lunedì 20 marzo 2006

La conquista della felicità


Per prima cosa, cos’è la felicità? Sembra una domandina semplice, ma non lo è affatto, per lo meno a vedere come è percepito in genere questo argomento. Potremmo dire per toglierci dai guai che la felicità è quando sei felice. E c’è un solo modo per esserlo. Sei felice quando le ghiandole interne del tuo corpo secernono particolari sostanze che, nella tua mente, vengono associate a stati di piacere. Le sostanze in questione hanno nomi esotici come serotonina, noradrenalina o dopamina e generano funzioni stimolanti di diversi tipi.

Si potrebbe dire: tutto qui, il segreto? Non ci resta che indurre il cervello a rilasciare le sostanze che finiscono in “ina” e siamo a posto. Addio alla depressione e alle recriminazioni da Calimero sono piccolo e nero. Dobbiamo convincere la nostra mente, con le buone o con le cattive, ad ammollarci un po’ di serotonina extra, invece di romperci le scatole con tutte quelle molecole e neurotrasmettitori color depressione. Insomma, siamo sulla stessa barca, noi e il nostro cervello, se siamo felici noi le cose vanno bene pure lui. Che senso ha, fare lo stronzo moralista, invece di spacciarci di tanto in tanto qualche dose da sballo di felicità? Una bella pera di felicità sparata nelle vene un paio di volte al giorno (adrenal-ina), che cosa chiediamo di complicato?

Il problema è che il nostro sistema cerebrale è l’ultimo palloso incorruttibile di questo mondo, non fa niente che vada contro le regole (vedremo poi quali siano quelle regole). Allora non resta che fregarlo, imbrogliarlo. Già ci abbiamo tentato varie volte nella storia dell’uomo. Abbiamo prodotto e usato diversi tipi di sostanze capaci di regalarci stati di piacere, dall’alcol alle più sofisticate droghe attuali. Esse bypassano le normali procedure cerebrali migliorando il nostro umore e offrendoci stati di benessere di varia natura. Purtroppo quelle sostanze hanno un mucchio di noti e spiacevoli effetti collaterali e controindicazioni. Producono assuefazione, dipendenza, crisi di astinenza, più una sfilza lunga così di danni organici e cerebrali quasi sempre gravi o gravissimi (specie sul lungo periodo). Non pare quella la strada per conquistare l’agognata felicità, tanto più che parecchie di quelle materie prime sono pure di difficile reperibilità nell’attuale momento storico.

L’unica risoluzione, per vivere bene, per gioire, parrebbe essere quella di giocare secondo le regole. Cioè di capire quali circostanze e stati esistenziali inducano il cervello a rilasciare le bramate secrezioni endocrine… e cercare di farci trovare in quelle circostanze e in quegli stati esistenziali.
Una prima considerazione da fare è che il cervello rilascia le sostanze che danno la felicità secondo il meccanismo di premi-punizioni con cui funziona il nostro corpo e a cui si adegua il nostro comportamento. Il meccanismo di premi-punizioni non può che essere collegato alla filosofia guida che ci ha condotto a essere ciò che siamo, all’evoluzione. In sostanza il cervello è strutturato in modo da premiare i comportamenti portatori di un vantaggio evolutivo (e questa si chiama felicità) e punire le azioni non utili ai fini della sopravvivenza (e questa si chiama depressione). I principali vantaggi evolutivi sono quelli legati alla sfera riproduttiva (amore e sesso) e all’autoaffermazione (scalare la gerarchia sociale per riprodursi con partner più desiderabili e dominanti in campo sociale).
Ecco la strada. Autoaffermarci (e qui le cose vanno un po’ meglio di quanto sembri perché possiamo diventare persone rilevanti non solo nel campo dei soldi o del potere, ma anche in settori per così dire più “eterei” come l’altruismo, l’idealismo o perfino l’eroismo, possibilmente sopravvivendo alla nostra abnegazione filantropica). Beneficiare dunque del nostro elevato gradino gerarchico conquistando un partner più bello (migliori geni per la discendenza), più intelligente (migliori possibilità di autoaffermazione per i posteri diretti), più ricco (migliori occasioni per allevare adeguatamente la progenie e spianarle un posto privilegiato nella vita). Il nostro cervello riconoscerà tutti questi elementi, li apprezzerà e ricompenserà i nostri sforzi rilasciando felicità. E quella felicità rinforzerà i nostri sforzi per autoffermarci ulteriormente.

