mercoledì 15 febbraio 2006

La formula dell'amore

Ho trovato al formula dell’amore.
L’ho trovata. Ce l’ho scritta qui su un foglio davanti a me.
La sto leggendo in questo preciso istante e sto ridendo perché penso a come sarebbe più facile la vita delle persone se potessero avere la mia stessa conoscenza dei meccanismi che regolano questo sentimento.

Non sto parlando di un filtro che faccia innamorare, niente streghe per amore sulla mia scrivania. Non è una ricetta che ti porta a un intruglio per accalappiare la ragazza o il ragazzo della porta accanto (i maledetti belli e impossibili che manco ci calcolano quando li incrociamo balbettando per le scale). Parlo della comprensione degli esatti elementi, meglio degli ingredienti - e in quali precisi dosaggi - che fanno sì che questo sentimento nasca e si protragga. Parlo della formula che faccia capire perché un certo amore a un tratto finisce e perché finisce proprio in quel momento e proprio tra quei due particolari esseri umani. Perché proprio adesso e qui. Perché proprio tra me e te.
Ho tutto qui sulla mia scrivania. La formula è poco più estesa della scrittura matematica che definisce la teoria della relatività, ma, così, mi piace pensare, ugualmente rigorosa (ora però non iniziate anche voi a criticare la legge Basaglia che ha messo tanti spostati in libertà).
In verità la mia equazione dell’amore si scrive come una qualsiasi formula chimica, prendiamo ad esempio quella dell’acetato di vinile (CH3COCH=CH2). Solo che da me non ci sono le definizioni dei legami chimici, ma solo alcuni elementi (ingredienti) che si sommano, sottraggono o si frazionano. La cosa funziona così. Si assegna una certa consistenza numerica a ciascun ingrediente e infine si calcola il risultato che ottiene una determinata relazione di coppia. L’amore si ottiene solo se il risultato supera una certa soglia numerica. Se la paura fa novanta, forse pure l’amore fa lo stesso numero.

Di cosa parlo in quell’equazione? Dell’essere umano. Di cos’altro potrei parlare? Della spinta all’autoaffermazione, dei condizionamenti innati e acquisiti che ci fanno essere quelli che siamo, dell’aspirazione alla riproduzione. Parlo della storia personale di ciascuno. E soprattutto considero le aspirazioni e le aspettative che si sono alimentate in campo sentimentale, le quali sono diretta conseguenza della nostra storia personale e di ciò che siamo. Considero inoltre gli elementi biologici che fanno scattare la molla dell’attrazione e poi ce la fanno mantenere.
In realtà la mia più che una formula è una sottoformula, una specie di sottoprodotto della formula della felicità. Ho trovato anche quella, cosa credevate? Anche qui però non si tratta di un filtro che dà la felicità. Ti fa solo comprendere cos’è questa condizione e in quali precise circostanze, obbligatoriamente ineluttabilmente, si verifica.

Però sono meschino. Mi terrò la formula per me. Non servirà a darmi l’amore o la felicità. Però mi farà piacere leggerla di tanto in tanto.
Non divulgherò la mia scoperta. Perché dovrei farlo? Per essere altruista? Ma non lo sarei in tutti i casi. Questa specie di equazione dei sentimenti non serve a trovare l’amore (scusate se ho esordito facendovi credere che lo fosse). Ben lo so io che l’ho scoperta. Al massimo può farti compagnia mentre te la ripassi pensando alla tua ultima delusione sentimentale. Ti potrebbe confortare mentre ascolti Johnny Cash che, chitarra e roca voce tormentata, ti fa struggere dentro cantando “Give my love to rose”.
Datemi retta. Se mi tengo per me la formula dell’amore, se la tengo qui ben custodita sul mio tavolo, vi faccio un favore. Certe cose è meglio non conoscerle. Vi farebbero solo piangere di più.

