lunedì 4 dicembre 2006

Il Dio che raddrizza i quadri sui muri


Lasciamo perdere la questione, troppo complicata per chiunque, se l’essere supremo creatore di ogni cosa esiste. Chiediamoci invece: la presenza o meno di Dio avrebbe effetti positivi o negativi sulla nostra esistenza? O non ne avrebbe alcuno?
Esaminiamo la prima ipotesi. Dio, ossia l’Entità sofisticata che si esprime con questo nome non esiste, né è mai esistito. Noi siamo quello che siamo. Nasciamo, viviamo e moriamo. Dopodiciò sparisce ogni traccia di noi, tranne qualche rara e limitata eco avuta dalle nostre azioni o dalle nostre idee sui posteri. Polvere eravamo e polvere ritorniamo. La sola cosa che conta in questo scenario è ciò che abbiamo vissuto, sperimentato e percepito nella nostra vita. I successi, gli amori, i piaceri, le vittorie. Non c’è un’altra vita, non c’è un’altra possibilità. Ogni lasciata è persa. Se non abbiamo avuto l’amore, platonico o fisico, di una certa donna non l’avremo più. Se non abbiamo provato un certo cibo saporito, non lo assaporeremo mai più. Se non abbiamo goduto e non siamo stati felici, peggio per noi, poveri stronzi che siamo, non godremo e non saremo felici in nessuna altra occasione. Se siamo degli sconfitti, dei perdenti, non meritiamo niente, tranne forse il disprezzo e gli sputi in faccia di quelli che hanno vinto sorpassandoci nella vita.
La non esistenza di Dio, da qualunque parte la si veda, non sembra una prospettiva ricca di vantaggi per l’umanità, specie per quella parte di essa che vive sotto i talloni dei potenti o dei vincenti. (E’ vero che certi movimenti politici tentano di ridurre ingiustizie e disuguaglianze sociali, ma più di tanto non possono fare e, inoltre, in certi casi sono essi stessi portatori di ingiustizie e violenze superiori a quelle che vorrebbero correggere.)

Vediamo allora la seconda ipotesi. C’è Dio. C’è un’entità sovrannaturale (indubbiamente molto più complicata e sofisticata della presentazione fattane finora da qualsiasi religione umana) che ha presieduto alla creazione e all’evoluzione dell’universo. C’è un’intelligenza superiore che per scopi a noi ignoti ci ha concesso la possibilità di vivere e avere un’autocoscienza. Forse questa entità non ha alcun senso morale di tipo umano. Forse ci percepisce come gli esseri insignificanti che senz’altro rappresentiamo in questo e negli altri possibili universi. Probabilmente è del tutto disinteressata alle nostre guerre, agli eccidi di popoli, agli omicidi, alle violenze, alle sopraffazioni, alla sconcezza del dio denaro, all’arroganza dei potenti. Di certo deve giudicare il nostro senso etico (quello che noi esseri umani sbandieriamo spesso, ma i cui dettami quasi mai applichiamo) come una trovata bambinesca e rozza perfino per l’universo imperfetto in cui è stata concepita. Diciamo la verità, se esistesse un essere così sofisticato da poter definire Dio non agirebbe secondo il nostro metro morale. Non cercherebbe di intervenire nell’esistenza degli uomini per correggere storture o per sanare torti. Perché dovrebbe intromettersi negli affari terrestri per fermare la mano di un assassino o la pazzia di un pedofilo o di un dinamitardo? Perché dovrebbe incenerire qualche odioso (per noi, ma forse non per lui) riccastro che dilapida patrimoni in magioni miliardarie e in feste principesche a favore di rampolli debosciati del Capitale o allegri affamatori del Terzo Mondo?