1 commento:

  1. Commenti importati27 agosto 2008 15:11

    Tratta dal film tre metri sopra il cielo: "Strano, passi una vita inseguendo un sogno e poi ti accorgi che la tua isola felice era a un passo da te, che bastava allungare una mano per sentire l'onda che sfiora la riva e il tuo cuore che dice: siamo arrivati! Io sono arrivata finalmente, da qui in poi è un'altra storia." Un pò come la felcità è sempre accanto a noi, basta saperla afferrare al momento giusto... Il problema è il momento giusto??? ciao rAe
    postato da rAe il 21/03/2006 07:12

    Chiunque abbia superato l'adolescenza, sa che la felicità è uno stato mentale transitorio. E sicuramente non serve essere nè ricchi nè belli nè famosi. Sulle funzioni dei neurotrasmettitori citati, ci sarebbe da fare qualche distinguo, ma questo non è certo il luogo. Ciao :-)
    postato da Amfortas il 21/03/2006 09:59

    Ho riletto parecchie volte e, nonostante ciò, c'è qualcosa che non fila in questo discorso. Una volta in una rivista lessi che la felicità è tutta una questione di geni, ovvero: o possiedi il gene della felicità - e in questo caso buon per te - o non lo possiedi - e in questo caso sei fregato!. La felicità è una questione di realizzazione o, come tu dici, di autoaffermazione? L'osservazione del reale, supposto che io sia un'attenta osservatrice, mi spinge a dubitarne fortemente. Credo sia qualcosa che va ben aldilà. Perchè per una domanda seria e disperata dovrebbe esistere una risposta altrettanto seria e disperata. No? Saluti
    postato da adelasia il 21/03/2006 10:15

    Per amfortas, ma anche per altri Devo fare una precisazione. Il discorso sulla felicità è chiaramente più complesso di come l’ho delineato io nell’angusto spazio compatibile con il blog (anche se niente di quanto ho detto, dal mio punto di vista, è sbagliato). Il tema della gerarchia e del partner sessuale deve tenere conto di altri fattori, che mi proponevo di esaminare in un post futuro, come ad esempio le aspirazioni e le aspettative che si sono coltivate nel corso della propria esistenza. E’ l’eterno problema della “relatività” già esaminato in un altro post. In sostanza non tutti noi siamo felici (o infelici) con le stesse cose o perseguendo gli stessi risultati. Perché ciascuno di noi è un individuo che ha proprie esperienze esistenziali e un proprio background mentale e sociologico. Per fare un esempio semplice possono essere felici “due cuori in una capanna” se quei due cuori nel corso della loro esistenza hanno alimentato speranze di autoaffermazione minime (perché sono dovuti partire da un basso gradino sociale, perché non hanno goduto di un’adeguata educazione che permettesse loro di vedersi nelle alte sfere del vivere civile, per un mucchio di buone ragioni che hanno minimizzato le loro aspettative in campo sentimentale e sociale). I due cuori e una capanna chiaramente non bastano per chi ha vissuto negli agi economici e culturali, per chi si è sempre visto nelle sue fantasie di autoaffermazione in elevate posizioni gerarchiche o con partner sentimentali desiderabili ed elitari. E’ come dire che il figlio di Bill Gates (vissuto nella ricchezza e nella cultura assolute) difficilmente troverà la felicità entrando a far parte della pur agiata classe media o frequentando la tipica ragazza della porta accanto. In realtà il rampollo di Gates potrebbe pure trovarla, la felicità, in questo contesto, ma dovrebbero intervenire altri fattori a modificare i dati di base della nostra equazione. E’ un po’ quello successe con Edoardo VIII che rinunciò al trono per Wallis Warfield Simpson, donna di estrazione sociale molto inferiore alla sua (ma pure in questo caso ci sono elementi che a mio parere non contraddicono l’impostazione generale del mio discorso, ma che sarebbe lungo esaminare qui) Ovviamente quanto scrivo è solo frutto delle mie convinzioni personali. Non ho la presunzione di affermare che sia un discorso valido per tutti.
    postato da penultimo il 21/03/2006 13:50

    buongiorno.. la felicità...la felicità sublime è fatta di un nulla, risiede da sempre nel nostro cuore, e mai la ricordiamo perchè nel frattempo il nostro cuore è cambiato, lo hanno corrotto il tempo, la colpa,il vizio, le sofferenze, i contrasti, le irritazioni quotidiane e lo stesso lavoro..buona giornata..
    postato da Aikido il 21/03/2006 14:11

    ciao. secondo me sarebbe un valido aiuto la saggezza. Ovvero, sei saggio se sai apprezzare quello che hai senza dover sempre guardare parametri esterni, sei saggio se per quello che vivi e quello che fai, ti senti sempre autoaffermato, sei saggio se riesci a superare le difficoltà del quotidiano e sei consapevole di questo. Insomma... personalmente non sono convinta che per autoaffermarmi devo avere un ragazzo bello, coi soldi, intelligente che mi garantisca figli belli, intelligenti e con uno status garantito. Boh... sarò scema io...ma anche quando ho avuto l'occasione/i la situazione mi faceva già una tristezza... altro che felicità. Okkei sono da ricovero... :-)))
    postato da mqp il 21/03/2006 14:46