1 commento:

  1. Commenti importati27 agosto 2008 15:26

    ciauz,scusa se vado fuori tema,rispetto al post di oggi,ma nn voglio essere *in incognito* accanto al mio nome ,nn c'è il link ad un blog semplicemente perkè nn ho un blog,vivo sul balconcino di colui il quale eminenza molto tempo fa,infatti,mi ha regalato una paginetta(linkata sulla colonna di sinistra del suo blog) ecco,mi sono presentata... =:) ciauz e a presto piesse: sono affetta da una grave forma di *dislessia da tastOera*...fine della presentazione
    postato da viola ke...*venuta in incognito*... il 15/02/2006 20:44

    penultimo... dunque la prima formula la conosciamo tutti.. o almeno quelli di noi già passati per delusioni... è da quanto sei disposto a soffrire per una persona che si vede l'amore che sei capace di darle.... per la formula della felicità.. sarò antiquata ma mi adeguo al mio ari(stotele)... perchè tu che avevi trovato? buona serata a te! a presto
    postato da ivy phoenix il 15/02/2006 21:00

    Bella queata storia della sottoformula... ma se tu non vuoi dare a nessuno questa ricetta sta attento qualcuno potrebbe rubarla!!!! Ciao
    postato da Lliena il 15/02/2006 21:23

    Ma lo sai che sei proprio forte! mi hai tenuta incollata al testo fino all'ultima riga, come fosse un giallo scritto da uno scrittore professionista... bravo! Rispetto alla tua domanda se la squadra di hockey italiana è forte, beh, vista la partita di oggi ti dico di si, perdere solo 7 a 2 contro il Canada dei professionisti, la squadra che vincerà senza dubbio l'olimpiade, è un risultato ottimo, e poi hanno giocato benissimo! Speriamo bene per i prossimi risultati (non sto dicendo che andremo a medaglia... la cultura dell'hockey in Italia non ci permette di competere con nazioni come il Canada, la Cecoslovacchia, la Russia, la Svezia, etc..., ma faremo bella figura! io ci credo... :-) )
    postato da stellina12 il 15/02/2006 22:47

    ehm...posso azzardare la mia? sai, leggendo il post,più ke alla formula ho pensato all'anatomia dell'amore ho visto parti ke, variamente aggregate, dovrebbero formare il tutto,ma.......... così come nn basta sommare 2 braccia , 2 okki,un naso ,2 gambe per fare un uomo (così procedendo ,con somme ,sottrazioni,frazioni,al massimo si otterrebbe..Frankestein),allo stesso modo nn mi convince ke l'amore si possa definire semplicemente attraverso la combinazione di un certo numero di elementi mi spiego la somma(sottrazione,frazione...)dei vari fattori dà origine a qualcosa di nuovo e di diverso,sia ke si parli di uomini ke di amore ...ma nn ho dogmi nè certezze ciauz =)
    postato da viola ke...*si incarta?* il 15/02/2006 22:48

    in un un'unione perfetta, l'uomo e la donna possono esser paragonati a un arco teso. come si fa a dire se è la corda a flettere l'arco o se è questo a tener tesa la corda?l'arco maschio e la corda femmina sono in armonia..benchè ella lo tenga legato, gli obbedisce..e benchè lei lo tiri, tuttavia lo segue..ognuno è inutile senza l'altro..bhò!!un saluto
    postato da Aikido il 15/02/2006 23:43

    Ti ho risposto nel post della bonazza. Io invece ho la ricetta dell'amore,sai dosare dolcezza più un pizzico di bontà.....la posterò un giorno o l'altro....o forse l'ho già fatto....uuuuhhhhhhhh nn ricordo uff! A quest'ora sn proprio sonata!
    postato da danydonna il 16/02/2006 00:47

    Spero almeno che tu l'abbia brevettata. E poi, sono d'accordo con te, certe cose è meglio non saperle per evitare di soffrire di più. Appena ho due secondi, ti linko anch'io...
    postato da sibilla il 16/02/2006 09:46

    ***Mati*** per ***Caralior""" (http://_mati_.blog.tiscali.it) [Giovedi 16 Febbraio 2006 ore 08:51:18] Lo scorso anno, quando la mia ex storia stava naufragando, io ignara di ciò che sarebbe stato il poi ….stavo abbracciando delle problematiche solo mie che in qualche modo hanno spaventato chi stava accanto (vuoi che ci sono persone che rifuggono dal dolore perché in natura poco disposte e votate a questo gesto …vuoi che con il passare degli anni anche la prepotenza di voler tenere saldo un legame di fronte a mille difficoltà a volte va scemando …..) Non è semplice stare vicino a qualcuno che attraversa momenti particolari, in cui si mette in discussione e in cui genera giornate di pianto o di interrogativi. Lui fuggiva dal tutto ciò …..anche se continuava a dire che ero l’unica donna che avrebbe mai voluto accanto, lui pretendeva una sua realtà fatta di giornate serene e sgombra di problemi. Se non ha avuto o voluto avere la forza per superare tutto ciò …..posso io serbargli rancore? La nostra è stata una storia pulita, sincera, da adulti e anche se sto ancora tanto male cerco di vedere ciò che è accaduto con il senno di poi, con il distacco necessario, perché è la cosa più giusta per tutti e due. P.S.: Leggerò con calma il tuo post dall'aria molto interessante! Promesso!
    postato da ***Mati*** il 16/02/2006 10:03

    strana storia questa! L'AMORE è UNA EQUAZIONE CON TROPPE INCOGNITE DA POTER RISOLVERE!
    postato da leila il 16/02/2006 10:11