Sembreremmo finiti in un vicolo cieco. Anche questa seconda ipotesi metafisica parrebbe non portarci vantaggi o costituire un lenimento per i nostri guai esistenziali. Tuttavia non è detta l’ultima: perché il Dio del nostro esempio potrebbe avere qualcosa che è perfino meglio del nostro imperfetto e opinabile senso morale. Potrebbe avere il senso dell'armonia. Dell’equilibrio, della simmetria. Perfino dell’euritmia. Potrebbe avere l’attitudine all’armonica disposizione delle cose che è ben visibile nelle sue creazioni, nella struttura dei pianeti, nella composizione delle stelle, nella perfezione delle orbite gravitazionali o nella meccanica mirabile dell’atomo. Se in effetti giudichiamo l’Essere Supremo dalle sue (ipotetiche) creazioni, questo suo senso della simmetria potrebbe essere una delle sue caratteristiche principali. Per fare un esempio scherzoso ma non troppo, Dio potrebbe assomigliare parecchio a quei fissati che raddrizzano di continuo i quadri storti sulle pareti per amore della precisione, che spostano un soprammobile di qualche millimetro per soddisfare il loro senso estetico, che si sentono male se vedono alberi di Natale con le palle e le luci disposte più da un lato che dall’altro.
Nello scenario che esaminiamo, l’entità dotata di senso di simmetria e di armonica disposizione delle cose potrebbe essere infastidita dalle evidenti sperequazioni della condizione umana. La sua predilezione verso strutture equilibrate, il suo amore per il perfetto bilanciamento dei pesi e dei contrappesi cosmici, potrebbe essere offeso dalla presenza di individui che hanno tutto e di altri che non hanno niente, di rapaci magnati depredatori dei consimili e di disgraziati presi a pesci in faccia dal primo all’ultimo respiro. E questo singolare amante degli equilibri e dei contrappesi potrebbe essere tentato di rimettere a posto, vedendolo storto e appeso male, il quadro dell’umanità. Magari concedendo agli esseri umani una seconda vita, di natura diversa da quella sperimentata sulla terra, una vita destinata a soddisfare il suo senso della simmetria, la sua euritmia creatrice. Una seconda vita in cui i poveri e i deboli abbiano molto e quelli che hanno avuto e goduto assaporino mancanza e sofferenza. Un’esistenza di divini calci in culo ai distributori di calci in culo e di sovrumane carezze per i tanti disperati di questo mondo.
Non ho mai capito perché i propugnatori della giustizia e dell’eguaglianza sociale (come per esempio certi ambienti progressisti) spesso avversino l’idea di Dio, cioè dell’unica entità che - con il qui ipotizzato senso di simmetria e i suoi potenti mezzi sovrannaturali - potrebbe dare il giusto a ogni uomo. Capisco che affidarsi troppo al Cielo può impedire di lottare a sufficienza in questa vita, però a chiunque dovrebbe risultare evidente che l’unica società utopica è quella realizzabile da un essere non di questo mondo.

1 commento:

  1. Commenti importati7 settembre 2008 11:18

    ominciamo bene: ermeneutica di lunedì mattina! Oh, Capitano solo tu puoi ricondurre il pensiero alla riflessione! Buona giornata a te!
    postato da matrixwoman il 04/12/2006 10:13

    O MAMMA.....che bello questo post......ora mi prenderò un bel po' di tempo per leggere gli altri tuoi articoli visto che ti ho scovato solo ora....Cmq sarebbe bellissima la visione di Dio come la hai presentata....pensa che la mia idea di Dio quando sono incazzata è quella di un omino verde con un dito alzato.....ops scusa ma è così Besos A&D
    postato da agroedolce il 04/12/2006 10:41

    Abbiamo ripreso a suonare, ti aspettiamo con simpatia!
    postato da forte il 04/12/2006 13:22