    Infatti, scusa, non vorrei dirtelo, ma hai messo troppa carne al fuoco....Ci sarebbe da dire per settimane su questa questione...Ma vorrei risponderti privatamente almeno sulla serotonina. Beh...ci credi se ti dico che non mi posso trattenere? Il fatto è che il poco tempo che avevo a disposizione l'ho usato per leggere il post, come avevo promesso ieri.....bacio
    postato da sibillasi il 21/03/2006 15:28

    Dimenticavo. oggi mi sono ripromessa di soffermarmi sul tuo blog perchè scrivi cose davvero interessanti. Troppo lunghe, per chi ha poco tempo, ma decisamente interessanti. Ho visto anche il tuo commento sugli aerei e i taxi che prendo...la tragedia è che non ho internet a casa e quindi al lavoro posso leggere poco e male....Buona settimana....
    postato da sibillasi il 21/03/2006 15:31

    *l-A* felicità? o.O
    postato da viola ke...appena posso,torno svisssssss,ke perdo il bus il 21/03/2006 17:13

    a sibilla aspetto le tue riflessioni sulla serotonina. La carne sul fuoco non ce l'ho messa io, si è messa da sola. a mqp Scusami se dubito, ma non credo che tu abbia rifiutato un ragazzo bello, intelligente e con i soldi (se questo hai detto)... e se lo hai fatto la tua scelta deve rientrare nell'ambito dei rapporti Edoardo VIII-Wally Simpson (Edoardo aveva corona di Inghilterra e status sociale, ma non valeva nemmeno un'unghia della terribile e spumeggiante Wally... ed era pure bruttina). Sempre con la precisazione che questo è solo il mio personale e fallibile giudizio. ad Aikido Nessuno parla del cuore con la tua eleganza e io men che meno.
    postato da penultimo il 21/03/2006 17:21

    Ad Adelasia Ho sentito anch'io questa storia del gene della felicità. In realtà sarebbero un gruppo di geni che predisporrebbero a un approccio positivo con la vita (in altri casi porterebbero alla depressione). Sono portato a essere scettivo, per lo meno in rapporto a come la notizia viene riferita dalla stampa. La presenza o l'assenza di un gene della felicità rappresenterebbe un vantaggio e uno svantaggio troppo grande in ambito evolutivo. I portatori del corredo cromosomico svantaggioso si sarebbero estinti da tempo, non avrebbero potuto affrontare la concorrenza sessuale degli efficienti e felici possessori del gene della felicità (o di quello della non depressione). A rAe Cogli l'attimo fuggente? Non so che dire. La felicità o la puoi raggiungere o è una chimera. Se la puoi raggiungere non credo sia questione di un attimo, ma di più situazioni.
    postato da ancora un paio il 21/03/2006 17:29

    la felicità è anche quella strana condizione che, non appena viene raggiunta, svanisce. chiedetevi se siete felici, e cesserete di esserlo. perciò, meglio essere inconsapevolmente felici che consapevolmente infelici!
    postato da Agataquadra il 21/03/2006 18:04

    certo che pensare a ste ghiandole che secernono...ogni volta che ci scappa un sorrisetto...bleah!:)
    postato da lastanzadiclaudia il 21/03/2006 19:12

    Ciao penultimo.Mi limito a un saluto non sono in grado di commentare in modo sensato e non vorrei che mi prendono in giro per la mia ignoranza!!Però devo dire che un pò faccio fatica a scrivere e anche capire l'italiano.Luca è quello intellettuale e colto di noi due.Lascio a lui il compito!Un bacio Anne.
    postato da Anne il 21/03/2006 19:20

    Chi era quello del "gene egoista"? Dawkins, mi pare. E poi lo stimolo-risposta... Naaaa... Teorie superate, troppo riduzioniste. L'evoluzione non è solo sopravvivenza del più adatto, è anche caso (la chiamano "contingenza evolutiva", gente come Stephen J. Gould, e Niles Eldredge... mi sono fatta anche autografare il suo ultimo libro - di Eldredge, perchè Gould è morto tre o quattro anni fa). Siamo molto, molto più complessi. Contempliamo comportamenti come il sacrificio estremo, il suicidio, l'altruismo, l'amore. Comportamenti estremamente improvvidi per la conservazione della specie. Ma i tempi dell'evoluzione si contano in milioni di anni e l'uomo su questa scala è un piccolissimo puntino. Quindi, mi domando, perchè chiederci di cosa è fatta la felicità? Potremmo sezionarla in mille particelle, brevettarne tutte le molecole e sperimentarle su ogni essere vivente ed otterremmo ogni volta una reazione diversa (peggio che gli integratori alimentari, credo). La felicità non si analizza, la felicità si prova. Spesso, per assenza. Baci. Filo rosso
    postato da filo rosso il 21/03/2006 21:01