    Beh la mia è brevettata da un pezzo,nessuna fatica a renderla pubblica,occorre una lei+ un lui,un dosaggio di enzimi(unici e irripetibili per ogni coppia)un tempo ed una circostanza,gli enzimi lievitano e la passione divampa mai o quasi in egual misura. La risultante dipende dai fattori di rischio che si intendano correre.La sofferenza è il pane dell'amore,pensa a Paolo e Francesca un 'libro galeotto' ne fu la circostanza... "... Amor, ch'al cor gentil ratto s' apprende prese costui de la bella persona che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona. Amor condusse noi ad una morte: Caina attende chi a vita ci spense!" Eccoti la formula amico,più o meno sconosciuto(!)un saluto.Nenè
    postato da falivenes il 16/02/2006 11:29

    Beh ma io sono innamorato, nn é questo il punto. Il vero problema é ke sono le altre a nn essere innamorate di me. Chissà, magari studiano poco e nn conoscono ancora la formula... un saluto fratello p.s: la massima sui penultimi ke apre il blog, é da incorniciare. congratulations!
    postato da bostik il 16/02/2006 12:02

    per viola ke interessante la tua idea che l'assemblaggio di parti diverse conducano a un Frankenstein (anche in amore). Io però non la vedo così. Cos'è l'amore alla fin fine? Una reazione chimica. E' il cervello che libera serotonina o altre secrezioni endocrine (la medicina non è il mio campo) dopo aver analizzato una certa situazione e aver deciso che essa è assolutamente necessaria (e starei per dire vantaggiosa) alla sopravvivenza. Naturalmente il nostro amico pensatore non la mette in questi termini. Il nostro cervello si dà delle grandi arie da romantico bohémien. Però se facciamo attenzione potremo vedere la sua natura meccanicistica (se fossi davvero cattivo direi opportunistica) in tutte le poesie d’amore che ha composto o in tutti i mazzi di rose che ha fatto regalare. Ciò che noi dobbiamo capire è perché un dato cervello, in un determinato momento della vita, prende quella decisione (la decisione di amare) e si mette eseguire una sinfonia per ormoni e orchestra, con l’adrenalina come primo o secondo violino. Tutte le strutture pensanti umane prendono decisioni diverse pur trovandosi nello stesso contesto? E siamo d'accordo. Però tutte quelle strutture elaborano gli stessi elementi (che sono quelli che io credo inclusi nella mia segreta formula dell'amore). Il risultato che scaturisce da queste elaborazioni è diverso solo perché sono diverse le aspirazioni e le aspettative (starei per dire le ambizioni) che ciascun individuo alimenta: e quelle aspettative, aspirazioni e ambizioni sono diverse in ciascuno di noi per complicate ragioni che uno molto più bravo di me non riuscirebbe a spiegare nemmeno in un libro. In sostanza, per metterla terra terra, noi vogliamo riprodurci. E’ la priorità delle priorità (lo è stata nella storia dell’evoluzione e i condizionamenti acquisiti allora continuano a funzionare in noi). Per riprodurci abbiamo bisogno del sentimento che si chiama amore. Il cervello ti fa innamorare quando ritiene di aver individuato un conveniente partner sessuale-sentimentale (il fatto che lui lo giudichi conveniente non significa che abbia ragione o che il sentimento che fa nascere in noi abbia la possibilità di essere contraccambiato o di avere un futuro). Direi che l’ho fatta fin troppo lunga e seriosa. La chiudo qui.
    postato da penultimo il 16/02/2006 12:18

    Non la vorrei neppure io la formula dell'amore, sicuramente non terrebbe conto delle mie imprevedibili variabili personali, dei miei comportamenti ingiustificati ed inaccettabili e finirebbe per complicare la mia esistenza ed il mio modo di amare. Ciao ciao
    postato da particelladisodio il 16/02/2006 13:00