    La mia posizione sul conto di dio, o di un dio, di sicuro la conosci. Vorrei solo fare delle puntualizzazioni sugli scenari che hai esposto. Per quanto riguarda il primo, tu dici (più o meno) che se non esistesse l’essere supremo che tutto ordina e modifica a suo piacimento, alla maggior parte degli esseri umani non rimarrebbero che poche briciole da dividersi. Questo è proprio quello che accade. Lo vediamo tutti i giorni, in (quasi) tutti i paesi del mondo. Non ha importanza che ordinamento politico sia in vigore, oppure quale religione sia quella maggiormente seguita. Fatto sta che pochi godono e molti piangono. Ti spiego un momento il mio “quasi”, che si riferisce a poche eccezioni, per esempio i paesi scandinavi, dove sembra che si sia giunti all’essere molto vicini alla giustizia sociale. Ma lì ci sono delle condizioni sia ambientali che di densità di popolazione, oltre ad altre che non sto qui ad enumerare, che rendono possibile questo “miracolo”. Comunque tornando a noi, io preferisco essere povero, sfortunato e magari sfruttato e maledire me stesso per la mia ignavia o chi mi sfrutta per la sua avidità, piuttosto che affidarmi all’aiuto di un essere superiore che, come è noto, non esiste. Ricordi il padre di Massimo Troisi in quel film in cui era privo della mano? Non ricordo che film fosse ma mi hai capito benissimo. Bene, il padre di Toisi non faceva una bella figura, e non la fa chiunque affidi le sua sorte o il suo essere a “qualcuno”. Secondo scenario. Se fosse sempre esistito questo essere supremo, la prima cosa che penserei di lui, è che forse è sempre stato cieco, oppure che è sempre stato colluso con i poteri forti. Non è mai accaduto in duemila anni di storia, che un povero e sfigato avesse la meglio su un ricco e potente. Mai. E non neanche mai accaduto che una tragedia, una ecatombe, un terremoto, una guerra, una strage o anche una “semplice” su una donna venisse evitata. Quindi questo essere supremo è un farabutto oppure un distratto. Inoltre anche prendendo per buona la tuia supposizione che il su menzionato essere supremo ci dia una seconda possibilità (per rimediare alle nefandezze di una vita), questo sarebbe un evento che si ripete ormai da secoli. Chi nella vita ha sfruttato, violentato e ucciso, in una seconda vita sfrutterebbe, violenterebbe e ucciderebbe di nuovo, perché dovrebbe cambiare? Dopo tutto il male che ha fatto un vita sua, gli viene data la possibilità di ripetersi!!! Possibile che l’essere supremo non capisce che potrebbe dare ad ogni uomo dieci vite, ma il risultato sarebbe sempre il medesimo? Possibile che l’essere supremo ha ancora una fiducia così sconfinata nel genere umano? Mi risulta difficile crederlo. Ecco perché io dico che non esiste alcun dio o essere supremo o entità superiore o entità astratta. L’uomo può rendere migliore questo pianeta basandosi unicamente sulle sue capacità (tante) e sul suo senso etico (poco). L’uomo può contare unicamente e solamente su se stesso per risolvere i problemi che si sono accumulati negli ultimi secoli, e che continuano ad accumularsi imperterriti, senza che nessuno faccia qualcosa. E il fatto che l’uomo possa contare solo su se stesso, mi vede piuttosto pessimista, sul futuro di questo pianeta. Hai detto bene, affidarsi a cielo toglie la voglia di lottare, o forse è solo uno stratagemma che usa chi ha già poca voglia di lottare. La società utopica sembra realizzabile solo da un essere non di questo mondo. E dato che questo essere non esiste, la società utopica rimarrà tale.
    postato da medusa il 04/12/2006 13:24

    A medusa Prima di risponderti, una piccola premessa, che dovrebbe essere già evidente da ciò che ho scritto. Uno, l’ipotetico Dio a cui penso io non assomiglia a nessuna delle entità presentate dalle religioni. Due, credo che sia assurdo disquisire su un essere così perfetto e superiore da potersi chiamare Dio. Sarebbe come produrre fioriti discorsi su una possibile quinta o sesta dimensione, che si regge su leggi fisiche e presupposti strutturali - di cui non sappiamo assolutamente niente - del tutto diversi da quelli del nostro universo basato sulle quattro forze fisiche. Io ho parlato di Dio nel post, contravvenendo quindi alla mia stessa convinzione, ma l’ho fatto (almeno spero), in modo leggero, come dovrebbe essere evidente anche dall’esempio dell’essere che raddrizza i quadri sui muri. In realtà penso che dire qualsiasi cosa su un eventuale Dio (un essere perfetto e superiore che non si può definire nemmeno a parole, non a caso la parola “essere” è ridicola in questo contesto) sia uno sproposito perfino maggiore di pretendere di spiegare l’Inizio di Tutto (il vero inizio, non quello rappresentato dal Big Bang, evento che arriva già a universo per così dire formato). La cosa principale su cui non concordo con te (ce ne sono anche altre minori, come per esempio ciò che dici dei paesi scandinavi) è che un possibile Dio dovrebbe intervenire nei nostri affari, come se avesse un cervello e un senso morale simili al nostro. Perché dovrebbe farlo? Perché dovrebbe pensare come noi? Perché dovrebbe considerare un male che certe persone soffrano o muoiano? La verità è che spesso immaginiamo questo essere superiore (alla cui esistenza non ho mai detto di credere) come se fosse il patriarca con la barba dipinto da Michelangelo e magari crediamo pure di sapere se alle elezioni americane avrebbe votato per Bush o Kerry… voterà per il centrodestra o per il centrosinistra, Dio? O non sarà per caso una specie di indipendente ecologista con qualche sfumatura noglobal e un po’ di libero mercato che ci sta sempre bene? (E’ chiaro, medusa, che non ti attribuisco nessuna delle ipotesi che qui sto criticando, sto solo riflettendo tra me e me). Per quanto riguarda il senso morale e il giudizio da dare sugli uomini (sia per quelli che stanno in alto nella scala sociale che per quelli schiacciati sugli ultimi gradini della stessa), ce ne sarebbe da dire parecchio. Per dirla in due parole, io non credo che i poveri e i derelitti siano necessariamente meglio di quelli che si trovano nella stanza di comando, né credo che si comporterebbero meglio dei rapaci magnati di cui parlo nell’articolo trovandosi al loro posto. Non penso affatto che la società umana sia migliorabile oltre un certo limite. Ciò che si può e si deve fare è evitare che tale società diventi un luogo in cui sia impossibile vivere, specie per chi non ha mezzi, come tanto spesso minaccia di diventare. Mi accorgo che il mio commento è tanto lungo che non potrò parlare degli scandinavi, magari lo farò alla prossima. Ciao, medusa. :-))
    postato da Mio Capitano il 04/12/2006 14:13