    Per filo rosso Sei tu che dici che siamo molto complessi. Io questa complessità non la vedo manco armato di lente alla Sherlock Holmes. Quelli che tu chiami comportamenti complessi, come il sacrificio estremo, il suicidio, l'altruismo, l'amore, sono invece, osservandoli da un certo punto di vista, reazioni elementari. Le solite reazioni elementari che presiedono alla vita, a tutta la vita che si è creata su questo pianeta. Ho già detto qualcosa su questi temi e altro dirò, se ne avrò l'occasione, in futuro. Per adesso posso solo dire che ciò che tu definisci "comportamento improvvido", il sacrificio estremo, non è affatto un sacrificio e non è nemmeno estremo. Sarebbe facile per chiunque dimostrare che quel tipo di sacrificio non avviene mai a favore di entità estranee a noi, ma solo per idee, persone, ideologie, per mondi nei quali ci identifichiamo e ci rispecchiamo. In una sola parola noi ci sacrifichiamo per noi stessi. Noi ci sacrifichiamo affinché possa vivere e prosperare una parte di noi stessi, spesso la sola parte che consideriamo importante. Questo modo di reagire, a mio avviso, è perfettamente integrato nel mio discorso e non lo contraddice. Ho già detto sul tuo blog che la teoria dell'Evoluzione Puntuata non contraddice in alcun modo i punti cardine dell'evoluzionismo classico (se lo facesse, si dovrebbe buttare Darwin nella pattunmiera). Questa è’ solo una mia idea…
    postato da penultimo il 21/03/2006 21:29

    Noi non abbiamo sempre comportamenti utili alla specie, questo volevo dire.Il sacrificio estremo non è utile alla specie. Gli equilibri punteggiati non contraddicono affatto le teorie evoluzionistiche, ma le integrano, introducendo come variabile la contingenza (in sintesi: non esiste solo la selezione naturale intesa come sopravvidenza del più adatto, ma anche il caso. Ecco perchè l'evoluzione non è solo progressiva e continua come ci si aspetterebbe, ma anche discontinua e casuale). Questo, per quello che ricordo. Poi, sono come la Dory di "Alla ricerca di Nemo": ho la memoria a breve termine assai precaria (e quella a lungo, anche peggio!). Eldredge venne a presentare il suo "Le trame dell'evoluzione" nel 2002 nell'Università dove studiavo, a Milano, invitato dal mio prof di Epistemologia Genetica, Telmo Pievani "il grande", che ha curato la presentazione dell'edizione italiana del libro. E' grazie a Telmo che ho osato chiedere a Eldredge di firmarmi il libro. Cmq... non ti arrabbiare, volevo solo esprimere quello che penso, e cioè che non trovo utile all'esistenza sezionare la felicità, e non credo che la si potrà mai sintetizzare biologicamente o chimicamente. E' un po' come il Supradyn: sappiamo che contiene molte vitamine, ma assumerle in maniera disgiunta dagli alimenti (che contengono altri elementi, ancora sconosciuti) non è dimostrato che serva a qualcosa. Perchè il mondo biologico è complesso, molto complesso... E quello psicologico... e quello emotivo e spirituale.... (oh, comunque io il Supradyn lo prendo lo stesso!) Baci Filo rosso
    postato da filo rosso il 21/03/2006 22:08

    Solo per dire che in campo evoluzionistico quello che sopravvive non è il più adatto (questo era un modo di esprimersi di qualche tempo fa, mi pare). Quello che sopravvive è unicamente "quello che sopravvive". Punto e basta. :-)
    postato da una brevissima il 21/03/2006 22:27

    Non mi sono data alla macchia, ma causa laurea imminentissima ho poco tempo da dedicare al blog. in realtà ho già scritto un altro post, ma devo abbinarci due link a due files musicali e non sono riuscita ancora a capire come si fa! riguardo alla ricetta della felicità, non credo che sia universale per tutti. conosco persone molto felici pur non avendo raggiunto un alto gradino della scala sociale e pur non avendo al proprio fianco un partner desiderabile e ambitissimo. per contro conosco persone professionalmente affermate, ricche e con un partner di quelli che dici tu, ma che non riescono ad essere felici. Scusa se sono banale, ma la felicità dobbiamo trovarla dentro di noi e nelle cose banali, quelle che già abbiamo e non quelle che dobbiamo duramente conquistare lavorando 10 ore al giorno... Oggi mi sento idealista! :)
    postato da simona il 21/03/2006 22:34

    mah... amare e sentirsi amati direi... è che... ormai... chi si fida? ciaooo
    postato da ivy phoenix il 21/03/2006 22:50

    passando, colgo l'occasione per un salutino e per un sorriso.. Ciao! =)
    postato da Ade il 21/03/2006 23:08

    bravo... e non dimentichiamo il mio Lenticchia! ciauuuu
    postato da ivy phoenix il 21/03/2006 23:22