    Ciao ciao, perchè ti ha turbato la storia delle mutandine, anzi mutandone rosa accesso? Due: non accetto l'invito perchè non mi sento almeno adesso di credere nell'amicizia uomo donna. Non so che intenzioni abbia lui e la sua compagnia ma io le mie le conosco bene: uscirei solo per una innocente serata tra amici. Onde evitare incomprensioni e togliere all'amico anche il mezzo punto concesso, preferisco non accettare. Tre: tu sarai sicuramente un bravo guaglione ma fessacchiotto nemmeno un pò!
    postato da particelladisodio il 16/02/2006 13:25

    sai,l'importante nn è esser d'accordo,ma ,civilmente,confrontare idee argomentando stimo moltissimo ki, nn avendo dogmi ,ma pensieri,si apre al confronto,magari mantenendo poi la propria posizione occhei...e ora,prosaicamente , vado a tentare di cucinare la pappa(cosa nella quale ho qualke difficoltà @.@) ciauz
    postato da viola il 16/02/2006 14:22

    Grazie mille per la visita e per le canzoni in rima al mio post sulla notte! Interessante l'idea della formula dell'amore....comunque l'amore per me è qualcosa che non si può racchiudere in una formula perchè ci sono infinite varianti....di certo la tua formula per te funzionerà ma se anche la pubblicassi agli altri non servirebbe.... un sorriso pb
    postato da pb il 16/02/2006 14:27

    ehm....ciao scusa il ritardo ho letto solo oggi il tuo secondo commento quello del 11 febbreio che hai lasciato sul mio post.....ero fuori....forse in crisi mistica.... :p cmq non ho capito che post devo leggere e commentare.....se mi guidi ..... grazie mille per il commento.... ciao :)
    postato da Rifugio il 16/02/2006 15:35

    colori esplosi ;-)
    postato da davideatzei il 16/02/2006 16:56

    interessante...la formula dell'amore consinste nel fatto che non c'è una formula o che c'è.non lo sapremo mai.è come il mio raporto con rutelli.sfoglio la margherita e dico t'amo non t'amo fino a quando non resto con lo stelo in mano.diciamo che è questa la proporzione del mio amore per rutelli.parlo di amore spirituale...di questi tempi,sai,meglio specificare...basta non essere apertamente omofobici per farti arruolare d'ufficio all'arcigay.noi italiani siamo una manica di provinciali.ciao,t'ho linkato.
    postato da nicocordola666669 il 16/02/2006 17:13

    Ciao Penultimo.. per adesso ho letto il post... che tutto lascia sperare ma che alla fine nulla dice. La formula... boh? Formule chimiche, tante, come è anche pubblicato, ma proprio quella sinapsi che si retrae... è lì il problema, una sinapsi che si perde...
    postato da Gio/Prof il 16/02/2006 17:58

    L'amore è come una rosa, profuma e ha tante spine. Se non l'innaffi sfiorisce.. ecco l'unica regola!
    postato da indovina chi è? il 16/02/2006 17:58

    fra le persone simpatiche aggiungi "Il club delle zitelle" un caro abbraccio
    postato da Gio/Prof il 16/02/2006 17:59

    Ti lascio,un abbraccio,un bacio e un sorriso...ti basta? :)
    postato da danydonna il 16/02/2006 18:44

    L’amore non è razionale, è insensato , non ha regole, non vuole regole...... nessuna formula nessun intingolo....nessuna pozione magica....ci si innamora ci si ama e ci si molla senza nessuna regola prestabilita.....e se non ci si può lasciare si cerca di comprendere.....l’amore ti scava l’anima ti divora.......l’amore uccide....ma ti rende felice.....misteriosamente bella/o......agli occhi degli altri...e al tuo lui/lei.... non ci sono regole ne schemi chimici..... p.s. La mia non è una crisi mistica.....o forse si...?! Mah...! Un Abbraccio a presto.
    postato da Rifugio il 16/02/2006 19:22

    eccomi! Sentiamo... Pensavo che la mia "ideale" non ti piacesse... vedo che vai su occhi azzurri e chioma chiara... ciao
    postato da sophie il 16/02/2006 20:51

    acc eppure speravo in un aiutino ....... ; ) un saluto
    postato da lindarc il 16/02/2006 21:00

    Alle mie latitudini insulari si usa dire: molenti nominau, molenti arribau. Come dire: parli del diavolo e ne spunta la coda. Asini e diavoli c'entrano, al di là delle apparenze. Se una formula dell'amore esistesse, l'avrebbero solo loro, credo. Nell'amore o si è asini e si ama, o si è diavoli e si è amati. Piuttosto: è dato un terzo caso?
    postato da Tungsteno il 16/02/2006 22:34

