegli alberi.

- Bah, come inizio di post mi pare fiacco, ma forse potrai recuperare proseguendo.

- Non posso, perché il post è finito.

- Vorresti dire che il tuo post di oggi è questo: la vera vita è all’ombra di un fico?

- Certo, è un messaggio perfetto e compiuto. Qualunque cosa aggiungessi, sarebbero solo carrettate di parole da Web che non potranno mai spiegare un’emozione che parte da lontano.

venerdì 29 aprile 2011

Rap del Sì Reale

William, pacioccone, sciacquettone, ladro di uniformi, Kate, squalessa, falchessa, ragazza pon pon, ragazza arrivon, Crudelia De Mon, abito dello sposo, soldatini di piombo, figurine Panini, romano de Roma vestito da centurione, abito della sposa, latte scremato UHF scadenza 23 maggio, bomboniere di Quattro matrimoni e un funerale, il padre della sposa, camionista uscito dal barbiere, camionista che legge Stephen King, camionista col vestito della domenica, camionista che filosofeggia alla De Crescenzo, la madre della sposa, Cazzo, ce l’abbiamo fatta a fotterli tutti!, Pippa sorella della sposa, figlia palestrata del camionista con la cerniera che parte dal buco del culo, Harry fratello di William, babbuino vestito, orango vestito, fratello di Cita vestito, quadrumane vestito, australopiteco vestito, trainspotting a Buckingham Palace, la regina Elisabetta, bisnonna moscia di Mary Poppins senza la scopa che vola, il principe consorte Filippo, la caduta dell’impero austro-ungarico, la caduta degli Dei, perfino la caduta di Fort Apache, il principe Carlo, morto di sonno, gatto Silvestro, Uomo Invisibile, Sdenim, l’uomo che deve chiedere sempre,

martedì 19 aprile 2011

Libro elettronico contro libro di carta

In questi giorni ho sentito parlare molto di un libro elettronico detto Kindle, giunto alla terza versione. E’ venduto da Amazon e in giro (sul web) spesso ne dicono un gran bene. E’ un lettore di libri che può ospitare fino a 3000 titoli, non ha lo schermo retroilluminato come il monitor, ma si basa su un sistema detto “inchiostro elettronico”, che non so bene cosa significhi, ma pare che non affatichi la vista come il monitor classico.

venerdì 8 aprile 2011

Dellapioggia dellamore

Riassunto della puntata precedente. Acqua a secchiate dal cielo. Acqua, acqua e acqua scroscia in un vicolo con i muri di mattoni e luci pantanose a forma di fuoco fatuo. Ruuuuuusccccc, fa la pioggia cadendo sui manifesti sbiaditi appesi ai muri, frrrrrrrrr fa la pioggia picchiettando sul lastricato stradale, e quando le pare giusto fa pure titip-titippppp o fsss-ing fsss-ing. Al centro del vicolo, un ragazzo con la faccia da bassista rock che non sfonderà mai perché troppo bravo guaglione guarda una ragazza con gli occhi che sembrano verdi a causa dell’assurdo mondo incantato in cui si trova. I due non si conoscono: ruuuuu-uusccccc, frrrrrrr-ti-titin, pa-pling.