    La felicità mio caro? Bhe la felicità è il non essere infelici... L'amore, la serenità...e qualcuno con cui dividere ciò... Per quanto riguarda il tuo commento, grazie... Menomale che lo hai riletto... un bacino!
    postato da frakkola il 21/03/2006 23:51

    E alla fine ..il gotto. Magari senza ghiaccio. Esemplificazione e via di fuga. L'importante che sia di puro malto, magari dell'Islay.
    postato da octopus il 22/03/2006 00:35

    forse vado fuori tema,ma seguo il filo dei commenti io concordo sul fatto ke l'essere umano sia complesso mi spiego: penso ke un processo funzionale alla conservazione della specie,possa generare dei,come dire,effetti collaterali. potrebbe,cioè , scollegarsi dalla primitiva finalità,oppure innescare degli altri meccanismi nn così necessariamente collegati alla funzione*madre* ciò spiegherebbe paradossi o non sense,apparenti e poi,in fondo,nell'evoluzione,tutto è in relazione stretta con la sopravvivenza e / o con la riproduzione? esistono mutazioni*neutrali*,se ben ricordo kiedo lumi ... argh! ora vado a ninne bacett*
    postato da viola serotina il 22/03/2006 01:11

    Da questo indegno robot umanoide funzionante sulla regola del vantaggio alla dolcissima molto umana e poco robot viola serotina. Me so' scordato che cosa volevo dirti mentre scrivevo la formula di inizio. Tranne il fatto che spero che tu abbia ragione, perché quello che sostengo io desta un tale avvilimento che ci si chiede come possiamo continuare ad andare avanti. Un bacett*, anzi un bacion*
    postato da penultimo il 22/03/2006 10:33

    Alla già ricordata viola e alle stelle di cui è indiscussa signora. A octopus e al bicchiere di quello buono da lui e da me ricordato, di puro malto, si sa. Alla dark girl frakkola e al suo woodyalleniano "La felicità è il non essere infelici" a ivy la fenice spero felice, e ai mille soprannomi che impazzano nel suo blog. Alla graziosa Ade, che poteva sforzarsi di scrivere anche qualcosa di più dato che sul blog ha scritto un piacevolissimo post. A simona, che preferisco senza remore nella sua versione idealista rispetto a quella trasgressiva. ad Anne, gentile e dolce come poche donne e assolutamente lontana dal sentimento dell'arroganza. alla stanza di claudia e al suo bleah rivolto alle ghiandole endocrine. Alla brava filo rosso, che padroneggia come pochi da queste parti argomenti bioevolutivi.
    postato da un po' di baci, meno comunque di 24 mila il 22/03/2006 10:47

    Mi piace pensare alla felicità senza ricordarmi di tutti i risvolti cerebrali che abbiamo in testa. Mi lascio andare semplicemente,accogliendo quel soffio fresco della vita che è in me... elle:)
    postato da elle il 22/03/2006 10:49

    Mi sembra alquanto dura e complicata questa conquista! Dal canto mio la felicità funziona a fasi alterne non ben definite, per esempio l'altro giorno portando a passeggio la mia cagnolina in un campo ho rivisto un formicaio, di quelli fatti a montagnola che non vedevo dai tempi dell'infanzia e mi sono ritrovata a gioire col cuor leggero....poi la sera ho pianto per una frase di un film...mah! Oggi dovrebbe essere iniziata la primavera e fuori piove a dirotto ma io sono felice lo stesso! Buona giornata pb
    postato da pb il 22/03/2006 11:14

    rispostone lungo???? okkei rispostone lungo. Dunque: fanciulli carini coi soldi, rifiutati, ben più di uno (diversi kiletti fa comunque). Son scema ma l'amore è l'amore... Parlando del mio post, invece, ti dico che al giorno d'oggi la stragrande maggioranza va prima a convivere (aehm...modestamente rientro nella media...)e dunque nell'ambiente domestico, che le velleità casalinghesche emergono oppure no. Una volta che si entra nella micidiale e mortale routine il maschio tende a tirarsi sommette di altro tipo. Ecco cosa c'entrano frigoriferi etc. bacio
    postato da mqp il 22/03/2006 14:18

    Wow, che bel post!E' vero, basta aumentare un po' la nostra autostima e saremo tutti più felici!!!!Come dici tu è tutta una questione di cervello! La canzone di Battiato che ho postato ieri è tratta dall'album Gommalacca (quello con Shocking in my town e Il ballo del potere) che io trovo davvero molto bello! Ciao!
    postato da Vale il 22/03/2006 14:55