    Vediamo. La tua formula non serve a trovare l'amore - ergo momentaneamente non mi serve (ed è un momentaneamente che si protrae da molto tempo e minaccia di continuare per parecchio altro). Se e quando lo troverò, non avrei la minima intenzione di scoprirne la data di scadenza grazie alla tua formula. Infine, se dopo svariato tempo dall'inizio della ipotetica relazione mi trovassi bene con la mia donna e usando la tua formula scoprissi che in realtà la coppia dovrebbe essersi divisa da un po', nascerebbero solo dei problemi. Ergo: la tua formula non serve a una mazza! :) bruciala! O mandala in concorso all'IgNobel. Ti saluto (e una precisazione: Frank Cho - pur essendo bravissimo come disegnatore di comics, viste le ultime copertine - lo adoro soprattutto come autore per le strip di Liberty Meadows!)
    postato da Colui che vede Oltre il 17/02/2006 10:25

    per il nostro amico tung, e per il suo peso atomico di 74 Concordo con le tue categorie di asini (quelli che amano) e diavoli (quelli che sono amati). La terza categoria che evochi, potrebbe essere quella dell'amore perfetto, e cioè quella degli asini e dei diavoli insieme. Per ottenere ciò bisognerebbe avere due persone che si amano allo stesso modo, e che, nel gioco poco gioco dell'amore, ritenessero tutt'e e due di aver fatto il miglior affare possibile. Più o meno bisognerebbe ottenere un pareggio in amore, che grosso modo è difficile da ottenere quanto un pareggio nelle elezioni politiche col (vero) maggioritario.
    postato da penultimo il 17/02/2006 10:54

    Non è capito niente delle cose di cui chiedi chiarimenti... Dovresti essere più esplicito. Non ti preoccupare non mi arrabbio Buona giornata.
    postato da particelladisodio il 17/02/2006 11:41

    l'amore perfetto nn esiste e..proprio a causa della formula ke tu hai semplificato,in commento,in : ci dobbiamo riprodurre kiarisco: ammesso ciò( assioma ke mi trova QUASI completamente d'accordo,peraltro) e portando alle estreme(ma nn troppo)consguenze,trai le conclusioni e ...ma sì quella storia dell'uomo ke deve distribuire i suoi geni a destra e a manca e le donne ke devono protggere i poki *cuccioli* ke possono avere.. ciauz piesse: credo ke quella semplificazione fosse troppo semplificata e nn rispondesse esattamente al tuo pensiero..(?)
    postato da viola il 17/02/2006 11:46

    per viola senza ke Era senz'altro una semplificazione semplificata. D'altronde non possiamo stare sempre lì a concionare. In tutti i casi il mio pensiero è sicuramente rozzo quanto quello della maggior parte della gente, anche se vado dicendo in giro che ho scoperto la pietra filosofale. Ciao cara viola.
    postato da penultimo il 17/02/2006 11:59

    Dunque, l'amico della pizza lo vedo stasera in palestra, per ora quindi tutto stazionario. Dal ginecologo è andato bene, le mie mutandone mi hanno fatto sentire abbastanza a mio agio, purtroppo però devo fare accertamenti :-( Ciao ciao.
    postato da particelladisodio il 17/02/2006 12:06

    tiro le somme dei commenti ricevuti fin qui. Come era facilmente prevedibile, predominano le posizioni di coloro che credono l'amore un imperscrutabile e sovrumano sentimento che non si può spiegare e tanto meno ridurre a una formula meccanicistica (foss’anche più accurata e elaborata di quella che affermo di aver trovato). Si tratterebbe del famoso mistero sublime di cui ogni tanto si parla (spesso a sproposito) in vari campi del vivere umano. L’amore pare un sentimento troppo alto affinché possa obbedire a (non molte) regole (non molto) complicate, non più nobili di quelle che fanno muovere un’automobile quando vi infili la chiave dentro e premi sull’acceleratore. Pochi vogliono ammettere che ci sono delle rotelline e dei meccanismi, messi in moto spesso da un orologiaio maldestro quando non cieco. E’ vero che l’orologiaio crede di essere molto furbo, crede di fare il tuo bene (riproduttivo), crede di poterti procurare un conveniente partner sentimentale, il miglior partito che per te sia possibile conquistare nelle condizioni fisiche, psicologiche e gerarchiche in cui ti trovi. Crede per così dire di farti fare il migliore affare rispetto ai soldi che hai in tasca. Ma abbiamo già detto altrove che l’orologiaio cieco quasi fa sempre un gran casino. Se fossi animato da sentimento irriverente direi senz’altro che amare assomiglia defecare; nel senso che in tutti e due i casi il cervello, elaborando stimoli che ci vengono dal corpo e dall’esperienza, ci conduce sulla tazza del water o sotto la finestra dell’amata (questo fino a un secolo fa, adesso forse ci conduce a domandare, con gli occhi lucidi dalla tenerezza: “Saresti così gentile da regalarmi le tue mutande sporche per avere un ricordo di te quando sarà finità?”. Ultima di questo commento. E’ chiaro che uno che parla di amore e cerca di capirne la meccanica non è in preda a questa passione. Quando hai la testa piena di cuoricini e vedi tutto rosa molto difficilmente ti metti a fare pallose disamine sul perché tutti se ne vanno a festeggiare questa stronzata di san Valentino e tu te ne stai a meditare sui massimi sistemi sentimentali-ormonali.
    postato da penultimo il 17/02/2006 15:13