    In questi giorni propendo per la tua seconda ipotesi. Un bacio MioCapitano, a presto.
    postato da margot il 04/12/2006 14:38

    Sono un pò confusa e il tuo post mi ha fatto ricordare di un mio caro amico che nel soggiorno di casa sua ha appeso un quadro stortissimo ed ogni persona che entra glielo fa notare e lui divertito dice che gli piace così! Il mio Dio (e dico mio perchè ho una fede molto personale) non lo so descrivere, sento che c'è e questo mi basta. baci baci e buon inizio di settimana barbara
    postato da barbara il 04/12/2006 14:55

    Se hai voglia c'è una cosa che ti linko così te la vai a leggere con calma e ti posso assicurare che è la mia vita passata Besos http://agroedolce.blog.tiscali.it/aj2869940/
    postato da agro e dolce il 04/12/2006 15:02

    E’ ovvio che le religioni danno un’idea di questo ipotetico dio, falsata, di comodo e anche poco credibile. Io ho finito da tempo di chiedermi se un dio esiste o meno. Se tu hai ancora dei dubbi è giusto che cerchi una risposta. Se invece sei sicuro di ciò in cui credi, le mie parole non scalfiranno le tue convinzioni. Inoltre è naturale che per una entità o una essenza superiore parlare di essere risulti un poco improprio, ma qui non vorrei inerpicarmi su disquisizioni in fondo inutili. Tu dici che dio (chiamiamolo così) può non avere le nostre stesse idee e può non penare come noi. Perfetto. Allora come pensa? Come agisce? Cosa è giusto per lui? Cosa è sbagliato? Chi ce lo dice? I preti? Ho forti dubbi sul ruolo di intermediari dei religiosi in genere. Supponiamo che lui non consideri un male che le perone soffrano e muoiono. Mi sembra allora che non consideri neanche fare la guerra, inquinare i mari o fare brogli elettorali. Allora se dio fosse così e considerando che io personalmente odio la guerra, l’inquinamento e i furbi, cosa me ne dovrei fare io di questo dio? Dio esiste per dare corpo alle proiezioni umane. L’uomo non riesce a guarire la malattia? Si affida a dio. L’uomo non riesce a mettere fine alle guerre? Ecco il dio pronto. Si vuole che dio la pensi così perché è l’uomo che ha “inventato” dio. Dimmi la verità a te piacerebbe un dio “indipendente ecologista con qualche sfumatura noglobal e un po’ di libero mercato”? Non sarebbe male, penso. Ecco qui che ogni uomo si fa un bel dio pronto all’uso. Anche gli uomini “cattivi” credono in dio, infatti alcuni fanno la guerra in suo nome. A questo punto dio, la guerra, la ama o la odia? E poi non intendevo dire che l’equazione povero=buono sia sempre valida, per carità, ci sono ricchi “con un cuore così”! L’uomo è uomo, che sia ricco o povero è solo un incidente di percorso. E ancora, ti ripeto, sono pessimista sulla sorte di questo mondo, è la causa del mio scetticismo è proprio la natura umana, che da millenni a questa parte non è che sia cambiata di molto, ma sono cambiati i mezzi che si trova a disposizione. Per capirci, mille anni fa una baleniera non avrebbe mai versato il suo petrolio in mare e non sarebbe stato possibile a nessuno di uccidere contemporaneamente migliaia di persone con un semplice “clic”. Infine, anche io parlo spesso tra me e me, cerco confronti e contraddittori, sennò mi annoio. Buona giornata. P.S. Attendo le tue considerazioni sui paesi scandinavi.
    postato da medusa il 04/12/2006 15:12