    Il problema è che l'organismo si abitua. Lunghe dosi di felicità farebbero in modo di a) cadere nella depressione più nera in sua mancanza (effetto dipendenza) e b) assumere questo stato come "normale", quindi non percepirlo più come "felicità" ma come "al solito". Come hai più volte avuto modo di dire tu stesso, la relatività è importante: la felicità è una sensazione che si prova quando si supera di gran lunga la condizione di sensazioni standard. Ne segue che un derelitto ha più possibilità di sentirsi felice, perché parte da un livello più basso. Affascinante, eh?
    postato da Colui che vede Oltre il 22/03/2006 15:01

    a elle, ottimo il tuo atteggiamento di tralasciare i risvolti cerebrali collegati alla felicità a pb, ho già detto dalle tue parti che sembri molto sensibile. Il fatto di commuoverti per una frase di film ti accomuna a me. Anch'io sono spesso felice quando fuori piove; sarà perché non mi posso divertire io ma nemmneo gli altri? a mqp, e tu mi vorresti dire che uno dopo che ha convissuto con te, magari per anni, poi ti sposa? Scusa, sono scettico. Vale, i testi delle tue canzoni di Battiato sono di bellezza dolorosa.
    postato da penultimo il 22/03/2006 15:47

    Ti vedo sulla mia stessa lunghezza d'onda. Già dalla storia delle ragazze compagne di classe che ci hanno fatto ammattire. Hai perfettamente inteso il mio discorso sulla relatività delle aspettative e delle aspirazioni.
    postato da all'amico Colui che vede Oltre il 22/03/2006 15:52

    Grazie della tua attenzione e benevolenza nel trovare la mia descrizione della trama del film "vivida!". Di solito mi ci lego nelle trame! E anche qua devo aver mancato di qualche parola fondamentale,perchè è proprio per sottolineare l'importanza del sogno e la semplicità che l'ho citato ad esempio! Tutta la ricchezza possibile e immaginabile,non può servire a comprare la felicità,se per ottenere un certo tenore di vita,si rinuncia a lle cose più care! E' questa la vera condanna dello scegliere....se sbagliamo,saremo solo noi gli artefici della nostra infelicità! Complimenti per il tuo interessante e articolato post! Sai cosa ti dico? a furia di parlare di felicità.....di quelle piccole.....! Be',sono "felice" di averti scoperto :)) ti metterò nei miei preferiti. Ciao!
    postato da vitty il 22/03/2006 17:05

    (grazie per il commento sotto!) Ebbene sì, sono uno scadente bassista, credevi che il blues dell'altra volta fosse nato solo come testo? Ho cominciato a 16 anni. Il bassista è un elemento che in genere è davvero poco considerato nella band, perché è poco visibile ed udibile rispetto ad un frontmen o un chitarrista... però se manca lo senti. Comunque, lodevoli eccezioni di bassisti ben conosciuti: Paul McCartney, Roger Waters, Jaco Pastorius. Piede è il coautore del teorema della Chiusura del Cerchio, l'ho postato qualche settimana fa, ed incidentalmente è anche l'autore dei testi delle nostre canzoni, oltre che cantante e chitarrista.
    postato da Colui che vede Oltre il 22/03/2006 18:26

    Dimenticavo: nella lista dei bassisti famosi, c'è anche Sting. Ah, l'orgoglio del bassista ferito :)
    postato da Colui che vede Oltre il 22/03/2006 18:30

    Sai cosa stavo per scriverti? Che assomigli molto, come modo di scrivere e mentalità (che appare sul virtuale, poi chiaramente della realtà non ho percezione, anche se strega) all'amico orso Thirdeye, poi mi sono accorta che avete già fatto "comunella"!
    postato da salem il 22/03/2006 19:56

    =:))) mi paice quando perdi il filo bacett:* piesse:merci
    postato da viola ke....*Me so' scordato che cosa volevo dirti mentre scrivevo la formula di inizio* il 22/03/2006 20:24

    A viola dico: se avessi un cappello me lo toglierei ogni volta che entri nel mio blog. a vitty dico: che mi venga un colpo se so perché ti immagino vestita alla Belle Epoque mentre parti per un "Picnic ad Hanging Rock" A salem, benigna strega dai potenti influssi, dico: non darci l'elisir di lunga vita o la pozione della felicità, ma almeno ammollaci qualche intruglio che ci faccia passare un sabato sera con una fanciulla passabile che non ci sbadigli in faccia. All'amico Colui: ci hai descritto molto bene la vita grama dei bassisti. Chissà perchè penso che se mi dedicassi alla musica potrei suonare un solo strumento.
    postato da un paio di rispostine prima de vedermi un dvd il 22/03/2006 22:04