    Amare punto e basta! Senza tanti ma, ne però.
    postato da IL terzo caso il 17/02/2006 17:00

    Una confidenza. Non arrivavo forse a cinque anni,Pà la sera per farmi addormentare,mi leggeva a volte le poesie di Dante, mi raccontava del suo amore per Beatrice,di quanto lui soffrisse,per la sua amata,lontana e irraggiungibile.Ricordo ancora come la odiavo questa Beatrice,che si metteva fra il “mio Dante” e me, e lo faceva soffrire. Mi facevo i film,dove finalmente raggiungevo Dante e lo consolavo,e randellavo Beatrice senza pietà,e la chiamavo scema e mi accanivo così tanto da farle discorsi feroci contro, a voce alta,con un cipiglio fiero e combattivo. Ecco forse perché quando parlo di “pelle” a soli cinque anni, credo di sapere bene ciò che dico. Rammento le risate di papà, che mi ascoltava borbottare accanita,mia madre seriamente preoccupata della mia stabilità mentale,che lo rimbrottava, perché mi parlava di cose più grandi di me.Il mio amore per Dante è nato così,e non è mai scemato,e… sotto, sotto ho ancora il dente avvelenato contro Beatrice!!! Eh sì, sono da terzo o forse quarto caso. Un saluto;)))Nenè P.S. dannato amore quante problemi che causa,VOGLIO DANTE,senza nessun ma.
    postato da Decisa verso il quarto caso il 17/02/2006 21:58

    Se l'hai trovata invece di leggerla ogni tanto, perchè non la usi x te e un'altra fortunata mortale? Ciao ;)
    postato da come alice il 17/02/2006 22:30

    La formula dell'amore è una formula fatta male... Se no non si capirebbe come mai tanta gente patisca per esso... E' tutto talmente soggettivo, nei sintomi...nel viverlo...Che magari la formula su altre persone non serve... Mi ha fatto piacere il tuo commento... Cioè...il fatto di essere apprezzati per qualcosa che si scrive fa piacere...anche per chi crede di far tutto male... un bacio
    postato da frakkola il 17/02/2006 22:35

    Difatti penultimo a quel commento lì mi riferivo...per quella poesia lì... Non devi apprezzare tutto per forza:) Il blog è il mio diario è nella vita accadono un sacco di cose... Non sono disperata se lo fossi in modo non mutabile...sarei da un'altra parte... Sono solo qui che mi parlo e ragiono con me... Comunque metti il www davanti al tuo link, quando commenti e si clicca sulla tua url non si riesce ad entrare nel tuo blog... Saluti
    postato da frakkola il 17/02/2006 22:57

    ciao e grazie della visita , dovrei scrivere per giorni per rispondere ad un post così , ora come ora ti dico che non esistono vasi di pandora nell'amore , è un momento , che può passare e ritornare , può ferirti mortalmente che non t'innamori più , deve esserci quella scintilla che t'illumina il cuore.... sarà...... , io l'ho avuta tanti anni fa.... e poi dopo tanto tempo si è talmente affiefolita che non so quando durerà......ancora......ciao francesco
    postato da nubilefrancesco il 17/02/2006 22:58

    per nenè è mezzanotte passata, sono stanco, me ne vado a dormire. da piccola tu eri innamorata di dante, io della ragazzina del "Tesoro del castello senza nome" (sceneggiato tv di tempi storici). Non c'entra niente con la storia della formula dell'amore, ma ho già detto che è tardi e soprattutto che sono stanco.
    postato da penultimo il 18/02/2006 01:21

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