    Ti posso assicurare che la persona in questione probabilmente non conosce nemmeno il significato della parola anticonvenzionale e sono certa che se vedessi quel quadro rideresti anche tu insieme a lui! :-) A me danno il nervoso i quadri storti ma non credo che neanche la mia posizione sia normale! baci barbara
    postato da barbara il 04/12/2006 15:31

    Voglio fare un piccola puntualizzazione per riportare l’attenzione sul punto che io volevo segnalare nel post. E cioè che l’idea di Dio – l’idea, non l’Entità in sé – è un pensiero bellissimo e lodevole. E’ la migliore intuizione avuta dall’uomo per creare la giustizia sociale e l’uguaglianza tra le persone. Ciò che volevo dire nel post è che se non c’è l’idea di Dio e sei un derelitto tale rimarrai per sempre, senza alcuna speranza di affrancarti dalla tua condizione – ho già detto del mio sostanziale pessimismo sulla capacità riformatrice dell’uomo. Se al contrario c’è l’idea di Dio, tu debole, tu ultimo, tu derelitto, tu povero cristo, avrai sempre una possibilità di riscatto nella tua mente. Che poi nella Storia alcuni apparati di potere o gerarchie ecclesiastiche abbiano usato l’idea della divinità come strumento per controllare e asservire le masse, è un altro discorso, anche questo complicato e lungo da affrontare. Però voglio sottolineare che l’idea di Dio è una straordinaria creazione della mente umana, che trovo ammirevole e bella. Gli scandinavi dovranno aspettare stasera. :-))
    postato da Mio Capitano il 04/12/2006 15:45

    "...tu debole, tu ultimo, tu derelitto, tu povero cristo, avrai sempre una possibilità di riscatto nella tua mente." Ecco, questo mi infastidisce, essere ridotti a cercar riscatto nella propria mente. Attendo gli scandinavi, che è meglio.
    postato da medusa il 04/12/2006 15:51

    Il riscatto lo puoi trovare solo nella tua mente o in luoghi sovrumani, perché, come è noto, nella vita di tutti i giorni, te se magnano vivo. Forse non s'è capito bene e allora lo ripeto: te se magnano vivo. :-)
    postato da Mio Capitano il 04/12/2006 15:55

    Premesso che puoi mangiar carne viva anche tu, anzi forse al mondo d'oggi se vuoi vivere tranquillamente "devi" mangiar carne viva (assurdo vero?). Ma, allora l'aver fede si riduce ad uno squallido palliativo? A una presa di posizione per convenienza? A un esercizio di opportunismo?
    postato da medusa il 04/12/2006 16:05

    Ti faccio i miei complimenti... questi discorsi sono incredibilmente sensati, ben ragionati e soprattutto fatto bene. In un tale post, so certo che con il mio commento sfigurerò, ma tuttavia decido di farTi sapere la mia opinione: Io sono un Cristiano, alcune cose della Mia Relgione, ovviamente, non le approvo, ma comunque non è questo ciò che volgio scrivere. Secondo me Dio c'è, anzi ne sono più che sicuro. Se così fosse, ci sarebbe il nulla... e manco!!! Non ci sarebbe Universo, non ci sarebbero i Pianeti, non ci sarebbe vita ecc... gli studiosi dicono che l'origine del mondo è dovuta al bing bang... ok... ma il Bing Bang si è fatto da solo? Comunque io credo che ci sia una vita dopo la morte, in cui abbia accesso chi si è comportato bene, rispettando i più elementari valori morali. (Beati coloro che han fame e sete di giustizia, Beati i poveri di spirito.... Marco, vv nn me li ricordo) Credo, invece, che per chi si sia comportato male, ci sia solo la morte dell'anima, che è una cosa tremenda... forse anche più della dannazione eterna! Ora vorrei commentare alcuni passi che tu hai scritto "Probabilmente è del tutto disinteressata alle nostre guerre, agli eccidi di popoli, agli omicidi, alle violenze, alle sopraffazioni, alla sconcezza del dio denaro, all’arroganza dei potenti." Io non credo che sia disinteressato... Dio è misericordioso!!! "Perché dovrebbe intromettersi negli affari terrestri per fermare la mano di un assassino o la pazzia di un pedofilo o di un dinamitardo? Perché dovrebbe incenerire qualche odioso (per noi, ma forse non per lui) riccastro che dilapida patrimoni in magioni miliardarie e in feste principesche a favore di rampolli debosciati del Capitale o allegri affamatori del Terzo Mondo?" Perché deve (dovere nn è per nulla il verbo adatto ma lo scrivo lo stesso) far sì che l'uomo si gestisca da solo, e che si rovini da solo CONTINUO IN UN ALTRO COMMENTO
    postato da il killer il 04/12/2006 16:22