    Il titolo e la foto... messi insieme sono tutto un programma. Saluti
    postato da iltov il 22/03/2006 23:08

    tantissime cose giuste! Poiché sono medico, qualche dettaglio tecnico lo posso aggiungere. (premetto che negli studi di neurofisiologia siamo ancora ai primi passi). E' vero che la maggiore o minore disponibilità cerebrale dei neuromediatori chimici (serotonina, noradrenalina, dopamina e altri) sono responsabili del nostro comportamento e quindi, in un certo senso, anche della felicità. Ma le cose non sono così semplici. Molto dipende dai settori encefalici coinvolti: un conto è avere una elevata disponibilità di serotonina o dopamina nell'ipotalamo e un conto è averne nell'amigdala o nell'ippocampo. E in effetti i moderni farmaci antidepressivi che determinano un aumento della disponibilità di serotonina e/o noradrenalina in tutto l'encefalo (e non selettivamente nelle sole zone in cui servirebbero) non determinano solo un miglioramento dell'umore, ma anche una serie di effetti collaterali che coinvolgono il sonno, l'appettito e il desiderio sessuale (tipico in questi casi è una forte riduzione della libido! siamo più sereni (felici?), ma non si scopa più! mi sembra un controsenso!). Questi mediatori sembrano quindi più direttamente coinvolti nella regolazione dei nostri comportamenti che nel raggiungimento della fantomatica felicità. Forse più direttamente coinvolti in questo sono altre sostanze cerebrali (le encefaline in genere) che vengono secrete dal nostro cervello in relazione al raggiungimento di certi traguardi o in risposta a certe situazioni (alcune encefaline sono esattamente analoghe alla morfina, in altre parole in certe situazioni noi ci autodroghiamo!). Clamorosi sono, in questo senso, gli studi fatti sui soggetti che vivono la fatidica fase dell'innamoramento e nei quali è stata trovata un elevata concentrazione proprio di alcune di queste sostanze. E in effetti, felice per antonomasia, è proprrio l'innamorato cotto! (segue)
    postato da luca il 22/03/2006 23:38

    Il colpo me lo sono preso io,sapendo che ti suscito questa immagine!!!! Devo dire però che l'immagine è carina....quelle ragazze,nei loro abiti bianchi,erano incantevoli!!!! Una domanda mi sorge spontanea ....non sarà che sotto sotto....speri che sparisca inghiottita nel misteriosissimo Hanging Rock?! Scherzo...aspetta che sistemo questo ombrellino...mi ha molto divertita e compiaciuta il tuo modo di vedermi,ti ringrazio. Ciao!
    postato da La Vitty,alle prese con ombrellino guanti cappello e volant il 22/03/2006 23:41

    Da queste considerazioni fisiche possiamo estrapolare alcune considerazioni "metafisiche": cioè, la felicità (almeno nel senso comune che diamo a questo termine, ma anche su questo ci sarebbe molto da discutere) è data dal raggiungimento di una qualche meta. La nascita di un figlio, il raggiungimento del diploma o della laurea, i primi soldi guadagnnati, l'amore conquistato..e questo spiega perchè la felicità non può che non essere fugace: anche neurofisiologicamente uno stato di stimolazione continuativa finisce per provocare tachifilassi (cioè uno stato di abitudine). E' per questo che gli psiconeurologi che studiano la "felicità" danno qualche ricetta: porsi nella vita dei traguardi da raggiungere, ma che siano traguardi raggiungibili, perchè se uno si pone traguardi irraggiungibili, non solo non conoscerà la felicità, ma finirà nella frustrazione e quindi nella depressione. (ma questa non è il famoso detto "Chi si accontente gode?"). Che dire? Che sicuramente ti dà felicità vedere il tramonto abbracciato al tuo amore, o vedere crescere quei tulipani che hai piantato qualche mese fa, ma anche una fiammante porsche sotto il culo non è da meno!! un caro saluto
    postato da luca il 22/03/2006 23:49

    Premessa: non riesco a vedere più un film decente (li vedo solo in dvd perché a cinema non ci vado da una vita). Non so cosa mi capiti. Vedo un quarto d'ora, mezz'ora, e poi interrompo la visione disgustato. Forse non ho più l'attenzione necessaria per vedermi un film. Forse trovo in ogni storia almeno un elemento che non va (o è un attore che detesto o sono i personaggi scadenti o è l'ambientazione avvilente o è la volgarità di certe semplificazioni moderniste). Bah. Sui commenti al post. Ringrazio l'inclito luca per il suo notevole contributo tecnico. Ci ha spiegato con parole semplici alcune contraddizioni dei neutrasmettitori cerebrali. Se però me diceva, diciamo tre o quattro lustri fa, che era meglio non porsi obiettivi troppo ambiziosi nella vita e che "Chi va piano, va sano e va lontano" il mio livello di felicità ne avrebbe beneficiato enormemente. Ringrazio vitty per i suoi ringraziamenti. Se ha bisogno di un cavalier servente me faccio presta' una redingote con cilindro e le affitto il mio braccio per una modica somma. Un saluto a iltov sperando che io e lui non eccediamo con la bionda bevanda.
    postato da di ritorno dal dvd il 23/03/2006 00:48