    CONTINUAZIONE "perché il Dio del nostro esempio potrebbe avere qualcosa che è perfino meglio del nostro imperfetto e opinabile senso morale." Forse perché è Onnipotente??? "Se in effetti giudichiamo l’Essere Supremo dalle sue (ipotetiche) creazioni, questo suo senso della simmetria potrebbe essere una delle sue caratteristiche principali" Questa è grossa... non ha caratteristiche principali, è perfetto in tutto In ogni caso, oltre alle già citate (più qualcun altra) cose che non approvo ti rinnovo i miei complimenti per questo articolo veramente ben scritto!!!
    postato da il killer il 04/12/2006 16:27

    io .....ora una semplice segretaria....ma nella mia vita precedente......non lo so diciamo che ho un prima e dopo .....ma vorrei riappacificare me stessa...ardua opera besos A&D
    postato da Agro come non mai il 04/12/2006 17:13

    Ne dico una fuori tema. Stasera ho fatto una passeggiata. Una delle solite mie, ossia sul paio di ore. Mentre camminavo ho deciso di fare un percorso che non facevo da tempo, è una scarpinata che mi porta per due quartieri napoletani e un comune limitrofo. La prima cosa che ho pensato quando ho deciso di cambiare percorso è che il mio nuovo tragitto mi avrebbe portato vicino alla casa di Rosanna , ossia della ragazza di cui ero innamorato al liceo e che non vedo da una vita (le ho dedicato due post e una foto sulla colonna laterale). Mi è sembrato che così facendo sarei passato quasi a salutare questa mia vecchia fiamma; in realtà lei era una fiamma per me, ma non io per lei, dato che dubito che si ricordi ancora della mia esistenza. Naturalmente ho pensato subito che Rosanna non abita più nella casa dei genitori da chissà quanti anni. Tempo fa, facendo una ricerca quasi per gioco con Google, immettendo il suo nome trovai un sacco di notizie sul suo conto (è proprio incredibile la potenza di questo motore di ricerca). Rosanna adesso fa l’ostetrica in un ospedale campano. All’epoca trovai pure il suo indirizzo e il suo numero di telefono attuale. Informazioni provenienti da un mio antico compagno di scuola, assolutamente inattendibile, la volevano sposata con un cardiologo di notevole nome nell’ambito medico napoletano. L’amico inattendibile sosteneva che Rosanna fosse diventata snob come il marito barone ospedaliero, ma probabilmente aveva solo liquidato questo mio conoscente rompiscatole come non fui capace di fare io quando si presentò a casa mia. La cosa strana è che quando sono passato accanto alla casa della mia vecchia compagna di classe (cioè a quella dei suoi genitori) non ho provato nessuna emozione, la magia era sparita. Però mi sono chiesto come potrebbe essere Rosanna oggi. Grassa, magra, con le rughe, come? Come sei diventata, Rosanna?
    postato da Rosanna il 04/12/2006 20:34

    non sottovalutiamo la questione "dio" anzi non sottovalutiamo l'uso improprio che ne hanno fatto. costruendoci una leggenda millenaria,e una ricchezza infinita. non meno le guerre, che si son fatte in nome di dio. le persecuzioni, gli abusi: persone plagiate, spinte a inseguire cosa? se non una nebbia, un utopia. l'uomo e la sua cupidigia insaziabile: ha costruito nel tempo un arma potentissima; giocando sull'ignoranza popolare da sempre l'uomo ha a vuto il terrore dell'ultraterreno, di ciò che non è dimostrabile: oggi tale leggerezza non è piu ammissibile, è tempo che le persone si sveglino e si prendano le proprie responsabilità. basta farsi usare, basta credere nel nulla. il bene e il male, esistono solo nella nostra integrità morale. la chiesa è politica, la polita è mafia, corruzione scempio di ogni ragione ma finchè seguiremo ora questo ora quel credo, saremo solo strumenti, burattini in mano a burattinai. è tempo che le persone imparino a ragionare, a scegliere da soli, cosa sia giusto cosa non lo sia. altrimenti lamentarsi non conta, non basta, saremo sempre complici di macchinazioni create ad arte, da chi piu furbo di noi, ha capito come usarci. buona serata
    postato da angelica il 04/12/2006 21:56