    Mi piacerebbe commentare ancora, e accennare magari di psicoimmunologia, anche con il medico Luca... ma sono stanca morta e ho le sinapsi in corto :) Così, mi limito si fa per dire a ringraziare il padrone di casa per i baci... anche se sono meno di 24 mila... vedrò di farmeli bastare ;) Baci a tutti Buona notte. Filo rosso
    postato da filo rosso il 23/03/2006 01:00

    io credo che finché abbiamo la capacità di trovarla nelle piccole cose, la felicità ci accompagna spesso... quando perdiamo questa capacità e la cerchiamo (a volte con l'aiuto di mezzi o sostanze) più grande o più duratura, l'infelicità e le delusioni che incontriamo in questo percorso sono maggiori... senza avere la garanzia di successo. la felicità dura un attimo... viviamo intensamente questi attimi! buona giornata ;-)
    postato da sempreio il 23/03/2006 08:43

    Riflessioni mattutine sui commenti di luca, ma non solo Direi che, evolutivamente, non siamo fatti per essere felici. Soprattutto non siamo fatti affinché quella condizione esistenziale sia prolungata nel tempo. Infatti cos'è alla fine, la felicità? Una trovata dell'evoluzione per spingerci a fare delle cose (a riprodurci, con tutti gli annessi e i connessi a questa fondamentale azione, e sono annessi e connessi davvero estesi, come già si è cercato di dire altrove). Se noi fossimo perennemente felici, ci adegueremmo a quella situazione e ce ne staremmo per così dire stravaccati in un'amaca senza fare un cacchio di quelli che sono i nostri "doveri" esistenziali. In sostanza è come se l'evoluzione (e il cervello che parrebbe essere il suo inviato presso di noi) fosse uno spacciatore di droga, di quelli cattivissimi e avidissimi. E noi i più banali tossicodipendenti in crisi di astinenza. Lo spacciatore cattivissimo ci dice: “La vedi questa bella dose? E’ roba di quella buona quasi per niente tagliata. E’ tua se fai ciò che dico io (e curiosamente tra quelle cose tra quelle cose da fare c’è pure da procurare un bel mucchio di bigliettoni all’avido spacciatore o al suo agente presso di noi). Lo spacciatore avido e cattivo non ha nessun interesse a propinarci una dose da sballo che duri indefinitamente perché sa che quando lo avesse fatto noi non faremmo niente di quello che vuole. Sa che quando lo avesse fatto non saremmo più suoi schiavi.
    postato da penultimo il 23/03/2006 11:11

    Per sempreio "L'amore è un attimo da vivere davvero / Muore d'abitudine quell'attimo sincero". "L'amore è un attimo" Enrico Ruggeri. Per filo rosso "E non mi stanco e no che non mi stanco non mi stanco io no che non mi stanco non mi stanco no che non mi stanco no che non mi stanco." Jovanotti "Non m'annoio)... Jovanotti non mi piace, ma questa canzone la ricordo.
    postato da canzoni, e cosa senno? il 23/03/2006 13:35

    Stavo giusto venendo a vedere le novità del tuo blog, ma mi hai preceduto... Che dici di scrivere qualcosa di nuovo? Ho un suggerimento: due post corti, anzichè uno lungo. Anzi, due suggerimenti: meglio che ne scriva uno al giorno, così riesco a seguirti meglio. Bacio....................................
    postato da sibillasi il 23/03/2006 16:01

    Mi sa, dolce sibilla, che pure il prossimo sarà sostanzioso, anche se spero avventuroso. un bacio a te.
    postato da penultimo il 23/03/2006 16:26

    Sono stato attirato qui dai tuoi commenti da me e da Amfortas. Ho letto, ma non ho tanta voglia di commentare, anzi lo faccio, sono arcistufo di ricercare la felicità e la sua presenza nella mia vita. Vivo alla giornata per quanto mi è possibile e non chiedo nulla di più di ciò che mi accade. In questo modo penso di aver trovato un equilibrio, certo non sono sempre rose e fiori, ma sono stanco di cercare di voltare sempre la carta. Se è brutta è brutta, non c'è poi tanto da fare. Io mi sono aiutato molto spesso con i palliativi che dici tu, però non sempre è possibile, me ne frego delle conseguenze a livello fisico e mentale, ma per esempio andare brillo in ufficio non è consigliabile. Ciao. P.S. Oggi sto sul depresso e la penso così, domani chissà.
    postato da medusa il 23/03/2006 17:07

    Come senz'altro ricorderai da Rossella O'Hara: "Domani è un altro giorno". E' una frase banale, ma è verissima. Ciò che oggi non va bene, può darsi che domani vada meglio. Ciao, un grosso saluto di solidarietà tra blogghisti. :-)
    postato da penultimo il 23/03/2006 17:19

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