    Diciamo che è tempo di risolvere la da me sollevata questione degli scandinavi. Il mio commento è suscitato da una riflessione di medusa che citava questo popolo come esempio di vita invidiabile e appagata (vado a memoria perché non ricordo perfettamente le sue parole). Ciò che dirò comunque è frutto delle mie solite riflessioni tra me e me e se farò delle critiche non devono essere addebitate a medusa, che nel suo commento diceva tutt’altra cosa. Dunque non ho mai creduto alla favola della Scandinavia come culla del vivere bene e di una società tollerante basata sull’assenza di sentimenti negativi come la gelosia o l’odio sociale. Credo che quello della Scandinavia come regno del vivere bene sia stata una favola propagandata negli anni Trenta da chi aveva interesse a promuovere il modello politico socialdemocratico che l’ha sempre fatta da padrone in quelle nazioni. La maggior parte delle informazioni provenienti da quelle regioni sono a mio avviso frutto di una propaganda non molto dissimile da quella dei paesi del socialismo reale o di pure e semplici leggende metropolitane (c’è ovviamente pure un sottofondo di verità, come in quasi ogni notizia). La mitizzazione dei paesi nordici della socialdemocrazia era fortissima pure nel periodo storico in cui io e medusa eravamo ragazzini, ossia gli anni Settanta. La Svezia in particolare era considerata una nazione più o meno abitata da marziani supertolleranti in fatto di sesso e di rapporti sociali. Ricordo che all’epoca andavano di moda dei romanzetti scollacciati di una collana intitolata “Confessioni scabrose” che presentavano spesso cameriere e ragazze alla pari svedesi assatanate di sesso, le quali praticamente si sarebbero fatte anche il più cesso degli uomini (mi si perdoni la licenza) in ossequio alla loro emancipazione sessuale. I mariti e i fidanzati svedesi, in quasi tutti i film, tra cui ne ricordo uno con Sordi e un altro con Manfredi, erano del tutto alieni dalla gelosia. Praticamente ti fottevi la moglie (altra licenza poetica) e quelli ti portavano la colazione a letto, ti spazzolavi la ragazza in lungo e in largo e quelli al massimo esalavano un “Poffarbacco”. Come dicevo non ho mai creduto a questo cliché (che ripeto è frutto di mie riflessioni e non collegato a nessun commento). In Svezia come altrove, c’erano le solite indiavolate alla Anita Ekberg che, insomma, te la davano facile, ma non ho mai pensato che tu passeggiassi per le strade di Stoccolma e le vichinghe ti rapissero come se fossi un sabino da ripassarsi sotto i portoni. Sulla questione del vivere bene. I paesi scandinavi sono quelli con più alto tasso di suicidio di tutto il mondo. E’ vero che i suicidi sono frutto delle società del benessere economico; ma se in un certo posto molta gente pensa continuamente a farla finita e spesso fa perfino il gran passo, questo non è un sicuro sintomo di felicità sociale. Sulla questione della gelosia e dell’emancipazione sessuale, i tassi di omicidio per gelosia svedesi non sono inferiori ai nostri e anzi, se non ricordo male, perfino superiori. Oltretutto non si può scordare che nella patria delle disinibite ragazze alla pari si fanno meno figli che a Napoli. Vogliamo forse affermare che la vera Svezia è ‘o paese d’’o sole? In conclusione, non credo che nei paesi scandinavi, malgrado il maggior benessere economico e la capacità di fruire di maggiori prodotti di consumo, si viva meglio che in posti con minori ricchezze materiali. Questo perché l’aumento di benessere comporta un corrispondente e spesso perfino superiore aumento delle aspirazioni e delle aspettative di felicità… ma questo è un discorso che ci porterebbe lontano. Saludos por todos lo amigos de esto blog. :-))
    postato da Mio Capitano il 04/12/2006 23:27

    Ovviamente, sempre parlando tra me e me, non essendo mai stato in quei paesi, il frutto delle mie considerazioni era dettato da qualcosa letto chissà dove, da resoconti di persone che hanno visitato quei luoghi o altre amenità del genere. Certo è che dicendo quelle parole sulla Scandinavia, non sulla Svezia in particolare, non mi riferivo alla presunta libertà sessuale vigente lassù. Non ci avevo proprio pensato a dire il vero. La cosa che mi viene da dire rispetto ai loro costumi, a quanto sembra, assai liberi e disinvolti è: "Contenti loro!" Noto solo che non giungono da questi paesi notizie di faide assassine, di sommosse popolari o di attentati sanguinosi. Quindi a meno che non ci sia anche lì un regime repressivo che nasconde la realtà, e questo non mi risulta, dovrei dire che in assenza di ciò si debba vivere in modo pià umano. Sapevo anche io dell'alto tasso di suicidi di cui soffrono i paesi in oggetto, e questo considerando quello che ho finora detto, non me lo spiego proprio. Mi riservo di dare delle informazioni più precise non appena visiterò almeno un paio di questi apparenti paradisi. :-) In quanto al "paese d'o sole", lassù l'effetto benefico del caldo e rigenerante astro se lo sognano di sicuro. Ora mi dedico al mio passatempo serale preferito, vado quindi a leggere qualche pagina del libro che mi aspetta impaziente sullo scaffale. Buonanotte.
    postato da medusa il 05/12/2006 00:07

    Bè, io conosco persone svedesi. lavorano tutti. La parità dei sessi sembra raggiunta. La donna che non lavora viene considerata come qua viene considerato un uomo che non lavora. La loro vita è perfettamente organizzata. Non devono perdere un colpo. La pigrizia è una malattia da combattere. Non stanno molto bene, amano l'Italia perchè qui prendono un pò di respiro. Per quanto riguarda dio, ognuno c'ha il suo. Per me è la natura.
    postato da paola il 05/12/2006 09:54

    Credere a cosa???- mi chiedo titubante e pensierosa. Il fato esiste, verissimo. Dio non so, forse, magari si. Ma son cerat che esistono le nostre mani e le nostre menti, per volgere al positivo il negativo...anche se qualcuno è tanto stupido da fare viceversa...e ci condiziona terribilmente la vita...Buona giornata, Jenny
    postato da jennynutella il 05/12/2006 10:06

    Dal due maggio, Dio fa parte della mia incontestabile esistenza. Certo e reale,non riesco a confrontare ipotesi e cercare risoluzioni a cio' che per me è semplice come l'acqua.
    postato da veneredischiena il 05/12/2006 10:18

    Devo precisare un mio piccolo errore di distrazione. Ho detto che In Svezia si facevano meno figli che a Napoli, mentre volevo dire il contrario, e cioè che nella mia città si fanno meno figli che nella patria dei vichinghi e dell'emancipazione sessuale.
    postato da Mio Capitano il 05/12/2006 11:18

    Ciao Capitano, ti chiedo scusa se non lascio un commento pertinente. Mi piacerebbe che esprimessi la tua opinione in merito al mio ultimo post, che è più che altro una denuncia di un malcostume, per non dire peggio. L'invito è esteso a tutti i tuoi lettori, che ringrazio anticipatamente. Ciao!
    postato da Amfortas il 05/12/2006 11:20

    Buona gironata Mio Capitano, anche io ieri sono andata a fare una passeggiata e sono stata in un luogo dove non ero mai andata, vicinissimo a casa mia e che ho scoperto davvero incantevole! Ti lascio un sorriso luminoso barbara
    postato da barbara il 05/12/2006 14:46

    Eccome se c'entra col mio post... il mio ultimo ricovero mi ha insegnato parecchie cose, per prima ad essere felice di ciò che si ha oggi perchè domani chissà se ci saremo! Grazie per la tua presenza costante! bacio barbara
    postato da barbara il 05/12/2006 14:59

    Già l'immagine è forte..ma erano due giorni di assoluto silenzio, io odio i silenzi, mi logorano, anche se so che con lui i silenzi hanno dei significati. Adesso mi leggo questo post con calma...
    postato da picciosa77 il 05/12/2006 15:26

    l'immagine di un dio che raddrizza i quadri delle pareti mi inquieta un pochino,non è detto che un ambiente perfetto possa mettere del tutto a proprio agio chi lo vive...l'armonia dell'imperfezione anche nelle semplici sensazioni e nelle domande che non trovano risposta...un abbraccio:)
    postato da elle il 05/12/2006 17:45

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